CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

18Set/180

Mascalucia – 2 «Nella Chiesa nessuno è straniero – “Per capire e crescere bisogna … Incontrarsi»

09 settembre 2018 Santuario dell'Addolorata-PP. Passionisti - Mascalucia

Istituto Missionarie Secolari della Passione - Padri Passionisti - Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela

« La GIORNATA della FESTA dell'INCONTRO »

"Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

SAGRATO

Una Narrazione speciale, un intercalare comunicativo, costituito da una molteplicità di racconti, danza, canti, testimonianze perfettamente raccordate dalla 'voce narrante del diacono Santino Tornesi (Direttore ufficio Migrantes Mssina).

Rita Valastro, (membro dell'Istituto Missionarie della Passione) contestualizzando l'evento, ha così esordito:: "Allora! Questa giornata è la bella conclusione di un percorso cominciato nel gennaio 2018 quando si è programmato il consueto Convegno Nazionale sul tema della Migrazione. E'questo tema è stato scelto a partire da una frase pronunciata da papa Francesco al personale di Roma tre il 17 febbraio 2017 «Le migrazioni non sono un pericolo ma una sfida per crescere» ...

Ecco i vari "Momenti" costitutivi della narrazione: "Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

Noi popolo di migranti, la Sicilia terra di emigrazioneLettura Relazione ispettorato immigrazione 1912 al Congresso Americano _ Domenico -*- canto della migrazione la sofferenza del migrante-  A li cunfini di lu munnu (il dolore e la sofferenza in terra di emigrazione); Roberto e Mario -*- Lettura  lettura della lettera di un nostro emigrato alla madre  _ Domenico

L’Italia Paese di immigrazione, con la presenza di Migranti e Rifugiaticanto Ukuthula (proposto come preghiera per tutti quelli che partono alla ricerca di un futuro migliore) -*-canto Mininu kala (la ninna nanna africana per tutte le mamme che hanno visto partire i loro figli); - Coro dell’Ufficio Migrantes  -*- testimonianza di Bruno (giovane camerunense, migrante forzato)

Le seconde generazioni e le famiglie migranti - danza filippina, Tiniklin (la danza del bambù), eseguita dalla FCCM Youth -*- danza srilankese, Kandyan dance (danza tipica dell'area collinare dello Sri Lanka chiamata Kandy). Cristine  (giovane srilankese); -*-  testimonianza di Mercy (donna e madre filippina).

Il progetto migratorio tra nostalgia del Paese e vita di fede - canto Dju di Galinha (il migrante e il sospirato ritorno sulla sua isola) -*- canto Mikpawe Malia (Maria invocata come la madre dell’accoglienza e del servizio).  - Coro dell’Ufficio Migrantes

La migrazione tra radici culturali e modernità - danza filippina, Mix modern dances, eseguita dalla FCCM Youth. Verrà introdotta dalla presentazione di una giovane filippina; -  danza srilankese, Bollywood dance (mescolanza fra varie danze indiane, classiche e folk, con quelle moderne occidentali). Verrà introdotta dalla presentazione di una giovane srilankese; -  testimonianza di Catherina (giovane filippina di seconda generazione)

La melodia che unisce i sentimenti (che tocca le corde del cuore) canto Perfect (Bobby); canto All of me (Daniela).

La conclusione del nostro stare insieme, conoscenza reciproca nella convivialità delle differenze canto Sada sarana Mariye (prima di lasciare il Santuario un saluto a Maria, madre dei migranti); Coro srilankese e Coro dell’Ufficio Migrantes  -*- canto Ee mfumu e, yamba makabu (offrire al Signore tutto di noi nella fedeltà al suo Vangelo); Coro dell’Ufficio Migrantes -*- canto We are the world (tutti insieme per dire no all’indifferenza). (Giovani della Comunità Filippina di Messina)

Stringente ed attuale l'intervento della rappresentante di PAX CRISTI che ha porto i saluti del presidente mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo di Gravina di Puglia). Il Movimento PAX CRISTI intende essere una voce profetica  che ha come base la Cultura dell'incontro e di stare sulle soglie senza frontiere perchè la vera sicurezza è la giustizia - ha dato anche l'annuncio che il 2 ottobre ci sarà a Catania la 1ª giornata di non violenza Don Pino Puglisi "- e ha concluso citando Don Tonino Bello - "E la pace cos'è? E' comunità delle differenze è mettersi a sedere alla stessa tavola, come abbiamo fatto oggi, tra persone diverse che noi siamo chiamati a servire. "

Saluti e ringraziamenti del conduttore  - Un grazie di cuore a tutti i volontari dell’Ufficio diocesano Migrantes, ai rappresentanti della comunità cattolica filippina (Filipino Catholic Community of Messina - FCCM) curata da p. Ric Duque, a quelli della comunità cattolica srilankese curata da p. Neville Fernando. e a tutti i nostri amici di Mascalucia ...

Saluti con Sorpresa finale del Rettore padre Filippo Pisciotta  : Una targa di riconoscimento per il Don - Diacono Santino Tornesi. Poi i "Padre Nostro" cantato da tutti ha coronato la festa

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14Set/180

Messina – «La Santa Croce e … OMAR »

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroce

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroceFesta «ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE» - La parrocchia di S. Elena ha la particolarità di avere la presenza di tre singolari opere che ben esprimono questa Festa. La statua di S. Elena con la Croce ritrovata a Gerusalemme, Il quadro del “Trionfo di Cristo” posto sull'altare del Ringo ed il Crocifisso dell’altare della Chiesa di S. Elena.

Ma ancor di più questa Festa della Esaltazione della Santa Croce, ci invita a “Gloriarci anche noi nella Croce del Signore”, sapendo che «”La passione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo è pegno sicuro di gloria e insieme ammaestramento di pazienza. Che cosa mai non devono aspettarsi dalla grazia di Dio i cuori dei fedeli! Infatti al Figlio unigenito di Dio, coeterno al Padre, sembrando troppo poco nascere uomo dagli uomini, volle spingersi fino al punto di morire quale uomo e proprio per mano di quegli uomini che aveva creato lui stesso. Gran cosa è ciò che ci viene promesso dal Signore per il futuro, ma è molto più grande quello che celebriamo ricordando quanto è già stato compiuto per noi. Dove erano e che cosa erano gli uomini, quando Cristo mori per i peccatori?

Come può dubitare che egli darà ai suoi fedeli la sua vita, quando per essi egli non ha esitato a dare anche la sua morte? Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini?

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroceChi è infatti Cristo? È colui del quale si dice: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1, 1). Ebbene, questo Verbo di Dio «si fece carne e venne ad abitare i mezzo a noi» (Gv 1, 14). Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui nulla aveva da cui ricevere la morte. Donde lo stupefacente scambio: fece sua la nostra morte e nostra la sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte del Cristo. … » Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo.


20161218_114329(2015) La ‘quarta di Avvento è stata impreziosita dalla presenza di OMAR. Ormai tradizionale impegno di accoglienza dei tempi natalizi della Comunità di S. Elena che ha potuto così salutare,”l’Amico della Domenica“.

Padre Pippo nella preghiera comunitaria ha messo in luce la ‘forza dell’accoglienza e della solidarietà, come Segno del Natale. Da sei anni tramite il gruppo “OMAR OMAR“, la Parrocchia è impegnata a contribuire alla vitalità di una  “Casa”, che raccoglie gli emarginati senzatetto che vivono per strada e non ha nessun contributo pubblico ma si fonda unicamente nella Provvidenza

20161218_11403120161218_144307Fratel Carlo (camilliano, Direttore della Casa), invitando tutti a prendere, senza offerta, l’omaggio, (calendarietto da tavolo 2017), ha definito Omar il mite, collegamento tra S. Elena e la Casa della Speranza “Viviana Lisi “.

NOTA OMAR – Lui, OMAR, il marocchino, che fin quasi la metà del 2009, posizionato sui gradini d’ingresso, augurava a tutti “buona missa”.

E20161218_153951ra diventato amico di tutti, lui di altra fede, che risvegliava così, forse_inconsapevolmente anche nei più distratti, la ‘chiamata alla Messa in virtù del Sacerdozio comune. Infatti il celebrante, presidente dell’Assemblea, ringrazia Dio a nome nostro “per averci ammessi a compiere il servizio sacerdotale”. Poi un ictus, mise a repentaglio i suoi giorni terreni, ma l’accoglienza nella Casa della Speranza “Viviana Lisi” di Riposto (CT), e la sua forte tempra gli hanno consentito un grande  recupero fisico e spirituale.

 

14Set/180

Reggio Calabria – PLA «il cielo d’estate che ci lascia … non oscura i miti e le tradizioni legate al Cielo e alla … »

« ASPETTANDO L’AUTUNNO »

Venerdì 14 settembre 2018, ore 21.00 - Planetario Pythagoras Città Metropolitana Reggio Calabria

Martedì 18 settembre 2018, ore 20.30 -Terrazza del Castello Aragonese

ASPETTANDO L’AUTUNNO

In attesa di salutare astronomicamente l’estate, giorno 23 settembre alle ore 3.54 dei nostri orologi, il Planetario Pythagoras organizza ancora per il pubblico due eventi estivi.

Il primo appuntamento è per giorno 14 settembre alle ore 21.00. Sotto la cupola del Planetario sarà illustrato, tra mito e scienza, il cielo d’estate che ci lascia e quello di autunno che già fa capolino ad est. Al termine, dal piazzale antistante il Planetario, sarà possibile osservare il cielo con gli strumenti.
Il secondo incontro si terrà giorno 18 settembre alle ore 20.30 sul terrazzo del Castello Aragonese, dove con gli strumenti sarà data la possibilità al pubblico di osservare i pianeti ancora visibili. Sarà anche l’occasione di intrattenere il pubblico raccontando i miti e le tradizioni legate al Cielo e alla nostra cultura e mettere in evidenza quanto poco stellata è la notte dalla città a causa dell’inquinamento luminoso.

Le attività sono inserite all’interno del programma dell’Estate Reggina 2018, nel II Festival calabrese dell’Astronomia, progetto presentato per la Selezione e il Finanziamento nell'ambito degli interventi della Regione per la valorizzazione del sistema dei Beni Culturali, e nel progetto “Quanto è stellata la notte: il cielo rubato” in collaborazione con il Parco nazionale d’Aspromonte

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

12Set/180

Mascalucia – «Nella Chiesa nessuno è straniero – “… Il nostro silenzio potrebbe diventare complicità”»

09 settembre 2018Santuario dell'Addolorata-PP. Passionisti - Mascalucia

Istituto Missionarie Secolari della Passione - Padri Passionisti - Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela

« La GIORNATA della FESTA dell'INCONTRO »

"Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

Lo svolgimento della giornata è il risultato di una perfetta naturale preparazione.  La volontaria professionalità si è fusa con la spontaneità, la mitezza, la semplicità, il sorriso di tutti i partecipanti. Siamo stati accolti così bene da sentirci a casa.

Celebrazione eucaristica

In questo clima di serenità, l'Arcivescovo Giovanni Accolla ha avuto modo di gioire per le affettuose raccomandazioni che gli ha rivolto il suo"vecchio" prof.re mons. Salvatore Consoli, giunte dopo quelle augurali indirizzategli dal Rettore padre Filippo Pisciotta nel 39° di Consacrazione del Santuario alla Vergine Addolorata

Nell'omelia il Vescovo non ha mancato di trasmettere, partendo dal vangelo del giorno, un forte richiamo alla radicalità del messaggio cristiano. La Buona Novella è stata rivolta a tutte le creature e nessuno può far finta di non sentire o di non vedere. Quindi apriamo la nostra mente, il nostro cuore all'accoglienza dell'altro. Chi non li accoglie non accoglie Cristo.





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19Ago/180

Calabria – Stretto di Messina – «Alla meravigliosa gioventù del mio paese la narrazione delle sue storie e contraddizioni»

Non capita spesso di ricevere un gratuito "regalo", tanto più di ricevere una "perla". Invece è accaduto qualche sera fa alla XXI Cena dei Rioni, a Piale di Villa S. Giovanni.

E' stato un momento di intensa e autentica comunicazione, di 'dialogo; una perfetta sintonia di pensieri che ha trovato certificazione dopo la lettura  dei racconti e delle 28 poesie racchiuse in questo splendido libro di Graziella Tedesco.

«Adesso vi

racconto

una storia»

Ventiquattro brevissimi racconti. Ventiquattro turbamenti del cuore e della mente, Un mosaico palpitante della grandezza dell'uomo, delle sue fatiche e dei suoi sogni. Umanità intrisa della certezza della speranza del riconoscimento dei semplici gesti ricchi dell'eterna umanità prerogativa incancellabile di ogni uomo. Un  "... a sua immagine e somiglianza" che garantisce nonostante le cadute le brutture le mentalità mafiose, che nulla può essere tolto alla dignità di ogni uomo."

Ho vissuto e interpretato ogni racconto con una adesione totale, per sentire intimamente il gusto della sconfitta o della vittoria del bene.

«Era dolce nonna Angela e la sera quando mi rimboccava le coperte si sentiva ripetere sempre la stessa domanda: "Nonna mi racconti una storia?" Lei con un sorriso che sapeva di antico rispondeva recitando una filastrocca antichissima, antica come il mondo:

"C'era na vota c'era cu c'era, c'era nu surici nta lumeray u iattu iau mu pigghia e si brusciau mezza cavigghia”.

Io sorridevo, mi giravo dall'altra parte e mi addormentavo tranquilla perché sapevo che c'erano tre angeli custodi che vegliavano sulla mia vita: mia madre, mio padre e mia nonna Angela.

Graziella Tedesco-Adesso vi racconto una storia

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17Ago/180

Palermo- «Il bisogno di raccontarci una “storia aperta” in cui sono protagonisti … sia coloro che raccontano sia coloro che ascoltano.»

Condividiamo, con gratitudine, il magistrale contributo del prof.re don Pino Alcamo che mediante una innovativa Catechesi narrativa rilancia e mette in circolo quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione..

Una Chiesa di frontiera
Catechesi narrativa

Don Pino Alcamo

«Questo contributo nasce dal desiderio di mettere in circolo e rilanciare quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione.
Ho scelto di mettere in atto una vera catechesi narrativa, che potrebbe essere esemplificativa per ogni forma di catechesi; narrare la propria fede a partire da un evento storico vissuto, collegando passato, presente e futuro.
I discorsi di Giovanni Paolo II sono considerati come la trama su cui costruire l’itinerario pastorale/catechetico.» Giuseppe Alcamo

La narrazione nella vita pastorale e nella catechesi  - Entriamo nella storia - Una Chiesa che contagia con la sua gioia - La Chiesa come  frontiera della nuova umanità - Una Chiesa che accoglie e dialoga - Una nuova azione pastorale e catechetica - Per concludere 

  • Nella narrazione si vengono ad incontrare il passato, il presente e il futuro, l’uomo nella sua realtà storica, con la sua fragilità, grandezza e miseria e l’uomo nel suo desiderio di diventare migliore di quello che è, l’uomo fragile ma sognatore di un avvenire migliore. Il presente diventa un «presente», nel senso di dono da accogliere, regalo gratuito che ti viene offerto per un futuro migliore. Punto di riferimento è  l'apostolo Giovanni In pochi versetti, Giovanni insieme al «che cosa» raccontare, e al «come» raccontare, motiva il «perché» raccontare. Il «perché», nonostante sia posto a conclusione di questo breve prologo, precede e fonda il «che cosa» e il «come»; la risposta data al «perché» è determinante per trovare la forza di andare oltre tutte le difficoltà che possono sorgere a partire dal racconto che viene fatto. Il «perché» esprime, prima ancora del «che cosa» e del «come», la natura e l’obiettivo dell’evangelizzazione e della catechesi; la risposta a questo «perché» la troviamo al versetto 4: «Perché la nostra gioia sia piena». 
  • Questo racconto della Prima Lettera di Giovanni mira soltanto a riempire di gioia la vita dell’uomo, a far prendere consapevolezza che vale sempre la pena vivere questa vita, che la morte e il dolore non sono l’ultima parola e il destino dell’uomo. Attraverso il racconto viene messa in atto una forma di diaconia alla vita in sé.
  • Giovanni Paolo II - «La vostra è una Chiesa di frontiera». Così ci ha detto, per ben due volte!  L’immagine della «frontiera» è ambivalente, bisogna interpretarla e comprenderla bene, perché può essere intesa come baluardo contro qualcuno che viene considerato nemico che invade, come dogana che rende difficoltosa l’entrata o come posto di blocco che impedisce l’accesso. La frontiera come «baluardo», «dogana», «posto di blocco» oggi più di ieri è una tentazione sempre in agguato, su cui vigilare attentamente.
  • Papa Francesco non si stanca di ricordarcelo: la Chiesa non può essere una «fortezza» inaccessibile, né una «dogana» che ispeziona, né un «tribunale» che giudica e condanna.  È come se avesse preso il «testimone» da san Giovanni Paolo II in questa corsa del vangelo che deve caratterizzare tutte le chiese del mondo e in particolare quelle che sono in Italia. Siamo tutte chiese di frontiera per tante persone che hanno bisogno di pace, di serenità, di vita, anche solo di poter esistere; e invece siamo tentate di fare baluardo o dogana o posto di blocco. Questa per lo meno è l’aria che si respira in molta parte della nostra società, nelle tensioni politiche, nella mentalità di tanta gente, negli interessi di parte. Invece è una nuova umanità che bussa alle nostre porte e vuol nascere, costruirsi e mettere a disposizione i doni che Dio le ha fatto
  • La Chiesa, nelle intenzioni di Colui che l’ha fondata e che la tiene in vita, è sì una frontiera, ma dalle porte spalancate, di umanità affratellata; attraverso la Chiesa si entra nello spazio umano/divino dove le divisioni e le separazioni devono essere del tutto eliminate, dove l’amore deve essere l’unica legge, dove il primo e l’ultimo possono sedere insieme alla stessa mensa. Se questo non avviene il volto della stessa Chiesa è sfigurato
  • Nelle parole di Giovanni Paolo II non vi sono equivoci, la frontiera è una porta aperta all'accoglienza, alla condivisione, al dialogo con gli uomini e le culture. Il santo papa ci riconosce dentro la Chiesa italiana come «frontiera naturale» e ci invia come missionari per il dialogo tra le culture e per l’accoglienza fra i popoli: «Vero crocevia della storia fra due civiltà, la vostra Chiesa di frontiera ha rappresentato e continua a rappresentare il naturale punto di contatto e di dialogo fra mondo cristiano e mondo musulmano, fornendo notevole contributo ad una cultura di tolleranza e di pace».

Una nuova azione pastorale e catechetica
 In riferimento al fenomeno migratorio a cui il Papa fa esplicito accenno, nonostante siano passati venticinque anni, siamo solo all’inizio, perché il fenomeno si è amplificato, e forse dobbiamo ancora maturare meglio le scelte da compiere e lo stile da assumere. Ci sono forse carismi da riconoscere e servizi da intraprendere; così ha detto Giovanni Paolo II: «Il carisma non è affatto un’arbitraria iniziativa del singolo all’interno della Chiesa. È piuttosto la risposta suscitata dallo Spirito ad un bisogno concreto, una risposta incarnata nelle capacità personali, confortata dall'approvazione della comunità e garantita dall'autorità dell’apostolo».

Il fenomeno migratorio è una sfida non solo politica e culturale, ma anche pastorale, che ha interessato il mondo e la Chiesa di tutti i secoli, anche se non finiamo di essere tentati di vivere la nostra storia ed anche la nostra fede nella logica della paura e della chiusura.
- Una sfida che caratterizza il cammino post conciliare della Chiesa mazarese.
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Ogni migrazione è prova, sia per i singoli o i gruppi che la vivono, sia per il popolo che l’accoglie; la sfida è per chi parte in cerca di fortuna o di pace; ma anche per chi viene visitato, in quanto è costretto ad un confronto e ad una verifica su ciò che vive, su come lo vive, su come affrontare il futuro.
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Accogliere questa sfida significa prendere consapevolezza che noi andiamo verso una nuova civiltà che dovrà essere orientata nell’unica prospettiva vivibile, quella dell’amore, che deve crescere, svilupparsi, maturare. La Chiesa di Mazara del Vallo, forse, deve ancora assumere in toto questa sfida e considerarsi come un vivente laboratorio per tutta la Chiesa italiana.
- Una Chiesa di frontiera, come la nostra, questa sfida non la può perdere.
- La Chiesa è sempre più consapevole che l’accoglienza reciproca è un banco di prova dell’autenticità dell’amore cristiano e che essa è chiamata ad essere presente nelle fratture che crocifiggono l’umanità nella sua carne e nella sua unità.
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Non si tratta di dare l’appalto a qualcuno, fosse anche la caritas o un istituto religioso, ma sensibilizzare e responsabilizzare, dal primo all’ultimo battezzato, che assumere la fede in Cristo come stile di vita significa considerarsi ed essere fratello universale dell’umanità.
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Attraverso le migrazioni, la Chiesa è interpellata a diventare segno della fondamentale unità del genere umano, ma anche luogo dove si educa nel rispetto delle diversità di culture e fedi, in sinergia con tutte le altre agenzie educative.
- D’altra parte, il Concilio lo afferma in modo ufficiale: dentro l’umanità la Chiesa è sacramento.
66) Credo di non sbagliarmi se indico la «Comunità Speranza», guidata dalle suore Francescane missionarie di Maria, come uno di questi «luoghi educativi», uno dei piccoli «segni sacramentali» che invera la vita della nostra Chiesa, che, però, deve ancora crescere e svilupparsi, con la benedizione di Dio e con la collaborazione di tutti. La Casa della Comunità Speranza accoglie ogni anno circa 200 bambini e adolescenti, figli di immigrati e mazaresi, che frequentano il centro.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-10-
La sfida è quella di abbattere il rischio di abbandono e ridurre la dispersione scolastica di coloro che hanno difficoltà linguistiche e non si sentono del tutto integrati e dare loro speranza di un futuro di uguaglianza e di pace. Tutti i giovani frequentanti il Centro, arrivano direttamente dalle scuole del territorio con cui l’associazione collabora costantemente ed efficacemente.
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Per rispondere ai loro bisogni educativi i ragazzi vengono accompagnati quotidianamente nello studio, vivono esperienze autentiche di amicizia, legami duraturi nel tempo con operatori e compagni con i quali tessono relazioni positive.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-09- Conoscendo e sviluppando le loro abilità e competenze specifiche si sentono protagonisti della loro vita e si allontanano dalla tentazione di abbandonare gli studi per dedicarsi a episodi di devianza. Ma la Casa della Comunità Speranza non si limita a offrire ai giovani studenti soltanto un aiuto scolastico ma dà a loro anche la possibilità di frequentare dei laboratori ludico-ricreativi: ballo, cucito, percussioni, giornalismo, recitazione, canto, pittura, calcetto.

- Ogni anno scolastico trascorso nel Centro di aggregazione giovanile diventa, per chiunque vi abbia partecipato, un’esperienza unica che si conclude con una grande festa dove proprio i ragazzi diventano attori principali delle esperienze fatte con i compagni e con la comunità.
- Una grande kermesse di danze, canti, musica e teatro si incrociano dando rilievo alle abilità dei giovani partecipanti al cospetto delle loro famiglie e della comunità cittadina.
- La crescita nella speranza è data dal fatto che gli animatori e i volontari non sono solo cristiani e mazaresi, ma anche musulmani provenienti dal Maghreb, dal Kosovo, dalla Macedonia e da altre etnie presenti nel territorio; a mano a mano che sono cresciuti, i ragazzi da destinatari sono diventati protagonisti e si assumono la responsabilità di aiutare a crescere i più piccoli. Questi brevi estratti ci fanno comprendere come sia difficile essere cristiani se non siamo autenticamente uomini.

Una Chiesa di frontiera LINK -CHIESA DI FRONTIERA- OP 05_2018 pdf

12Ago/180

Piale di Villa S. Giovanni – «Testimoni dei diritti di legalità, dell’accoglienza e della fraternità»

10 agosto 2018 - Piale di Villa S. Giovanni RC -

Presidio della legalità A. Scopelliti

Ponti Pialesi - XXI Cena Rioni

T.B. ... "Vittime della mafia ... sono coloro che pagano il pizzo"

Roberta : "... Dimostriamo ogni giorno con le nostre attività che l'etica non è soltanto giusta ma è anche efficace"

Ogni "Cena" è un evento unico e particolare. Il respiro dell'amicizia si propaga in tutte le direzioni. Ci sentiamo immersi nella storia delle "Buone Cose". Lo stile e le capacità di ospitalità dell'Associazione Ponti Pialesi si dilatano di anno in anno. Francesco Marcianò e Santina Tedesco coordinano l'accoglienza in modo encomiabile ed ammirevole. Nessuno è escluso! Giovani, Famiglie, Associazioni, Politici, Amministratori, Imprese, Artisti, Docenti e Immigrati si ritrovano inconsapevolmente a costituire un campione di multiforme umanità orientata alla accoglienza e alla solidarietà. Costituiscono in nucleo "il Popolo" votato al concreto e laborioso impegno di ogni giorno.

Elenco non esaustivo degli Ospiti in ordine di intervento, con qualche mancanza non dovuta a nostra cattiva volontà:
Goel: Vincenzo Linarello - Goel Bio: Ivan e Roberta - Libera: Giuseppe Marino - politica: Rosanna Scopelliti - Delegata Città di Reggio Calabria Cittadinanza e bene comune - Comune di Campo Calabro - Sindaco Rocco Alessandro Repaci - Città di Villa S. Giovanni - Sindaco Giovanni Siclari - Docente I. C. Giovanni XXIII - Museo e Architetto Adele Canale

Un plauso particolare alla Conduttrice Giusy Caminiti (GdS), che con stile, garbo e praticità ha condotto la serata. La perfetta cena è stata rinvigorita da una musica senza tempo molto apprezzata e gradita dai partecipanti di tutte le età.


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4Lug/180

Messina – «Nell’oscurità di questi tempi … “un sole sorge dall’alto” … splende, illumina e si fa compagno degli ultimi …»


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27Giu/180

Messina – «L’arte teatrale degli “INSIEMI”ci propone una lettura ecumenica “dell’amore verso il Divino”»

22 giugno 2018 - Chiesa parrocchiale di SS. Maria della Consolata Presentazione.

«Questo 45° anno di attività del nostro gruppo vuole iniziare con questo recital, che, secondo le nostre prerogative degli ultimi anni, vuole avere una chiave di lettura profondamente ecumenica, potremmo dire, facendo riferimento ad un nostro lavoro di oltre 15 anni fa, che è un "Colloquio mistico n 2", in realtà rispetto a quel lavoro, questo cerca di abbracciare una varietà di credi molto più ampia, che però ha un'unicità nel rivolgersi al Divino, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, e per coloro che pensano che la propria fede è superiore a tutte le altre, e nutrono nei confronti delle altre fedi uno spirito di sufficienza se non di disprezzo, che i grandi mistici di tutte le fedi parlano un unico linguaggio, quello dell'amore verso il Divino, e in quel linguaggio e nelle alte vette mistiche si ritrovano tutti quanti (Ebrei, Cristiani, Musulmani, Buddisti, Scintoisti,...) sullo stesso piano

il teatro degli insiemi

"lo Sono"

le parole e il canto della preghiera

Premessa - Mosè disse a Dio: «ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? Ed io cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè:« lo sono colui che sono!» Poi disse « Dirai agli Israeliti: lo-sono mi ha mandato a voi» Questo è il mio nome per sempre.... (Esodo) ...

Nota Blog - Nove lustri si sarebbe detto una volta. Ma noi 'giovani assaporiamo con gratitudine la testarda coerenza di Uomini e Donne che credono nell'Arte e danno spessore e dignità ai testi e ai bellissimi canti. L'applauso finale dei pochi ma buoni sancisce una comunione sul tema universale della Fede in Dio.  "L'uomo che cerca Dio, lo trova sempre, se vuole, nella sua umanità". Dichiarazione di manchevolezze (il parlato non sempre risulta nitido e ... mea culpa, manca il canto iniziale).

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16Giu/180

Messina – BFMC – «La Parola Dio è un orizzonte mai chiuso – Il finito non può comprendere l’infinito»

martedì 12 giugno 2018 Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Messina -

I pellegrini dell'assoluto
tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi

9° e conclusivo Incontro

Karl RAHNER

«Corso fondamentale sulla fede»

padre Filippo Cucinotta OFM

Il prof.re Padre Filippo Cucinotta ha riservato a questo Libro, «Corso fondamentale sulla fede» del teologo Karl Rahner,  l'ultimo degli appuntamenti  del ciclo "I pellegrini dell'assoluto - tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi".  Il suoi interventi, degni di lode, hanno permesso all'Uditorio di fare uno straordinario cammino di conoscenza e comprensione del pensiero filosofico, teologico e antropologico ... di nove differenti autori  che 'parlano al cuore e alla intelligenza dell'uomo. In ordine sono stati: Hetty Hillesum - Emanuele Severino - Carlo Maria Martini - Eugenio Scalfari - Eugen Drewermann - Erri De Luca - Hans Kung - Enzo Bianchi e Karl Rahner.

Sarà la visione del Filmato a confermare le straordinarie doti di sapiente comunicatore di  padre Filippo Cucinotta OFM e della valenza di contenuti di questo Ciclo di Incontri.

14Giu/180

Reggio Calabria – PLA «… l’Europa, l’Asia … e anche l'”AFRICA” vedono l’Eclisse e le Stelle»

 giovedì 21 giugno ore 17.00  Palazzo Alvaro - Piazza Italia (RC)

cerimonia di inaugurazione

«Premio Internazionale Cosmos»

le prossime iniziative del  Planetarium Pythagoras al Planetario
19 giugno ore 21.00 Il Planetario: il cielo in una stanza
21 giugno ore 21.00 Solstizio d’Estate tra mito e scienza al Planetario
22 giugno Stelle e pianeti al Planetario con osservazione al telescopio
23 giugno ore 21.30 Occhi su Saturno al Planetario
24 giugno ore 11.00 “International Sun Day”: laboratorio per i bambini al Planetario


30 giugno ore 21.00Asteroid Day” al Planetario

In aggiunta:
20 giugno ore 21.00 Serata astronomica a Bagnara
Un'ultima segnalazione. Venerdì 27 luglio sarà un giorno astronomicamente importantissimo: si verificherà dalle ore 20.00 alle 00.20 una eclissi totale di Luna.

L'eclissi sarà visibile da Europa, Asia e Africa.

Nella stesso notte Marte sarà prospetticamente vicino alla Luna e sarà nel miglior momento di visibilità trovandosi nel punto di minore distanza dalla Terra.
Per l'occasione stiamo organizzando una  serata astronomica per godere di questo spettacolo: il luogo ancora non è stato stabilito ma sarà scelto presumibilmente nella zona dell'alto ionio reggino (da queste zone si vede la Luna sorgere dal mare, di fatti per assistere all'eclissi sin dalle fasi iniziale bisogna non avere ostacoli a est).
Vi terremo comunque aggiornati su modalità e luogo prescelto.

Planetarium Pythagoras - Città Metropolitana -Società Astronomica Italiana Sez. Calabria -Via Margherita Hack  già Salita Zerbi -  Parco Mirella Carbone - Reggio Calabria - Segreteria tel\fax 0965 324668 -Rosario Borrello 329 4464386

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2Giu/180

Messina – La Città dell’accoglienza – «Oltre cento i Paesi di provenienza dei nuovi Cittadini Messinesi»

2018_05_31- AUDITORIUM FASOLA -PER UNA CITTA' PLURALE-00

31  maggio 2018 - AUDITORIUM "FASOLA -  Circolo Arci Thomas Sankara - Caritas Diocesana - Ufficio Diocesano MIGRANTES -SANT'EGIDIO

Proposte ai candidati sindaci

«PER UNA CITTÀ PLURALE-

Premessa - Inciso - CCCC 8 -

«Dio sceglie Abram chiamandolo fuori del suo Paese per fare di lui «il padre di una moltitudine di popoli» (Gn 17,5), e promettendogli di benedire in lui «tutte le Nazioni della terra» (Gn 12,3).»

Solo uno ...  senza cravatta , ha masticato questa dichiarazione universale dei Diritti umani. Gli altri interventi, non hanno mai trasmesso ne emozioni, ne attenzione, risultando nel migliore dei casi SOLO lontanamente compassionevoli.

Riporto il filmato della esauriente e oggettiva analisi del contesto messinese fatta dal Diacono Santino Tornesi.

"CHI HA ORECCHI INTENDA"

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31Mag/180

Fano – «Riscoprire la bellezza dell’essere protagonisti della nostra vita … “il valore della MESSA e della DOMENICA”»

VILLA S. BIAGIO - Don Vincenzo Alesiani fdp

"GIUGNO mese EUCARISTICO: festa del CORPUS DOMINI. Vogliamo riscoprire il valore della MESSA e della DOMENICA… Veri TESORI per non essere… “sopraffatti dalle fatiche del vivere”… E anche  da difendere come valori di rilevanza socialeLA DOMENICA in particolare: che ne pensi ? Può aiutarci una breve sintesi di “DIES DOMINI” - IL GIORNO DEL SIGNORE, la lettera apostolica di S. G. Paolo II  …Fraternamente Dv

“DIES DOMINI” -IL GIORNO DEL SIGNORE

SINTESI DELLA LETTERA APOSTOLICA  DI S. G. PAOLO II

1°-  LA DOMENICA, CELEBRA L’OPERA DEL CREATORE    La sosta di Dio di fronte all'opera uscita dalle sue mani:  Il riposo divino del settimo giorno esprime la sosta di Dio di fronte all'opera molto buona uscita dalle sue mani per volgere ad essa uno sguardo colmo di gioioso compiacimento: una sguardo contemplativo, che mira a godere la bellezza di quanto è stato compiuto.

2. TUTTO È DI DIO!    “Il rapporto dell’uomo con Dio ha bisogno di momenti di esplicita preghiera, in cui il rapporto si fa dialogo intenso…Il giorno del Signore è per eccellenza il giorno di questo rapporto in cui l’uomo eleva a Dio il suo canto, facendosi voce dell’intera creazione… Proprio per questo è anche il giorno del riposo…  Tutto è di Dio!

3. RIPOSARE NEL SIGNORE     “…il fedele è invitato a riposare non solo come Dio ha riposato ma a riposare nel Signore, Riportando a lui tutta la creazione, nella lode, nel rendimento di grazie nell'intimità filiale e nell'amicizia sponsale."

4. DAL SABATO ALLA DOMENICA Alla luce di questo mistero, il senso del precetto sul giorno del Signore viene recuperato, integrato e pienamente svelato nella gloria che rifulge sul volto di Cristo. Dal sabato si passa al primo giorno dopo il Sabato, dal settimo giorno al primo giorno: il dies Domini diventa il dies Christi! (n. 18)

5. IL GIORNO DEL SIGNORE “Il giorno del Signore ha avuto sempre nella storia della Chiesa, una considerazione privilegiata…E’ la Pasqua della settimana in cui si celebra la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. E’ invito a rivivere l’esperienza dei due discepoli  di Emmaus che sentirono ardere il cuore mentre il Signore si affiancava a loro lungo il cammino”

6. IL “GIORNO DEL SIGNORE” È… “IL SIGNORE DEI GIORNI Commemorando ogni Domenica il giorno della risurrezione di Cristo la Chiesa intende additare ad ogni generazione l’asse portante della storia. Il “giorno del Signore” è “il signore dei giorni”

7. DOMENICA O “FINE SETTIMANA”?  “Ma oggi…si è affermata largamente la pratica del “Week-end”, inteso come tempo settimanale di sollievo…Quando la Domenica perde il significato originario e si riduce a puro “fine settimana” può capitare che l’uomo  rimanga chiuso in un orizzonte tanto ristretto che non gli consente più di vedere il “cielo”. Allora per quanto vestito a festa, diventa intimamente incapace di “far festa”

8. TEMPO PERDUTO O GUADAGNATO?   “Vorrei oggi invitare tutti con forza a riscoprire la Domenica: non abbiate paura di dare il vostro tempo a Cristo. “Il tempo donato a Cristo non è mai tempo perduto, ma piuttosto tempo guadagnato per l’umanizzazione profonda dei nostri rapporti e della nostra vita”.

·      EDITH STEIN “C’è stato qualcosa che mi ha impressionato vivamente. Siamo entrati per qualche minuto nella cattedrale e mentre eravamo raccolti in un rispettoso silenzio, ecco entrare una donna con la borsa della spesa e inginocchiarsi per una breve preghiera. Per me si trattava di un fatto del tutto nuovo: nella sinagoga o nei templi protestanti che avevo visitati si andava soltanto per l’ufficio divino; ma ecco che qui qualcuno se ne arrivava nel bel mezzo dei suoi impegni quotidiani, in una chiesa vuota, per una SPECIE DI CONVERSAZIONE INTIMA…”

SAN TOMMASO D’AQUINO: «O prezioso e meraviglioso convito… Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento? Nessuno infine può esprimere la soavità di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima carità, che Cristo ha dimostrato nella sua passione. Egli istituì l’Eucaristia nell'ultima cena, quando, celebrata la Pasqua con i suoi discepoli, stava per passare dal mondo al Padre. L’Eucaristia è il memoriale della passione, la più grande di tutte le meraviglie operate dal Cristo, il mirabile documento del suo amore immenso per gli uomini.»

· S. AGOSTINO: «...Per non disgregarvi, mangiate il vincolo della vostra unità; per non svilirvi, bevete il prezzo pagato per voi» Siamo “preziosi” a causa del “prezzo” che Cristo ha pagato per noi »

· S. CATERINA DA SIENA: Annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso, e inebriatevi del sangue. E se foste divenuto infedele, ribattezzatevi nel sangue; nel caldo del sangue dissolvete la tiepidezza, ”

S. LUIGI ORIONE «VORREI FARMI CIBO SPIRITUALE per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei dare la luce di Dio ai ciechi, aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti. Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Seminare la carità lungo ogni sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi. Stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull'altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio.» (037PG)

LA CANDELA ACCESA
· Signore, oggi ho vissuto un’esperienza nuova. Visto che la grande chiesa, sulla piazza, era aperta, sono entrato. Dentro non c’era nessuno. Io vado sempre in chiesa, Signore, ma alla domenica. C’è la gente, ci sono i canti, ci sono le luci accese. Oggi invece non c’era nessuno, soltanto un raggio di luce che cadeva dall'alto. Con un po’ di tremore ho attraversato la navata e sono andato sul fondo, dietro l’altare. Accanto al tabernacolo, una candela accesa. Non l’avevo mai notato ma oggi, in quella penombra, mi è sembrata un faro. Signore, so che tu sei dovunque, in cielo, in terra, in ogni luogo. Ma, oggi, ho sentito un qualcosa…come se tu, davvero, abitassi la dentro. Mi sono messo seduto e ho pensato che deve essere triste per te quando nessuno ti viene a trovare. Signore, so che quella candela arde sempre e io le ho chiesto di farti compagnia al posto mio, anche quando non mi ricordo di te. E’ bello, Signore, pensare che dovunque mi trovi, qualsiasi cosa faccia, quella fiammella che arde mi fa rimanere vicino a te (Tonino Lasconi)

DAL LIBRO DELLA «IMITAZIONE DI CRISTO» (Lib. 3, 14) Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Se hai trovato difetti negli angeli (cfr. Gb 15, 15; 4, 18) e non li hai risparmiati, che cosa avverrà di me? Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo? Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli, l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci. Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere. Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. CI INTEPIDIAMO, MA TU CI RIACCENDI.

· I DUE BOSCAIOLI. Due boscaioli lavoravano nella stessa foresta ad abbattere alberi. I tronchi erano imponenti, solidi e tenaci. I due boscaioli usavano le loro asce con identica bravura, ma con una diversa tecnica: il primo colpiva il suo albero con incredibile costanza, un colpo dietro l’altro, senza fermarsi se non per riprendere fiato rari secondi. Il secondo boscaiolo faceva una discreta sosta ogni ora di lavoro. Al tramonto, il primo boscaiolo era a metà del suo albero. Aveva sudato sangue e lacrime e non avrebbe resistito cinque minuti di più. Il secondo era incredibilmente al termine del suo tronco. Avevano cominciato insieme e i due alberi erano uguali! Il primo boscaiolo non credeva ai suoi occhi. “Non capisco niente! Come hai fatto ad andare così veloce se ti fermavi tutte le ore?”. L’altro sorrise: “Hai visto che mi fermavo ogni ora. Ma quello che non hai visto è che approfittavo della sosta per affilare la mia ascia”. Lo spirito è come l’ascia. Ogni giorno affilalo un po’…

· DON TONINO BELLO LO STUPORE DELLA VITA – La vita non spenga mai dentro di voi la poesia della tenerezza, lo stupore delle cose grandi …Possiate essere capaci di stupirvi di tutto: di una tempesta, del cielo, della natura. Che la vostra vita sia un’eucaristia, un rendimento di grazie continuo. Possiate essere capaci di dire grazie sempre, grazie al Signore, grazie alla vita, grazie a tutto, nonostante tutto.

PROPOSTE FORMATIVEESTATE 2018:  - SANTA MESSA A VILLA S. BIAGIO Giorni Feriali 18.30 - Festivi 10.30 -  Dopo La Messa Breve Catechesi sulla Domenica “IL GIORNO DEL SIGNORE”

CORSI BIBLICI 11 - 16 GIUGNO 2018: “Abbiamo un tesoro in vasi di creta… come lo custodiamo?” (2 Corinti) - v 2 - 7 LUGLIO 2018: “Quando Mosè alzava le mani…” - Gioie e fatiche dell’apostolato, oggi. (Esodo) - v 16 – 19 AGOSTO 2018 “Amore io voglio” (Osea) Imparare ad AMARE per imparare a… VIVERE

LUGLIO – AGOSTO FAMIGLIE IN VACANZA - Per un riposo “integrale” Villa s. Biagio è l’ideale - PER LE SUE 4 B: BED & BREAKFAST -BEACH & BIBLE - E LE SERATE BIBLICO MUSICALI

Immersa nel verde del parco, recentemente ristrutturata, VILLA S. BIAGIO ti/vi accoglie con gioia per un periodo di riposo…integrale Info e prenotazioni: 0721.823.175/3338890862 donalesiani@gmail.com - www.sanbiagiofano.it

20Mag/180

Messina – «Per i GIOVANI al primo posto … l’ONESTA’»

19 maggio 2018 - Salone delle Bandiere Europee - Possiamo essere fiduciosi per il futuro. I giovani messinesi non solo apprezzano, ma fanno propri e sostengono, con impegno, i valori fondanti di una Comunità dialogante e vivace che ama il confronto delle idee in modo da scegliere sempre il bene comune.

REPORT QUESTIONARIO "UNA POLITICA PER I GIOVANI"
Fascia di Età range 17-68 / 24-25 12.8% / 18-19 18.6% / 29-30 21.8%
Area geografica : 28% Centro Città / 72 % Periferia
1) il tuo Sindaco dovrebbe essere... (indica tre aggettivi per definirlo)

1° ONESTO - 2° Competente - 3° Concreto

Stili diversissimi - ma Fair play anche da parte del candidato che ha voluto sottolineare, anche acusticamente, la sua coerenza di metterci la Faccia. Possiamo definirlo un incontro proficuo. Merito della moderatrice, la giornalista, Gisella Cicciò e dei tanti ragazzi/e dell'organizzazione a cui va il incondizionato plauso.

Candidati a Sindaco di Messina -Renato Accorinti - Emilia Barrile - Dino Bramanti - Cateno De Luca - Antonio Saitta - Gaetano Sciacca - Giuseppe Trischitta.

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19Mag/180

Messina – BFMC -«Una scelta di vita che diventa un viaggio, un cammino nelle varie stagioni dell’Uomo…»

martedì 15 maggio 2018Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Messina -

I pellegrini dell'assoluto
tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi

8° Incontro

Enzo BIANCHI

"OGNI COSA

ALLA SUA STAGIONE"

padre Filippo Cucinotta OFM

Inizialmente padre Filippo ci dona una sua intima riflessione che puntualmente lo attanaglia nel momento sacrale della Comunione. Ogni volta che viene posta la "particola" nelle nostre mani Dio si fida della nostra libertà - la grande prerogativa che Dio ci ha dato di poterlo accogliere o di poterlo rifiutare - la Massima libertà

Il libro presenta diverse Chiavi di lettura - Cicerone diceva: io individuo quattro motivi per cui la vecchiaia sembra triste.

  • Primo perché allontana dalla attività;
    Secondo perchè indebolisce il corpo;
    Terzo perchè nega quasi tutti i piaceri;
    Quarto perchè non dista molto dalla morte;
    Enzo Bianchi le fa sue e ne aggiunge una quinta
    l'era della tecnica ha spiazzato e reso fuori luogo l'adagio che legava vecchiaia a sapienza e vedeva nell'anziano il depositario della memoria di una esperienza che lo rendeva elemento fondamentale nel gruppo sociale. Era un punto di riferimento-
    Mancano gli anziani che accettano di esserlo. C'è differenza tra anziano e vecchio.
    A tal proposito riporta la tesi del contemporaneo Karl Barth «Finchè era più giovane, l'uomo poteva ancora immaginarsi di essere lui stesso ad andare incontro al suo Signore. L'età deve diventare per lui l'occasione per scoprire che è il Signore che gli viene incontro per assumere il suo destino.
    Non deve andare deve farsi trovare...

L'Affermazione di  Enzo Bianchi
Questo libro è un viaggio - nel tempo - nella vita che scorre - nei giorni di un uomo - e in quelli delle stagioni.

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