{"id":2596,"date":"2009-07-01T22:08:26","date_gmt":"2009-07-01T21:08:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carlofrancio.net\/blog\/?page_id=2596"},"modified":"2009-07-01T22:08:26","modified_gmt":"2009-07-01T21:08:26","slug":"fw-fa-luglio-09-%c2%abil-laico-orionino-nella-vita-sociale-prof-antonio-casile%c2%bb","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.carlofrancio.net\/?page_id=2596","title":{"rendered":"Fw: F.A. Luglio 09 &#8211; \u00abIl Laico Orionino nella vita sociale &#8211; Prof. Antonio Casile\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><strong>PROVINCIA SS. APOSTOLI PIETRO E PAOLO<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><strong>Opera San Luigi Orione<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Prolusione del Direttore provinciale Don Domenico Crucitti<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 0.64cm; widows: 0; orphans: 0; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000080;\">\u00a0<span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il giorno 6 del mese di giugno <strong>Dio<\/strong>, <strong>\u201cessendo a corto di Angeli\u201d<\/strong> ha chiamato a s\u00e9, all\u2019et\u00e0 di 60 anni, il nostro carissimo prof. <strong>Antonio Casile<\/strong>. A grato ricordo di quanto ha fatto per la formazione dei Laici Orionini (giovani e adulti) ri-propongo, per questo mese di luglio, prima del riposo dell\u2019estate, un suo intervento di due anni fa alla riunione di tutti i Segretariati della Provincia. C\u2019\u00e8 sempre bisogno di riflettere sull\u2019impegno del laico nella vita sociale: \u00e8 il suo campo specifico. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left; line-height: 0.64cm; widows: 0; orphans: 0; margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #333399;\">Il laico orionino nella vita sociale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left; margin-bottom: 0cm;\">\u00a0di <span style=\"color: #003300;\"><strong>Antonio CASILE\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\">L\u2019enunciazione del tema secondo il titolo presenta tre <span style=\"color: #800080;\">\u201cfuochi\u201d<\/span> espressi rispettivamente dal sostantivo <span style=\"color: #800080;\">\u201c<em>laico<\/em>\u201d,<\/span> dall\u2019aggettivo <span style=\"color: #800080;\">\u201c<em>orionino<\/em>\u201d<\/span> che lo qualifica e dalla locuzione <span style=\"color: #800080;\">\u201c<em>nella vita sociale<\/em>\u201d<\/span> che ne indica il contesto d\u2019esercizio. Di ciascuno di essi evidenzier\u00f2 nella prima parte delle coordinate generiche, che specificher\u00f2 nella seconda in senso esplicitamente orionino.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>I. Coordinate generiche<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>1.<\/strong> Il termine <span style=\"color: #800080;\">\u201c<strong>laico<\/strong><\/span><span style=\"color: #800080;\">\u201d<\/span>, qui utilizzato nel senso ecclesiale del <em><span style=\"color: #993366;\">christifidelis laicus<\/span><\/em>, richiama anzitutto la condizione di \u201c<strong>laicit\u00e0<\/strong>\u201d, la duplice appartenenza ad un popolo, il <span style=\"color: #993366;\">\u201cPopolo di Dio<\/span><span style=\"color: #993366;\">\u201d<\/span>, anzitutto, e, unitamente, il proprio popolo, inteso come comunit\u00e0 di destino, del quale pertanto si condividono <span style=\"color: #993366;\">\u201c<em>gioie e speranze, tristezze ed angosce<\/em>\u201d<\/span> (<em>GS<\/em> 1) e all\u2019interno del quale si espletano in reciprocit\u00e0 con ogni altro suo membro e con l\u2019insieme dei cittadini <span style=\"color: #666699;\">\u201c<em>i doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale<\/em>\u201d<\/span> (<em>Costituzione della Repubblica Italiana<\/em>, art. 2), mentre si esplica attivamente la propria cittadinanza sia civile (esercizio dei diritti), ma soprattutto civica (produzione e propulsione di valori), partecipando, con il proprio lavoro, <span style=\"color: #666699;\">\u201c<em>all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>\u201d<\/span> (<em>Costituzione\u2026<\/em>, art. 3)<em> <\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Secondariamente evidenzia la loro \u201c<strong>secolarit\u00e0<\/strong>\u201d, cio\u00e8 la loro peculiare condizione di \u201c<em>cercare il regno di Dio trattando le cose secolari e orientandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cio\u00e8 implicati in tutti e singoli i doveri e affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza \u00e8 come intessuta<\/em>\u201d (<em>LG <\/em>31), concorrendo, con le loro molteplici attivit\u00e0, <span style=\"color: #666699;\">\u201c<em>al progresso materiale e spirituale della societ\u00e0<\/em>\u201d<\/span> (<em>Costituzione<\/em>\u2026, art. 4)<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">In terzo luogo il termine \u201claico\u201d, nel senso di <em>christifidelis<\/em>, manifesta la condizione del pellegrino, dello straniero \u201c<em><strong>senza fissa dimora<\/strong><\/em>\u201d (cf 1Pt 2, 11) all\u2019interno del suo stesso popolo. Se intendiamo tale condizione in termini non soltanto geografici, ma soprattutto etici, significando una delle radici del termine \u201cetica\u201d (<span style=\"font-family: Grecyy, Times New Roman;\">ghoq<\/span>&#8211;<em>ethos<\/em>) proprio \u201cfissa dimora\u201d, allora il <em>christifidelis<\/em> laico risulta come uno spaesato, un alternativo nel paesaggio etico del proprio popolo, testimoniando una derivazione altra della sua ispirazione etica e dei suoi comportamenti morali (pur essendo \u201cnel\u201d mondo non \u00e8 \u201cdel\u201d mondo, proprio perch\u00e9 non \u00e8 \u201cdal\u201d mondo, mentre rimane radicalmente \u201ccon\u201d e \u201cper\u201d il mondo: cf <em>Gv <\/em>17, 14s).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Infine, in mezzo al suo stesso popolo &#8211; \u00e8 quanto dice della sua laicit\u00e0 (membro del popolo) il suo essere <em>christifidelis <\/em>-, egli \u00e8 \u201c<strong>in diaspora<\/strong>\u201d (cf 1Pt 1, 1), da una parte come \u201cdis-perso\u201d, separato in qualche modo dai membri della sua comunit\u00e0 di fede in seno al suo stesso popolo, spaesato da esso, mentre in esso si trova contemporaneamente \u201cdisseminato\u201d come sale e lievito di rinnovamento evangelico.\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>2.<\/strong> L\u2019aggettivo \u201c<strong>orionino<\/strong>\u201d, che qualifica il laico, pu\u00f2 essere letto, anzitutto, in relazione al \u201c<strong>carisma<\/strong>\u201d <strong>di Don Orione<\/strong>,<strong> <\/strong>che egli condivide con tutti i componenti della famiglia orionina (religiosi, religiose, consacrati dell\u2019istituto secolare). Il laico, cos\u00ec, si qualifica come un portatore di una <em>\u201cmanifestazione dello Spirito per l\u2019utilit\u00e0 comune<\/em>\u201d (<em>1Cor <\/em>12, 7), come un chiamato e inviato per una missione, che \u00e8 il rinnovamento del mondo con il fermento evangelico della carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Di conseguenza, la qualifica di \u201corionino\u201d pone il laico <strong>in relazione<\/strong> analoga (di somiglianza e differenza insieme) <strong>con<\/strong> i religiosi della <strong>PODP<\/strong> e con le <strong>PSMC:<\/strong> da una parte <strong>in comunione<\/strong> di appartenenza alla medesima famiglia carismatica e di partecipazione alla medesima missione di <em>instaurare omnia in Christo, <\/em>sia \u201cdentro\u201d (cooperando direttamente con i religiosi e i religiosi nella gestione delle opere), sia \u201cfuori\u201d (cf <em>Lettera alle PSMC<\/em> in attivit\u00e0 presso il Piccolo Cottolengo di Genova del 10 aprile 1925); dall\u2019altra, proprio in quanto \u201cfuori\u201d, in posizione di <strong>carisma \u201cdiffuso\u201d<\/strong> nella societ\u00e0, come sale e lievito (cf <em>Mt<\/em> 5, 13; 13, 33), rispetto al carisma \u201cinsediato\u201d pi\u00f9 proprio dei religiosi (citt\u00e0 sul monte e candeliere sul moggio: cf <em>Mt<\/em> 5, 14-15).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Infine \u201corionino\u201d colloca il laico, proprio in quanto tale, all\u2019interno del <strong>MLO<\/strong>, del quale vanno sottolineate, dapprima, la sua natura di \u201cmovimento\u201d che ha la finalit\u00e0 di diffondere un \u201ccarisma\u201d nella societ\u00e0 per rinnovarla fin nelle profondit\u00e0, e, poi, in funzione di questa, la sua struttura organizzativa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>3. <\/strong>Il contesto dell\u2019esercizio della laicit\u00e0 \u201corionina\u201d, espresso dalla locuzione \u201c<strong>nella vita sociale<\/strong>\u201d ne mette in evidenza la dimensione \u201cspaziale\u201d, che i Vescovi articolano in \u201c<em>alcune grandi aree dell\u2019esperienza personale e sociale<\/em>\u201d (<em>Testimoni\u2026<\/em>, n. 15): l\u2019ambito della vita affettiva (famiglia e relazioni primarie), (n. 15a), l\u2019ambito del lavoro e della festa (che oggi riduttivamente si declina come \u201ctempo libero\u201d: n. 15b), l\u2019ambito politico dell\u2019esercizio della cittadinanza (n. 15e), nell\u2019orizzonte della trasmissione culturale (n. 15d) e in condizione di fragilit\u00e0 creaturale (n.15c) che si riflette sulla nostra costituzione biologica, sulla nostra dimensione affettiva e spirituale e sulle nostre relazioni sociali. In tutti questi ambiti, ad alta valenza antropologica e teologica, i <em>christifideles<\/em>, in particolare \u201claici\u201d, devono esercitare la testimonianza evangelica \u201c<em>per far emergere un sentire e un pensare illuminato dalla luce che il Vangelo proietta su ciascun campo dell\u2019umano<\/em>\u201d (n. 15).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\">L\u2019espressione del contesto proprio dell\u2019esercizio della laicit\u00e0 \u2013 \u201cla vita sociale\u201d &#8211; andrebbe integrata con la sua dimensione \u201ctemporale\u201d con l\u2019aggiunta dell\u2019avverbio \u201c<strong>oggi<\/strong>\u201d. La \u201cvita sociale\u201d di oggi, infatti si presenta con delle peculiarit\u00e0 affatto proprie. I nostri Vescovi, nel documento preparatorio al Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona descrivendo \u201c<em>questo inizio di millennio, carico di sfide e di possibilit\u00e0<\/em>\u201d (<em>Testimoni di Ges\u00f9 risorto, speranza del mondo<\/em>, n. 1), dai \u201c<em>mutati scenari sociali e culturali\u2026<\/em>\u201d agitati da \u201c<em>profonde trasformazioni riguardanti la condizione e la realt\u00e0 stessa dell\u2019uomo\u201d<\/em><strong> <\/strong>(<em>ivi<\/em>), delineano un quadro drammatico: \u201c<em>Nel tramonto di un\u2019epoca segnata da forti conflittualit\u00e0 ideologiche, emerge un quadro culturale e antropologico inedito, segnato da forti ambivalenze e da un\u2019esperienza frammentata e dispersa. Nulla appare veramente stabile, solido, definitivo. Privi di radici, rischiamo di smarrire anche il futuro. Il dominante \u00absentimento di fluidit\u00e0\u00bb \u00e8 causa di disorientamento, incertezza, stanchezza e talvolta persino di smarrimento e disperazione<\/em>\u201d (<em>ivi<\/em>).<em>\u00a0<\/em>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>II. Specificazioni orionine<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Dopo aver esplicitato le coordinate che articolano il tema di questa relazione, ci si deve chiedere che cosa di specifico suggerisce l\u2019aggettivo \u201corionino\u201d relativamente all\u2019esercizio della laicit\u00e0 del <em>christifidelis <\/em>nella vita sociale di oggi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Far\u00f2 riferimento, per fedelt\u00e0 di documentazione, a un gruppo di cinque lettere, tematicamente coerenti, che Don Orione scrive in due epoche diverse della sua vita e della storia della sua Congregazione. Tre sono rispettivamente del dicembre 1934 (<em>Ai miei cari Benefattori e Amici; Lettere II, <\/em>pp. 131-136), del 7 settembre 1935 ( <em>Ai carissimi indimenticabili Antichi <\/em>Alunni; <em>Lettere II, <\/em>pp. 287-292) e dell\u2019aprile 1936 (<em>Ai religiosi..: Agli amici, ai Benefattori e Benefattrici: Ai cari ex Alunni e Alunni nostri: A tutti i nostri Poveri:\u2026<\/em>; <em>Lettere II<\/em>, pp. 335-346), tutte scritte da Buenos Aires e nelle quali \u00e8 evidente l\u2019attenzione ai laici. Le altre due risalgono al 5 agosto 1920 (da Tortona: <em>Mio caro e dilettissimo Don Pensa<\/em>,<em> <\/em>che dirige una scuola a Venezia: <em>Lettere I<\/em>, pp. 237-252) e al 21 febbraio 1922 (da Victoria, Buenos Aires: <em>Caro Don Camillo e cari miei Chierici<\/em>,<em> <\/em>che gestiscono una scuola a Mar de Hespa\u00f1a; <em>Lettere I<\/em>, pp. 353-392), nelle quali egli espone nella maniera pi\u00f9 compiuta e (quasi) sistematica la sua visione della formazione nei suoi Istituti. La lettera del 1935 fa esplicito riferimento a quanto esposto nelle due lettere degli anni \u201920 ricordando agli \u201cAntichi Alunni\u201d \u201c<em>la fiamma della <\/em>Fede<em>, lo spirito e la vita onesta e religiosa della cristiana educazione ricevuta<\/em>\u201d (<em>Lettere <\/em>II, p. 289). La lettura comparata di questi scritti (e, volendo, di molti altri simili, specie del secondo periodo) ci fa comprendere come Don Orione \u201cpensava\u201d la funzione del laico nella Chiesa, nella societ\u00e0 e \u201cdentro\u201d e \u201cfuori\u201d la famiglia orionina.\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>1. Laici per \u201c<\/strong><em><strong>seminare e arare Cristo<\/strong><\/em><strong>\u201d nella societ\u00e0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Nella lettera ai suoi \u201cAntichi Alunni\u201d, dopo ricordi e notizie, esprime ad essi una certezza che \u00e8 insieme un auspicio: \u201c<em>Tutti sentirete con me, certo, vivissimo il desiderio di cooperare, per quanto \u00e8 da voi, a quel rinnovamento di vita cristiana \u2013 all\u2019\u00abInstaurare omnia in Christo\u00bb &#8211; da cui l\u2019individuo, la famiglia e la societ\u00e0 possono attendersi la ristorazione sociale<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 291).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\">Dunque, egli pensa ad un laico che cooperi all\u2019<em>Instaurare omnia in Christo<\/em>, che egli traduce come \u201crinnovamento di vita cristiana\u201d da cui dipende la \u201cristorazione sociale\u201d. Notevole, per il nostro assunto, \u00e8 l\u2019inciso \u201cper quanto \u00e8 da voi\u201d. Cosa intende Don Orione? Egli lo fa intendere narrativamente quando, nella medesima lettera, dicendosi commosso per il ricordo vivo che di lui conservano molti \u201cantichi alunni \u201c<em>ora gi\u00e0 maturi padri di famiglia e alcuni gi\u00e0 nonni<\/em>\u201d (p. 289), si compiace, quasi meravigliato che in essi \u201c<em>fosse ancora cos\u00ec viva con la fiamma del cuore la fiamma della Fede, lo spirito e la vita onesta e religiosa della cristiana educazione ricevuta<\/em>\u201d (p. 289). Aggiungendo che, anche in Argentina, lontani dalla patria d\u2019origine, molti di essi \u201c<em>sanno tenere alto e onorato il nome italiano, come si gloriano d\u2019essere stati educati nei nostri istituti<\/em>\u201d (p. 288). E, conferma, non poteva desiderare di pi\u00f9 che \u201c<em>saperli sempre memori, sempre grati, timorati sempre di Dio, vivere in mezzo a questo gran mondo, dove c\u2019\u00e8 di tutto un po\u2019, vivere morali, nell\u2019adempimento dei loro doveri, dando buon esempio ai loro figlioli<\/em>\u201d (p. 290). Gi\u00e0 nel 1922 \u2013 ad affermazione di una continuit\u00e0 di visione &#8211; ai suoi religiosi che tenevano una scuola a Mar de Hespa\u00f1a, dettosi sicuro che Dio \u201c<em>arato ben profondo<\/em>\u201d nella vita degli alunni, anche quando sembra sepolto, rinascer\u00e0 (cf <em>Lettere I<\/em>, p. 383), a conferma elenca: \u201c<em>Abbiamo ex-alunni nostri, che sono giudici modelli, pretori, ingegneri, sacerdoti, medici, avvocati, notai, farmacisti, negozianti, professori, proprietari onesti, laboriosi, cristiani, buoni padri di famiglia, consiglieri e sindaci; ne abbiamo un po\u2019 dappertutto\u2026; tutti hanno Dio che illumina e conforta la loro vita, vivono stimati e contenti, e, chi ha famiglia, trasmette Dio e la Fede cattolica<\/em> <em>ai suoi figli\u2026 Abbiamo dati molti buoni elementi alla societ\u00e0, perch\u00e9 si rinnovi cristianamente e cattolicamente<\/em>\u201d (<em>ivi<\/em>). Ecco come Don Orione \u201cpensava\u201d i laici: persone che, ben formate, \u201c<em>cresciute alla Religione, alla Famiglia, alla Patria<\/em>\u201d, come scrive agli ex-alunni nella Pasqua del 1936 (<em>Lettere II<\/em>, p. 343), mantenendosi \u201c<em>saldi nei sani principi\u201d <\/em>e \u201c<em>pieni di buona volont\u00e0 di battere la via dell\u2019onest\u00e0 cristiana e della virt\u00f9<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 291), con l\u2019esercizio della ordinaria e quotidiana laicit\u00e0 in famiglia, nella professione, nell\u2019impegno civile e politico, cooperano a \u201c<em>quel rinnovamento di vita cristiana da cui l\u2019individuo, la famiglia e la societ\u00e0 possono attendersi la ristorazione sociale<\/em>\u201d (<em>ivi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\">A tutti i laici che si ispirano alla sua spiritualit\u00e0 e sono animati dal suo carisma Don Orione rivolge ancora e sempre l\u2019invito, che nella Pasqua del 1936 rivolgeva ai suoi ex-alunni: \u201c<em>Abbiate il coraggio del bene e dell\u2019educazione cattolica e italiana ricevuta. Diffondete lo spirito della bont\u00e0: perdonate sempre; amate tutti; siate umili, laboriosi, franchi e leali in tutto: &#8211; di fede, di virt\u00f9, di onest\u00e0 ha estremo bisogno il mondo. Amiamo la nostra Italia di un amore operoso; amiamola per farla sempre pi\u00f9 degna della sua fede e delle sue tradizioni; amiamola come italiani e come cattolici; adoperiamoci a far rifiorire le virt\u00f9 pubbliche col rendere sempre pi\u00f9 pure, cristiane e laboriose le nostre famiglie<\/em>\u201d (<em>Lettere II<\/em>, p. 343s). I laici orionini sono chiamati per la loro vocazione cristiana e carismatica \u2013 proprio vivente carisma \u201cdiffuso\u201d &#8211; a \u201c<em>seminare<\/em>\u201d e ad \u201c<em>arare<\/em>\u201d Ges\u00f9 Cristo nella societ\u00e0, cos\u00ec come \u00e8 stato \u201c<em>seminato<\/em>\u201d e \u201c<em>arato<\/em>\u201d nei loro cuori, convinti che \u201c<em>Egli \u00e8 tal Morto, che sempre, presto o tardi, ma sempre, risuscita<\/em>\u201d ( <em>Lettere II, <\/em>p. 289)<em>.<\/em>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>2. Laici formati a \u201c<\/strong><em><strong>crescere alla Religione, alla Famiglia, alla Patria<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">Per \u201cattrezzarli\u201d adeguatamente per questa missione di rinnovamento civile, religioso e morale della societ\u00e0 Don Orione voleva che i suoi laici fossero adeguatamente formati. Egli era convinto del valore altamente \u201cpolitico\u201d dell\u2019educazione e della formazione. Scrivendo nel 1920 a Don Pensa, mentre invitava i propri religiosi a non invischiarsi nei partiti, precisava: \u201c<em>La nostra politica dovr\u00e0 consistere nel portare a Dio e alla Chiesa la povera giovent\u00f9 e le anime. Noi siamo italiani e sentiamo di amare di dolce, di forte, di santo amore questa nostra Patria. Preghiamo per essa: lavoriamo a far del bene ai suoi figli, i pi\u00f9 piccoli, i pi\u00f9 deboli, i pi\u00f9 abbandonati. Educhiamo i nostri giovani al rispetto, all\u2019amore e all\u2019obbedienza dell\u2019autorit\u00e0 civile e politica, come a quella religiosa\u2026 Per la Patria, noi siamo pronti a dare la vita. Ed effettivamente noi gi\u00e0 sacrifichiamo tutta la nostra vita per dare all\u2019Italia dei figli degni ed onorati<\/em>\u201d (<em>Lettere I, <\/em>p. 249). Lo stesso pensiero esprime 14 anni dopo quando, inviando da Buenos Aires gli auguri di Buon Natale ai suoi Benefattori, li ringrazia perch\u00e9 lo hanno \u201c<em>aiutato ad educare nel santo timor di Dio e a mettere sulla via della virt\u00f9, del lavoro, dell\u2019onore tanti poveri giovanetti, e a farne dei buoni cristiani e buoni cittadini<\/em>\u201d, che, riconoscenti, \u201c<em>tutti mantengono la Fede, l\u2019onest\u00e0, amanti della famiglia e della nostra Italia<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 133).<\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\">Effettivamente questo era il programma educativo di Don Orione. Egli lo tracciava gi\u00e0 chiaro nel 1922 raccomandando ai suoi religiosi di Mar de Hespa\u00f1a: \u201c<em>Non temete di appassionare troppo i giovani secolari a sentire vivo il desiderio di sapere, di studiare, di darsi alle letture, alle scienze, alle arti. Cercate di dare ad essi il desiderio di formarsi uomini, di progredire, di sentirsi migliorati e sempre pi\u00f9 istruiti, di ambire di onorare in s\u00e9 Dio, che li ha creati, e di cui sono l\u2019immagine: di onorare la famiglia, la citt\u00e0 nativa e la Patria<\/em>,<em> che molto aspetta dai giovani<\/em>\u201d (<em>Lettere I<\/em>, p. 366): Un programma in prospettiva <em>longlife<\/em>, diremmo oggi, fondato com\u2019\u00e8 sul \u201c<em>desiderio di progredire<\/em>\u201d sempre.<em> <\/em>Ma anche e soprattutto un programma in prospettiva <em>widelife<\/em>, aperto, cio\u00e8, all\u2019integralit\u00e0 delle dimensioni personali, espresse nei vari contesti di vita, come raccomanda poco pi\u00f9 avanti: \u201c<em>Io non vi raccomando le macchine; vi raccomando le anime dei giovani, la loro formazione morale, cattolica e intellettuale. Curatene lo spirito, coltivate la loro mente, educate il loro cuore<\/em>\u201d (p. 367). Una dimensione integrale della formazione che ritorna insistente con formule analoghe in tanti scritti di Don Orione direttamente o indirettamente attinenti la missione educativa.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Nella concezione che Don Orione manifesta dell\u2019educazione e della formazione dei laici impressiona soprattutto un aspetto, che sar\u00e0 centrale nel magistero ecclesiastico pi\u00f9 recente relativo ai laici: per usare i termini della <em>Christifideles laici<\/em>, la formazione \u201c<em>a quell\u2019unit\u00e0 di cui \u00e8 segnato il loro stesso essere di membri della Chiesa e di cittadini della societ\u00e0 umana<\/em>\u201d (n. 59). A commento scriveva Giovanni Paolo II nella sua Esortazione apostolica: \u201c<em>Nella loro (dei laici) esistenza non possono esserci due vite parallele: da una parte, la vita cosiddetta \u00abspirituale\u00bb, con i suoi valori e con le sue esigenze; e dall&#8217;altra, la vita cosiddetta \u00absecolare\u00bb, ossia la vita di famiglia, di lavoro, dei rapporti sociali, dell&#8217;impegno politico e della cultura. Il tralcio, radicato nella vite che \u00e8 Cristo, porta i suoi frutti in ogni settore dell&#8217;attivit\u00e0 e dell&#8217;esistenza. Infatti, tutti i vari campi della vita laicale rientrano nel disegno di Dio, che li vuole come il \u00abluogo storico\u00bb del rivelarsi e del realizzarsi della carit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo a gloria del Padre e a servizio dei fratelli. Ogni attivit\u00e0, ogni situazione, ogni impegno concreto _ come, ad esempio, la competenza e la solidariet\u00e0 nel lavoro, l&#8217;amore e la dedizione nella famiglia e nell&#8217;educazione dei figli, il servizio sociale e politico, la proposta della verit\u00e0 nell&#8217;ambito della cultura _ sono occasioni provvidenziali per un \u00abcontinuo esercizio della fede, della speranza e della carit\u00e0\u00bb<\/em>\u201d (<em>ivi<\/em>)<em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Quasi anticipatorio, Don Orione terr\u00e0 sempre strettamente unite queste due dimensioni dell\u2019esistenza e dell\u2019educazione che, nella sua ispirazione, deve essere sempre unitamente \u201c<em>cristiana-civile<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 342). Nella citata lettera del 1922 esorta i suoi religiosi educatori a Mar de Hespa\u00f1a: \u201c<em>Unite sempre questi due grandi amori: Dio e Patria e infiammate i giovani di essi: farete dei prodigi! Non dividete mai questi due grandi sentimenti<\/em>; <em>sar\u00e0 per i giovani una luce che durer\u00e0 e si stender\u00e0 per tutta la vita<\/em>\u201d (<em>Lettere I, <\/em>p. 366). Indicazione sempre confermata, come documentano le numerose citazioni gi\u00e0 riportate. L\u2019invito che, in sintesi, Don Orione rivolge ai suoi laici \u00e8 di formarsi e crescere, <strong>in unit\u00e0 di vita<\/strong>, \u201c<em>alla Religione, alla Famiglia, alla Patria<\/em>\u201d, a esercitare i loro ruolo familiari, professionali, civili e politici come professione della loro vocazione, fondando saldamente in Dio questa unit\u00e0: \u201c<em>Noi abbiamo occupato tutto il loro cuore di Dio, tutta la loro giovane anima di Dio, la loro mente di Dio; noi lo abbiamo Iddio arato profondo nella loro vita<\/em>\u201d (<em>Lettere I, <\/em>p. 383).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><strong>3. Laici collaboratori \u201c<\/strong><em><strong>dentro<\/strong><\/em><strong>\u201d e \u201c<\/strong><em><strong>fuori<\/strong><\/em><strong>\u201d\u00a0<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Come si pu\u00f2 facilmente arguire da quanto precede Don Orione \u201cpensa\u201d i laici secondo una dinamica \u201cdentro\/fuori\u201d secondo <strong>due prospettive<\/strong>. La prima, quella <strong>formativa<\/strong>, che si \u00e8 appena illustrata, \u00e8 una chiamata di Don Orione ai laici a diffondere \u201c<em>fuori<\/em>\u201d quei valori formativi, religiosi e civili, che essi hanno assimilato \u201c<em>dentro<\/em>\u201d, nel contatto pi\u00f9 o meno prolungato con le istituzioni orionine. La seconda, <strong>apostolica<\/strong>, interpella i laici a unirsi in un vasto <strong>movimento laicale orionino<\/strong>, che coopera con i religiosi della PODP e le religiose PSMC all\u2019<em>Instaurare omnia in Christo<\/em> \u201c<em>dentro<\/em>\u201d, affiancando e coadiuvando &#8211; come benefattori, amici, volontari, dipendenti, operatori pastorali &#8211; i religiosi e le religiose nella gestione delle \u201c<em>istituzioni di carit\u00e0 e di cristiana-civile educazione<\/em>\u201d (<em>Lettere II<\/em>, p. 342), di guida e animazione pastorale e coinvolgendo in questa opera anche altri \u201csimpatizzanti\u201d (cf <em>Lettera del 10 aprile 1925 alle Suore del Piccolo Cottolengo genovese <\/em>in <em>Don Orione e le Piccole Suore Missionarie della Carit\u00e0<\/em>, p. 198s) \u2013 e \u201c<em>fuori<\/em>\u201d diffondendo, mediante l\u2019esercizio della carit\u00e0, \u201c<em>il principio evangelico della beneficenza e della carit\u00e0 universale, quello solo che, diffuso e predicato, pu\u00f2 apportare una vera pace nel mondo e, insieme con la pace, tutti i beni<\/em>\u201d (<em>Lettere I, <\/em>p. 248).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Questa duplice prospettiva invita a fare una riflessione sul <strong>MLO<\/strong>, che nella fase di attesa della sua definitiva costituzione canonica, sembra segnare il passo, assorbendo le energie formative e apostoliche di molti laici pi\u00f9 a livello di organizzazione (\u201c<em>dentro<\/em>\u201d) che di \u201cmovimento\u201d nella societ\u00e0 (\u201c<em>fuori<\/em>\u201d). Occorre fin da subito accentuare la dimensione \u201cmovimentista\u201d del MLO, che deve trovare nel \u201cfuori\u201d della societ\u00e0 &#8211; articolata negli ambiti familiare, lavorativo, dell\u2019impegno civile e politico e dell\u2019animazione culturale &#8211; la sua espressione nella forma \u201cdiffusa\u201d delle pratiche quotidiane e ordinarie dei suoi singoli membri \u201cin diaspora\u201d, per un verso problematicamente \u201cdispersi\u201d ma, insieme, provvidenzialmente \u201cdisseminati\u201d nel territorio, come sale e lievito di \u201c<em>rinnovamento cristiano della societ\u00e0<\/em>\u201d. L\u2019apporto organizzativo pi\u00f9 efficace e rispondente a questa dimensione \u201cmovimentista\u201d che il MLO pu\u00f2 e deve dare \u2013 come struttura organizzativa, appunto &#8211; \u00e8 la creazione e la tenuta di una <em>rete<\/em> formativa e operativa che coordini e sostenga l\u2019azione dei singoli laici nei loro usuali ambienti di vita e di lavoro, affinch\u00e9, contribuiscano con l\u2019esercizio della loro laicit\u00e0 e secolarit\u00e0, a \u201c<em>riempire di carit\u00e0 i solchi che dividono gli uomini ripieni di odio e di egoismo<\/em>\u201d (<em>Lettere I<\/em>, p. 282) e siano \u201c<em>una profondissima vena di spiritualit\u00e0 mistica che pervada tutti gli strati sociali<\/em>\u201d (<em>Spirito di Don Orione<\/em> I, p. 107). Finalizzate a tale azione sul territorio devono essere le azioni organizzative del MLO. Nella Lettera che Don Orione indirizza ai suoi Antichi Alunni in occasione dell\u2019istituzione di nuove sezioni della loro Associazione attribuisce alle loro \u201cadunate\u201d il compito di \u201c<em>stringere e rinvigorire sempre pi\u00f9 il vincolo santo che ci unisce, e allargare la sfera del bene<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 291), riportandone \u201c<em>conforto al bene<\/em>\u201d (p. 290). Cos\u00ec l\u2019MLO, come parte attiva della famiglia orionina, potr\u00e0 essere una \u201c<em>forza di bene<\/em>\u201d (p. 292), una forza di propulsione e sostegno per \u201c<em>il desiderio [dei singoli laici] di cooperare a quel rinnovamento di vita cristiana da cui l\u2019individuo, la famiglia e la societ\u00e0 possono attendersi la ristorazione sociale<\/em>\u201d (p. 291). La lettera chiude con una esortazione a \u201c<strong>fare rete<\/strong>\u201d, dalla quale il MLO dovrebbe trarre ispirazione e capacit\u00e0 di traduzione ai contesti odierni: \u201c<em>Lasciate che finisca esortandovi ad aiutarvi l\u2019un l\u2019altro, e non solo col buon esempio d\u2019una vita veramente cristiana e da italiani degni, ma anche, dove potete, con l\u2019opera e col consiglio, sia a migliorare la vostra condizione sociale come a superare le difficolt\u00e0 e le prove della vita: &#8211; i primi cristiani facevano cos\u00ec\u201d<\/em> (<em>ivi<\/em>).<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4. Laici \u201cfigli della Divina Provvidenza\u201d operatori della speranza<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><\/strong>L\u2019accenno di Don Orione a \u201c<em>le difficolt\u00e0 e le prove della vita<\/em>\u201d ci richiamano la condizione della \u201c<em><strong>vita sociale oggi<\/strong><\/em>\u201d che, si diceva all\u2019inizio, contestualizza l\u2019azione dei laici nello scenario drammatico tracciato dai nostri Vescovi nel documento preparatorio di Verona. Esso si fa eco delle analisi dei pi\u00f9 accreditati sociologi. Viviamo, scrive il sociologo polacco Zygmunt Bauman, nella \u201c<em>modernit\u00e0 liquida<\/em>\u201d, nella quale le nostre vite e i nostri amori sono \u201cliquidi\u201d. La nostra, secondo Anthony Giddens, sociologo inglese, \u00e8 una \u201c<em>et\u00e0 dell\u2019incertezza<\/em>\u201d e le societ\u00e0 in cui viviamo sono descritte dal tedesco Ulrich Beck come \u201c<em>societ\u00e0 del rischio<\/em>\u201d. L\u2019orizzonte dei valori s\u2019\u00e8 come svuotato, sicch\u00e9 noi siamo piombati, secondo Gilles Lipovetsky, in una \u201d<em>era del vuoto<\/em>\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Niente di nuovo sotto il sole. Il 3 luglio 1936, ricorrenza dell\u2019apertura del primo oratorio di Tortona, auspice Mons. Bandi, Don Orione scrive da Buenos Aires ai suoi \u201c<em>Cari Figliuoli in Ges\u00f9 Cristo<\/em>\u201d per impartire direttive ed esortazioni volte a far \u201c<em>sorgere e fiorire l\u2019Oratorio Festivo<\/em>\u201d, che, replica del primo, \u201c<em>sia aperto a tutti i giovani, per poterli adunare, parlar loro, moralizzarli, renderli degni cittadini italiani e degni cattolici<\/em>\u201d (<em>Lettere II, <\/em>p. 371). Nell\u2019addensarsi delle fosche nubi che preludevano al secondo conflitto mondiale, scrive profetico: <em>\u201c\u2026vedo tutto un passato che cade, se gi\u00e0, in parte, non \u00e8 caduto: le basi del vecchio edificio sociale sono minate: una scossa terribile cambier\u00e0, forse presto, la faccia del mondo. Che cosa uscir\u00e0 da tanta rovina?<\/em>\u201d (p. 369). Al crudo realismo dell\u2019analisi Don Orione risponde col robusto realismo della fede e della speranza: \u201c<em>Siamo figli della Divina Provvidenza, e non disperiamo, ma, anzi, confidiamo grandemente in Dio! Non siamo di quei catastrofici che credono il mondo finisca domani; la corruzione e il male morale sono grandi, \u00e8 vero, ma ritengo, e fermamente credo, che l\u2019ultimo a vincere sar\u00e0 Iddio, e Dio vincer\u00e0 in una infinita misericordia\u2026Una grande epoca sta per venire! Ci\u00f2 per la misericordia di Ges\u00f9 Cristo Signor nostro e per la celeste materna intercessione di Maria santissima\u2026Ma a questa era, a questo grandioso e non pi\u00f9 visto trionfo della Chiesa di Cristo, noi, per quanto minimi, dobbiamo portare il contributo di tutta la nostra vita. Per quanto \u00e8 da noi, noi dobbiamo prepararla, affrettarla, con la orazione incessante, con la penitenza, col sacrificio, e col trasfondere la nostra fede, la nostra anima specialmente nella giovane generazione\u2026Mostriamo quanto la Chiesa \u00e8 feconda di forza morale, benefica, religiosa, redentrice, sorgente sempre viva di quella carit\u00e0 che Ges\u00f9 Cristo venne a portare sulla terra\u201d <\/em>(p. 371s).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><strong>5. Conclusione\u00a0<\/strong><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #000000;\">Il Cardinale Dionigi Tettamanzi, in qualit\u00e0 di Presidente del Comitato preparatorio del Convegno di Verona, scriveva nella presentazione del Documento \u201c<em>Testimoni del Risorto, speranza del mondo\u201d<\/em> che uno dei quattro fondamentali elementi della scelta metodologica della Chiesa italiana relativamente al ruolo dei cristiani nell\u2019attuale realt\u00e0 storica &#8211; accanto a Ges\u00f9 Risorto, al mondo e alle sue attese &#8211; \u00e8 \u201c<em>l\u2019impegno dei fedeli cristiani, <\/em><em><strong>in particolare dei laici<\/strong><\/em><em>, per essere testimoni credibili del Risorto attraverso una vita rinnovata e capace di cambiare la storia\u201d.<\/em><strong> <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\">I laici orionini, rispondendo all\u2019appello dei Vescovi e alla vocazione orionina, saranno \u201c<em>pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che \u00e8 in loro<\/em>\u201d (<em>1Pt <\/em>3, 15), preparandosi mediante un \u201c<em>cammino di assimilazione e di santit\u00e0<\/em>\u201d (<em>Testimoni\u2026, <\/em>n. 13) e un \u201c<em>cammino di discernimento<\/em>\u201d (n. 14), che li renda atti ad esercitare la testimonianza della forza della Risurrezione nelle diverse \u201c<em>aree dell\u2019esperienza personale e sociale<\/em>\u201d, la famiglia, il lavoro e la festa, l\u2019impegno civile, politico e culturale, per sanare la fragilit\u00e0 che caratterizza questi contesti dell\u2019esistenza con la forza rinnovatrice e ristoratrice della carit\u00e0 e porre, cos\u00ec, per ogni uomo le condizioni credibili della speranza (n. 15).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><strong>PROGETTO DI RINNOVAMENTO<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>FORUM DI AGGIORNAMENTO A DISTANZA\u201d<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.1cm; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>IV\u00b0 anno<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Domande per l\u2019approfondimento e il dialogo, anche via e-mail:<\/strong><\/span><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; background: #ffffff; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\">1. Cosa, in questa relazione del prof. Casile, ti colpisce e perch\u00e9 ?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; background: #ffffff; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\">2. Come Don Orione avrebbe voluto i laici suoi seguaci nella vita sociale di oggi?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; background: #ffffff; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\">3. Vuoi scrivere una qualche tua reazione al tema per farla circolare in internet ?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; background: #ffffff; margin-right: 0.1cm;\"><span style=\"font-family: Bookman Old Style, serif;\">4. Concludi con una preghiera come frutto della lettura e della riflessione.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0PROVINCIA SS. 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