CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

29Gen/170

Messina – «… La verità non è monopolio di nessuno e nell’incontrarsi e nel riconoscersi, possiamo essere naturalmente autentici»

giovedì 26 gennaio 2017 - ore 18.00 -  Chiesa “SS. Annunziata dei Catalani” - Messina - Cristianesimo e Islam per una Città plurale - 1° Incontro II° ciclo «Elemosina»

La gradevolissima 'novità è stata la presenza del Vescovo Giovanni AccollaUna presenza, la sua, discreta e cordiale, che mette a proprio agio qualsiasi interlocutore. Un segno distintivo di merito alla conduttrice C. Pastura, che ha saputo con puntualità dare ritmo e fornire assist, con ponderate e ricche istantanee riflessioni, ai due, direi, formidabili relatori, dotati di uno stile puntuale e discorsivo scevro da macchinose ripetizioni, orientati, nell'essere autentici, a testimoniare una fede viva che si alimenta dalla Parola di Dio.

Per esemplificare estraggo due piccoli brani posti in parallelo e complementari

padre Felice Scalia sj -« ... e mi disse... io non voglio un'elemosina, voglio un'offerta, qual'è la differenza, in effetti niente; perché quello che davo davo. Ma non volle elemosina, cioè mi ha fatto capire che, in questo problema dell'elemosina c'è qualcosa che sa di peccato cioè di una ingiustizia subita e nell'offerta c'è, forse, al contrario, c'è un orizzonte in cui noi ci rendiamo simili a Dio... ..Se Dio è Dono gratuito di se alle sue creature addirittura, c'è scritto nel Vangelo, come colui che serve le sue creature ...»

prof. Ibrâhîm Gabriele IUNGO - "C'è una generosità formale ed una generosità senza limiti ..." . «In una certa situazione di pericolo, il Profeta chiese l'aiuto della Comunità, disse: portate i vostri doni perché ci serve il sostegno di tutta la comunità, Omar il II° Califfo portò metà dei suoi beni ed era certo di aver fatto meglio degli altri, ma poi venne Abumac e portò tutti i suoi beni. E gli fu chiesto ma cosa hai lasciato alla tua famiglia. E lui disse le ho lasciato Iddio e il suo Messaggero e questo non vuol dire essere sprovveduti ma vuol dire nella generosità io incontro i generosi,. nell'elargizione io incontro l'Elargitore...»

Accoglienza Presentazione e Preghiera comune.

Il Diacono Santino Tornesi in apertura ha chiamato Suor Tarcisia Carnieletto e il prof.re Dario Tomasello a fornire le coordinate della nuova serie di incontri. Poi ha inserito la novità di un Simbolo che esemplifica il tema dell'incontro. Il primo tocca alla Caritas con Chiara Pistorino e i ragazzi del servizio sociale. Il Vescovo Giovanni Accolla e Mohamed Refaat (presidente della Comunità Islamica), hanno condotto la preghiera iniziale.

La strategia fondante del progetto è riuscire a stabilire un clima di buon dialogo e serenità, in questo privilegiato territorio che è lo " STRETTO ... del Mondo" , e  l'incontro è stato un ulteriore passo avanti nel cammino per il raggiungimento di nuovi traguardi di conoscenza e riconoscimento reciproco,  tra la Comunità Islamica di Messina e l’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela, formata dal Team: Consulta delle Aggregazioni laicali, Ufficio diocesano Migrantes, Ufficio per il Dialogo interreligioso e Caritas Diocesana .

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10Ago/150

Reggio Calabria – ESTATE – PLA «Astronomia e Biodiversità nelle tradizioni dei contadini calabresi»

2015_08_10-PLA-Astronomia_Biodiversità

Agosto si riparte lunedì 10 da Siderno; il programma, quindi, interesserà nuovamente Reggio Calabria (presso la Villa Comunale, il 12 agosto), poi Bovalino superiore (il 13), Roccaforte del Greco (il 14), Ciminà (il 18), Scilla (il 19), Africo Nuovo (il 21), Delianuova (il 23), San Luca (il 24), Samo (il 25), Brancaleone (il 27), Santo Stefano d’Aspromonte (il 28). Tutti gli incontri si intendono avere inizio alle ore 21.00.

Nutrire la Terra

Astronomia e Biodiversità nelle tradizioni dei contadini calabresi

La scienza è cultura e può essere anche divertimentoCon questo obiettivo, per il terzo anno, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte in collaborazione con la Provincia di Reggio Calabria, il comune di Reggio Calabria, il Planetario provinciale Pythagoras - Società Astronomica Italiana sez. Calabria, ha approntato un programma culturale a sfondo scientifico da svolgersi, prioritariamente, nei centri visita del Parco ed in alcuni comuni della nostra provincia che ne hanno fatto esplicita richiesta.

Il tema degli incontri è la biodiversità in linea con l’argomento al centro della manifestazione di Expo Milano 2015: “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. L’idea guida della proposta è quella di trasferire all’interno del Parco una parte di questa manifestazione che ha catalizzato, attorno al problema di uno stile di vita sostenibile, l’interesse di tutto il mondo con l’obiettivo di porre le più ampie fasce della popolazione locale e dei turisti a conoscenza della bellezza dell’Aspromonte con un occhio alla corretta divulgazione scientifica.

La Calabria, la provincia di Reggio Calabria, è terra dalla forte identità storica che si manifesta nella conservazione delle manifestazioni e delle feste tradizionali ancora pervase da un sapore antico, in cui i partecipanti ritrovano le loro comuni origini culturali. Tutto questo non si può non legare all’Astronomia che ha le sue radici nella Magna Grecia e in Calabria, in particolare.

In questa tradizione molte volte dispersa e frammentata, si possono ravvisare, come i pezzi di un puzzle, ingegnose costruzioni narrative che, in parte ricomposte, rappresentano il primo linguaggio scientifico dei nostri contadini. La varietà dei proverbi individuati nei paesi del Parco, dimostra che, accanto al sapere ufficiale, è ancora tramandata una cultura sommessa, ma anche ben delimitata, che attesta come l'intelligenza calabrese abbia saputo dare, a sé ed altri, esempi che spaziano in tutta una vastissima area e che sono testimonianza di quei valori ai quali questa cultura popolare si è ispirata.

2007-Polsi - Chiesa

2007-Polsi - Chiesa

Ancora oggi i tempi della semina e della mietitura, dell’approssimarsi dell’inverno e dell’estate, sono ‘sentiti’ in anticipo e determinati dall'attenta osservazione del Cielo. Molte ricette antiche quali: “le civaje”, “i cuddure” o “muccellati”, “i cullacci” o “cucùli”, “i piramìs”, erano e sono legate a particolari ricorrenze religiose e dedicate alle divinità.

Attraverso questi incontri si vuole guidare il pubblico alla riscoperta delle proprie origini e con esse la cultura, le tradizioni, i costumi, che sono stati tramandati nel tempo. L’individuazione dei percorsi culturali come quelli che si propongono sono utili per comprendere la nostra identità, per cogliere le differenze tra ieri ed oggi e la diversa consapevolezza del nostro essere.

Ogni incontro si concluderà con l’osservazione del Cielo con gli strumenti. Gli Esperti del Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria guideranno gli spettatori al riconoscimento di stelle e costellazioni.

Saranno svelati i perché dei nomi delle stelle, i perché delle forme rintracciabili nel cielo, i legami che uniscono i più vari personaggi che popolano la sfera celeste alle nostre tradizioni. Il ciclo di incontri è iniziato il 21 Giugno con il Solstizio d’Estate per continuare a Luglio con gli incontri a Reggio, presso la Villa Comunale, inseriti nel programma dell’Estate Reggina, poi a Gallicianò e a Stilo.

Il programma può essere visionato sul sito www.planetariumpythagoras.com

25Mag/150

Reggio Calabria – «Poeta Scrittore Regista … impegnato a rendere accessibile a tutti la Cultura dell’Uomo»

2015_05_27-VersoSud-PASOLINI

26Gen/150

Messina – «URGE UN’ALLEANZA PER SALVARE LA NOSTRA CITTÀ ED IL NOSTRO TERRITORIO»

ICONA-LABORArcidiocesi di Messina - Lipari - S. Lucia del Mela

Ufficio Diocesano per i problemi sociali e il lavoro

Comunicato Stampa

Alleanza lavoro - economia - solidarietà” per rigenerare la società messinese

A fianco dei lavoratori e delle loro famiglie

2012_10_20-Seminario-Laboratorio_LaBor-002Dinanzi ai problemi sociali e lavorativi in continuo aumento sentiamo urgente dire una parola come Chiesa per dare voce a chi non ha voce. Il nostro Arcivescovo, Mons. Calogero La Piana, in questo Anno Pastorale, ci invita a “un profondo radicamento nel vissuto umano, una presenza solidale e discreta nella vita concreta dell’uomo”.

Ecco perché come Ufficio Diocesano per i problemi sociali e il lavoro sentiamo il dovere di esprimere la vicinanza a tutti i lavoratori che vedono spesso calpestata la dignità della persona umana. Tra i tanti, pensiamo ai dipendenti della Aicon, che dal 31 gennaio non avranno più un sussidio di mobilità e resteranno soli e disperati; ma ci sono anche i lavoratori della Edipower che non conoscono il futuro della loro azienda; così come quelli della Esi che si trovano improvvisamente in cassa integrazione; infine non possiamo dimenticare i numerosi lavoratori che attendono da mesi stipendi arretrati.

2013_06_15-Arcivescovado-LaBorSono tutte questioni diverse che richiedono soluzioni tecniche, che a noi come Chiesa non competono, ma anche coinvolgono responsabilità sociali ed istituzionali e ci interpellano fortemente sull’uomo di oggi, calpestato da interessi tutt’altro che rivolti al bene comune, fino a spingerci a manifestare il nostro pensiero preoccupato ma fiducioso nella possibilità di intervento. Ci sta a cuore ogni singola persona con la sua dignità, consapevoli che la mancanza di lavoro spesso porta al fallimento del progetto familiare. Quello che chiediamo è che le Istituzioni facciano il possibile per loro, che si mettano in ascolto di ogni persona, nel rispetto della condizione di ognuno e che favoriscano politiche attive di lavoro e di sviluppo con incentivi per poter ancora oggi scommettere sul lavoro specie dei giovani. È incredibile l’abbandono della zona industriale Irsap (ex Asi) di Giammoro e delle altre attività industriali di Messina. Quali le politiche di sviluppo?

  2015-labor-COMUNICATOsTAMPA-pAPAFRANCESCOCi ricorda Papa Francesco: “La situazione di crisi sociale ed economica nella quale ci troviamo può spaventarci, disorientarci o farci pensare che la situazione è così pesante da concludere che noi non possiamo farci niente (....). Il rischio è che l'indifferenza ci renda ciechi, sordi e muti(Videomessaggio del S. Padre per il IV Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, Verona, 20.11.2014).

Da venti anni la Chiesa italiana, attraverso il Progetto Policoro, è a disposizione gratuitamente anche nella nostra Arcidiocesi (Centro servizi diocesano: martedì ore 10-12, via I Settembre 117) per accompagnare i giovani nella riscoperta del lavoro e nella creazione d’impresa.

2015-labor-COMUNICATOsTAMPA-PAPAFRANCESCO-2Purtroppo manca la disponibilità di accesso al credito o la possibilità di creare un fondo per le imprese e per chi non ha credito.

Urge un’alleanza per salvare la nostra Città e il nostro territorio. Spesso si assiste a sterili battaglie di basso profilo, a troppe polemiche. Abbiamo bisogno di professionisti competenti che ogni giorno si impegnano per il bene comune.

Il nostro unico desiderio è quello di lanciare un appello, insieme all’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia e alla Consulta per le Aggregazioni Laicali, perché si costituisca una “Alleanza lavoro - economia - 2015-labor-COMUNICATOsTAMPA-pAPAFRANCESCOsolidarietà” per sostenere la collaborazione tra le forze vive della società così come auspicato da più parti.

Messina deve avere quel profilo che le compete a livello regionale e nazionale. In questo senso anche il tema dei collegamenti e della continuità territoriale diventa importante. Messina non può essere divisa dall’Italia, non può essere più emarginata a causa di infrastrutture carenti (treni, aerei, strade…). Sono tante le questioni che necessitano di una presa in carico e tra queste crediamo sia rilevante quella che riguarda il precariato e la formazione professionale, decisiva per l’occupazione qualificata dei giovani.

2015-labor-COMUNICATOsTAMPA-PAPAFRANCESCO-2La Chiesa di Messina con questa iniziativa non vuole sostituirsi a nessun tavolo istituzionale ma offrire occasione di dialogo per le varie realtà che non hanno trovato attenzione adeguata.

Siamo certi che - come sottolinea Papa Francesco - il vero problema non sono i soldi, ma le persone: non possiamo chiedere ai soldi quello che solo le persone possono fare o creare. I soldi da soli non creano sviluppo, per creare sviluppo occorrono persone che hanno il coraggio di prendere l'iniziativa”.

Abbiamo fiducia che con l’impegno di tutti possiamo rigenerare il nostro territorio.

Messina, 25 Gennaio 2015                                                 Il Direttore Don Sergio Siracusano -

Via Garibaldi, 67 - 98122 Messina - Tel. 346.1243273 - e-mail: pastoralelavoro.me@libero.it

8Apr/140

Reggio Calabria – «La passione di Cristo ‘raccontata nell’ambito letterario artistico e musicale»

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6Apr/140

Messina – Dopo tre anni di attesa una parola chiara sulla Teologia della Liberazione «FREI BETTO»

2014_04_10-D_Savio-FREI_BETTONota a margine - Già il 2 aprile del 2011 Frei Betto O.P., era atteso a Messina, ma per motivi di famiglia fu costretto a rientrare urgentemente in Brasile. Ma ora lo potremo incontrare nella sede del

Teatro Domenico Savio il

10 aprile 2014 alle ore 17.00 

Dalla presentazione del 2011

Frei Betto O.P., al secolo Carlos Alberto Libânio Christo (Belo Horizonte, 25 agosto 1944) è un teologo, scrittore e politico brasiliano. Come scrittore è stato insignito del premio Jabuti e ha pubblicato 52 volumi.[senza fonte] Viene considerato uno degli esponenti della teologia della liberazione.

Impegno politico

Frei Betto, assieme al confratello Frei Tito, fu imprigionato e torturato nel 1969 dalla dittatura militare brasiliana per il suo impegno politico. Svolgeva alcune attività per conto del governo di Luiz Inácio Lula da Silva. Politicamente si ritiene un socialista cristiano ed è attivo nei programmi contro la fame nel mondo; è un forte sostenitore della politica di Fidel Castro e condivide con il castrismo la critica al capitalismo. [1] È stato assessore del programma Fome Zero (Fame Zero) del primo Governo Lula.

Recentemente, il 26 gennaio 2006, Frei Betto ha rivendicato la sovranità di Porto Rico insieme a molte figure di spicco della cultura latino americana - Gabriel García Márquez, Mario Benedetti, Ernesto Sábato, Thiago de Mello, Eduardo Galeano, ed altri. [2]

In Italia Frei Betto è noto per la sua collaborazione con la rivista "In Dialogo" - Notiziario della Rete Radiè Resch: www.rrrquarrata.it, termina la sua collaborazione alla rivista Nigrizia con il mese di dicembre 2009. Dal 2010 questa rimane l'unica collaborazione in Italia. La stessa, cura e organizza le conferenze di Frei Betto in Italia. Il 2010 lo vedrà presente in Italia dal 21 al 29 marzo. Frei Betto

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27Feb/140

Messina – «La Scuola si interroga sul fenomeno dell’immigrazione. “Don Franco” mette a nudo il nostro scolorito impegno»

2014_02_24-CristoRe-DonFRANCO2014_02_24-CristoRe-DonFRANCOlunedì 24 febbraio - Teatro Cristo Re -  ore 10.30 - Teatro pieno di giovani studenti del Liceo Classico La Farina. Sul tavolo spiccano i cartoncini con i i nomi della dirigente dott.ssa Giuseppina Prestipino, delle Docenti Patrizia Danzè e Nelly Settetrombe - (coordinatrici del progetto sull'Immigrazione e l'Emigrazione) e di un semplice Don ... Don Franco Montenegro - Arcivescovo di Agrigento (Stadio Esseneto 17/maggio/2008).

Dopo una breve attesa, dovuta alla affabilità di Don Franco, che saluta uno per uno gli amici venuti a 2014_02_24-CristoRe-DonFRANCO2014_02_24-CristoRe-DonFRANCOtrovarlo, e alla  preliminare intervista del gruppo studenti con annessa foto di gruppo, si inizia con le presentazioni. I saluti ospitali sono della prof.ssa Settetrombe, poi la prof.ssa Danzè, con incisività esplica il progetto completo, con i suoi protagonisti, le sue funzioni e le sue finalità. Siamo così giunti al momento centrale della "relazione".

Avuta la parola, Don Franco, inizia il suo "dire".  Per molti ascoltatori si tratta di seguire con la mente ed il cuore un inedito percorso. Fedele al suo stile, illuminato dalla luce del Vangelo, Don Franco comunica, con 2014_02_24-CristoRe-DonFRANCO2014_02_24-CristoRe-DonFRANCOlinguaggio semplice ed efficace i dati reali , traendoli dai Dossier internazionali e nazionali, riguardanti l'universo dell'immigrazione. Questi dati reali confliggono totalmente, con l'idea comune di un Occidente  e di un'Italia in particolare, nazione buona ed accogliente. Ascoltare, le drammatiche sequenze dei viaggi per la vita di intere generazioni, in maggioranza giovani e donne, che sfidano il destino per assicurarsi un futuro degno di essere vissuto, mette in crisi le nostre certezze. I dati snocciolati sulla ricchezza, in poche mani, e la povertà diffusa su miliardi di persone, gelano le nostre pulsioni di circoscrivere il fenomeno 2014_02_24-CristoRe-DonFRANCO2014_02_24-CristoRe-DonFRANCOagli "altri". No dice, con la sua soave fermezza, il problema riguarda ciascuno di noi, nella sua interezza di persona umana, civile e spirituale.

Al termine dell'intervento, si percepiva, che la "comunicazione" era stata efficace, provocando in più persone, un'intensa commozione. La prima a renderla esplicita è stata proprio la Preside Prestipino che ha corroborato questo cambiamento emotivo, arricchendolo con il racconto di un episodio personale. Dopo le domande dei ragazzi, una breve perfomance del gruppo teatrale ha concluso l'incontro con Don Franco. «Egli da Pastore, dissoda il terreno, ne spiana le zolle, per piantare qualche seme di umanità, solidarietà e di vera conoscenza delle tematiche riguardanti i nostri fratelli immigrati.»

Numerose le autorità presenti: ex Presidi, ex Docenti, Sacerdoti, Operatori del volontariato, Amici. Per ciascuno di essi vale la figura del Diacono Santino Tornesi, (Direttore Ufficio Migrantes), che abbiamo rivisto con gioia.

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18Feb/140

Agrigento – Mondo Altro “chi è il mio Prossimo…” «Casa Rahab»

2014_02_25-Agrigento-CASARAHAB25 febbraio 2014 - ore 11.00Agrigento Inaugurazione "Casa Rahab" - Housing sociale ed Open Day al "Granata"

Il prossimo 25 febbraio, giorno della festa di San Gerlando, alle ore 11,00 alla presenza dell’Arcivescovo di Agrigento Mons. Francesco Montenegro la Caritas diocesana di Agrigento e la Fondazione Mondoaltro, suo braccio operativo, inaugureranno con una conferenza stampa “Casa  Rahab” struttura di accoglienza di Housing sociale.

La struttura situata al secondo piano dello stabile “Granata” in via Orfane n. 16 ad Agrigento ospiterà 7 mini appartamenti per persone in situazioni di marginalità sociale, affiancando all’alloggio una strategia di accompagnamento e fuoriuscita dal bisogno secondo la metodologia sviluppata in contesto europeo definita “housing first”.

Interverranno alla conferenza stampa: - Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento - Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento - Giuseppe Pontillo, direttore Ufficio BBCCEE Montenegro-dell’Arcidiocesi di Agrigento - Carmelo Petrone, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Agrigento - Filippo Napoli, Presidente dell’Associazione “Paolo Palmisano” - Gioele Farruggia, Presidente dell’Associazione “NonSoStare” -  invito casa rahab-01

11Gen/140

Messina – Nel solco del bene – «I Bimbi coprotagonisti di “Note di Natale”»

2013_12_22-SantANNA-Note_di_Natale-CoroBambini2013_12_22-SantANNA-Note_di_Natale-CoroBambini22 dicembre 2013  - Nel solco del bene - Un'occasione di solidarietà a favore delle "Figlie di S. Anna" e della Casa-Famiglia "Regina Elena" -«I Bimbi coprotagonisti di

« Note di Natale » 

Un'encomiabile iniziativa degli ex allievi di Sant'Anna nel solco di una Messina unita nella solidarietà. Era presente infatti Padre Andrea Cardile, coordinatore e animatore instancabile di Walking Together, l'Associazione che si occupa dell'Uganda e non solo. In questo caso infatti si tratta di unire le forze per l'Eritrea. Dove le Suore intendono costruire una piccola azienda di tessitura per liberare le donne da gravi disagi e ridare loro dignità e 2013_12_22-SantANNA-Note_di_Natale-CoroBambini2013_12_22-SantANNA-Note_di_Natale-CoroBambinisolidarietà.

I protagonisti sono stati un duo agguerrito e ben assortito, alla maestri del chitarrista Gianluca Rando si sposava alla bella voce, dal timbro personale, della sua partner Carla. In questo contesto natalizio il pubblico ha gradito anche l'essere stato chiamato ...in causa. Bravissimo il "ciaramellaro" e il Coro dei vispissimi bambini e bambine di Sant'Anna.

28Dic/130

Messina – Walking Together – «Camminiamo insieme anche nel 2014»

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UGANDA PERU' ERITREA RWANDA ETIOPIA BURKINA FASO ITALIA CIAD CONGO CAMERUN COLOMBIA INDIA

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25Set/130

Messina – «La nuova Chiesa Parrocchiale di Sant’Elena»

2013_09_24-SANT_ELENA2013_09_24-SANT_ELENA24 settembre 2013 - Consacrata e aperta al culto - «La nuova Chiesa Parrocchiale di Sant'Elena» Il Parroco padre Pippo Principato, può essere fiero della sua Comunità, perché non gli ha fatto mai mancare il suo sostegno, morale e materiale, sia, nel primo periodo maggio-dicembre 2009, quando era in trasferta, ben accolto da Padre Fosco nella Chiesa di Paradiso, sia, dopo. quando si è ritornati in Parrocchia ma ristretti nella Piccola Perla della Chiesa del Ringo titolata a "Maria e Gesù del Buon Viaggio".

E' stato l'Arcivescovo Calogero La Piana a benedire le pietre inerti e le pietre vive di questo tempio sorto nello stesso luogo della precedente Chiesa.

2013_09_24-SANT_ELENA2013_09_24-SANT_ELENAPresenti molti sacerdoti e parroci: mons.ri Pietro Aliquò, Michele Giacoppo, Salvatore Trifirò, Tonino Schifilliti, Carmelo Lupò e Antonio Sofia, don Luigi Valenza. don Gianni Russo, padre Marcello Pavone, p. Roberto Scolaro, p. Andrea Cardile, p. Giuseppe Ruggeri, p. Giovanni Pelleriti, p. Giuseppe Lonia e ... diversi altri.

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La Comunità di Sant'Elena, 2013_09_24-SANT_ELENAspecialmente i giovani, 'sentono che si possono aprire nuove prospettive pastorali per un più incisivo impegno sociale. Sperano di essere messi in grado di potere mettere a frutto la loro potenziale e fantasiosa creatività per fare "il bene". Gli spazi fisici, vedi filmato,  non mancano e gradatamente si realizzeranno le opere di finitura che daranno completa attuazione al progetto degli architetti Franco Ficarra, Italo Strani e Franco Cardullo.

La Chiesa, capiente, era totalmente gremita, ma la previdente predisposizione di uno schermo murale esterno, ha consentito a moltissimi alte persone di partecipare alla funzione eucaristica, Padre Pippo ha anche ricordato che il Santo Don Luigi Orione è stato il 1° Parroco di SANT'ELENA

 

18Set/130

Sardegna – “fedeltà alla tradizione che esprime l’identità di un popolo” – “giornata dell’ospitalità”

Allarghiamo agli 'amici del BLOG il gradito regalo della Prof.ssa Francesca Mele (per moltissimi anni coordinatrice del gruppo SAE di Reggio Calabria)

Carissime/carissimi,
da sarda trapiantata in Calabria, mi piace condividere con voi ... il racconto di come è nata (circa tre secoli fa) a Perdasdefogu, paese del sud della Sardegna, la “giornata dell’ospitalità”, che segue l'evoluzione dei tempi perché non si tratta di un’idea geniale di promozione turistica, nella gara mediatica delle “sagre paesane”, ma di quella fedeltà alla tradizione che esprime l’identità di un popolo.
A tutti un abbraccio, Francesca

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5-2013_09_16-MELE-PerdasdefoguAmicizia e condivisione. Il rito antico della “strangìa”

Perdasdefogu, l’ospitalità nel giorno della festa grande di settembre Usanza semplice e civile in un’Italia che si sente minacciata dagli stranieri. (di Giacomo Mameli)

PERDASDEFOGU. Da tre secoli Perdasdefogu riserva una giornata della “festa manna” di 2-Donnortei - orchidea selvaticasettembre ai forestieri, a “Is Istràngius”. L'usanza si rinnova in molte famiglie, quelle più legate alla tradizione. Una giornata storica, “Sa dì e sa strangìa” come trecento anni fa l'aveva battezzata don Giovanni Corona, precursore dell'ospitalità senza guardare il colore della pelle. A metà del 1800 don Giovanni Naitana accoglieva in sagrestia i viandanti senza amici e senza tetto.

Sa Strangìa si celebra l'11 settembre, il giorno prima del clou di una ricorrenza religiosa e laica, esaltata da una processione nella valle degli orti con le statue di Cristo e di san Giovanni Battista preceduti da un tripudio di 4-s274panni colorati cuciti su canne verdi di fiume fatte a croce, canti del rosario in sardo, donne scalze in pellegrinaggio, launeddas, costumi antichi, il canto dei goccius. Nelle case fresche di tinteggiatura vengono accolti quelli che giungono “da fuori”. Cenano e dormono a casa degli amici foghesini, oggi nella “stanza buona”, ieri su una stuoia accanto al focolare. Un gesto di rispetto. Più dell'amicizia. Gli ospiti erano soprattutto pastori che dai paesi del Gennargentu “svernavano” nell'altipiano del Cardiga, dal clima più mite rispetto al gelo sotto Punta La Marmora. Oggi continuano ad arrivare da Villagrande e Arzana, Ulassai e Tertenia, Escalaplano e Gairo. Da tutt'Italia e dall'estero. Perché ogni emigrato porta un suo amico “strangiu”. Una usanza semplice, civile. Certo che non la apprezzeranno i leghisti alla Mario Borghezio che ha definito “faccetta nera” Cécile Kyenge o quel vicesindaco di Diano Marino (Imperia) che le ha dato della “prostituta”. O, solo per stare alle ultime di cronaca, non festeggerebbero i bimbi “Istrangius” quei genitori di Costa Volpino (Bergamo) che pochi giorni hanno 3-Fonni- murale- sulla portaritirato da scuola i figli “perché c'erano troppi alunni stranieri” e si sentivano «minacciati da tante diversità etniche». O quelli che vogliono viaggiare su pullman per «soli bianchi, senza neri».

"Sa Strangìa" si è evoluta in forme diverse. Oltre venti famiglie sono formate da foghesini che hanno sposato donne dell'Est e sudamericane e che vivono «bene, in bidda». È stato organizzato un incontro fra tutte le rappresentanze straniere in Sardegna con tante donne e uomini che hanno raccontato la loro vita di “erranti” all'interno di un convegno ospitato nella chiesa preromanica di San Sebastiano con testimonianze dalla Giamaica, Africa mediterranea, Brasile, Senegal, Filippine, Cina, Ucraina, Bielorussia. E poi cena collettiva, «cena dei Cinque Continenti», l'ha definita Jane Kalakiwa psicologa del Guatemala.

Una festa d6-Sennorii civiltà che ha avuto il suo profeta in don Giovanni Corona, figlio di Giuseppe e Barbara Usala, «ordinato sacerdote a Cagliari il 21 settembre 1715, curato a Foghesu dal febbraio 1719 al dicembre 1721 e poi dal gennaio 1723 all'8 novembre 1741. Morì con i sacramenti», si legge negli archivi diocesani. Erano gli anni a metà del 1700, lunghi decenni di confusione politica in una Sardegna contesa fra spagnoli, austriaci e Casa Savoia.

 

1-s275

“Sa strangìa” aveva spezzato un tabù, in un momento in cui l'avversione verso i piemontesi era elevatissima. L'ostilità verso chiunque sbarcasse dal Tirreno era accentuata. Rileggiamo Procurade e moderare? Alle strofe 32-33 si dice: “Fit pro so Piemontesos sa Sardigna una cuccagna”, e più avanti: “Malaitu cuddu logu chi criat tale zenia, maledetto la terra che ha dato i natali a simile genìa”. Storia solo orale. Un piemontese - pare si chiamasse Càndia – verso il 1730 si trova a Perdasdefogu per fare incetta di legni pregiati di olivastro e leccio nelle steppe “Masongili 'eranu” e “Corràli”, oltre le cascate di Luèsu, olivastri millenari come a Santa Maria Navarrese. Oro per la flotta Savoia. Il legname, sui carri a buoi, arrivava ad Arbatax. Da qui, sui brigantini, prua verso Imperia dove il regno sabaudo aveva i cantieri navali.

2-lo stendardo di OristanoFlash back di trecento anni. Un pomeriggio di un 11 settembre di quegli anni Càndia passeggia da solo a Foghesu, paese ricco di povertà. Don Corona avvicina il piemontese, gli dice che nel paese sono tutti indaffarati, lo invita a cena. L'indomani, durante la messa (un gioiello di tempio in pietra, tetto in canne, raso al suolo negli anni '70 del 1900 e riedificato in cemento) racconta della serata col forestiero. I fedeli ascoltano, in prima fila i confratelli e le pie donne del Rosario e del Sacro Cuore. Dice, con rima foghesina doc: “Prus unu esti strangiu, prusu depit essi cumpangiu”, più uno è forestiero e più dobbiamo fargli compagnia. E ancora, con visione evangelica: “Seus totus fradis, filgius de una matessi babbu. E chi capitaus nosu in logu algènu? Siamo tutti fratelli, figli di uno stesso padre. E se ci trovassimno noi all'estero? ”. Il piemontese ascolta commosso. Quel giorno il parroco era stato fortunato. Il messale gli proponeva il Vangelo secondo Luca (14,1.7-14), quel brano nel quale Gesù va a casa di uno capi dei farisei e gli dice: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né tuoi fratelli né tuoi parenti né i ricchi vicini perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu 1-Oliena balloabbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, ciechi. E sarai beato perché non hanno da ricambiarti”. Don Corona ai “poveri, storpi, ciechi” aggiunse i forestieri. Nacque “Sa strangìa”.

Non ne avremmo saputo nulla se – a metà degli anni Trenta del 900 - non l'avesse raccontata ai cugini il canonico Priamo Maria Spano (1871-1959). A fine '800 l'aveva sentita da don Vittorio Cannas. Parlava di Strangìa anche un altro sacerdote di Perdasdefogu, don Girolamo Sulis. E anche don Sebastiano Lai “consacrato il 14 agosto 1794". Non si trovano precedenti. Il vescovo di Lanusei Antioco Piseddu conferma: “mancano del tutto i registri dal 1628 al 1689”.La storia si ripete. Domenica scorsa la lettura del Vangelo – nella chiesa sulla valle degli orti – proponeva ancora quell'attualissimo brano di Luca. Lo ha letto don GianMarco Lai. Ripartito il giorno dopo dai poveri del Madagascar dove dirige una comunità salesiana. «I malgasci mi ritengono malgascio, un mio chierichetto si sente foghesino». Sa strangìa esportata tra il Canale di Mozambico e l'Oceano Indiano.

 

3Set/130

Agrigento – «VENITE ALLA FESTA – Oggi si prepara / un banchetto alla casa del re / …»

«VENITE ALLA FESTA -

Oggi si prepara  / un banchetto alla casa del re / il figlio suo si sposa / e questa festa deve essere / la più grande che si è fatta mai.

Tutto è pronto già da tempo / i vitelli grassi e il vino / arrivati da lontano; / anche i servi son partiti / per chiamare alla festa / gli amici del re.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa

Scende ormai la sera / nella casa ancora vuota del re. / Gli amici hanno rifiutato, / al banchetto non verranno, / ma la festa oggi si farà. / Dalle strade e dalle piazze / e dai campi più lontani / arriveranno gli invitati / e saranno ciechi e zoppi / che dai servi han sentito / l'invito del re.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa

Voi  che dalla vita / non avete avuto niente / e siete soli. / Venite alla festa

Voi che avete fame di giustizia / e soffrite nel silenzio. /Venite alla festa

Tutti voi che siete / umiliati e disprezzati dalla gente.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa
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1979-Coro Don Orione-Canto d'ingresso-Matrimonio_Carlo_Pina-Celebrante_Don_Crucitti

2013_09_06-Agrigento - Dedicazione della Chiesa Cattedrale

15Mag/130

Agrigento – «I “Cinque anni” dell’Arcivescovo Don Franco Montenegro»

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Agrigento - 17 maggio 2008

- Stadio Esseneto

Agli auguri dei tanti messinesi e non, che lo accompagnarono ed assistettero alla celebrazione del suo insediamento come Pastore della Chiesa di Agrigento.

Don Franco  risponderà

«Grazie del ricordo e grazie sempre dell'amicizia»

"Il Pastore di una Chiesa particolare, è anche Apostolo della Chiesa Universale."

Vogliamo quindi condividere la gioia della Chiesa Agrigentina, con una breve e personale riflessione dettata dal vivo e sincero affetto per la sua persona.

*** Siamo negli ultimi giorni del periodo pasquale 2013. Il 20 maggio è la Domenica di Pentecoste. Poi ricomincia il Tempo Ordinario, (colore liturgico verde).

Don Franco Montenegro, esemplarmente fedele al suo stile, non avrà preparato nessun discorso di circostanza per questo suo anniversario di Pastore della Chiesa Agrigentina. Son certo, che come sempre, ringrazierà lui per primo, tutti gli altri, a cominciare dal più piccolo e umile degli agrigentini. Si perché il suo Tempo Ordinario, come raccontano gli Atti degli Apostoli,  è sempre un Tempo straordinario, è il Tempo della costruzione di ciò che vuole il Signore. Dirà che la Comunità  è la protagonista della Storia della Salvezza, mentre il suo compito è quello di testimoniare la fede, la speranza e la carità per una maggiore sensibilità di servizio verso i CCI03052013_00000fratelli poveri e indigenti. Affermerà con forza che Cristo è il Signore, è il Risorto, primizia della nostra resurrezione. Dirà che ciascuno Membro della Comunità è chiamato a rendere testimonianza,  interpretando il suo ruolo nella "Chiesa con il grembiule", sottolineerà l'importanza dell'annuncio della Buona novella- Atti degli Apostoli 8,25-40- In cui l'Etiope chiede a Filippo di essere istruito per capire le scritture.

E i tanti messinesi che si ricorderanno di questa data evento diranno a Don Franco

«Grazie del ricordo e grazie sempre dell'amicizia»