CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

17Ott/170

Messina – LELAT « La Musica…Tra potere e Libertà»

28Set/170

Messina – «”Si tratta dunque di vivere il nostro essere cristiani aprendo noi delle strade e vivendo noi da pionieri in cammino” – G. Savagnone 1985

PROGRAMMA

SABATO 21 OTTOBRE

ore 9.00 Accoglienza -

ore 10.00 Saluto, preghiera, introduzione

ore 10.30 Relazione sul tema del convegno Giuseppe Savagnone ( Direttore Ufficio Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo)

ore 11.30 Confronto

ore 12.30 Santa Messa presieduta da P. Tindaro Cocivera

ore 13.30 Pranzo

ore 15.30 Gruppi di lavoro per progettare insieme nella dimensione: privata, familiare, sociale, politica, internazionale. A conclusione restituzione lavori.

ore 19.30 Vespri

ore 20.00 Cena

ore 21.30 Dopo cena serata in amicizia

DOMENICA 22 OTTOBRE

ore 8.00 Colazione

ore 9.00 Lodi

ore 9.30 Le gioie e le ferite delle famiglie. il cap. VIII di Amoris Laetitia di Papa Francesco" - Relatore Maurizio Aliotta Docente di Storia della teologia morale e ili teologia del matrimonio e della famiglia Studio Teologico S. Paolo di Catania

Confronto

ore 12.00 Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giovanni Accolla Arcivescovo di Messa-Lipari Santa Lucia del Mela

ore 13.30 Pranzo e conclusione

All'interno dell'Hotel esposizione di riviste. libri, documentazione delle diverse aggregazioni laicali

per informazioni e contatti - Sito web www.coiuultaIaici.mcssina.it Indirizzo e-mail consultalaicimcsMnay hotniail.il


AGIRE SECONDO IL VANGELO

(oltre il mandato ecclesiale)

La fede cristiana non è "faccenda da conventicola" (Pannenberg); eppure, di fronte ai gravissimi problemi che affliggono l'umanità (fame, guerre, povertà, immigrazione, squilibri ambientali, malattie, analfabetismo) tendiamo a rinchiuderci nel privato, come se volessimo allontanarci dai "luoghi" più tragici dell'esistenza umana. La Consulta diocesana delle aggregazioni laicali ha dedicato due momenti (8 novembre 2015: "Abitare la città da cristiani nello spirito del Concilio Vaticano II" e 22-23 ottobre 2016: "Come lievito nella città per generare processi di cambiamento") per richiamare i cattolici messinesi all'impegno nella città (senza ridurre lo sguardo ai confini locali). Adesso, con questo terzo convegno, vuole sottolineare con maggiore forza che l'orizzonte del cristiano è rappresentato dall'intera famiglia umana e da tutto il creato. Ciò che accade in Siria, nel Mediterraneo, o altrove, deve entrare di più non solo nelle nostre preghiere, ma anche nella nostre azioni di credenti, La preghiera cristiana non è intatti un farmaco per sedare le nostre ansie, ma un mezzo potente per uscire dal narcisismo individuale e di gruppo (anche ecclesiale!) e spingerci all'azione, oltre i soliti schemi del passato. Un problema serio è costituito dal clericalismo, di cui più volte, come Consulta, abbiamo parlato per denunciarne la gravità e richiamare l'attenzione su di esso, anche perché oggi assume spesso forme più sottili, ma non meno pericolose, come quando, per esempio, si vuole identificare l'immagine del laico impegnato con quella dell'operatore pastorale... A proposito del clericalismo Papa Francesco ha scritto: "questo atteggiamento non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo porta a una omologazione del laicato; trattandolo come 'mandatario' limita le diverse iniziative e sforzi e, oserei dire, le audacie necessarie per poter portare la Buona Novella del Vangelo a tutti gli ambiti dell'attività sociale e soprattutto politica. Il clericalismo, lungi dal dare impulso ai diversi contributi e proposte, va spegnendo poco a poco il fuoco profetico di cui l'intera Chiesa è chiamata a rendere testimonianza nel cuore dei suoi popoli"... "dobbiamo pertanto riconoscere che il laico per la sua realtà, per la sua identità, perché immerso nel cuore della vita sociale, pubblica e politica, perché partecipe di forme culturali che si generano costantemente, ha bisogno di nuove forme di organizzazione e di celebrazione della fede". E appunto sperimentare "nuove forme di organizzazione e di celebrazione della fede" è quanto vogliamo cominciare a fare da laici cristiani con questo Convegno.

 

25Set/170

Messina – «Attualità della Nota Pastorale della Chiesa messinese del 1985» – «Perché ancora oggi si ripresentano i suoi perniciosi scenari ?»

Mons. Ignazio Cannavò Arcivescovo di Messina Lipari Santa Lucia del Mela

La NOTA PASTORALE dell'Arcivescovo Ignazio Cannavò

CHIESA e CITTA'

nel segno della riconciliazione

Presentazione

Il tema della Riconciliazione è stato in quest'anno al centro della riflessione delle Chiese di Sicilia, che hanno celebrato un Convegno ad Acireale dal 23 Febbraio al 1 Marzo su "Una presenza per servire", e di tutte le Chiese d'Italia che si sono confrontate a Loreto dal 9 al 13 Aprile su "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". La Chiesa messinese vi ha partecipato con suoi rappresentanti dopo essersi preparata con un Convegno diocesano celebrato il 3 gennaio in Messina e con incontri nelle varie zone della Diocesi.

Come contributo di studio e di riflessione, anche in vista di un impegno pastorale che dovrà coinvolgere la nostra chiesa locale, un gruppo di lavoro, composto da laici e preti, ha preparato questo documento su “Chiesa e Città nel segno della riconciliazione”.

Dopo averlo attentamente esaminato, ritengo di poterlo fare “mio” e offrirlo come “Nota pastorale” alla meditazione della Comunità ecclesiale messinese, nella speranza che essa aiuti i singoli cristiani e la stessa Comunità a prendere coscienza del loro compito nel mondo in cui la Chiesa è inserita, e quindi del rinnovamento che prima ancora deve realizzare al suo interno per diventare veramente strumento di riconciliazione per il mondo.

Se si parla di “riconciliazione” è perché talvolta si nota, se non proprio una rottura, una scarsa convergenza della Chiesa e della Città nell’interesse per l’uomo, per il quale l’una e l’altra devono operare pur nella distinzione dei compiti; o almeno una insufficiente presenza dei cristiani e della Comunità cristiana nella Città. La loro presenza è spesso limitata all'offerta di un servizio dell'annuncio della parola di Dio ma scarsamente riferito agli assillanti problemi della Città, di una celebrazione piuttosto slegata dalla vita, di una testimonianza della carità che se pure generosa nell'aiuto agli ultimi, supplendo alle numerose carenze ai vari livelli della vita sociale, non si fa intervento attivo per contribuire alla creazione e al rinnovamento di strutture più rispondenti ai diritti e alla dignità dell'uomo.

Si parla di "Città" con lo sguardo naturalmente rivolto anche alle dimensioni più piccole del nostro territorio, ma rivolto ancora a quelle più grandi, la Regione, lo Stato…

La Città è realisticamente più emblematica: in essa si riflette più concretamente e più visibilmente quanto viene maturato e deciso a livello politico, di legislazione, di programmazione, di governo, sul piano sindacale, economico, dello stesso costume...

Quanto qui si afferma della città vale persino delle dimensioni più vaste, quelle del mondo, con le sue culture dominanti, le sue ideologie e le sue visioni globali della vita, i diversi sistemi politici ed economici, i suoi opposti blocchi di potenze...

Tutto si riflette nella “Città”, con i peggioramenti e i miglioramenti che appunto la mediazione locale può concretamente verificare e attuare.

Peraltro lo stesso universo è diventato oggi, e sempre più diverrà in avvenire, città dell’uomo, un compito ed una responsabilità dell’uomo, là dove egli opera concretamente. Si attua oggi, più che in passato, una osmosi che nel bene e nel male, provoca scambi, mutamenti e orientamenti, e che non può essere disattesa da ogni uomo, se vuole essere parte attiva nella costruzione del mondo.

Questa ci pare un’osservazione importante per il cristiano perché operi con impegno senza lasciarsi prendere dalla tentazione di evasione di fronte alla complessità talvolta universale dei problemi. Qualunque cambiamento dipende sempre da ciascuno di noi, dalla personale “conversione”, per usare un termine evangelico; il Regno di Dio che è regno di verità, di giustizia, di amore di pace, passa sempre attraverso la coscienza e la vita del singolo per raggiungere il mondo nelle sue strutture e nelle sue istituzioni.

Passa attraverso la testimonianza della Comunità cristiana, che Cristo ha posto nel mondo come seme che deve farsi albero come lievito che deve fermentare tutta la massa.

"Chiesa e città", sono la nostra Chiesa locale, la Città in cui viviamo, ma nella prospettiva del mondo. La loro riconciliazione può apparire un'utopia, tanto più lontana quanto più si allargano i confini della realtà...

Ma se si inizia a "dare un luogo" a quella riconciliazione, l'utopia si fa concretamente speranza per il mondo intero.

Questo non è trionfalismo. È fede nella parola del Cristo: Egli ci ripete di non aver paura, guardando alla nostra debolezza e povertà, perché ha vinto il mondo, cioè il male che lo domina. Egli è presente con il suo Spirito per portare a compimento la riconciliazione di cui ha posto le fondamenta con la Sua Resurrezione, anticipo ed inizio del mondo nuovo.

Apriamoci ad una fede più autentica, ad una speranza più viva, ad una testimonianza d’amore più vera, che si fa impegno concreto nel vissuto di ogni giorno.

Lo Spirito di Cristo, che opera nell’Umanità, chiede queste aperture concrete per irrompere più largamente nel mondo e rinnovare la faccia della terra.

P.S. Le pagine seguenti sono povere di citazioni, ma non è difficile sentirvi l’eco e persino leggervi le stesse parole dei documenti conciliari) specialmente della “Gaudium et Spes” delle encicliche e delle Esortazioni apostoliche dei Papi (specialmente della "Mater et Magistra" e della "Pacem in terris" di Giovanni XXIII, della "Octogesima adveniens" e della "Evangelii nuntiandi" di Paolo VI, della "Redemptor hominis" e della "Laborem exer-cens" di Giovanni Paolo II) e di vari documenti della Conferenza Episcopale italiana (specialmente de "La chiesa italiana e le prospettive del Paese").

Molte idee sono state riprese e applicate al concreto della situazione odierna dell'Italia e più in particolare della Sicilia nei due Convegni di Loreto e di Acireale, di cui sono in corso di pubblicazione gli Atti, che dovranno costituire per tutti luce e orientamento.

1. IN ASCOLTO DELLA CITTÀ

La Città, modello dominante della vita

01. La città costituisce ai nostri giorni il modello dominante per tutto il territorio, simbolo della no­stra convivenza e della nostra concezione del mon­do.

02. Vivere nella città è entrare in un contesto più ampio di libertà; far esplodere nuove occasioni di rapporti umani; costruirsi una identità; svolgere ruo­li, trovare occupazioni nel segno di una maggiore libertà e responsabilità umana; trovare risposte im­mediate ai più fondamentali bisogni della salute, dell'istruzione, dei servizi; ripensare la propria vita di fede non più in termini di tradizione sociale, ma come scelta e appropriazione personale.

03. In essa si coglie con immediatezza la costruzione del futuro come progetto di tutta la collettività, l'incidenza delle decisioni umane sulle strutture, la pressione dei vasti movimenti popolari. La stessa religione viene accolta se valorizza la creatività dell'uomo e la sua responsabilità verso il prossimo; si colgono più facilmente le dimensioni socio­politiche della carità, si guarda alla Chiesa con simpatia, solo se la si vede sganciata dall'ideologia della conservazione e della immutabilità verso il passato e porsi come forza che anima il mutamen­to sociale; si accettano i cristiani, se si coglie in essi la capacità di percepire i valori in atto e le aspirazioni della gente, prendere a cuore i problemi della città e dare voce a chi non ha voce.

Gli idoli della Città

04. Ma accanto agli elementi positivi non mancano quelli negativi. La Città può veicolare una mentali­tà pragmatica che spinge a preoccuparsi unicamente del funzionamento delle cose, a badare ai risultati, a ciò che rientra solo nel raggio delle possibilità presenti.-

05. Può piegare i criteri urbanistici a logiche di di­stinzione e separazione sociale ben precise, creare strutture che ubbidiscano alla ragione della produt­tività e non del servizio da rendere a tutti, taglia­re fuori anziani, malati, portatori di handicap; sva­lorizzare occupazioni che non abbiano un risultato immediato o che non siano quantificabili in termini di produttività; imporre un modello di vita borghe­se ed una mentalità sempre più economicistica e consumistica.

06. Lo stare in famiglia, la solidarietà, l'apertura agli altri, l'ospitalità, l'aiuto reciproco, la fedeltà, il ser­vizio verso i più svantaggiati possono gradualmente scomparire dal ricco patrimonio della nostra cultura popolare. E cosi la vita viene riempita con "mille cose" e mille attività (dalla macchina di grossa ci­lindrata alla pelliccia, dal capo firmato alla doppia casa, dalle ferie di lusso alle settimane bianche...); la natalità ne è fortemente condizionata, l'aborto banalizzato, l'educazione dei figli compromessa…

C'è posto per l'uomo nella Città piena di idoli?

07. Il volto umano della città rischia cosi di scomparire: la vita può diventare sempre più chiusa, egoista e prepotente.

08. Ogni aspirazione ad avere rapporti personalizzanti può infrangersi contro l'indifferenza e l'anonimato dei condomini e le grandi strutture burocratiche e funzionali. La difesa dei propri diritti si può risol­vere spesso in umilianti e lunghe attese dietro la porta di personaggi che contano e si può anche morire dietro la porta di un ospedale, perchè per "lui" non c'è posto!

La possibilità di una abitazione decente può esse­re riservata solo a pochi, altri possono aspirare all'edilizia cooperativistica in base al reddito di cui godono. Fitti esorbitanti, anticipati o pagati fuori busta si alternano a case inutilizzate o adibite "so­lo per uso ufficio".

09. Alle nuove generazioni può essere offerto un fu­turo vuoto e senza ideali o impegni che non siano quelli del consumo, della moda, dell'evasione.

Nessuna meraviglia se poi le contraddizioni e i conflitti emergono a volte in maniera violenta, a volte in forme di impotenza o di disperazione.

La città costruita sulla sabbia dell'egoismo

10. L'egoismo diventa palese a livello individuale e collettivo. Categorie privilegiate premono per avere di più perchè sanno di poterlo ottenere, aumentan­do cosi le disparità sociali.

11. Le pressanti domande che salgono dal mondo del lavoro, trovano risposte inadeguate in un falso industrialismo che fa sorgere a volte industrie già decotte che giocano sulle sovvenzioni pubbliche, fanno ricorso con molta spregiudicatezza e facilità alla cassa integrazione, illudono le attese di molti lavoratori, si prestano per giochi politici di sindaca­ti, partiti, associazioni...

12. L'organizzazione dei servizi e delle strutture pub­bliche non solo viene a volte realizzata in modo da tutelare più gli interessi degli operatori interni che degli utenti, ma ratifica spesso le disparità so­ciali elargendo servizi ineccepibili e puntuali solo dietro forti raccomandazioni, o accetta tacitamente gravi forme di assenteismo, imboscamenti compia­centi, l'uso immotivato di straordinari, poca respon­sabilità nel gestire il denaro di tutti. In molti am­bienti e situazioni resta un sogno parlare di lavoro responsabile e creativo cosi come di partecipazione democratica, in altri occorre l'eroismo per essere semplicemente onesti.

La città di tutti nelle mani di pochi

13. L'aspirazione alla partecipazione responsabile alla vita politica, spesso finisce in deleghe in bianco a persone che vengono mandate avanti allo sbaraglio: perché stupirsi, se poi appaiono inevitabilmente po­co trasparenti, dirette dall'esterno, incapaci di dare un senso alle reali aspirazioni della gente e di aprire strade sicure con onestà e competenza?

14. O se le scelte e gli schieramenti politici si fanno cadere sempre dalla parte del più forte, di chi può offrire di più, piuttosto che guardare al realismo dei programmi e alla sincerità e onestà degli uomi­ni responsabili della loro realizzazione?

15. Si giustifica addirittura ogni forma di burocratiz­zazione e lottizzazione politica, di logica individuali­stica e clientelare, di politica intesa come gestione di potere, come scontro, eliminazione dell'avversario.

2. LA COMUNITÀ CRISTIANA NELLA CITTÀ

16. In questa situazione qual è il ruolo della comu­nità cristiana? Essa certamente non può accettare di chiudersi nel privato. È nella città e per la città.

17. Cristo ne ha fatto il prolungamento della sua umanità risorta, vivrà e sarà presente nella storia per salvare ogni uomo, ad immagine del Buon Pa­store che muore per far risorgere l'uomo a vita nuova.

18. Suo compito deve essere quello di leggere il pre­sente alla luce della storia della salvezza annuncia­ta nella Parola di Dio, fattasi carne nel Cristo e celebrata ogni giorno nell'Eucaristia, memoriale della sua morte per il peccato e della sua risurrezione per la vita del mondo.

19. La città dell'uomo diventa cosi il luogo ove si realizza il futuro che Dio ha promesso, che il cri­stiano spera di ottenere e che intanto deve antici­pare.

20. La liberazione dal peccato e la riconciliazione con Dio reclamano infatti la liberazione da strutture ingiuste e oppressive e la riconciliazione con gli altri uomini.

21. La costruzione della città, la partecipazione al processo di liberazione dell'uomo, la lotta contro situazioni di miseria e di sfruttamento o contro un falso benessere che degrada e impoverisce l'uomo, è già in certo modo opera di salvezza, è inserirsi in pieno in un processo salvifico che abbraccia tutto l'uomo e tutta la storia umana.

Continua ... c

Nota BLOG - Questo documento porta la data del 1° maggio 1985. Sono passati due mesi dal 1 marzo, giorno di chiusura del 1° Convegno delle Chiese di Sicilia - celebrato a venti anni dal Concilio Vaticano II. Poteva essere un formidabile propellente per migliorare l'impegno di tutti nella Promozione della Città, ma così non è stato, nonostante l'abnegazione dei non molti sacerdoti e laici che si erano augurati e speravano che ciò fosse possibile per risvegliare le coscienze di tutti, anzi...

La numerazione è stata aggiunta al testo originale come ausilio della memoria

Continua ... c

8Set/170

Messina – «Incontrare conoscere amare un percorso sapienziale che l’uomo conserva tenacemente nel proprio cuore»

 

PARCO ECOLOGICO S. JACHIDDU - MESSINA

“Sette giorni in Tibet”

Sab. 9 settembre – ven. 15 settembre 2017

Prima di incontrare S.S. Dalai Lama a Messina il Parco ecologico S. Jachiddu ha promosso una serie di eventi che ci permetteranno di situare la Sua persona e la Sua storia nel contesto civile e religioso che rappresenta. Il dialogo è aperto: pace, fratellanza universale, nonviolenza, cura della natura. Non mancate a questo prezioso appuntamento.

Programma

Sabato 9 ore 18.30
Saluti del Sindaco Renato Accorinti,
inaugurazione della rassegna fotografica, offerta del tè

Domenica 10
ore 17 Proiezione del film di animazione “Tintin in Tibet
Ore 19 Proiezione del film “Samsara”

Lunedì 11
Ore 17 Proiezione del film “Kundun”
Ore 19 - “La questione tibetana. Una visione storico-politica dei rapporti tra Cina e Tibet”
Relazione di Alessandra Minniti – segue dibattito

Martedì 12
Ore 17,00 Proiezione del film “Himalaya, l’infanzia di un capo”
Ore 19.00 “Il ruolo della spiritualità tibetana nel mondo occidentale”
Relazione del Ven. Osvaldo, monaco del buddhismo tibetano

Mercoledì 13

2011_04_15-S_Jachiddu-Panorama_Zona_Falcata

Ore 17,00 Proiezione del film “Human” (proiezione continuativa)
Ore 18.30 Incontro interreligioso con rappresentanti dell’ebraismo, del cristianesimo, dell’islam in dialogo con il Ven. Osvaldo “Il contributo spirituale delle religioni alla difesa dell’ecosistema”.

Giovedì 14
Ore 17,00 Proiezione del film “La coppa”
Ore 18.30 Meditazione guidata dal ven. Osvaldo

Venerdì 15
Ore 17,00 proiezione del film “Sette anni in Tibet”
Ore 19,00 sessione di pratica di Yoga secondo il metodo Patanjali

[Per l’organizzazione Fabrizio Saffioti, Alessandra Minniti, Felice D’Agostino;
la rassegna fotografica è a cura di Alessandro Grussu; la rassegna cinematografica è a cura di Lavinia Consolato]

12Lug/170

Messina – «Continua l’impegno per portare a compimento, ‘Opere di comunitaria solidarietà »

2016_01_14-PortoSalvo-MIGRANTES-“La fuga in Egitto”- Letterio Gulletta-Elvira Solokhova

2016_01_14-PortoSalvo

"Questa realizzazione e l'Evento Incontro che ne è scaturito - lo vorremmo indicare come segno positivo che privilegia l'Uomo e aiuta la Comunità messinese a continuare nei gesti sociali anche come confluenza dei cammini di personale coerenza evangelica."

« Un Centro Polifunzionale per Migranti »

"Centro I'm"

"I'm here, here I'm"

«Perché io sono (qui) ... perché noi siamo qui ... e non altrove?». La storia di ogni Uomo è strettamente intrecciata con quella del suo Prossimo. Riconoscendolo facciamo un atto di sapienza che illumina il nostro faticoso cammino.

I protagonisti di questo evento, non hanno bisogno di parole di circostanza ma vanno ringraziati in silenzio per il 'Buon lavoro svolto.

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20Giu/170

Messina – «”Ogni uomo è nostro fratello” – A livello globale, una persona ogni 122 è oggi un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo.»

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO
martedì 20 giugno 2017
COMUNICATO STAMPA
Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto
dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di oltre 60 milioni di rifugiati in tutto il mondo. A livello globale, una persona ogni 122 è oggi un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Una Giornata per non dimenticare mai che dietro  ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni, ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.
L’Ufficio Migrantes, organismo pastorale dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela, in occasione della Giornata, ha previsto la raccolta firme a favore della Campagna nazionale “Ero straniero, l’umanità che fa bene” promossa da: Radicali italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, con il sostegno di sindaci e organizzazioni, tra cui Fondazione Migrantes, Caritas italiana e Comunità di Sant'Egidio.
Attraverso la legge di iniziativa popolare si intende superare la Bossi-Fini e cambiare le politiche sull'immigrazione, puntando su accoglienza, inclusione e lavoro.
Martedì 20 giugno, a Messina, sono previsti 2 punti di raccolta:
1. dalle ore 10 alle ore 12, presso i locali del Curia arcivescovile (via S. Filippo Bianchi, 20);
2. dalle ore 18 alle ore 20, presso la Chiesa di S. Elia (via S. Elia, 45). Dove alle ore 20, verrà celebrata la S. Messa per ricordare quanti nel mondo sono alla ricerca di protezione, quanti nel viaggio della speranza hanno trovato la morte, quanti non vedono tutelati i propri diritti nei Paesi di transito e di accoglienza. La celebrazione verrà animata dalle comunità etniche cattoliche presenti in città.
Per informazioni: diacono Santino TORNESI cell. 338.2017995; fax 090.6684212; e-mail: migrantes.me@alice.it

9Giu/170

Messina – «L’incisività delle scelte culturali metodo strategico per modificare la ‘neutra mentalità mafiosa»

8 giugno 2017 - Biblioteca Provinciale Frati Minori Cappuccini

«"Lo straordinario della normalità". Tutte le possibili opere posteriori di repressione del fenomeno mafioso, non intaccheranno quella fascia protetta intrisa di collusione e pelosa neutralità. Un vero uomo di cultura Fabio Venturaraccontato e stimolato passo passo dalla giornalista Manuela Modica, ha confermato, ancora una volta, che solo la conoscenza del bello, dell'etico e del giusto può spingere al cambiamento intere popolazioni fiaccate dalle scelte di convenienza di corrotti anche appartenenti alla pubblica amministrazione.»

Nel suo intervento introduttivo il prof.re Pippo Lipari, evidenziata la personale amicizia e la comunanza ideale ed intellettuale che lo lega al sindaco Fabio Ventura, raffinato studioso amante dei speciali luoghi bibliotecari. Ne ha sottolineato le grandi capacità amministrative, che lo hanno portato a ricondurre sotto la legalità, con appropriati ma semplici strumenti, la gestione di più di 4.000 Ha  di bosco, oggi territorio ricadente nel Parco dei Nebrodi che interessa ben tre Province, oggetto di finanziamenti comunitari europei, che hanno arricchito per molti anni ben individuate 'famiglie di concessionari. Il Comune, per sua parte, riceveva il 'congruo canone annuo di ca 12 euro per Ha. Questi ettari di bosco erano stati donati dal normanno Conte Ruggero nel '1100 a ricompensa dell'accoglienza ricevuta. E' stato un sapiente 'dono le cui risorse : legname per le costruzioni e per gli arredi, le sorgenti d'acqua, i pascoli, le coltivazioni, i seminativi e i frutti caratteristici del bosco, hanno costituito, per secoli, un tesoro per tutta la Comunità.

La chiave di volta è stato indire le normali procedure per l'assegnazione con gare d'appalto libere e trasparenti, la costituzione di una Associazione anti-racket, la scelta di dare contributi a fondo perduto ai concessionari che si fossero dotati di impianti di video sorveglianza, la costituzione di una sezione di micro credito e ... tanto altro.

La innovativa, per le nostre consuetudini, modalità d'incontro, quel piacevole alternarsi in voce della giornalista Manuela Modica e del Sindaco di Troina (Parco dei Nebrodi), Fabio Ventura, sotto scorta per la tutela personale, si è sempre più arricchito, verso la fine, di altre autorevoli voci che hanno rafforzato il clima di una comunione ideale molto intensa che in diversi momenti è sfociata in un naturale applauso.

Il Video è istruttivo oltre che per lodevole contributo di intelligente lotta al fenomeno mafioso anche per la modalità di partecipazione del pubblico che da semplice spettatore è divenuto protagonista di un civile e fecondo dibattito.
 

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31Mag/170

Messina – «Protagonisti quotidiani del cambiamento sociale promuovendo Cultura e Legalità»

 giovedì 8 giugno ore 17.30 - Biblioteca provinciale dei Frati Cappuccini di Messina

l'Associazione Intervolumina è lieta di invitarvi,

all'incontro-dibattito con Ferdinando Fabio Venezia, sindaco sotto scorta di Troina, condotto dalla giornalista Manuela Modica.

Discutendo di

CULTURA E

LEGALITA'

23Mag/170

Palermo – «”Ce la farà la Chiesa?””Ce la faranno i cristiani a tenere il passo di un papa che testimonia la libertà, la novità e la gioia dell’annuncio del Vangelo?»

A distanza di quattro anni dalla elezione di papa Francesco, dopo tanti suoi discorsi e gesti e dopo l'Evangelii gaudium, se e quanto è cambiata la catechesi in Italia?

Questo libro raccoglie gli scritti di alcuni studiosi (Alcamo, Del Giudi­ce, Giannotto, Lombardi, Milano, Tanzarella) impegnati nell'insegnamento e nella catechesi. La loro conclusione è che papa Francesco invita i cristiani ad una rivoluzione dell'evangelizzazione, ad una rottura con metodi e stereotipi che rinchiudono l'annuncio nella conservazione dell'ingiustizia producendo una mondanità spirituale, ma non una comunità evangelizzatrice. Mentre l'annuncio deve aver cura dell'inserimento del Vangelo nel popolo di Dio rispondendo ai bisogni concreti della storia. Ai molti che dinnanzi a questa rivoluzione chiedono "Ce la farà Francesco?" gli autori capovolgono la domanda "Ce la farà la Chiesa?", ovvero "Ce la faranno i cristiani a tenere il passo di un papa che testimonia la libertà, la novità e la gioia dell'annuncio del Vangelo?". Con una prefazione di Carmelo Torcivia presidente dell'Associazione Italiana Catecheti.

Umberto R. Del Giudice è incaricato di alcuni corsi professionalizzanti per  l'IRC e responsabile del Tirocinio nella Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (sez. a. Luigi).

Sergio Tanzarella è ordinario di storia della Chiesa nella Pontificia Facolta Teologica dell'Italia Meridionale (sez, a. Luigi ) e professore invitato presso l'Università Gregoriana

 

27Apr/170

Messina – «Andare verso una meta ambita – camminare insieme per meglio conoscersi e condividerne la fatica»

giovedì 27 aprile 2017 - ore 18.00 - Chiesa “SS. Annunziata dei Catalani” -

Cristianesimo e Islam per una Città plurale - dialoghi di conoscenza e riconoscimento reciproco - II ciclo - quarto incontro tematico - 

«PELLEGRINAGGIO: DINAMICA VITALE DELL’UOMO STORICO: »

La Comunità Islamica di Messina e l’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, rappresentata da Consulta delle Aggregazioni laicali, Caritas, Ufficio Migrantes e Ufficio per il Dialogo interreligioso, a seguito della positiva esperienza del precedente ciclo 2016, ripropongono per il 2017 cinque incontri a tema, con lo scopo di continuare e progredire nella conoscenza, nel riconoscimento reciproco e nella convivenza pacifica. Nella consapevolezza che la comprensione delle reciproche affinità e differenze aiuti a stabilire un clima di maggiore dialogo e serenità per la realizzazione di una Città plurale.
I due relatori saranno il prof. Dario TOMASELLO, docente presso l’Università degli Studi di Messina e rappresentante della Comunità islamica, e fra Egidio PALUMBO della Fraternità carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto, docente di teologia della vita consacrata presso l’Istituto teologico “S. Tommaso” di Messina e lo Studio teologico “S. Paolo” di Catania.
A moderare l’incontro sarà il prof. Claudio GAMBINO, docente di Geopolitica presso l’Università degli Studi di EnnaKore”.

Per informazioni: diacono Santino TORNESI cell. 338.2017995; fax 090.6684212; e-mail: migrantes.me@alice.it

24Apr/170

Messina – «Tre Vescovi per Tre Presbiteri … Ordinati … a servizio della Chiesa universale»

sabato 22 aprile 2017 - Duomo - Presenti i Vescovi Benigno Papa e Santino Gangemi. L'Arcivescovo Metropolita Giovanni Accolla ha Ordinato i suoi tre primi Presbiteri i Diaconi:
DON PAOLO DE FRANCESCO
DON GIUSEPPE MAIO
DON GIOVANNI STURIALE

Felicità e contentezza del Padre che accarezza i suoi figli. Immagine del Dio che asciuga ogni lacrima. Non poteva esserci inizio migliore. La durezza delle stimolanti parole pronunciate dall'Arcivescovo Giovanni Accolla fanno un tutt'uno con l'autenticità del suo essere Pastore della Chiesa che è in Messina Lipari e Santa Lucia del Mela. Banditi i toni mielosi e distaccati, retaggio della frattura tra padre e figli uniti nel Sacerdozio ordinato, abbiamo partecipato con crescente consapevolezza spirituale alla manifestazione del Vangelo nella Casa di tutti i messinesi. Stavolta, (Messa crismale), i toni sono stati variegati, le tonalità giuste per ogni appello all'intelligenza del cuore e a quel sentirsi "pietra viva" dell'edificio spirituale della Chiesa che tutto comprende, che tutto e tutti accoglie per dispensare i Doni della Resurrezione. Gesù nella Croce, quando tutto aveva compiuto, effuse lo Spirito (spirò), prima però, (colpito dalla lancia del soldato romano), aveva emesso acqua e sangue (Segni del Battesimo e dell'Eucaristia). Poco prima, il Giovedì, nella 'voluta Cena con tutti i suoi apostoli, aveva istituito l'Eucaristia e il Ministero del Sacerdozio. "Prendete... mangiatene e bevetene TUTTI...". ... Quindi anche lo stesso, perfido  Giuda...che ha intinto il pane nello stesso piatto ... o mangiato il boccone offertogli da Gesù... non è stato rifiutato. Per questo si potrebbe dire che anche il 'Traditore ... entra a pieno titolo nel misterioso e misericordioso piano di Dio.

NOTA BLOG - Cosa possono fare i Laici per questi Presbiteri? Dalla Lumen Gentium ... «I LAICI " Secondo la scienza, competenza e prestigio di cui godono, hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa. "

Per questo, formuliamo l'augurio che questi nuovi Presbiteri, come primi collaboratori del Vescovo, sappiano mettere a frutto, nella porzione del Popolo di Dio, il compito a loro affidato. E seguendone l'esempio, "... riconoscano e promuovano la dignità e la responsabilità dei laici nella Chiesa; si servano volentieri del loro prudente consiglio, con fiducia affidino loro degli uffici in servizio della Chiesa e lascino loro libertà e margine di azione, anzi li incoraggino perché intraprendano delle opere anche di propria iniziativa.

Considerino attentamente e con paterno affetto in Cristo le iniziative, le richieste e i desideri proposti dai laici e, infine, rispettino e riconoscano quella giusta libertà, che a tutti compete nella città terrestre.

Da questi familiari rapporti tra i laici e i pastori si devono attendere molti vantaggi per la Chiesa: in questo modo infatti si afferma nei laici il senso della propria responsabilità, ne è favorito lo slancio e le loro forze più facilmente vengono associate all'opera dei pastori. E questi, aiutati dall'esperienza dei laici, possono giudicare con più chiarezza e opportunità sia in cose spirituali che temporali; e così tutta la Chiesa, forte di tutti i suoi membri, compie con maggiore efficacia la sua missione per la vita del mondo.

Conclusione

38. Ogni laico deve essere davanti al mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo. Tutti insieme, e ognuno per la sua parte, devono nutrire il mondo con i frutti spirituali (cfr. Gal 5,22) e in esso diffondere lo spirito che anima i poveri, miti e pacifici, che il Signore nel Vangelo proclamò beati (cfr. Mt 5,3-9). In una parola: « ciò che l'anima è nel corpo, questo siano i cristiani nel mondo » (Lettera a Diogneto)


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3Apr/170

Gioiosa Jonica – « GOEL … L’esperienza di chi opera per il “cambiamento della Locride e della Calabria…” »

Scegliere da che parte stare! - Nell'esperienza del GOEL c'è la coniugazione umile e semplice "dell'essere, del sapere e del sapere fare"- (mons. P. Aliquò)

La responsabile del Gruppo SAE  di Reggio Calabria, prof.ssa Gigliola Pedullàci ha dato la possibilità di vivere una giornata speciale. Abbiamo potuto ascoltare e verificare dal vivo, grazie all'esauriente e completo racconto di Patrizia, la nascita della Comunità dei soci fondatori e promotori, di cui fa parte insieme al dr. Vincenzo Linarello, presidente GOEL, delle prime e successive tappe, illuminate dal prezioso contributo dell'allora Vescovo GianCarlo Maria Bregantini (Diocesi di Locri). Il duro percorso intrapreso è stato ed è, ancora oggi, irto di difficoltà aggiuntive e perniciose, non riscontrabili in tal misura in altri territori.

"Questo impegno etico si è tradotto in un progetto di consorzio dove la dimensione economica, con la sua concretezza, si pone al servizio di un preciso progetto di cambiamento sociale, dove alcune parole chiave ne definiscono i riferimenti cardinali: libertà, democrazia, sussidiarietà, giustizia sociale, giustizia economica, diritti dei più deboli, comunità locali e territori."

«Nel nostro Statuto assumiamo questa finalità generale esplicitando che la missione di GOEL è rappresentata dal "cambiamento della Locride e della Calabria nell'affermazione piena della libertà, della democrazia, della sussidiarietà, della giustizia sociale ed economica, del rispetto dei diritti delle persone e fasce sociali più deboli e marginali, del bene comune delle comunità locali e dei territori.”»

NOTA BLOG - Dove cielo e terra si incontrano -...- L'esperienza di chi cambia se stesso per accogliere ... il mondo

1Apr/170

Gioiosa Jonica – «Il SAE RC alla scoperta della realtà del – GOEL – Laboratorio Alta Sartoria Cangiari»

Missione e Valori di riferimento del  GOEL - Dallo Statuto- «La legge 381/91 delle cooperative sociali afferma all'art. 1 comma 1: “Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini“.
Nel nostro Statuto assumiamo questa finalità generale esplicitando che la missione di GOEL è rappresentata dal "cambiamento della Locride e della Calabria nell'affermazione piena della libertà, della democrazia, della sussidiarietà, della giustizia sociale ed economica, del rispetto dei diritti delle persone e fasce sociali più deboli e marginali, del bene comune delle comunità locali e dei territori.”

Prodotti : CANGIARI - GOEL Bio - Servizi - I viaggi del Goel - Crea Lavoro - Diritti di Cittadinanza - Aiutamundi - GOEL Ethical consulting & communication - GOEL Bio COSMETHICAL - Welfare - GOEL edu.CARE - Comunità Davide e Maria Chiara - Accoglienza Immigrati

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29Mar/170

Messina – BPFC «Francesco – non un uomo che pregava, ma un uomo diventato preghiera»

25Mar/170

Messina – «DIGIUNO: una pratica o un segno profondo di riconciliazione?»

giovedì 23 marzo 2017 - Cappella S. Maria all'Arcivescovado
Cristianesimo e Islam per una Città plurale - II ciclo - terzo incontro tematico

«DIGIUNO: dimensioni spirituali e antropologiche»

Con la guida di Reneè, mediatrice culturale e insegnante di arabo, "non hanno intrecciato le armi" il
Dott. Abdelhafid Kheit e Padre Alessio Mandanikiotis. Anzi..!. La giusta atmosfera era stata preparata dalla presa di distanza del prof.re D. Tomasello, in ordine agli ultimi di violenza accaduti in Europa. Dal Segno particolare, che connota ogni incontro,  dei quattro giovani due (cattolici e due Islamici) e dalla Preghiera comune condotta da Padre Salvatore Alessandrà - e dal Dr Mohamed Refaat (presidente del Centro Islamico di Messina)