{"id":2399,"date":"2009-06-10T09:18:35","date_gmt":"2009-06-10T08:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/?p=2399"},"modified":"2009-06-10T09:18:35","modified_gmt":"2009-06-10T08:18:35","slug":"dire-insieme-cose-antiche-e-cose-nuove-un-evangelo-diversi-linguaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlofrancio.net\/?p=2399","title":{"rendered":"DIRE INSIEME COSE ANTICHE E COSE NUOVE. UN EVANGELO, DIVERSI LINGUAGGI."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/11102008153.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-34\" title=\"11102008153\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/11102008153-150x150.jpg\" alt=\"11102008153\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/koinonia.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2193\" title=\"koinonia\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/koinonia.bmp\" alt=\"koinonia\" \/><\/a>\u00a0<span style=\"font-size: x-small;\">CONVEGNO SAE DI PRIMAVERA<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\">PONTENURE (PIACENZA) 9-10 MAGGIO 2009<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>DIRE INSIEME COSE ANTICHE E COSE NUOVE. UN EVANGELO, DIVERSI LINGUAGGI<\/strong><\/em><\/span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>.<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\">Sabato 9 e domenica 10 maggio, nella rurale cornice di Pontenure (Piacenza), i circa 90 partecipanti al convegno di primavera hanno vissuto un incontro ricco di spunti, in cui le diverse voci si sono intonate armoniosamente tra loro. Il \u00abl\u00e0\u00bb \u00e8 stato dato, il primo giorno, dal biblista cattolico <strong>Giuseppe Testa <\/strong>con il commento del pi\u00f9 breve di tutti il Salmi, il <em>117<\/em>, che affida ad Israele il compito di intonare -non da solista- il canto di lode al Signore, a cui tutti gli altri popoli si uniscono in un coro polifonico. Proprio questo atto di lode \u00e8 l\u2019elemento unificante, perch\u00e9 manifesta, nella pluralit\u00e0 di voci, la grandezza di Dio. Analogamente, noi cristiani troviamo la nostra unit\u00e0 solo in Cristo e non in noi (cf. 1Cor 12,13-14).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18\" aria-describedby=\"caption-attachment-18\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/11102008169.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-18\" title=\"Chiesa Bizantina\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/11102008169-150x150.jpg\" alt=\"Parete Interna\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18\" class=\"wp-caption-text\">Parete Interna<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\">A padre Testa ha fatto eco <strong>Placido Sgroi<\/strong>, vicepreside dell\u2019Ist.di S.E. <em>San Bernardino <\/em>(VE), il quale ha sottolineato che l\u2019unico oggetto dei <em>Vangeli<\/em>, diversi tra loro per modalit\u00e0 di narrazione, \u00e8 la <em>Buona Notizia<\/em>, cio\u00e8 <em>il Vangelo<\/em>. Ma <em>il Vangelo <\/em>\u00e8 soprattutto <em>una persona<\/em>, Ges\u00f9, annunciato con una sconvolgente pluralit\u00e0 di linguaggi, proprio per essere accolto da una molteplicit\u00e0 di ascoltatori. In questo senso, la variet\u00e0 delle comunit\u00e0 cristiane non \u00e8 altro che un evento della ricezione del Vangelo. Quando per\u00f2 i diversi stili di lettura della Parola di Dio sono percepiti come tra loro incompatibili, si cede alla tentazione dell\u2019unilaterismo e nascono le divisioni. La teologia ecumenica ha perci\u00f2 il compito di ricordare che la pluralit\u00e0 di Dio \u00e8 anche <em>condizione <\/em>dell\u2019unit\u00e0, e che il pluralismo \u00e8 presente nelle chiese e nell\u2019umanit\u00e0 poich\u00e9 \u00e8 proprio di Dio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008158.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2403\" title=\"11102008158\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008158-150x150.jpg\" alt=\"11102008158\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Mantenendo questa intonazione, domenica, la meditazione biblica, sotto la guida di <strong>Giuseppe Rai<\/strong>, della Chiesa Metodista di Piacenza, ha riflettuto su quell\u2019evento bizzarro ed anacronistico che \u00e8 la Pentecoste (Atti 2,11). Essa \u00e8 infatti una festa \u2018scomoda\u2019 perch\u00e9 non \u00e8 un semplice <em>ricordare un fatto lontano<\/em>, ma ci richiama ad una realt\u00e0 attuale e cio\u00e8 che lo Spirito Santo \u00e8 in mezzo a noi, qui e adesso. Ci dice che il <em>Regno che viene <\/em>\u00e8 gi\u00e0 venuto e che, per opera dello Spirito Santo, indipendentemente dalla Chiesa di appartenenza, gi\u00e0 viviamo l\u2019unit\u00e0 della fede.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008174.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-2404\" title=\"11102008174\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008174-150x150.jpg\" alt=\"11102008174\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Proprio su questa base, sabato pomeriggio e domenica, si sono levate <em>Le parole delle Chiese<\/em>. Il monaco greco <strong>Dionisios Papavasileiou <\/strong>ha sottolineato come, dal punto di vista ortodosso, l\u2019autenticit\u00e0 delle Scritture risieda nel loro uso liturgico all\u2019interno delle comunit\u00e0. Ed \u00e8 l\u2019esperienza che ne viene fatta nell\u2019Eucaristia, quale rendimento di grazie, che fonde il fedele a Dio. Va da s\u00e9 che gli ortodossi facciano fatica a condividere l\u2019approccio ermeneutico proprio dei cattolici e soprattutto dei protestanti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/12102008195.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2407\" title=\"12102008195\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/12102008195-150x150.jpg\" alt=\"12102008195\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ma, all\u2019interno del mondo protestante, le voci sono ancora una volta diversificate, perch\u00e9 accanto alle Chiese storiche rappresentate a Pontenure dal valdese <strong>Gioachino Pistone <\/strong>e legate a stili ben definiti, movimenti come quello pentecostale presentano modi diversi di fare chiesa. <strong>Stefano Bugliolo<\/strong>, delle Assemblee di Dio e dell\u2019Alleanza Evangelica Italiana, ha sottolineato che ci\u00f2 che distingue i pentecostali dalle Chiese protestanti storiche, a parte il Battesimo degli adulti per immersione, \u00e8 la flessibilit\u00e0 della liturgia. Il nucleo del Culto rimane l\u2019Annuncio della Parola, con un contenuto fortemente profetico ed emozionale, senza schemi fissi di predicazione, in cui viene dato grande risalto ai canti di lode, continuamente rinnovati.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008165.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-2405 alignright\" title=\"11102008165\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008165-150x150.jpg\" alt=\"11102008165\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Pi\u00f9 legata alle proprie origini \u00e8 invece la Chiesa Avventista del Settimo Giorno, presentata da <strong>Roberto Vacca, <\/strong>giornalista presso l\u2019emittente <em>Radio Voce della Speranza<\/em>. Sviluppatasi all\u2019interno del <em>Movimento del Risveglio<\/em>, nato tra il XVIII e XIX secolo in una Gran Bretagna teatro della rivoluzione industriale e della trasformazione sociale, essa predilige un approccio piuttosto \u201ccerebrale\u201d allo studio biblico e conserva una tradizione linguistica di tipo apocalittico, proprio delle minoranze. Ma il legame con le origini non ne deve impedire il confronto con gli altri; per questo, sottolinea il Vacca, la vera sfida di oggi \u00e8 che bisogna imparare a comunicare sapendo ascoltare, proprio come nella Pentecoste, il cui prodigio sta nel fatto che \u00able genti capivano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.95cm;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008170.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2406\" title=\"11102008170\" src=\"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/11102008170-150x150.jpg\" alt=\"11102008170\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>L\u2019intervento conclusivo del convegno, affidato al direttore di <em>CEM-Mondialit\u00e0<\/em>, <strong>Brunetto Salvarani<\/strong>, ha infine creato il desiderio di assaporare nuove sinfonie. Dopo l\u2019<em>evangelizzazione dei gentili <\/em>(Atti 15) e l\u2019<em>evangelizzazione dei barbari <\/em>in seguito alla caduta dell\u2019Impero Romano, siamo ora ad un terzo tornante della storia, quello dell\u2019<em>evangelizzazione delle culture<\/em>. Crollato il sistema coloniale, a met\u00e0 del sec.XX, dobbiamo imparare a misurarci con una Chiesa Mondiale e non solo Occidentale. Per Salvarani, siamo gi\u00e0 in un Cristianesimo globale, e il luogo centrale di questo passaggio \u00e8 il Concilio Vaticano II, grazie al quale, da un lato, la chiesa cattolica si \u00e8 scoperta veramente tale (con vescovi arrivati a Roma dal mondo intero), mentre dall\u2019altro ha capito che il futuro modo di sentirsi chiesa dev\u2019essere planetario. Oggi, il maggior numero di cristiani si trova in Brasile, nel Messico e nelle Filippine, non pi\u00f9 in Europa: ci\u00f2 ci deve indurre a una <em>tensione creativa <\/em>volta ad inventare un modo di fare missione radicalmente ecumenico e interreligioso, per camminare verso un nuovo modello di chiesa\u2026 tutto da inventare. (<em><strong>Donatella Sbroglia<\/strong><\/em> in SAENOTIZIE n\u00b0 2\/2009)<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0CONVEGNO SAE DI PRIMAVERA PONTENURE (PIACENZA) 9-10 MAGGIO 2009 DIRE INSIEME COSE ANTICHE E COSE NUOVE. 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