CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

24Giu/140

Calendario Avvenimenti

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17Gen/180

Messina – «104ª Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati»

La Parrocchia di S. Camillo:  Parroco, Religiosi, Diaconi e Laici, ha vissuto e condiviso l'accoglienza, la fede e la gioia con la 'Folla dei numerosissimi partecipantiQuesti sono i caposaldi che l'impeccabile Team, fraternamente guidato dal diacono Santino Tornesi (direttore Ufficio Migrantes), ha messo al centro della preparazione dell'evento. Questa celebrazione è stata ancor più vissuta in modo straordinario dai giovani della Comunità filippina di Messina che hanno ricevuto i Doni della Pentecoste. Essi singolarmente hanno proclamato l'Eccomi accarezzati dall'affettuoso e  vigile sguardo dell'Arcivescovo. Giovanni Accolla Egli, come fermo e tenero padre, si è avvicinato a ciascuno di essi per ascoltare meglio il tremito del loro cuore, aperto alla sfida di confermarsi Cristiano nella piena accettazione dei "Doni - Sapienza  Intelletto, Consiglio, Fortezza Scienza,  Pietà e del Timore di Dio; incastonati nel Sigillo dello Spirito Santo.

Due i momenti coreografici. Il primo, iniziale, consistente nella unione delle acque dei cinque continenti nell'Unica acqua del Fonte Battesimale. Compito egregiamente svolto da Cinque Coppie, rappresentanti, anche con i variopinti abiti i Cinque Continenti. L'altro dalla danza delle fanciulle ornate di fiori, che ha aperto la processione dei doni verso l'altare.

Hanno inoltre partecipato all'evento: Refaat Mohamed (Presidente Comunità Islamica di Messina) di Isuf Ferri (Comunità ROM) e Nina Santisi (Assessore alle politiche sociali).
Uno speciale apprezzamento a tutti i componenti dei Cori - Un saluto particolare ai Migrantes.


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17Gen/180

Messina – BFMC – «Da quando siamo lontani da Dio- … “La gioia si è spenta nei nostri cuori, si è mutata in lutto la nostra danza.”(L. 5-15)»

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17Gen/180

Messina – «Pregare Ecumenicamente per cambiare il cuore degli Uomini e realizzare insieme la pace su tutta la Terra»

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13Gen/180

Messina – BFCM «4° appuntamento con p. F. Cucinotta-Eugenio Scalfari – il “Laico” del dialogo»

2018_01_16-BFC-Cucinotta-SCALFARI

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12Gen/180

Reggio Calabria – CIS «L’attore mente per vivere. Recita. Il fragile e ribelle eroe del cinema Marlo Brando»

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11Gen/180

Messina – «Conoscere il fenomeno mafioso per non ripetere i ripetuti errori di valutazione degli anni ottanta»

 

"Quando si dice che Messina non è stata toccata dalla guerra di mafia si dice la più grande falsità della storia e della cronaca messinese"

Giornalista Nuccio Anselmo  - storico  cronista della Gazzetta del Sud  - Sede addiopizzo 02/12/2017

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3Gen/180

Messina – «…L’esaltazione di questo bene primario, che è la pace, nel vario concerto della moderna umanità.» (Paolo VI)

Primo giorno dell'anno 2018. La nuova storia della Città può avere inizio. Raggiunte le profondità ultime del disimpegno e dell'ignavia, non considerando i malfattori seriali di questa meravigliosa Messina, il nostro camminare e pregare insieme è una forte testimonianza che crea inedite coinvolgenti suggestioni.  Così ciascuno si rende protagonista di un annuncio che va contro ogni logica di mercato e di interessi. E in questo evento di comune preghiera, ognuno di noi diventa un tesoro e una ricchezza per gli altri.

Come da tradizione è la Comunità di Sant'Egidio a fare gli onori di  ...  Piazza Cairoli, punto storico di partenza della marcia della Pace 2018. Ai nastri di partenza Chiesa e Città (1985) - l'Arcivescovo Giovanni Accolla - il Vicario generale mons. Cesare Di Pietro - il Vicario della zona Ionica mons. Ettore  Sentimentale - il Direttore Caritas Don Giuseppe Brancato; per la Città: il sindaco Renato Accorinti - l'assessore Nina Santisi (politiche sociali)-  i gruppi di accoglienza  migranti - il volontariato - famiglie e singoli

Si riportano solo alcune frasi significative dei brevi interventi fatti prima della partenza della Marcia della Pace 2018 - con il tema voluto da Papa Francesco "Migranti e Rifugiati uomini e donne in cerca di pace"

Arcivescovo Giovanni AccollaUn saluto a tutti e un ... invito ulteriore a poter camminare... Ognuno si esprimerà secondo la propria religiosità ma Tutti insieme ci rivolgiamo a Dio perché illumini il cuore degli uomini e perché il Dio che si è fatto uomo guardi alla nostra umanità e noi ci facciamo coinvolgere da questa sua presenza. Il nostro camminare è un testimoniare, è vero ancora c'è tanta insensibilità e ancora c'è tanta indifferenza. Diventa importante poter creare suggestioni tali per coinvolgerci e con il coinvolgimento di poter partecipare e diventare testimoni di un annuncio che va contro ogni logica di mercato, contro ogni logica di interessi. Ora ci avviamo e lì a S. Caterina ci troveremo tutti quanti in preghiera e ognuno di noi diventa un tesoro e una ricchezza per gli altri nel pregare insieme e nell'innalzare a Dio la nostra preghiera perché il cuore dell'uomo possa riempirsi della sua presenza e possa coinvolgere tutti,

Sindaco Renato Accorinti: Ci ritroviamo il 1° gennaio proprio per Iniziare con il piede giusto, parlare di pace e farla entrare nel cuore di tutti. Nemici non c'è ne devono essere e quelli che sono dentro di noi, il nostro ego e la nostra ignavia, sono quegli ostacoli che impediscono di costruire prima in noi stessi e poi insieme agli altri il senso della comunità.
In Europa e in Occidente non viviamo  un periodo di pace ma  un periodo di non guerra - Europa e Occidente brillano per il loro egoismo
Fabbriche di armi e la loro vendita in tutto il mondo non ci fanno onore. Ma ogni cittadino è il centro di una nazione e quindi deve spingere a chiedere ai governi di cambiare rotta e di investire quel denaro per gli ultimi qui ma anche nei confronti di una vita e di una finanza più equa per quello che si chiama ancora terzo mondo.

Presidente del centro islamico Moahmed Refaat
Grazie e buonasera a tutti e a sant'Egidio che ci da l'opportunità di manifestare per la Pace. e quest'anno abbiamo il nostro Vescovo insieme al Sindaco e le più alte autorità che si vede hanno a cuore la pace. Tutti quanti religiosi e non religiosi siamo orgogliosi di Messina perché ha questa volontà di fare pace che è una ricchezza per tutti quanti perché sappiamo che in questi anni il Mediterraneo è stato teatro del male anche per le ragioni dette dal sindaco. Questi mali noi li rifiutiamo e vogliamo dire che basta solo il 10% di ricchezza tolta agli armamenti affinché i poveri possano vivere con più dignità. E noi diciamo con orgoglio di messinesi no al male per vivere tutti in pace.

Sant.Egidio Andrea Nucita 
Ringraziamenti a tutti iniziando dall'Arcivescovo Accolla ...
E' divenuta una bella tradizione iniziare l'anno con la marcia perchè vuol dire ribadire in modo visibile la volontà di pace.
Le nostre Città devono diventare dei cantieri di Pace e nel cantiere, lo sappiamo, ci sono tante maestranze e ognuno 

con la propria specificità contribuisce alla costruzione . Credo che la nostra città con la sua generosità , con la sua volontà di accoglienza sia l'espressione di questo: un grande cantiere che non è completato, che bisogna ancora costruire con le maestranze con il genio con l'energia di tutti . E sono contento che ci siano anche le rappresentanze delle case di accoglienza, dei nostri amici migranti che sono qui in mezzo a noi, perché noi pensiamo che il nostro futuro sarà un futuro di pace se sarà un futuro insieme.  Non c'è  futuro se separati dagli altri. E quindi vi ringrazio ancora per la vostra partecipazione e spero che oggi sia una giornata...un inizio di pace per tutti quanti. Grazie.

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3Gen/180

Reggio Calabria – «Adulti e bambini, fra sogno e realtà, verremo trasportati alla scoperta dell’universo»

Mercoledì 3 gennaio 2018, ore 18.30  - Planetario Pythagoras Città Metropolitana

« Il Piccolo Principe tra le Stelle del Planetario »

(ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry)

Spettacolo teatrale didattico a cura dell’attore Gianluigi Belsito e del Direttore Planetario di Bari Pierluigi Catizone

Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry sbarca al Planetario Pythagoras
La pièce a cura della compagnia "Il Teatro del Viaggio" e dello Sky Skan di Bari

Torna al Planetario Pythagoras di Reggio Calabria il teatro-scienza: dopo la rappresentazione della vera storia del “Pifferaio di Hamelin” a cura di Spazio Teatro, domani, 3 gennaio, alle ore 18.30, al Planetario andrà in scena: “Il piccolo Principe tra le stelle del Planetario”. Lo spettacolo, con ingresso gratuito, è a cura della compagnia “Il teatro del viaggio” e il Planetario Sky-Skan di Bari.
L'iniziativa si inerisce all’interno del primo Festival dell’Astronomia in Calabria, nell'ambito della valorizzazione del sistema dei beni culturali e il rafforzamento dell’offerta culturale presente in Calabria, Azione 1 tipologia D Dipartimento Turismo e Beni Culturali, Istruzione e Cultura della Regione.

Il progetto presentato intende coinvolgere tutte le fasce della cittadinanza, dalle famiglie, ai giovani, e agli adulti in genere, con un particolare riguardo alle fasce meno protette culturalmente.
«Divulgare la scienza è una necessità, un’esigenza di democrazia, un bisogno profondo della nostra società per cui il compito delle Istituzioni deve esser quello di stimolare un interesse reale affinché ognuno possa stare nel processo di trasformazione indotto dal progresso scientifico nel modo più consapevole possibile. Il fine è quello di rendere la meraviglia della scienza - dichiara la responsabile del Planetario, Angela Misiano».

Nella magica cupola stellata del Planetarium Pythagoras, guidati dall'attore Gianluigi Belsito, da Pierluigi Catizone, adulti e bambini saranno trasportati fra sogno e realtà, alla scoperta dell'universo.
Un viaggio interplanetario che avrà come ospite d'eccezione il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry. Assieme al curioso viaggiatore dai capelli dorati, il pubblico partirà alla scoperta del sistema solare e della Via Lattea, alla scoperta di nuovi mondi e di ciò che con gli occhi non si riesce a veder incontrando, di tanto in tanto, i buffi e misteriosi personaggi della nota e celebre favola.
Attraverso l’incantamento del cielo stellato e avvolgenti videoproiezioni a trecentosessanta gradi lo spettacolo racconterà di un viaggio nell'universo sia fisico che allegorico per un evento di grande impatto didattico e visivo.
Una storia per bambini, ma che parla agli adulti poiché, accanto alla narrazione scientifica, affronta temi importanti quali il senso della vita, il significato dell’amicizia.

Le attività del programma "Sotto le Stelle di Natale" proseguiranno:

Giovedì 4 gennaio 2018, ore 21.00 Planetario Pythagoras Città Metropolitana

“Il Pianeta degli anelli da Galileo alla Sonda Cassini” - Prof. Marco Romeoesperto Planetario

Venerdì 5 gennaio 2018, ore 16.00 Planetario Pythagoras Città Metropolitana

Una Befana stellare Gioco a premi: quiz astronomico rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni - Tombolata con ricchi premi

Staff Planetario, conduce Marica Canonico

Sabato 6 gennaio 2018, ore 19.30 Planetario Pythagoras Città Metropolitana

Incontro aperto a tutti e dedicato alla Comunità entro cui ricade il Planetario

“Il Cielo del Natale tra fede, scienza e tradizioni” - Prof.ssa Angela MisianoResponsabile scientifico Planetario Pythagoras

Condizioni meteorologiche permettendo, è prevista, in occasione degli incontri, l’osservazione del Cielo con gli strumenti a cura degli Esperti del Planetario.

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2Gen/180

Reggio Calabria – «Sono passati 50ª anni … ma il Re del sorriso rimane Antonio De Curtis in arte “Totò'”»

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1Gen/180

Messina – «”51ª Giornata mondiale della Pace” – PACE IN TUTTE LE TERRE»

« Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo - che sia la pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire. » (Paolo VI)

1968 - I giornata mondiale della pace
1969 - II giornata mondiale della pace - La promozione dei diritti dell'uomo, cammino verso la pace
1970 - III giornata mondiale della pace - Educarsi alla pace attraverso la riconciliazione
1971 - IV giornata mondiale della pace - Ogni uomo è mio fratello
1972 - V giornata mondiale della pace - Se vuoi la pace, lavora per la giustizia
1973 - VI giornata mondiale della pace - La pace è possibile
1974 - VII giornata mondiale della pace - La pace dipende anche da te
1975 - VIII giornata mondiale della pace - La riconciliazione via alla pace
1976 - IX giornata mondiale della pace - Le vere armi della pace
1977 - X giornata mondiale della pace - Se vuoi la pace, difendi la vita
1978 - XI giornata mondiale della pace - No alla violenza, sì alla pace

Dal Vaticano, 8 dicembre 1967. PAULUS PP. VI © Copyright - Libreria Editrice Vaticana

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PAOLO VI -PER LA CELEBRAZIONE DELLA I GIORNATA DELLA PACE

1° GENNAIO 19681° GENNAIO: GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli a celebrare "La Giornata della Pace", in tutto il mondo, il primo giorno dell'anno civile, 1° gennaio 1968.

Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo - che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire:

Noi pensiamo che la proposta interpreti le aspirazioni dei Popoli, dei loro Governanti, degli Enti internazionali che attendono a conservare la pace nel mondo, delle Istituzioni religiose tanto interessate alla promozione della Pace, dei Movimenti culturali, politici e sociali che della Pace fanno il loro ideale, della Gioventù - in cui più viva è la perspicacia delle vie nuove della civiltà, doverosamente orientate verso un suo pacifico sviluppo - degli uomini saggi che vedono quanto oggi la Pace sia al tempo stesso necessaria e minacciata.

La proposta di dedicare alla Pace il primo giorno dell’anno nuovo non intende perciò qualificarsi come esclusivamente nostra, religiosa cioè cattolica; essa vorrebbe incontrare l'adesione di tutti i veri amici della pace, come fosse iniziativa loro propria, ed esprimersi in libere forme, congeniali all'indole particolare di quanti avvertono quanto bella e quanto importante sia la consonanza d'ogni voce nel mondo per l'esaltazione di questo bene primario, che è la pace, nel vario concerto della moderna umanità.

La Chiesa cattolica, con intenzione di servizio e di esempio, vuole semplicemente "lanciare l'idea", nella speranza ch'essa raccolga non solo il più largo consenso del mondo civile, ma che tale idea trovi dappertutto promotori molteplici, abili e validi a imprimere nella "Giornata della Pace", da celebrarsi alle calende d'ogni anno nuovo, quel sincero e forte carattere d'umanità cosciente e redenta dai suoi tristi e fatali conflitti bellici, che sappia dare alla storia del mondo un più felice svolgimento ordinato e civile.

La Chiesa cattolica provvederà a richiamare i suoi figli al dovere di celebrare la "Giornata della Pace" con le espressioni religiose e morali della fede cristiana; ma ritiene doveroso ricordare a tutti coloro che vorranno condividere l'opportunità di tale "Giornata", alcuni punti che la devono caratterizzare; e primo fra essi: la necessità di difendere la pace nei confronti dei pericoli, che sempre la minacciano:

- il pericolo della sopravvivenza degli egoismi nei rapporti tra le nazioni;

- il pericolo delle violenze, a cui alcune popolazioni possono lasciarsi trascinare per la disperazione nel non vedere riconosciuto e rispettato il loro diritto alla vita e alla dignità umana;

- il pericolo, oggi tremendamente cresciuto, del ricorso ai terribili armamenti sterminatori, di cui alcune Potenze dispongono, impiegandovi enormi mezzi finanziari, il cui dispendio è motivo di penosa riflessione, di fronte alle gravi necessità che angustiano lo sviluppo di tanti altri popoli;

- il pericolo di credere che le controversie internazionali non siano risolvibili per le vie della ragione, cioè delle trattative fondate sul diritto, la giustizia, l'equità, ma solo per quelle delle forze deterrenti e micidiali.

La pace si fonda soggettivamente sopra un nuovo spirito, che deve animare la convivenza dei Popoli, una nuova mentalità circa l'uomo ed i suoi doveri ed i suoi destini.

Lungo cammino ancora è necessario per rendere universale ed operante questa mentalità; una nuova pedagogia deve educare le nuove generazioni al reciproco rispetto delle Nazioni, alla fratellanza dei Popoli, alla collaborazione delle genti fra loro, anche in vista del loro progresso e sviluppo.

Gli Organismi internazionali, istituiti a questo scopo, devono essere sostenuti da tutti, meglio conosciuti, dotati di autorità e di mezzi, idonei alla loro grande missione.

La "Giornata della Pace" deve rendere onore a queste Istituzioni e circondare la loro opera di prestigio, di fiducia e di quel senso di attesa, che deve in esse tenere vigile il senso delle loro gravissime responsabilità e forte la coscienza del mandato loro affidato.

Un'avvertenza sarà da ricordare. La pace non può essere basata su una falsa retorica di parole, bene accette perché rispondenti alle profonde e genuine aspirazioni degli uomini, ma che possono anche servire, ed hanno purtroppo a volte servito, a nascondere il vuoto di vero spirito e di reali intenzioni di pace, se non addirittura a coprire sentimenti ed azioni di sopraffazioni o interessi di parte.

Né di pace si può legittimamente parlare, ove della pace non si riconoscano e non si rispettino i solidi fondamenti: la sincerità, cioè, la giustizia e l'amore nei rapporti fra gli Stati e, nell'ambito di ciascuna Nazione, fra i cittadini tra di loro e con i loro governanti; la libertà, degli individui e dei popoli, in tutte le sue espressioni, civiche, culturali, morali, religiose.

Altrimenti, non la pace si avrà - anche se, per avventura, l'oppressione sia capace di creare un aspetto esteriore di ordine e di legalità - ma il germinare continuo e insoffocabile di rivolte e di guerre.

E' dunque alla pace vera, alla pace giusta ed equilibrata, nel riconoscimento sincero dei diritti della persona umana e dell'indipendenza delle singole Nazioni che Noi invitiamo gli uomini saggi e forti a dedicare questa "Giornata".

Così, da ultimo, sarà da auspicare che la esaltazione dell'ideale della pace non debba favorire l'ignavia di coloro che temono di dover dare la vita al servizio del proprio Paese e dei propri fratelli quando questi sono impegnati nella difesa della giustizia e della libertà, ma cercano solamente la fuga della responsabilità, dei rischi necessari per il compimento di grandi doveri e di imprese generose.

Pace non è pacifismo, non nasconde una concezione vile e pigra della vita, ma proclama i più alti ed universali valori della vita; la verità, la giustizia, la libertà, l'amore.

Ed è per la tutela di questi valori che Noi li poniamo sotto il vessillo della pace, e che invitiamo uomini e Nazioni, e innalzare, all'alba dell'anno nuovo, questo vessillo, che deve guidare la nave della civiltà, attraverso le inevitabili tempeste della storia, al porto delle sue più alte mete.

A voi, venerati fratelli nell'Episcopato; a Voi, figli e fedeli carissimi della nostra santa Chiesa cattolica, rivolgiamo l'invito, di cui sopra abbiamo dato l'annuncio; quello di dedicare ai pensieri ed ai propositi della pace una particolare celebrazione nel primo giorno dell'anno civile, l'uno gennaio del prossimo anno.

Questa celebrazione non deve alterare il calendario liturgico, che riserva il «Capo d'anno» al culto della divina maternità di Maria ed al nome beatissimo di Gesù; anzi queste sante e soavi memorie religiose devono proiettare la loro luce di bontà, di sapienza e di speranza sopra l'implorazione, la meditazione, la promozione del grande e desiderato dono della Pace, di cui il mondo ha tanto bisogno.

Vi sarete accorti, Fratelli veneratissimi e Figli carissimi, quanto spesso la Nostra parola ripeta considerazioni ed esortazioni circa il tema della Pace; non lo facciamo per cedere ad una facile abitudine, ovvero per servirCi di argomento di pura attualità;

- lo facciamo perché pensiamo essere ciò reclamato dal Nostro dovere di Pastore universale;

- lo facciamo perché vediamo minacciata la pace in misura grave e con previsioni di avvenimenti terribili, che possono essere catastrofici per nazioni intere e fors'anche per gran parte dell'umanità;

- lo facciamo perché negli ultimi anni della storia del nostro secolo è finalmente emerso chiarissimo la pace essere l'unica e vera linea dell'umano progresso (non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile);

- lo facciamo perché la pace è nel genio della religione cristiana, poiché per il cristiano proclamare la Pace è annunciare Gesù Cristo, "Egli è la nostra pace" (Eph. 2, 14) ; "il Suo è Vangelo di pace" (Eph. 6, 15): mediante il Suo sacrificio sulla Croce Egli ha compiuto la riconciliazione universale, e noi, Suoi seguaci, siamo chiamati ad essere «operatori della pace» (Matth. 5, 9); e solo dal Vangelo, alla fine, può effettivamente scaturire la pace, non per rendere fiacchi e molli gli uomini, ma per sostituire nei loro animi agli impulsi della violenza e delle sopraffazioni le virili virtù della ragione e del cuore d'un vero umanesimo;

- lo facciamo infine perché vorremmo che non mai Ci fosse rimproverato da Dio e dalla storia di aver taciuto davanti al pericolo d'una nuova conflagrazione fra i Popoli, la quale, come ognuno sa, potrebbe assumere forme improvvise di apocalittica terribilità.

Occorre sempre parlare di Pace!

Occorre educare il mondo ad amare la pace, a costruirla, a difenderla; e contro le rinascenti premesse della guerra (emulazioni nazionalistiche, armamenti, provocazioni rivoluzionarie, odio di razze, spirito di vendetta, ecc.) , e contro le insidie di un pacifismo tattico, che narcotizza l'avversario da abbattere, o disarma negli spiriti il senso della giustizia, del dovere e del sacrificio, occorre suscitare negli uomini del nostro tempo e delle generazioni venture il senso e l'amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull'amore (cf. Giovanni XXIII, "Pacem in terris").

La grande idea della Pace abbia, specialmente per noi seguaci di Cristo, la sua Giornata solenne, all'inizio dell'anno nuovo 1968.

Noi credenti nel Vangelo possiamo infondere in questa celebrazione un tesoro meraviglioso di idee originali e potenti: come quella dell'intangibile e universale fratellanza di tutti gli uomini, derivante dall'unica, sovrana e amabilissima Paternità di Dio, e proveniente dalla comunione che - in re vel in spe - tutti ci unisce a Cristo; ed anche dalla vocazione profetica, che nello Spirito Santo chiama il genere umano all'unità, non solo di coscienza, ma di opere e di destini.

Noi possiamo, come nessuno, parlare dell'amore del prossimo. Noi possiamo trarre dall'evangelico precetto del perdono e della misericordia fermenti rigeneratori della società.

Noi, soprattutto, Fratelli veneratissimi e Figli dilettissimi, possiamo avere un'arma singolare per la pace: la preghiera, con le sue meravigliose energie di tonificazione morale e di impetrazione, di trascendenti fattori divini, di innovazioni spirituali e politiche; e con la possibilità ch'essa offre a ciascuno di interrogarsi individualmente e sinceramente circa le radici del rancore e della violenza, che possono eventualmente trovarsi nel cuore di ognuno.

Vediamo allora d'inaugurare l'anno di grazia 1968 (anno della fede che diviene speranza) pregando per la pace; tutti, possibilmente insieme nelle nostre chiese e nelle nostre case; è ciò che per ora vi chiediamo: non manchi la voce di alcuno nel grande coro della Chiesa e del mondo invocante da Cristo, immolato per noi: dona nobis pacem.

Dal Vaticano, 8 dicembre 1967. -PAULUS PP. VI - © Copyright - Libreria Editrice Vaticana

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31Dic/170

Reggio Calabria – PLA «Olimpiadi di Astronomia – partecipazione e risultati eccellenti per gli studenti calabresi»

30 Dicembre 2017  Reggio Calabria

Olimpiadi di Astronomia: in 140 accedono alla seconda fase
Prove previste il 19 e 20 febbraio al Liceo "Leonardo da Vinci"

È stato pubblicato sul sito delle Olimpiadi di Astronomia l'elenco completo degli studenti che hanno superato la preselezione nazionale categorie senior e junior 1 e 2, tenutesi agli inizi di dicembre.
Straordinario il successo della Calabria con i suoi 2487 partecipanti, dei quali ben 140 hanno superato la prima severa scrematura che li condurrà alla gara interregionale del 19 e il 20 febbraio prossimi al Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria.
Nel dettaglio sono stati 52 studenti della categoria Junior 1, 31 nella Junior 2 e 57 della Senior i giovani calabresi che hanno superato lo step iniziale e che, nella seconda fase, dovranno affrontare la risoluzione di problemi di astronomia, astrofisica e cosmologia elementare. Sul sito del planetario www.planetariumpythagoras.com è pubblicato l’elenco dei ragazzi ammessi della nostra regione.
L'eccezionale partecipazione degli istituti e dei giovani calabresi è segno tangibile dell'impegno profuso in questi anni dal Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana designato, dal 2011, dal Comitato Nazionale decimo polo per l'organizzazione delle Olimpiadi. La commissione che valuterà le prove dei ragazzi è costituita da docenti del dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria ed è presieduta dal Prof. Pierluigi Veltri, ordinario di astrofisica.
Questa competizione è promossa dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione-MIUR Uff. 1 ed assegnata alla Società Astronomica Italiana che le organizza assieme all’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Le Olimpiadi di Astronomia rientrano nel programma nazionale della valorizzazione delle eccellenze e l’elenco degli studenti vincitori è inserito nell'albo nazionale italiano.
Questa competizione rappresenta, inoltre, una modalità trasversale di aggiornamento e formazione per i docenti che svolgono funzioni di tutor scientifico dei ragazzi.
Il Planetarium Pythagoras, al fine di consentire ai giovani di affrontare la gara con serenità ed adeguata preparazione, a supporto dell’azione svolta dai docenti nelle aule scolastiche, organizzerà dei corsi gratuiti in cui verranno affrontati tutti gli argomenti oggetto della prova.
Si precisa che le attività sono aperte anche a tutti gli studenti che intendono approfondire gli argomenti sopra riportati e soprattutto a quei giovani che, pur non avendo superato la fase di preselezione, intendono partecipare alla gara negli anni successivi.
La finale nazionale si svolgerà a Bari il 19 e il 20 aprile 2018.

Reggio Calabria 30.12.2017

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27Dic/170

Messina – NATALE 2017 «Una Famiglia che delizia con i canti natalizi la Comunità parrocchiale di S. Elena»

Martedì  26 dicembre 2017 - Chiesa di S. Elena - padre Pippo Principato ha amichevolmente accolto la Famiglia Arena raccontando episodi dei primi anni del suo sacerdozio (Oggi 50), che lo hanno visto protagonista insieme al capostipite maestro Eugenio Arena. Inoltre ha evidenziato sia la qualità che la continuità dell'impegno  parrocchiale profuso in tutti questi anni dai vari componenti della famiglia 

Grazie alle doti del maestro Giulio Arena anche gli attimi di pausa, utili ad imbastire i cantori,  si sono armoniosamente inseriti  nel "Concerto della Famiglia Arena di S. Elena" ed il risultato è stato uno spettacolo nello spettacolo.

Per ultimo anche il Vice Parroco Don Giovanni Sturiale ha voluto manifestare il suo apprezzamento per quanto visto ed ascoltato.

I presenti hanno applaudito a scena aperta coinvolti in questa festa di canti.

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25Dic/170

Messina – «BLOG – Condividiamo gli Auguri del NATALE 2017 »

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1-Caravaggio_-_Adorazione_dei_pastori

Adorazione dei pastori (1609). Michelangelo Merisi da Caravaggio. Museo regionale di Messina

Arcivescovo Giovanni Accolla - Diocesi Messina Lipari Santa Lucia del Mela
Don Domenico Crucitti - 50° di Sacerdozio - (Don ORIONE) (RC-PA)
Mons. Pippo Principato - 50° di Sacerdozio - (S. Elena) (ME)
Don Giuseppe Alcamo - Mazara del Vallo - Palermo
Walking Together - Padre Andrea Cardile Messina
Planetario Pythagoras Angela Misiano -Reggio Calabria
Intervolumina - Pippo Lipari - Messina
Ponti Pialesi Francesco Marcianò Santina Tedesco - PIALE  Villa San Giovanni RC
ADDIOPIZZOMa Ri. Enrico Georgia - Messina
Circolo il Pettirosso - Amerika Liuzzo - San Lorenzo RC
Casa della Speranza Viviana Lisi - Fratel Carlo - Riposto CT
Legambiente dei Peloritani - Enzo Colavecchio - Messina
SAE RC- Gigliola Pedullà Angela Surace Francesca Mele - Reggio calabria
fam. Memo - Cremona.
Volontari Doposcuola Matteotti - TUTTI con Bruno Mortelliti - Messina
SAE ME- Daniela Villari - Messina
Biblioteca frati Minori Cappuccini - frati Filippo Cucinotta e Felice Cangelosi -
Messina
Savio Salesiani - Don Gianni Russoprof. Orazio Nastasi -
Messina
Verso Sud - Enzo Petrolino
Reggio Calabria
LELAT - Annamaria Garufi - Saverio Di Bella  -
Messina
Museo Paleo Marino - Angelo Vazzana
- Reggio Calabria
Parrocchia Sant'Elena - OMAR - 
Messina
Giuseppe Savagnone - Palermo
Ufficio Migrantes - Santino Tornesi - 
Messina
Caritas - Giuseppe Brancato - 
Messina
Consulta laici - Dino Calderone - 
Messina
Caritas Diocesana Agrigento

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«La gioia, della nascente vita eterna, festa per tutti i popoli del Mondo»

"La speranza è credere che la vita abbia un senso" (Abbé Pierre)

“Siamo stanchi di giorni in cui essere cristiani non  porta nessuna differenza apprezzabile nelle nostre vite,  stanchi di rischiare l’amore che ci rende feribili e, per
paura di un’altra speranza disattesa, smettiamo di attendere il Signore. - Se smettiamo di attendere, di credere che il vangelo è attuale oggi, la nostra fede perde colore e spessore e rischia di diventare sterile pratica devota. - Il Signore verrà l’ultimo giorno con potenza e in modo inequivocabile, ma già ora viene ed è venuto ogni giorno della nostra storia a cercarci, in modo meno palese, ma percepibile. - A noi spetta di cercare e vedere la sua presenza nell’ordinarietà della nostra giornata perché è sull’amore che siamo riusciti a spezzare e condividere che saremo giudicati l’ultimo giorno”. (sorella  Elisabetta del Monastero di Bose)

- Lega del Filo d'Oro - Operation Smile Italia -  Albero della Vita - Suore Francescane della Carità - Medici Senza Frontiere

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20Dic/170

Messina – «Walking Together – Camminiamo Insieme per tutto il duemila18»

L'Associazione messinese rinvigorisce il suo coerente impegno allargando gli orizzonti anche a paesi di altri continenti. Padre Andrea Cardile insieme al suo straordinario Team, formato da donne e uomini di forte tempra, continua ad essere testimonianza della scelta degli 'ultimi "lo straniero l'orfano la vedova".

Walking Together 

"Camminiamo insieme" ... da 10 anni

Ecco il Calendario 2018 in un formato più contenuto da mettere sulla scrivania o portarsi appresso.  Per condividere i Progetti di Walking Together - Gruppo Sicilia-Napoli in

«UGANDA ETIOPIA CIAD CONGO INDIA COLOMBIA ERITREA PERU' RUANDA»

avendo come riferimento sul luogo amici missionari

Per le adesioni e/o le informazioni ci si può rivolgere a Padre Andrea Cardile - cell_347 50 19 789. Si può dare il proprio personale contributo ... anche attraverso un bonifico bancario, intestato a Associazione di Volontariato Walking Together    Codice IBAN IT 05 V 03019 16502 000000008359 presso il Credito Siciliano

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20Dic/170

Messina – «Parrocchia S. Elena – Omar OMAR – Casa della Speranza “Viviana Lisi”»

Il 17 dicembre 2017 - Parrocchia di S. Elena - Chiesa del Ringo.  Il parroco mons. Pippo Principato insieme al viceparroco don Giovanni Sturiale e alla Comunità ha ricevuto, ancora una volta, il dono della visita di OMAR e dei Componenti della Comunità Casa della Speranza. Questo incontro è divenuto, nel tempo, il simbolo natalizio di una Chiesa accogliente e fraterna.

Nel fraterno incontro con Omar, i sigg. Salvo e Carmela (genitori di Viviana Lisi), fratel Carlo e i Volontari capitanati da Orazio Frizzi è stato condiviso il dolore per la perdita della nobile figura di Antonio Maffadistinto magistrato, per anni, accogliente ospite, insieme alla moglie Carla e ai loro figli.

Nel suo breve intervento, a fine Messa, fratel Carlo ha evidenziato le ragioni della scelta del Diario duemila18 come 'regalo della Casa della Speranza, 

OMAR il nostro amico della domenica

NOTA 2015 - OMAR Il nostro amico della domenica (2015)  «Anche in questo travagliato periodo, di particolare difficoltà nell'esprimere i valori della solidarietà e dell'accoglienza. (Imbarbarimento di posizioni politiche, tese ad utilizzare negativamente il dramma degli immigrati o dei 'diversi), vi sono sempre "semi di speranza".  Il rapporto tra, Omar e la Comunità di S. Elena, (Parroco padre Pippo Principato) è uno di questi. Omar OMAR, (nome e cognome uguali per sottolineare una completa identità...) fu definito dai giovani in un tabezao, esposto nella canonica,  "L'amico della Domenica". Si perché, per anni, Omar, marocchino, posto sull'uscio della Chiesa di S. Elena, augurava agli 'entranti ..."Buona Missa". Questo augurio così spontaneo e significativo, arricchito dal suo ineccepibile comportamento, fu apprezzato da tanti che nel tempo instaurarono con Lui un rapporto di attenzione e amicizia. Nel 2009 la Chiesa di S. Elena, in parte pericolante, fu demolita per ricostruirla nuova (ottobre 2004). Nel frattempo, Omar colpito da ictus e salvato dalle cure ospedaliere, rimase costretto a vivere in carrozzella. Il suo legame con la Parrocchia sembrava concluso ma, il Parroco ed i Laici, che non non avevano smesso di ricercarlo, lo ritrovarono a Riposto, ospite della Casa della Speranza - "Viviana Lisi". Da allora, ogni anno, nel periodo natalizio, Omar  torna a far visita alla Comunità si S. Elena, insieme ai Volontari, a Fratel Carlo e ai genitori Salvo e Carmela di Viviana Lisi. Raccontava Orazio, il volontario assiduo curatore di Omar, che questo incontro riesce a rendergli luminosa l'espressione del volto. Inoltre, per i Volontari della Casa della Speranza,  rappresenta un 'unicum tra le tante belle esperienze che realizzano durante il corso dell'anno, per lo più nell'ambito realtà del Comune di Riposto. La condivisione della liturgia domenicale e della mensa preparata dalla famiglie, semplice e festoso convivio ha posto il suggello a una esperienza di vera e fraterna condivisione.»

 

 

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