CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

17Ott/170

Messina – «Le aspirazioni i sentimenti i sogni degli studenti artisti del Quasimodo e del Corelli»

sabato 14 ottobre 2017 - Un Evento per la Città Metropolitana di Messina - per l'Istituto Superiore MINUTOLI _ Sezione Liceo scientifico QUASIMODO - per il Conservatorio ARCANGELO CORELLI e per tutti quelli che amano scommettere sul futuro dei nostri giovani.
La lunga preparazione, il lavoro corale di allievi, docenti, genitori, art director, art coach, dirigenti, presidenti e direttori, ha prodotto un risultato veramente unico. Questa positiva sinergia ha donato ai messinesi uno Spazio Artistico Culturale che si arricchirà di nuovi contributi e realizzazioni.
La novità che fa ben sperare per il futuro della Scuola è che questo "Presidio di Arte Urbana" GAZZI SPAZIO ARTE sia stato realizzato sulla faccia interna del grande muro perimetrale che contorna la grande 'Piazza interna (riduttivo sarebbe chiamarla cortile) del plesso scolastico Minutoli-Corelli. Unica la scalinata conducente al piano di ingresso dei due sopracitati Istituti.
La manifestazione, egregiamente preparata in tutti i dettagli, è stata ben condotta dalla giornalista Gisella Cicciò che ha da subito messo in rilievo la valenza positiva della trasformazione di uno 'sconcio muro in un elemento di arte contemporanea. Per quanto riguarda i meriti il primo posto va assegnato al gruppo di allievi del Quasimodo che coadiuvati anche da alcuni minori del Centro Migranti di Cristo Re ha sorprendentemente risposto agli stimoli di Giuliana Giuffrida, docente di storia dell’arte, di Saverio Pugliatti, ideatore e art director del progetto e dell’art coach Antonello Arena.

Ovviamente tutto ciò si è potuto realizzare grazie al grande impulso e alla collaborazione tra il D.S. dell'I.S. Minutoli Piero La Tona, il presidente dell'Arcangelo Corelli Giuseppe Ministeri e il Direttore del Conservatorio Gianfranco Nicoletti.

La colonna musicale è stata, ovviamente, appannaggio del conservatorio Corelli con Opal Accordion Quartet. I talentuosi fisarmonicisti hanno eseguito tra gli altri, brani musicali di Astor Piazzolla.

Prima dell'esecuzione dell'ultimo brano la conduttrice Gisella Cicciò ha invitato la dott.ssa Nina Santisi, assessore alle politiche sociali e dell'accoglienza, ad esprimere le sue valutazioni. Senza mezzi termini, nel suo breve ma sentito dire, ha subito plaudito alla eccellenza della Scuola messinese,  capace di impegnarsi in modo straordinario in vari campi specialmente in quelli dell'accoglienza, della cultura e del sociale. (in riferimento anche all'ITA Cuppari-Minutoli). Ha evidenziato lo straordinario valore aggiunto dato dalla collaborazione tra lI.S. Minutoli e il Conservatorio Corelli, definito patrimonio di tutta la Città e non solo. Infine in alternativa alla affermazione degli allievi che «Musica e scienza salveranno il mondo» ha espresso il suo convincimento che a farlo saranno le "Relazioni tra le persone e i legami di comunità".

Un ricco buffet con i prodotti tipici locali, completati dal vino dell'Azienda Cuppari ha dato ristoro ai tantissimi, alla fine, infreddoliti ma soddisfatti presenti.

Nota Blog - Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla facilità di eloquio, dalla bravura e dalla signorile compostezza dei giovani allievi che hanno manifestato in libertà, come più volte ribadito da Saverio Pugliatti, chiamato 'zio, i loro sentimenti , le loro argomentazioni ed idee. Un plauso anche ai genitori rappresentati nel Consiglio d'Istituto dalla eclettica signora Caterina Puleo. Ringrazio vivamente le giovani Antonietta, Rosa e Ramona che si sono sottoposte alla breve intervista iniziale.

La Galleria dei murales è solo uno stimolo - Lo SPAZIO GAZZI ARTE è pronto per accoglierci VISITIAMOLO ! 



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12Ott/170

Messina – «Un importante segno di attenzione per il territorio – L’Arte comunica in modo diretto la bellezza della creatività dell’uomo»

28Set/170

Messina – «”Si tratta dunque di vivere il nostro essere cristiani aprendo noi delle strade e vivendo noi da pionieri in cammino” – G. Savagnone 1985

PROGRAMMA

SABATO 21 OTTOBRE

ore 9.00 Accoglienza -

ore 10.00 Saluto, preghiera, introduzione

ore 10.30 Relazione sul tema del convegno Giuseppe Savagnone ( Direttore Ufficio Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo)

ore 11.30 Confronto

ore 12.30 Santa Messa presieduta da P. Tindaro Cocivera

ore 13.30 Pranzo

ore 15.30 Gruppi di lavoro per progettare insieme nella dimensione: privata, familiare, sociale, politica, internazionale. A conclusione restituzione lavori.

ore 19.30 Vespri

ore 20.00 Cena

ore 21.30 Dopo cena serata in amicizia

DOMENICA 22 OTTOBRE

ore 8.00 Colazione

ore 9.00 Lodi

ore 9.30 Le gioie e le ferite delle famiglie. il cap. VIII di Amoris Laetitia di Papa Francesco" - Relatore Maurizio Aliotta Docente di Storia della teologia morale e ili teologia del matrimonio e della famiglia Studio Teologico S. Paolo di Catania

Confronto

ore 12.00 Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giovanni Accolla Arcivescovo di Messa-Lipari Santa Lucia del Mela

ore 13.30 Pranzo e conclusione

All'interno dell'Hotel esposizione di riviste. libri, documentazione delle diverse aggregazioni laicali

per informazioni e contatti - Sito web www.coiuultaIaici.mcssina.it Indirizzo e-mail consultalaicimcsMnay hotniail.il


AGIRE SECONDO IL VANGELO

(oltre il mandato ecclesiale)

La fede cristiana non è "faccenda da conventicola" (Pannenberg); eppure, di fronte ai gravissimi problemi che affliggono l'umanità (fame, guerre, povertà, immigrazione, squilibri ambientali, malattie, analfabetismo) tendiamo a rinchiuderci nel privato, come se volessimo allontanarci dai "luoghi" più tragici dell'esistenza umana. La Consulta diocesana delle aggregazioni laicali ha dedicato due momenti (8 novembre 2015: "Abitare la città da cristiani nello spirito del Concilio Vaticano II" e 22-23 ottobre 2016: "Come lievito nella città per generare processi di cambiamento") per richiamare i cattolici messinesi all'impegno nella città (senza ridurre lo sguardo ai confini locali). Adesso, con questo terzo convegno, vuole sottolineare con maggiore forza che l'orizzonte del cristiano è rappresentato dall'intera famiglia umana e da tutto il creato. Ciò che accade in Siria, nel Mediterraneo, o altrove, deve entrare di più non solo nelle nostre preghiere, ma anche nella nostre azioni di credenti, La preghiera cristiana non è intatti un farmaco per sedare le nostre ansie, ma un mezzo potente per uscire dal narcisismo individuale e di gruppo (anche ecclesiale!) e spingerci all'azione, oltre i soliti schemi del passato. Un problema serio è costituito dal clericalismo, di cui più volte, come Consulta, abbiamo parlato per denunciarne la gravità e richiamare l'attenzione su di esso, anche perché oggi assume spesso forme più sottili, ma non meno pericolose, come quando, per esempio, si vuole identificare l'immagine del laico impegnato con quella dell'operatore pastorale... A proposito del clericalismo Papa Francesco ha scritto: "questo atteggiamento non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo porta a una omologazione del laicato; trattandolo come 'mandatario' limita le diverse iniziative e sforzi e, oserei dire, le audacie necessarie per poter portare la Buona Novella del Vangelo a tutti gli ambiti dell'attività sociale e soprattutto politica. Il clericalismo, lungi dal dare impulso ai diversi contributi e proposte, va spegnendo poco a poco il fuoco profetico di cui l'intera Chiesa è chiamata a rendere testimonianza nel cuore dei suoi popoli"... "dobbiamo pertanto riconoscere che il laico per la sua realtà, per la sua identità, perché immerso nel cuore della vita sociale, pubblica e politica, perché partecipe di forme culturali che si generano costantemente, ha bisogno di nuove forme di organizzazione e di celebrazione della fede". E appunto sperimentare "nuove forme di organizzazione e di celebrazione della fede" è quanto vogliamo cominciare a fare da laici cristiani con questo Convegno.

 

25Set/170

Messina – «Attualità della Nota Pastorale della Chiesa messinese del 1985» – «Perché ancora oggi si ripresentano i suoi perniciosi scenari ?»

Mons. Ignazio Cannavò Arcivescovo di Messina Lipari Santa Lucia del Mela

La NOTA PASTORALE dell'Arcivescovo Ignazio Cannavò

CHIESA e CITTA'

nel segno della riconciliazione

Presentazione

Il tema della Riconciliazione è stato in quest'anno al centro della riflessione delle Chiese di Sicilia, che hanno celebrato un Convegno ad Acireale dal 23 Febbraio al 1 Marzo su "Una presenza per servire", e di tutte le Chiese d'Italia che si sono confrontate a Loreto dal 9 al 13 Aprile su "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". La Chiesa messinese vi ha partecipato con suoi rappresentanti dopo essersi preparata con un Convegno diocesano celebrato il 3 gennaio in Messina e con incontri nelle varie zone della Diocesi.

Come contributo di studio e di riflessione, anche in vista di un impegno pastorale che dovrà coinvolgere la nostra chiesa locale, un gruppo di lavoro, composto da laici e preti, ha preparato questo documento su “Chiesa e Città nel segno della riconciliazione”.

Dopo averlo attentamente esaminato, ritengo di poterlo fare “mio” e offrirlo come “Nota pastorale” alla meditazione della Comunità ecclesiale messinese, nella speranza che essa aiuti i singoli cristiani e la stessa Comunità a prendere coscienza del loro compito nel mondo in cui la Chiesa è inserita, e quindi del rinnovamento che prima ancora deve realizzare al suo interno per diventare veramente strumento di riconciliazione per il mondo.

Se si parla di “riconciliazione” è perché talvolta si nota, se non proprio una rottura, una scarsa convergenza della Chiesa e della Città nell’interesse per l’uomo, per il quale l’una e l’altra devono operare pur nella distinzione dei compiti; o almeno una insufficiente presenza dei cristiani e della Comunità cristiana nella Città. La loro presenza è spesso limitata all'offerta di un servizio dell'annuncio della parola di Dio ma scarsamente riferito agli assillanti problemi della Città, di una celebrazione piuttosto slegata dalla vita, di una testimonianza della carità che se pure generosa nell'aiuto agli ultimi, supplendo alle numerose carenze ai vari livelli della vita sociale, non si fa intervento attivo per contribuire alla creazione e al rinnovamento di strutture più rispondenti ai diritti e alla dignità dell'uomo.

Si parla di "Città" con lo sguardo naturalmente rivolto anche alle dimensioni più piccole del nostro territorio, ma rivolto ancora a quelle più grandi, la Regione, lo Stato…

La Città è realisticamente più emblematica: in essa si riflette più concretamente e più visibilmente quanto viene maturato e deciso a livello politico, di legislazione, di programmazione, di governo, sul piano sindacale, economico, dello stesso costume...

Quanto qui si afferma della città vale persino delle dimensioni più vaste, quelle del mondo, con le sue culture dominanti, le sue ideologie e le sue visioni globali della vita, i diversi sistemi politici ed economici, i suoi opposti blocchi di potenze...

Tutto si riflette nella “Città”, con i peggioramenti e i miglioramenti che appunto la mediazione locale può concretamente verificare e attuare.

Peraltro lo stesso universo è diventato oggi, e sempre più diverrà in avvenire, città dell’uomo, un compito ed una responsabilità dell’uomo, là dove egli opera concretamente. Si attua oggi, più che in passato, una osmosi che nel bene e nel male, provoca scambi, mutamenti e orientamenti, e che non può essere disattesa da ogni uomo, se vuole essere parte attiva nella costruzione del mondo.

Questa ci pare un’osservazione importante per il cristiano perché operi con impegno senza lasciarsi prendere dalla tentazione di evasione di fronte alla complessità talvolta universale dei problemi. Qualunque cambiamento dipende sempre da ciascuno di noi, dalla personale “conversione”, per usare un termine evangelico; il Regno di Dio che è regno di verità, di giustizia, di amore di pace, passa sempre attraverso la coscienza e la vita del singolo per raggiungere il mondo nelle sue strutture e nelle sue istituzioni.

Passa attraverso la testimonianza della Comunità cristiana, che Cristo ha posto nel mondo come seme che deve farsi albero come lievito che deve fermentare tutta la massa.

"Chiesa e città", sono la nostra Chiesa locale, la Città in cui viviamo, ma nella prospettiva del mondo. La loro riconciliazione può apparire un'utopia, tanto più lontana quanto più si allargano i confini della realtà...

Ma se si inizia a "dare un luogo" a quella riconciliazione, l'utopia si fa concretamente speranza per il mondo intero.

Questo non è trionfalismo. È fede nella parola del Cristo: Egli ci ripete di non aver paura, guardando alla nostra debolezza e povertà, perché ha vinto il mondo, cioè il male che lo domina. Egli è presente con il suo Spirito per portare a compimento la riconciliazione di cui ha posto le fondamenta con la Sua Resurrezione, anticipo ed inizio del mondo nuovo.

Apriamoci ad una fede più autentica, ad una speranza più viva, ad una testimonianza d’amore più vera, che si fa impegno concreto nel vissuto di ogni giorno.

Lo Spirito di Cristo, che opera nell’Umanità, chiede queste aperture concrete per irrompere più largamente nel mondo e rinnovare la faccia della terra.

P.S. Le pagine seguenti sono povere di citazioni, ma non è difficile sentirvi l’eco e persino leggervi le stesse parole dei documenti conciliari) specialmente della “Gaudium et Spes” delle encicliche e delle Esortazioni apostoliche dei Papi (specialmente della "Mater et Magistra" e della "Pacem in terris" di Giovanni XXIII, della "Octogesima adveniens" e della "Evangelii nuntiandi" di Paolo VI, della "Redemptor hominis" e della "Laborem exer-cens" di Giovanni Paolo II) e di vari documenti della Conferenza Episcopale italiana (specialmente de "La chiesa italiana e le prospettive del Paese").

Molte idee sono state riprese e applicate al concreto della situazione odierna dell'Italia e più in particolare della Sicilia nei due Convegni di Loreto e di Acireale, di cui sono in corso di pubblicazione gli Atti, che dovranno costituire per tutti luce e orientamento.

1. IN ASCOLTO DELLA CITTÀ

La Città, modello dominante della vita

01. La città costituisce ai nostri giorni il modello dominante per tutto il territorio, simbolo della no­stra convivenza e della nostra concezione del mon­do.

02. Vivere nella città è entrare in un contesto più ampio di libertà; far esplodere nuove occasioni di rapporti umani; costruirsi una identità; svolgere ruo­li, trovare occupazioni nel segno di una maggiore libertà e responsabilità umana; trovare risposte im­mediate ai più fondamentali bisogni della salute, dell'istruzione, dei servizi; ripensare la propria vita di fede non più in termini di tradizione sociale, ma come scelta e appropriazione personale.

03. In essa si coglie con immediatezza la costruzione del futuro come progetto di tutta la collettività, l'incidenza delle decisioni umane sulle strutture, la pressione dei vasti movimenti popolari. La stessa religione viene accolta se valorizza la creatività dell'uomo e la sua responsabilità verso il prossimo; si colgono più facilmente le dimensioni socio­politiche della carità, si guarda alla Chiesa con simpatia, solo se la si vede sganciata dall'ideologia della conservazione e della immutabilità verso il passato e porsi come forza che anima il mutamen­to sociale; si accettano i cristiani, se si coglie in essi la capacità di percepire i valori in atto e le aspirazioni della gente, prendere a cuore i problemi della città e dare voce a chi non ha voce.

Gli idoli della Città

04. Ma accanto agli elementi positivi non mancano quelli negativi. La Città può veicolare una mentali­tà pragmatica che spinge a preoccuparsi unicamente del funzionamento delle cose, a badare ai risultati, a ciò che rientra solo nel raggio delle possibilità presenti.-

05. Può piegare i criteri urbanistici a logiche di di­stinzione e separazione sociale ben precise, creare strutture che ubbidiscano alla ragione della produt­tività e non del servizio da rendere a tutti, taglia­re fuori anziani, malati, portatori di handicap; sva­lorizzare occupazioni che non abbiano un risultato immediato o che non siano quantificabili in termini di produttività; imporre un modello di vita borghe­se ed una mentalità sempre più economicistica e consumistica.

06. Lo stare in famiglia, la solidarietà, l'apertura agli altri, l'ospitalità, l'aiuto reciproco, la fedeltà, il ser­vizio verso i più svantaggiati possono gradualmente scomparire dal ricco patrimonio della nostra cultura popolare. E cosi la vita viene riempita con "mille cose" e mille attività (dalla macchina di grossa ci­lindrata alla pelliccia, dal capo firmato alla doppia casa, dalle ferie di lusso alle settimane bianche...); la natalità ne è fortemente condizionata, l'aborto banalizzato, l'educazione dei figli compromessa…

C'è posto per l'uomo nella Città piena di idoli?

07. Il volto umano della città rischia cosi di scomparire: la vita può diventare sempre più chiusa, egoista e prepotente.

08. Ogni aspirazione ad avere rapporti personalizzanti può infrangersi contro l'indifferenza e l'anonimato dei condomini e le grandi strutture burocratiche e funzionali. La difesa dei propri diritti si può risol­vere spesso in umilianti e lunghe attese dietro la porta di personaggi che contano e si può anche morire dietro la porta di un ospedale, perchè per "lui" non c'è posto!

La possibilità di una abitazione decente può esse­re riservata solo a pochi, altri possono aspirare all'edilizia cooperativistica in base al reddito di cui godono. Fitti esorbitanti, anticipati o pagati fuori busta si alternano a case inutilizzate o adibite "so­lo per uso ufficio".

09. Alle nuove generazioni può essere offerto un fu­turo vuoto e senza ideali o impegni che non siano quelli del consumo, della moda, dell'evasione.

Nessuna meraviglia se poi le contraddizioni e i conflitti emergono a volte in maniera violenta, a volte in forme di impotenza o di disperazione.

La città costruita sulla sabbia dell'egoismo

10. L'egoismo diventa palese a livello individuale e collettivo. Categorie privilegiate premono per avere di più perchè sanno di poterlo ottenere, aumentan­do cosi le disparità sociali.

11. Le pressanti domande che salgono dal mondo del lavoro, trovano risposte inadeguate in un falso industrialismo che fa sorgere a volte industrie già decotte che giocano sulle sovvenzioni pubbliche, fanno ricorso con molta spregiudicatezza e facilità alla cassa integrazione, illudono le attese di molti lavoratori, si prestano per giochi politici di sindaca­ti, partiti, associazioni...

12. L'organizzazione dei servizi e delle strutture pub­bliche non solo viene a volte realizzata in modo da tutelare più gli interessi degli operatori interni che degli utenti, ma ratifica spesso le disparità so­ciali elargendo servizi ineccepibili e puntuali solo dietro forti raccomandazioni, o accetta tacitamente gravi forme di assenteismo, imboscamenti compia­centi, l'uso immotivato di straordinari, poca respon­sabilità nel gestire il denaro di tutti. In molti am­bienti e situazioni resta un sogno parlare di lavoro responsabile e creativo cosi come di partecipazione democratica, in altri occorre l'eroismo per essere semplicemente onesti.

La città di tutti nelle mani di pochi

13. L'aspirazione alla partecipazione responsabile alla vita politica, spesso finisce in deleghe in bianco a persone che vengono mandate avanti allo sbaraglio: perché stupirsi, se poi appaiono inevitabilmente po­co trasparenti, dirette dall'esterno, incapaci di dare un senso alle reali aspirazioni della gente e di aprire strade sicure con onestà e competenza?

14. O se le scelte e gli schieramenti politici si fanno cadere sempre dalla parte del più forte, di chi può offrire di più, piuttosto che guardare al realismo dei programmi e alla sincerità e onestà degli uomi­ni responsabili della loro realizzazione?

15. Si giustifica addirittura ogni forma di burocratiz­zazione e lottizzazione politica, di logica individuali­stica e clientelare, di politica intesa come gestione di potere, come scontro, eliminazione dell'avversario.

2. LA COMUNITÀ CRISTIANA NELLA CITTÀ

16. In questa situazione qual è il ruolo della comu­nità cristiana? Essa certamente non può accettare di chiudersi nel privato. È nella città e per la città.

17. Cristo ne ha fatto il prolungamento della sua umanità risorta, vivrà e sarà presente nella storia per salvare ogni uomo, ad immagine del Buon Pa­store che muore per far risorgere l'uomo a vita nuova.

18. Suo compito deve essere quello di leggere il pre­sente alla luce della storia della salvezza annuncia­ta nella Parola di Dio, fattasi carne nel Cristo e celebrata ogni giorno nell'Eucaristia, memoriale della sua morte per il peccato e della sua risurrezione per la vita del mondo.

19. La città dell'uomo diventa cosi il luogo ove si realizza il futuro che Dio ha promesso, che il cri­stiano spera di ottenere e che intanto deve antici­pare.

20. La liberazione dal peccato e la riconciliazione con Dio reclamano infatti la liberazione da strutture ingiuste e oppressive e la riconciliazione con gli altri uomini.

21. La costruzione della città, la partecipazione al processo di liberazione dell'uomo, la lotta contro situazioni di miseria e di sfruttamento o contro un falso benessere che degrada e impoverisce l'uomo, è già in certo modo opera di salvezza, è inserirsi in pieno in un processo salvifico che abbraccia tutto l'uomo e tutta la storia umana.

Continua ... c

Nota BLOG - Questo documento porta la data del 1° maggio 1985. Sono passati due mesi dal 1 marzo, giorno di chiusura del 1° Convegno delle Chiese di Sicilia - celebrato a venti anni dal Concilio Vaticano II. Poteva essere un formidabile propellente per migliorare l'impegno di tutti nella Promozione della Città, ma così non è stato, nonostante l'abnegazione dei non molti sacerdoti e laici che si erano augurati e speravano che ciò fosse possibile per risvegliare le coscienze di tutti, anzi...

La numerazione è stata aggiunta al testo originale come ausilio della memoria

Continua ... c

8Set/170

Messina – «Incontrare conoscere amare un percorso sapienziale che l’uomo conserva tenacemente nel proprio cuore»

 

PARCO ECOLOGICO S. JACHIDDU - MESSINA

“Sette giorni in Tibet”

Sab. 9 settembre – ven. 15 settembre 2017

Prima di incontrare S.S. Dalai Lama a Messina il Parco ecologico S. Jachiddu ha promosso una serie di eventi che ci permetteranno di situare la Sua persona e la Sua storia nel contesto civile e religioso che rappresenta. Il dialogo è aperto: pace, fratellanza universale, nonviolenza, cura della natura. Non mancate a questo prezioso appuntamento.

Programma

Sabato 9 ore 18.30
Saluti del Sindaco Renato Accorinti,
inaugurazione della rassegna fotografica, offerta del tè

Domenica 10
ore 17 Proiezione del film di animazione “Tintin in Tibet
Ore 19 Proiezione del film “Samsara”

Lunedì 11
Ore 17 Proiezione del film “Kundun”
Ore 19 - “La questione tibetana. Una visione storico-politica dei rapporti tra Cina e Tibet”
Relazione di Alessandra Minniti – segue dibattito

Martedì 12
Ore 17,00 Proiezione del film “Himalaya, l’infanzia di un capo”
Ore 19.00 “Il ruolo della spiritualità tibetana nel mondo occidentale”
Relazione del Ven. Osvaldo, monaco del buddhismo tibetano

Mercoledì 13

2011_04_15-S_Jachiddu-Panorama_Zona_Falcata

Ore 17,00 Proiezione del film “Human” (proiezione continuativa)
Ore 18.30 Incontro interreligioso con rappresentanti dell’ebraismo, del cristianesimo, dell’islam in dialogo con il Ven. Osvaldo “Il contributo spirituale delle religioni alla difesa dell’ecosistema”.

Giovedì 14
Ore 17,00 Proiezione del film “La coppa”
Ore 18.30 Meditazione guidata dal ven. Osvaldo

Venerdì 15
Ore 17,00 proiezione del film “Sette anni in Tibet”
Ore 19,00 sessione di pratica di Yoga secondo il metodo Patanjali

[Per l’organizzazione Fabrizio Saffioti, Alessandra Minniti, Felice D’Agostino;
la rassegna fotografica è a cura di Alessandro Grussu; la rassegna cinematografica è a cura di Lavinia Consolato]

14Ago/170

Piale di Villa S. Giovanni – «Un cammino comunitario che da Venti anni coniuga Territorio e Legalità»

Abbiamo riassaporato l'atmosfera dei grandi eventi. Quelli che si imprimono autonomamente e dolcemente nel cuore. Essi non hanno bisogno di gran cassa di media gridati, basta la gentile ma ferma voce di Francesco Marcianò, (Presidente dell'Associazione Ponti Pialesi) capace di mettere a suo agio qualsiasi interlocutore e di raccontare il lungo cammino di crescita nei valori di condivisione, di fraternità e legalità. Le associazioni presenti testimoniano questo elemento specifico di collante di un intero popolo che mette al primo posto la crescita culturale e sociale del territorio e non solo.

«Una Cena dei Rioni per fare Memoria...perché Memoria è Vita!»

Il presidente aiutato dalla giornalista Manuela Iatrì e dall'on. Rosanna Scopelliti ha poi scoperto un pannello dedicato al 25° delle stragi del 1992 che hanno avuto come vittime innocenti Francesca Morvillo,  le Donne e gli Uomini di scorta dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Icone ineguagliabili della lotta alla mafia.

Vibrante e sentita la testimonianza della giornalista Manuela Iatrì, che ha messo in risalto l'anomalia di un popolo che ha bisogno degli Eroi per combattere la mafia e le altre consorterie. In una società in cui fare il proprio dovere è una prassi quotidiana, avremmo potuto ammirare l'ingegno operativo di giudici come Falcone e Borsellino e non il loro sacrificio.

Anche l'on. Rosanna Scopelliti si è soffermata sulla valenza del contributo individuale e collettivo nel contrasto alle agenzie mafiose. In più ha richiamato il delittuoso comportamento di uomini delle istituzioni che si vestono da agnelli per dissimulare i loro veri malavitosi intenti.

Formidabile poi, per tempi e luoghi, la personale sentita testimonianza di Filippo Cogliandro che con grande semplicità ed umiltà ha ripercorso il suo cammino di libertà dalla protervia di chi vuole imporre il pizzo, come riconoscimento della impunita sopraffazione.

I convenuti, grazie alla puntuale regia di Santina Tedesco anima instancabile di Ponti Pialesi, hanno potuto constatare come la Cucina e la Legalità a Km zero siano perfettamente compatibili anzi direi necessari. Un magnifico duo con solista e fisarmonica, forte di un repertorio senza tempo ha allietato una stupenda serata di amicizia e solidarietà.

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12Lug/170

Messina – «Continua l’impegno per portare a compimento, ‘Opere di comunitaria solidarietà »

2016_01_14-PortoSalvo-MIGRANTES-“La fuga in Egitto”- Letterio Gulletta-Elvira Solokhova

2016_01_14-PortoSalvo

"Questa realizzazione e l'Evento Incontro che ne è scaturito - lo vorremmo indicare come segno positivo che privilegia l'Uomo e aiuta la Comunità messinese a continuare nei gesti sociali anche come confluenza dei cammini di personale coerenza evangelica."

« Un Centro Polifunzionale per Migranti »

"Centro I'm"

"I'm here, here I'm"

«Perché io sono (qui) ... perché noi siamo qui ... e non altrove?». La storia di ogni Uomo è strettamente intrecciata con quella del suo Prossimo. Riconoscendolo facciamo un atto di sapienza che illumina il nostro faticoso cammino.

I protagonisti di questo evento, non hanno bisogno di parole di circostanza ma vanno ringraziati in silenzio per il 'Buon lavoro svolto.

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21Giu/170

San Lorenzo – RC – (2) «Il paese dell’olmo, antico e maestoso, la sua Gente, i suoi Sassi e … “il Pettirosso”»

Nota BLOG - Ripercorriamo uno piccolo tratto del recente impegno del 'popolo dell'Olmo, che ama e rispetta questo simbolo della tradizione intimamente connesso al mistero della Creazione

Il Punto di América Liuzzo

È proprio Lui: l'olmo di San Lorenzo, il protagonista principale delle attività del Circolo del Cinema Il Pettirosso per il periodo autunno-inverno 2016 che si protrarranno fino a primavera inoltrata 2017.

La magnifica "quercia greca", monumento naturale non solo dell'area grecanica ma dell'Italia, tra i più begli esemplari d'Europa, versa oggi in una condizione triste e difficile: l'apparato radicale è sepolto sotto un manto di cemento e non procura più alla pianta la materia organica necessaria alla sua sopravvivenza. La scorsa estate il grande albero, carico dei suoi (forse) mille e passa anni, con il tronco sempre più irrobustito e grosso, rischiò di morire e mostra tutt'oggi forti segni di indebolimento.

Tuttavia, incredibilmente munito di una straordinaria forza vitale, si erge ancora rigoglioso al centro della piazza dell'antico borgo laurentino. Nel "corpo" cavo che sostiene l'enorme chioma, che da secoli ha ispirato poeti e scrittori ed ha parlato -quale testimone diretto- di storia e di storie ai vecchi abitanti della vallata del Tuccio, si riapre (questa volta guardando a ovest) la bocca del patriarca!

Da questa recente immagine che mostra il nuovo foro del tronco (a richiamo di quelli precedenti) partiamo per un viaggio immaginario oltre lo spazio ed il tempo, pronti ad ascoltare, tra miti e leggende, la silente voce del saggio, il più vecchio abitante di Valletuccio.

Il contrappunto: dal post di Vito Teti (antropologo scrittore) che è venuto a San Lorenzo con i "Vagabondi" di Mimmo Minuto l'11 giugno 2016

L'olmo antico e maestoso, simbolo e centro spaziale e culturale del paese di S. Lorenzo, è ammalato. Forse soffre per lo spopolamento e l'abbandono che conosce il Paese. Trovo molto bello che per la giornata mondiale della terra l'associazione culturale il pettirosso (presieduta da América Liuzzo e che vede attive tantissime donne) abbia scelto questa-pianta simbolo per ricordare la terra, i luoghi, i paesi. Chi si reca a S. Lorenzo attraverserà un paesaggio magico, popolato da fate, nereidi, calanchi, piante, sabbie, dune, fiori, case disabitate e cadenti. Un paesaggio di bellezze e di rovine si scorge dall'alto di uno dei più bei centri dell'area abitata dai greci di Calabria. San Lorenzo fu il primo paese d'Italia, al passaggio di Garibaldi, che da Melito si recava in Aspromomte, a fare l'annessione al nuovo Regno d'Italia. Fu un bene? Fu un male? Un sogno realizzato? Un incubo e un errore? Ho le mie idee, ma penso che sia utile partire dal presente, da una storia di abbandono e di vuoto che dura da decenni, e dai tentativi di resistenza che compiono le donne e i giovani rimasti, per scelta, a San Lorenzo. Ho visitato questo paese moltissime volte: la prima con il mio amico Nino Zumbo e poi con tanti amici e amiche della zona e di varie parti d'Italia. L'ultima visita (di cui posto le immagini scattate) l'ho fatta per un invito ricevuto da América che in quel posto s'inventa riprese di attività produttive e artigianali del passato e promuove iniziative culturali, letterarie, cinematografiche. Quel giorno c'erano tantissime persone con cui ho un legame intenso e fraterno: Mimmo Minuto e Silvana Guarna; Nuccio Barillà e Cetty Morabito; Salvino Nocera...Ero in compagnia di Andrea Bressi e di Valeria D'Agostino. Ricordo la splendida accoglienza nella bellissima casa Museo del pettirosso e abitazione di América. Trovo che partire da queste piccole cose, rimettere al centro i nostri margini e la nostra storia, occuparci dei paesi vuoti e curare gli alberi ammalati implica la messa in atto di attività etiche, necessarie, concrete, sacre. Da compiere perché comunque alimentano speranza e amore, invitano alla bellezza e alla pace. Hanno un senso indipendentemente dal destino che avranno questi luoghi. Un destino che dipende, comunque, da ognuno di noi. Di cui siamo tutti responsabili.

La Poesia - I SASSI DELL’OLMO

C’era una volta

 un paese…

Bello e brutto 

ricco e povero.

Dove a primavera, 

lungo la strada

 fiorivano gigli 

papaveri e viole.

Al mattino (molto presto)

Il profumo delle ginestre 

accompagnava i braccianti

lungo le strette vie della vallata.

C’era una volta un paese…

Come un lume sul colle:

Il paese dei venti”

 (e del sole e la luna).

Dove l’inverno

copriva di bianco il campanile 

e nei vicoli 

i ruderi ostentavano le stalattiti.

Ma c’erano anche le pietre…

Tesori nascosti.

I sassi dell’Olmo:

La gente…

I loro pianti

I loro sorrisi

Le loro 

gioie

I loro dolori

E la fede!

Desideri di anime affannate nel resistere e persistere giunte ad un tramonto fermato nel tempo dal dito dell’Angelo per scampare alla morte.

América Liuzzo(San Lorenzo, agosto 2005)

Il contributo di  Don Domenico Nucara alla luce del Vangelo e della Laudato si” 

Carissima America, nell'esprimerti riconoscenza per l’invito e, soprattutto, per l’impegno profuso nel realizzare questo momento di riflessione comune, colgo l’occasione per ringraziare e salutare gli illustri ospiti per la loro presenza e i loro contributi atti a valorizzare quanto di prezioso la nostra comunità custodisce. ... . Le autorevoli voci degli illustri ospiti unitamente alle riflessioni delle persone intervenute, hanno fatto trapelare la pluriforme ricchezza che racchiude l’olmo laurentino, oggi oggetto di meditazione. Questa molteplice ricchezza, sintetizzata da questo “testimone secolare”, aiuta la comune razionalità a percepire, nel rispetto dei differenti settori di conoscenza, un’armonia di fondo che diviene un punto di incontro, rivelando le inestimabili e innumerevoli risorse che la natura nasconde e che ognuno di noi è chiamato a scoprire e custodire. La razionalità umana rinvenendo un senso, una ragione presente nella creazione, risale a quella Ragione Assoluta, al Logos Creatore del quale parla l’Evangelista Giovanni all'inizio del suo Vangelo, assicurando che il Logos stesso creando la natura, nell'armonia dei suoi elementi, l’ha consegnata agli uomini. Il racconto biblico della creazione, pur servendosi di immagini appartenenti alle culture letterarie dell’epoca, vede l’uomo in cima all'opera divina non separandolo da quanto lo precede, ma evidenziando l’intima e ineliminabile relazione tra la vita umana e la realtà ecologica. Quest’ordine stabilito dal Creatore conferma che senza la natura l’uomo non può vivere. Non solo perché egli ricava ed elabora le risorse naturali ma perché la natura stessa attraverso i suoi elementi influisce direttamente sulla sua vita non solo nella dimensione bio- psichica ma anche spirituale. Dio ha finalizzato i ritmi cosmici, e con essi la natura, secondo un preciso ordine affinché trovasse spazio la vita umana. Questa concezione richiama una teoria cosmologica, comprovata da differenti ipotesi scientifiche, che in filosofia è chiamata “principio antropico”: teoria coniata nel secolo scorso dall’astrofisico australiano Brandon Carter e perfezionata da altri studiosi che oltre a manifestare la presenza di un “Intelligent Design” mostra, ancora una volta, che la natura non è un mero laboratorio ma è “grembo”che custodisce l’esistenza dell’umanità.
Questa disposizione ci insegna che l’uomo deve servire e non asservire la natura. Se la tecnologia col suo progresso aiuta il divenire dell’umanità, essa, tuttavia, non può sostituirsi al creato sottomettendolo ad un arbitrio insensato.
L’attuale Pontefice nell’Enciclica “Laudato si” al nr. 69 ribadisce che “proprio per la dignità unica e per essere dotato di intelligenza, l’essere umano è chiamato a rispettare il creato con le sue leggi interne, poiché “Il Signore ha fondato la terra con sapienza” (Pr 3,19). Il Papa richiama ciascuno di noi alla responsabilità e alla consapevolezza che dal rispetto del creato dipende la qualità del futuro umano. Il filosofo di origine ebraica Hans Jonas nel suo testo “Il principio della responsabilità” seguendo l’assioma “Agisci in modo tale che gli effetti della tua azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana" esorta l’odierna generazione a salvaguardare il creato, sottraendolo alle minacce della tecnica, per consegnarlo sano alle future generazioni.
Concludo proponendo una mia ipotesi: per superare il comune impatto nei confronti della natura fondato sull'utilitarismo, è necessario ricuperare il valore della conoscenza estetica soprattutto nei confronti della sfera ecologica. Un’estetica che non si riduce al sensazionalismo soggettivista, ma che è capacità di percepire in ogni singola creatura il vero e il bene che vi è in essa, mostrando la superiore bellezza della natura sulla tecnica. Questa superiorità è stata affermata da Gesù nel Vangelo di Matteo quando afferma che la semplice bellezza del giglio del campo supera la gloria del Re Salomone (Mt 6, 29) .
Dall'unione del vero e del bene scaturisce la forza penetrante della bellezza che suscita lo stupore, generando quel dovuto rispetto verso a natura che apre la nostra mente verso nuove prospettive: la tradizione orale sostiene che la presenza dell’olmo è riconducibile alla famigerata “disfida di Barletta” del XVI secolo. Sappiamo che recenti studi, considerato il diametro del tronco, hanno avanzato l’ipotesi che la presenza dell’antico albero debba ricollocarsi in altra epoca. Quest’ultima ipotesi ci aiuterebbe a rileggere la storia della nostra identità di cui l’olmo è segno della continuità storica del nostro paese. Il 25 Aprile celebreremo la solennità di san Gerasimo, monaco originario di san Lorenzo: quel giorno mi riprometto di benedire pubblicamente questo prezioso albero consegnandolo, con quest’atto sacramentale, a Dio Creatore perché lo custodisca e custodisca la comunità che lo cura.
Ringrazio tutti i partecipanti perché hanno a cuore la mia comunità. Don Domenico Nucara ... 20 Aprile 2017

20Giu/170

Messina – «”Ogni uomo è nostro fratello” – A livello globale, una persona ogni 122 è oggi un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo.»

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO
martedì 20 giugno 2017
COMUNICATO STAMPA
Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto
dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di oltre 60 milioni di rifugiati in tutto il mondo. A livello globale, una persona ogni 122 è oggi un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Una Giornata per non dimenticare mai che dietro  ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni, ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.
L’Ufficio Migrantes, organismo pastorale dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela, in occasione della Giornata, ha previsto la raccolta firme a favore della Campagna nazionale “Ero straniero, l’umanità che fa bene” promossa da: Radicali italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, con il sostegno di sindaci e organizzazioni, tra cui Fondazione Migrantes, Caritas italiana e Comunità di Sant'Egidio.
Attraverso la legge di iniziativa popolare si intende superare la Bossi-Fini e cambiare le politiche sull'immigrazione, puntando su accoglienza, inclusione e lavoro.
Martedì 20 giugno, a Messina, sono previsti 2 punti di raccolta:
1. dalle ore 10 alle ore 12, presso i locali del Curia arcivescovile (via S. Filippo Bianchi, 20);
2. dalle ore 18 alle ore 20, presso la Chiesa di S. Elia (via S. Elia, 45). Dove alle ore 20, verrà celebrata la S. Messa per ricordare quanti nel mondo sono alla ricerca di protezione, quanti nel viaggio della speranza hanno trovato la morte, quanti non vedono tutelati i propri diritti nei Paesi di transito e di accoglienza. La celebrazione verrà animata dalle comunità etniche cattoliche presenti in città.
Per informazioni: diacono Santino TORNESI cell. 338.2017995; fax 090.6684212; e-mail: migrantes.me@alice.it

20Giu/170

Palermo – «Il manifesto del Vangelo di Misericordia – “AMORIS LAETITIA”

I significativi contributi sull’Amoris Laetitia, scaturiti dalla Xª Giornata Catechetica svoltasi alla Facoltà Teologica di Sicilia - Palermo  17 marzo 2017

Giuseppe Alcamo - Massimo Naro - Giuseppe Bonfrate  Antonio Parisi - Calogero Cerami - Giuseppina D'Addelfio - Antonio Mastrantuono - Piera Di Maria e Antonio Adorno

Il volume sarà in libreria nei primi giorni di luglio.

9Giu/170

Messina – «L’incisività delle scelte culturali metodo strategico per modificare la ‘neutra mentalità mafiosa»

8 giugno 2017 - Biblioteca Provinciale Frati Minori Cappuccini

«"Lo straordinario della normalità". Tutte le possibili opere posteriori di repressione del fenomeno mafioso, non intaccheranno quella fascia protetta intrisa di collusione e pelosa neutralità. Un vero uomo di cultura Fabio Venturaraccontato e stimolato passo passo dalla giornalista Manuela Modica, ha confermato, ancora una volta, che solo la conoscenza del bello, dell'etico e del giusto può spingere al cambiamento intere popolazioni fiaccate dalle scelte di convenienza di corrotti anche appartenenti alla pubblica amministrazione.»

Nel suo intervento introduttivo il prof.re Pippo Lipari, evidenziata la personale amicizia e la comunanza ideale ed intellettuale che lo lega al sindaco Fabio Ventura, raffinato studioso amante dei speciali luoghi bibliotecari. Ne ha sottolineato le grandi capacità amministrative, che lo hanno portato a ricondurre sotto la legalità, con appropriati ma semplici strumenti, la gestione di più di 4.000 Ha  di bosco, oggi territorio ricadente nel Parco dei Nebrodi che interessa ben tre Province, oggetto di finanziamenti comunitari europei, che hanno arricchito per molti anni ben individuate 'famiglie di concessionari. Il Comune, per sua parte, riceveva il 'congruo canone annuo di ca 12 euro per Ha. Questi ettari di bosco erano stati donati dal normanno Conte Ruggero nel '1100 a ricompensa dell'accoglienza ricevuta. E' stato un sapiente 'dono le cui risorse : legname per le costruzioni e per gli arredi, le sorgenti d'acqua, i pascoli, le coltivazioni, i seminativi e i frutti caratteristici del bosco, hanno costituito, per secoli, un tesoro per tutta la Comunità.

La chiave di volta è stato indire le normali procedure per l'assegnazione con gare d'appalto libere e trasparenti, la costituzione di una Associazione anti-racket, la scelta di dare contributi a fondo perduto ai concessionari che si fossero dotati di impianti di video sorveglianza, la costituzione di una sezione di micro credito e ... tanto altro.

La innovativa, per le nostre consuetudini, modalità d'incontro, quel piacevole alternarsi in voce della giornalista Manuela Modica e del Sindaco di Troina (Parco dei Nebrodi), Fabio Ventura, sotto scorta per la tutela personale, si è sempre più arricchito, verso la fine, di altre autorevoli voci che hanno rafforzato il clima di una comunione ideale molto intensa che in diversi momenti è sfociata in un naturale applauso.

Il Video è istruttivo oltre che per lodevole contributo di intelligente lotta al fenomeno mafioso anche per la modalità di partecipazione del pubblico che da semplice spettatore è divenuto protagonista di un civile e fecondo dibattito.
 

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8Giu/170

San Lorenzo – RC – (1) «Alla riscoperta del Borgo che, dall’alto, traguarda a 360° e domina lo Ionio»

«Vogliamo condividere una delle esperienze più belle di comunione e fraternità, intrisa dello spessore culturale etico e civico delle nostre buone tradizioni del Sud, in questo caso particolare della splendida Calabria. Lo spirito si eleva nel sapere distinguere la vera arte del vivere. La dolcezza di gesti quotidiani inseriti nell'armonia della creazione. » Cominciamo con  il racconto a "voce" di América Liuzzo

4 marzo 2017 - San Lorenzo di Reggio Calabria

«Si son fatti la scalata - dalla sponda di Messina; - così, vennero a trovarmi - sull'ormai storica cima. - Eran due: marito e moglie, - van di nome Carlo e Pina
Questo è uno dei cosiddetti luoghi abbandonati dell'entroterra calabrese, di cui la letteratura odierna di carattere storico-antropologico si è occupata più volte, un borgosperduto della Calabria meridionale che si affaccia sullo Jonio e consente di guardare a 360° un panorama senza uguali.
Qui si cammina tra i ruderi e ci si guarda attorno posando gli occhi su ogni cosa, su forme ed oggetti apparentemente insignificanti ma che hanno lasciato tracce indelebili che richiamano vicende ed usanze di profondo contenuto identitario, utili per il recupero della memoria storica del cucuzzolo laurentino, lume -di arte e di saggezza- dell'intera Valletuccio in epoca bizantina.
In tempi passati, greca era la lingua e greco il rito (sopravvissuti fino alla fine dell' 800 tra la classe contadina che abitava il borgo).
Giungere in piazza ove sosta imponente il secolare (o forse millenario) olmo di San Lorenzo (che se potesse parlare chissà quante storie ci racconterebbe!), significa anche spostarsi con curiosità ed interesse verso le due chiese: Protopapale e Dittereale.
Dal piazzale ove sorgeva il vecchio castello, si domina il paesaggio a tutto tondo.
Passando lo sguardo da SW a NE, ci accorgiamo di trovarci sull'unico punto del territorio aspromontano dove congiungono le fiumare del Tuccio e della Amendolea.
E c'è di più: il panorama raggiunge le coste e la Sicilia oltre lo stretto regalando agli occhi di chi guarda il mirabile spettacolo del Mongibello fumante, maestoso, innevato.
Scendendo verso il borgo passiamo per Via San Gerasimo e ci fermiamo davanti alla piccola effigie che raffigura il santo abate basiliano a memoria della presenza del vecchio sapiente nel luogo in cui ebbe i natali.
Poi, una visita veloce presso la sede de Il Pettirosso, punto di riferimento per i visitatori che passano, sostano e hanno voglia di sapere e di conoscere.
Peccato che non ci sia tempo di visitare l'interno della Chiesa Madre, di scendere per Via Carangiula dove si può benissimo sentire la danza del vento e ascoltare il canto della fiumara e poi, giungere alla pineta attraverso Via dei martiri, arrivare alla Croce per bere alla fontana ed inventarsi una nuova avventura verso Santa Maria o GranaCastaneto!
Arriva il momento di salutarsi ed io con l'imensa gioia di aver trascorso queste ore insieme a voi posso solo dirvi "a presto, vi aspetto ancora amici, in questo borgo abbandonato dell'Aspromonte dove c'è tanto ancora da scoprire!"
América

 

2Giu/170

Messina – «ADDIOPIZZO – 23 MAGGIO 1992 – 2017 … CAPACI “IL GIORNO DOPO”»

Nota di premessa BLOG -« "La mafia ha ... i secoli contati" (Vassallo) - questa paradossale battuta ha un fondo tristissimo di verità. La mafia non si vince se non si estirpa dal nostro modo di essere e di agire. Se non avviene in noi il cambiamento di mentalità essa trova terreno fertile per annidarsi a qualsiasi livello sociale. Di collusi eccellenti sono piene le cronache, ma grazie a leggi giocherellona ora, anche chi è stato condannato può ritornare per interpretare il ruolo ... dell'appoggiatore ... di liste» (Voglio terminare questa nota positivamente con un "grazie" anche a chi ... vigila come angelo custode e sono ..solo uomini.)

ADDIOPIZZO, ha scelto di parlarne il giorno dopo, perché l'impegno civile, etico, sociale e direi anche spirituale, si snoda in un coerente cammino che non si scoraggia, del poco sostegno, ancor oggi ricevuto dai conterranei messinesi, per non dico estirpare, ma almeno contrastare la mala pianta che soffoca il futuro dei giovani, della città e non solo.

Al contrario, i giovani Alfredo (Consulta studenti) e Valerio, con le loro impegnative domande poste nel dibattito, hanno dimostrato la loro genuina passione, sorretta da una articolata visione della realtà locale. Questi interventi rafforzano la fiducia nel lavoro svolto per una puntuale comunicazione a partire dai più giovani e confermano l'auspicio di un ulteriore impegno e incremento delle future attività sociali e culturali.

La coinvolgente testimonianza del "fotografo" Antonio Vassallo, è stata preceduta dalla incisiva, garbata e veritiera introduzione di Marisa Collorà, che ancora una volta, ha saputo coniugare l'impegno sociale e culturale nella dimensione nella normale dimensione della vita quotidiana. Interessantissima la domanda di Enrico Pistorino - Se e come sia cambiata, la "storia della lotta alla mafia" in conseguenza della Strage di Capaci -  Toni più problematici ha invece utilizzato nel suo intervento Don Sergio Siracusano (Pastorale del Lavoro), da poco parroco al CEP.

Centralmente, l'intervento del Sindaco della Città Metropolitana di Messina. Renato Accorinti  dialogando con Vassallo ha, con grande coerenza (Post rintracciabili nel Blog), spiegato in continuità con le sue scelte di giovane pacifista, le scelte fatte da primo cittadino. Tanti gli errori commessi, ma mai in malafede o per favorire qualcuno.

IL RACCONTO di Antonio VASSALLO - Insieme sul luogo e nell'ora dell'esplosione - 23 maggio 1992 ore 17:58

Ho riservato l'ultima mia considerazione ad Antonio Vassallo, perché sono rimasto favorevolmente colpito dalla sua autenticità. Si è raccontato e ha saputo raccontare in modo appassionante la sua vita e la riscoperta del valore morale e civile del sacrificio del giudice Giovanni Falcone. Quello che ha raccontato, inedito ai mass media, e tanto più a noi ascoltatori.Lo aveva raccontato alla giudice Ilda Boccassini nel Tribunale di Caltanissetta. Particolarmente commovente il racconto dela sua amicizia con il giovane carabiniere uscito incolume dalla terza macchina della scorta con il mitra spianato... (Sarà ben impiegato il tempo dedicato alla visione ed ascolto della sua testimonianza)


Dibattito

31Mag/170

Messina – «Santità ecologia bellezza musica per un vero cammino di speranza per tutti i Popoli»

Biblioteca dei Cappuccini

martedì 6 Giugno 2017  ore 17:30

Ultimo appuntamento del ciclo  "San Francesco d'Assisi: non un uomo che pregava, ma un uomo diventato preghiera".

"Laudato sì, mi Signore, per Sora nostra Madre Terra... Umiltà e dossologia a fondamento dell'ecologia"

curato da p. Felice Cangelosi (Ministro provinciale OFMCap di Messina).

La riflessione sarà allietata dell'esecuzione de Il Cantico delle Creature di p. Domenico Stella ad opera del Coro diocesano S. Maria della Lettera, direttoreNazzareno De Benedetto, organo Giovanni Lombardo.

 

31Mag/170

Messina – «Protagonisti quotidiani del cambiamento sociale promuovendo Cultura e Legalità»

 giovedì 8 giugno ore 17.30 - Biblioteca provinciale dei Frati Cappuccini di Messina

l'Associazione Intervolumina è lieta di invitarvi,

all'incontro-dibattito con Ferdinando Fabio Venezia, sindaco sotto scorta di Troina, condotto dalla giornalista Manuela Modica.

Discutendo di

CULTURA E

LEGALITA'