CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

22Nov/170

Messina – «LUTERO: le prossime manifestazioni culturali cittadine»

Prospetto laterale CEV

Associazione culturale italo-tedesca di Messina con il sostegno dell'Ambasciata Tedesca

Programma manifestazioni su Lutero

> 22 Novembre ore 9:30 presso la Facoltà di Lettere all'Annunziata. - serie di interventi su Lutero tenute da alcuni professori universitari.

> 27 Novembre ore 12:00 inaugurazione di una mostra dedicata a Lutero con la partecipazione del Pastore LATZ

> 5 Dicembre ore 10:00 presso la Chiesa Valdese musica della Riforma a cura  del Conservatorio di  Messina.Chiesa Evangelica Valdese2014_03_18-SGiacomo-5°CEB_LATZ-Filmati

6Nov/170

Reggio Calabria – SAE (RC) «La salvaguardia del creato inizia dall’Area dello Stretto»

Sabato 4 novembre 2017 - SAE Servizio Attività Ecumenica (RC)

«Salvaguardia del Creato»

"Lungo le rive dello Stretto tra Pezzo, Cannitello e Scilla per osservare come i fenomeni naturali presenti sono determinati da fattori cosmici con effetti unici sul territorio e sull'ambiente marino."

In una splendida giornata di sole, i componenti del Gruppo SAE di RC, coordinato dalla prof.ssa Gigliola Pedullà Vazzana, hanno potuto osservare  e apprezzare i fenomeni naturali che si ripetono giornalmente da centinaia di migliaia di anni nell'Area dello Stretto.

Il dott. Angelo Vazzana,  biologo e medico,  scrittore e divulgatore dei risultati delle sue ricerche, ha ben condiviso parte dei suoi studi scientifici raccolti nel libro "Fenomeni naturali e miti nell'area dello Stretto" riscuotendo un generale apprezzamento. Il suo intervento è iniziato con la descrizione dei luoghi, in particolare ha fornito tutti gli elementi necessari per "vedere" il grande canyon dello Stretto, la sua conformazione ad imbuto, il dislivello del fondale che passa da quota -

1.400 m a  quota -76/100 m in corrispondenza del 'setto'esistente tra Ganzirri e Punta Pezzo. Ha parlato delle maree, dovute alle forze di attrazione della Luna, che  ogni sei ore provocano il passaggio delle acque del Mar Tirreno in quelle del Mare Jonio e viceversa. Questo movimento di acque che passano da una grande sezione (Tirreno o Jonio) ad un molto più piccola (Setto tra Ganzirri e Punta Pezzo), in base all'equazione di continuità, genera una notevole velocità tanto da costituire un pericolo per la navigazione. Tema già conosciuto nell'antichità ed affrontato nel libro dello stesso autore "Skylla e Cariddi dagli autori reggini dell'Odissea. "

Questo continuo mescolamento di grandi masse di acque fa si che si possa parlare dello Stretto come di un Cuore che ossigena tutto il Mar Mediterraneo e che da linfa ai movimenti delle onde che si spingono fino allo Stretto di Gibilterra. Per questo «l'Area dello Stretto di Skylla e Cariddi è un'area unica non solo in ambito Mediterraneo ma anche universale sia dal punto di vista fisiografico, naturalistico, storico, economico, commerciale, paesaggistico». Per questo l'area è stata proposta come patrimonio universale per l'umanitò e deve essere mantenuta la sua integrità ambientale e sociale per i valori che esprime.»

Infine il dott.re Vazzana ci ha fatto riscoprire la Skylla conservata sotto il livello marino,  trasformata in un meravigliosa esplosione vitale di Biodiversità marina. I tre Denti di Skylla e altri innumerevoli scogli sommersi oggi sono completamente ricoperti da una foresta di coralli, di gorgonie coloratissime gialle, gialle-rosse ...

Nota Blog - Questa esperienza della Giornata del Creato ha ancor più consolidato i valori della condivisione e dell'amicizia. 



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28Ott/170

Messina – «Condividere il bene per essere protagonisti della fraternità»

sabato 28 ottobre ore 17.00-Chiesa Valdese v. Laudamo 16 

Festeggiamenti internazionali del 500° anniversario della Riforma protestante

Concerto gratuito del

Conservatorio Corelli

Francesco Allegra (pianoforte), Pasquale De Grazia (fisarmonica) e Valerio La Torre (violino)

eseguiranno di musiche Piazzolla, Rodgers, Màrquez e Shostakovich.

Subito dopo, come di consueto, sarà offerto un piccolo rinfresco ai presenti.


«Proseguono gli appuntamenti della Chiesa Valdese di Messina organizzati nell'ambito dei festeggiamenti internazionali del 500° anniversario della Riforma protestante. Domani, sabato 28 ottobre, alle 17, nella chiesa di via Laudamo 16 si terrà un concerto gratuito del Conservatorio Corelli. A esibirsi Francesco Allegra (pianoforte), Pasquale De Grazia (fisarmonica) e Valerio La Torre (violino). Saranno eseguite di musiche Piazzolla, Rodgers, Màrquez e Shostakovich. Subito dopo, come di consueto, sarà offerto un piccolo rinfresco ai presenti.»

27Ott/170

Cefalù – “Fratelli sempre” – «17° Convegno delle Comunità Missionarie del Vangelo»

16 - 19 novembre 2017 - Hotel Costa Verde - Cefalù (PA)

"Che siano una cosa sola. A 500 anni dalla riforma di Lutero”

PROGRAMMA

giovedì 16 :  

Saluti - Arcivescovo di Cefalù mons. Vincenzo Manzella, del Presidente della PCC di Assisi don Tonio Dell’Olio e del fondatore e animatore delle CMV, Nino Trentacoste;

Relazione - prof. Giuseppe Savagnone.

Venerdì 17 - Sabato 18

Relatori, Domenico Spatola, Alberto Maggi, Lidia Maggi, Cosimo Scordato, Alberto Melloni, Marco Politi e Brunetto Salvarani

Sabato 18 - POMERIGGIO - Visita di mons. Lorefice, Arcivescovo di Palermo 

Tavola Rotonda con Cattolici, Ortodossi, Protestanti e Laici - 

«L'eucaristia, per la divisione o per la comunione

rappresentati da - Cosimo Scordato, Traian Valdman, Paolo Ricca, Lilia Sebastiani,  moderatore Tonio Dell’Olio.

A conclusione del Convegno, domenica 19, l’intervista di Sergio Valzania a mons. Nunzio Galantino sulle prospettive per l’unità dei Cristiani. Quindi, la terza relazione di Alberto Maggi e infine la Celebrazione Eucaristica.
Documentazione e programma: http://cmvmarineo.weebly.com -Informazioni: giacomo.pampalone1@tin.it – 338 6671989


-Il 17° Convegno delle Comunità Missionarie del Vangelo. Chiese cristiane e mondo laico a confronto, alla luce della storia della Chiesa e del contributo di Martin Lutero.
Quattro i giorni dell’appuntamento annuale (dal 16 al 19 novembre all’Hotel Costa Verde di Cefalù) in partnership con la Pro Civitate Christiana e stavolta anche con l’Associazione Amici della Cittadella di Assisi. Saranno quattordici i relatori - tutti illustri personalità del mondo laico e religioso - ad animare il dibattito con le centinaia di partecipanti ormai provenienti da tutta Italia. Il tema generale: “Che siano una cosa sola. A 500 anni dalla riforma di Lutero” sarà integrato dai temi-traccia di ciascuna giornata, ispirati alle Beatitudini.
Nel pomeriggio di giovedì 16 il via al Convegno con i saluti dell’Arcivescovo di Cefalù mons. Vincenzo Manzella, del Presidente della PCC di Assisi don Tonio Dell’Olio e del fondatore e animatore delle CMV, Nino Trentacoste; suo il progetto, l’organizzazione, la promozione e la realizzazione dell’evento. A seguire la relazione di Giuseppe Savagnone.
Venerdì e sabato, si passeranno il testimone i Relatori, Domenico Spatola, Alberto Maggi, Lidia Maggi, Cosimo Scordato, Alberto Melloni, Marco Politi e Brunetto Salvarani; nel pomeriggio di sabato la visita di mons. Lorefice, Arcivescovo di Palermo e la Tavola Rotonda con Cattolici, Ortodossi, Protestanti e Laici,rispettivamente rappresentati da Cosimo Scordato, Traian Valdman, Paolo Ricca, Lilia Sebastiani, moderatore Tonio Dell’Olio.-

 

 

14Ott/170

Messina – «La musica protagonista dei festeggiamenti – segno di ringraziamento»

sabato 14 ottobre ore 17.00 - Chiesa Valdese - via Laudamo 16 - Messina

Concerto dell’organista Gabriele Giunchi

eseguirà musiche di Bach, Vivaldi, Zipoli, Kerleo, Moretti, Vitslav III e Tiersen sia con l’organo che con l'arpa celtica.

«Proseguono gli appuntamenti organizzati dalla Chiesa Valdese di Messina nell'ambito dei festeggiamenti internazionali per il 500° anniversario della Riforma di Martin Lutero.

Oggi, sabato 14 ottobre, alle 17, sempre nella chiesa di via Laudamo 16, si terrà un concerto gratuito dell’organista Gabriele Giunchi, che eseguirà musiche di Bach, Vivaldi, Zipoli, Kerleo, Moretti, Vitslav III e Tiersen sia con l’organo che con l'arpa celtica.Subito dopo il concerto, come di consueto, sarà offerto un piccolo rinfresco ai presenti.»

 

 

22Set/170

Messina – «Dinastie imprenditoriali protestanti a Messina»

23Mag/170

Proseguono gli appuntamenti che la Chiesa Valdese di Messina ha organizzato per celebrare il 500° anniversario della Riforma protestante. Dopo il successo dell’esibizione dellEnsemble di Ottoni del Conservatorio Arcangelo Corelli di Messina diretti dal Santi Cardullo, la musica sarà protagonista anche dell’evento di sabato 27 maggio alle 19.
Un concerto gratuito e aperto a tutta la città con il quartetto di fisarmoniche Opale Accordion Quartet, formazione del Conservatorio Corelli. Aldo Capua, Francesco Antonuccio, Salvatore Fazzari e Agostino Pronestì eseguiranno musiche di Piazzolla, Bach, Saint-Saёns, Brahms e Rossini.

Messina, 23 maggio 2017

 

29Mar/171

Messina – SAE ME- «Bruno Segre protagonista di tre straordinari eventi…»

29 marzo 2017IC “Santa Margherita” (Plesso Simone Neri Giampilieri)

«Che razza di ebreo sono io»

Un testimone di interculturalità e di pace.

di Carmelo Labate

«In dialogo» è un progetto extra-curricolare realizzato presso l’IC “Santa Margherita” (Plesso Simone Neri Giampilieri) che mira a formare negli alunni della fascia adolescenziale l’attitudine al dialogo. A parlare di dialogo si fa presto. Ma bisogna trovarsi in situazione col “diverso da noi” per provare quanto siamo capaci di relazionarci. Il 2017 è il terzo anno che in questa scuola si lavora a lungo e intensamente per poi arrivare ad una giornata conclusiva con la presenza di rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, con rappresentanti dei musulmani presenti a Messina, con un significativo e qualificato testimone ebreo della interculturalità e della pace.
L’evento è stato abbinato ad un altro organizzato per il pomeriggio dello stesso giorno (23 marzo) dall’Associazione SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) di Messina e con la partecipazione del Centro Europeo Studi su Mito e Simbolo (Università degli studi di Messina). Ospite e testimone per i due eventi è stato il prof Bruno Segre, ebreo “secolarizzato”, ma studioso di vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei, che ha sperimentato l’emarginazione sulla propria pelle.
Nell’incontro del mattino a scuola, dopo lo Shalom di canto e di applausi e brevi interventi della dirigente Dr. Laura Tringali e della coordinatrice del progetto Antonina Busà, insegnante di religione e socia del SAE, comincia a parlare Bruno Segre, che le locandine e gli inviti segnalano come ebreo, professore, filosofo, storico, saggista, ma che ama essere chiamato per nome, semplicemente Bruno, soprattutto là in mezzo ai tantissimi ragazzi dei quali potrebbe essere il bisnonno (è prossimo agli 87 anni). E, infatti, si mette a raccontare con tale semplicità di linguaggio che tutti, alunni e genitori e insegnanti, restano affascinati dalla sua parola mite pur se riferisce eventi dolorosi vissuti in età adolescenziale e che per molti aspetti durarono fino al Concilio Vaticano II.
Il Concilio, aveva ricordato la Busà, col decreto Nostra Aetate (n° 4) del 1965, si è pronunciato a favore del popolo ebraico col quale Dio, l’Adonai, aveva stretto l’Antica Alleanza e dal quale popolo discendevano Gesù, Maria, gli Apostoli e i primi credenti già prima che il vangelo fosse annunziato anche ai gentili. L’assurdo che la storia ha vissuto, quello delle persecuzioni di questo popolo, non si dovrebbe ripetere mai più. Perché questo avvenga la Chiesa del Concilio deplora ogni persecuzione e manifestazione antisemita, propone un percorso di rieducazione per sé e tutti i battezzati (studi teologici, predicazione, catechesi) verso gli ebrei, auspica nuove e positive relazioni con le loro comunità.
La voce corale della scolaresca sulle note di Gam-Gam-Gam Ki Elekh, canto che riecheggia il Salmo 23: se andassi nella valle oscura (solitamente ripetuto nel giorno della Memoria per ricordare in particolare quel milione e mezzo di bambini trucidati dai nazisti), prepara e avvia la testimonianza di Bruno.
«Siete meravigliosi, bambini, frequentate una scuola straordinaria»! E racconta che aveva otto anni nel 1938 quando le leggi razziali (forse bisognava scrivere “razziste”, dice) lo bandirono da tutte le scuole del Regno (allora non c’era ancora la Repubblica). La scuola è cultura e questa produce libertà di pensiero e quindi di organizzazione, di sviluppo e di lavoro. La prima cosa che tocca un regime è proprio la scuola. E se qualcuno ti esclude, ti toglie i diritti, tu non sei più “cittadino”, sei un suddito, cioè non sei nessuno, di te si può fare quello che si vuole, e vieni sfruttato come un animale o macchina da fatica. Della scuola non si deve fare a meno, essa ti dà l’opportunità di diventare cittadino, persona, e tutti rispettano la tua dignità. Agli ebrei, spesso nella storia, sono stati negati i diritti più elementari. Fu Carlo Alberto di Savoia, re d’Italia, a dare libertà agli ebrei e ai valdesi (1848).
L’essere fuori da ogni comunità si traduceva nella mia famiglia col non catechizzare in nessuna religione; come ebrei sapevamo soltanto che appartenevamo ad una minoranza (in Italia eravamo appena 1‰ rispetto alla cosiddetta razza ariana) perseguitata sempre, a volte più altre meno. Eppure gli ebrei in Italia erano presenti già molti secoli prima dell’era volgare. Stando ai margini delle denominazioni religiose, però, ci sentivamo e ci sentiamo – noi che viviamo in Italia – cittadini italiani. Sentirsi cittadini non esclude l’essere ebrei o africani o indiani o altro. La diversità è da favorire perché è una ricchezza e aiuta a liberarsi dal pensiero unico che ogni regime tende a imporre, come fanno pure il potere economico mondiale e la forza delle armi. Io sono ebreo perché nato da madre ebrea. Nel tempo mi sono documentato sull’essere ebreo, e così, ogni volta che mi viene richiesta una testimonianza, come questa che sto facendo qui a voi, posso rispondere dettagliando usi e costumi e credenze e cultura.
Dopo il 1938 e la “Catastrofe (Shoah)” degli anni quaranta fino alla Liberazione, la mia vita e dei miei familiari è stata un continuo esodo (come fanno gli sfollati di oggi e tutti quelli che fuggono dalle guerre) da una parte all’altra in cerca di rifugio. Nonostante le difficoltà, ho studiato privatamente per dare gli esami della quinta elementare, per l’ammissione alla scuola media e infine per la maturità. Ho tanto studiato che sapevo quasi tutto Dante a memoria. Ma lo Shemà Israel è la vera cultura degli ebrei, è quel tramandarsi attraverso l’ascolto un senso di liberazione da ogni schiavitù. Questo me lo hanno fatto capire i miei nipotini con le loro domande pertinenti e impertinenti e alle quali ho risposto riprendendo anch'io la tradizionale preghiera che gli ebrei insegnano ai propri figli a recitare prima di andare a dormire la sera, come un consegnarsi nelle mani dell’unico Signore. Così i miei nipotini sono divenuti il supporto del quale avevo bisogno nella mia ricerca di Libertà.
Bruno non si stancava di parlare. E’ stato interrotto soltanto dall'esigenza degli alunni di porre delle domande, alle quali ha risposto puntualmente, con chiarezza e con garbo. Un grande applauso, un variopinto e profumato mazzo di fiori e le foto ricordo hanno concluso la manifestazione del mattino.
Nel pomeriggio alle ore 17,30, presso l’aula Cannizzaro dell’Università degli Studi, il prof. Segre ha ripreso la sua testimonianza su “Che razza di ebreo sono io”. Daniela Villari, resposabile del SAE di Messina, ha presentato Segre come amico e socio del SAE nazionale, al cui sviluppo ha contribuito non poco. Con brevi tratti biografici Daniela ha delineato la figura di Segre, nato da ebrei, in una famiglia cosmopolita e aperta a qualsiasi tipo di incontro. Ha ricordato come nel 1938 le leggi razziali hanno chiuso per lui, come per ogni altro bambino ebreo, le porte della scuola, mandando in frantumi lo spensierato mondo dell’infanzia. Dopo la catastrofe (Shoah) e il crollo del nazi-fascismo rientrò a Milano, dove si laureò in filosofia. Nel 1955 andò in Israele quasi convinto del programma sionista. Ritornò poi negli anni ’90 per conoscere in prima persona il villaggio Nevè Shalom – Wahat al-Salam. Riguardo alla Shoah Segre auspica che ogni rievocazione non si esaurisca nella retorica di una rituale invocazione ‘ciò non deve accadere mai più’, ma favorisca nelle giovani generazioni la progettazione di un avvenire vivibile, da condividere fraternamente con tutti i figli degli uomini”.
Dopo tale presentazione, Segre indirizza la propria conversazione sul piano socio-politico, essendo stato egli stesso per molti anni presidente dell’Associazione italiana “Amici di Nevé Shalom / Wahat al-Salam”. Racconta come Bruno Hussar, sacerdote domenicano, figlio di ebrei, ha avuto l’idea di creare l’Oasi della pace in Israele, un villaggio dove possano convivere Arabi palestinesi ed Ebrei Israeliani. Ci ha descritto nei particolari le difficoltà affrontate da p. Hussar. Ma il progetto è oggi una realtà e ospita, oltre la scuola, le varie iniziative di coloro che amano e si fanno operatori di pace (come i genitori palestinesi e israeliani dei soldati morti durante i combattimenti).
Interessante intervento/domanda del prof. Giovanni Raffaele, che molti anni addietro insieme ad altri messinesi ha potuto visitare il villaggio. La risposta è stata inequivocabile: ci vogliono due stati sovrani, altrimenti la lotta durerà sempre e con conseguenze nefaste per gli uni e per gli altri. Il prof. Giovanni Caola, ebraista, ha chiesto ulteriori spiegazioni sull’essere ebreo “secolare” e/o “laico”. Segre ha risposto che occorre tenere distinti i due termini “secolarizzazione” e “laicità. “Secolare” o “secolarizzato” è l’ebraismo di quelle persone o congregazioni le quali, «avendo perso ogni significativo  contatto con le pratiche della preghiera e del rito, intendono tuttavia  mantenere vive e, possibilmente, ritrasmettere alle generazioni future le consuetudini del racconto e dello studio; costoro riagganciano la tradizione e a loro modo la recuperano, ma soprattutto considerano irrinunciabile la loro identità ebraica, comunque tale identità venga intesa». Ad altre domande Segre non si è sottratto fin quando il custode dell’Università non ha sollecitato la conclusione dell’incontro.
Evento ancora più significativo si è svolto l’indomani 24 marzo al Parco ecologico S. Jachiddu, dove alla presenza di Segre Mario Albano, frate francescano, ha piantato un ulivo di pace in memoria della visita e auspicando NEVÈ SHALOM - WAHAT AL-SALAM tra israeliani e palestinesi e tra le donne e gli uomini e tutti gli esseri viventi. (Carmelo Labate, SAE di Messina)

24Mar/170

Messina – «Chiesa Valdese – Primavera musicale del Trinacria Saxophone Quartet»

18Mar/170

Messina – 36° Convegno Caritas – «Arcivescovo Giovanni Accolla … “Gli ultimi sono una risorsa”»

sabato 11 marzo - Sala mons. Fasola

Premessa Blog - «Siamo grati a tutte le componenti della realtà Diocesana messinese che si sono prodigati ad essere "servi inutili" nel compiere il loro mandato. Anche se 'orfani della pienezza del Vescovo titolare hanno saputo dimostrare capacità e costanza d'impegno

Infatti questo 36° Convegno Caritas ha visto la presenza del nostro Arcivescovo Giovanni Accolla, che nel suo incisivo intervento, si è così espresso "Non vi nascondo la difficoltà, ... ma la difficoltà non è, ne paura, ne problema, anzi e gioia. E' la gioia di vedere una Chiesa viva che si fa attenta agli ultimi senza etichette e senza neanche farne oggetto di beneficenza, c'è una Chiesa che riscopre che gli ultimi sono una risorsa. Una Comunità che prega e vive, quando l'incontro avviene, riscopre che noi non abbiamo offerto alcun dono agli ultimi, ma dagli ultimi abbiamo ricevuto grandi doni. Ulteriore passaggio... anche questo convegno mette al centro chi ha la libertà interiore..."

Cronaca partecipata di un Convegno che ha avuto come conduttrice la dott.ssa Rachele Gerace e come ospite 'accoglitore Don Giuseppe Brancato (Direttore della Caritas diocesana).

L'iniziale momento di preghiera è stato animato dai giovani della Pastorale Giovanile, guidati da don Dario Mostaccio. Subito dopo un bel filmato sulla realtà accogliente di Messina firmato dal valente giornalista Ennio Pintaldi, in cui si riconoscono le sollecitazioni di papa Francesco e le risposte concrete di alcuni laici e sacerdoti messinesi  tra cui padre Ettore Sentimentale (San Giacomo) e fra Salvatore Lo Curcio Parroco di San Giuliano.

La conduttrice Rachele Gerace aveva accolto l'Arcivescovo invitandolo a commentare la frase finale del filmato appena visto  «i migranti non sono un pericolo ... sono in pericolo». La risposta alla domanda è arrivata anche dai ragazzi e ragazze del laboratorio teatrale del progetto Nostra Signora Libertà, che hanno offerto dal vivo una straordinaria testimonianza di come si possa stare insiemee costruire spazi di libertà. Significativa la prestazione in campo del regista attore Angelo Campolo.

Poi è intervenuto don Giuseppe Brancato, spiegando  le motivazioni della scelta del titolo del 36° Convegno, "come Cristo così la Chiesa", contestualizzando il tempo di grande cambiamento in atto in tutto il mondo. Prepara così l'importante momento in cui l'Arcivescovo di Messina Lipari Santa Lucia del Mela Giovanni Accolla, consegna la somma di € 50.000 raccolta a favore dei terremotati, nelle mani di Don Giovanni D'Ercole Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno.

Il Vescovo D'Ercole, nel suo intervento, insieme ai ringraziamenti per il ricevuto aiuto, con autoironia, ricorda di essere stato definito il Vescovo dei terremoti o dei terremotati. Ed essendo Vescovo orionino non poteva preliminarmente non parlare di San Luigi Orione quel "messinese" inviso agli indigeni, ancora attualmente predominanti nella nostra città, da cui non ebbe nessun aiuto per le opere di carità svolte nel periodo 1909-1912. Si è soffermato ampiamente sul termine Carità, che viene spesso poco compreso e/o citato inopportunamente. "Senza preghiera, senza riconoscimento dell'altro come se stesso non si può parlare di Carità..."

L'intervento mediatico più lungo è stato appannaggio del dott. Daniele Albanese dell'Ufficio Immigrazione Caritas Italiana. La sua puntuale disamina, completa di slide e filmati a corredo, ci ha fatto capire come sia ancor più difficile in questi tempi, trampisti, lepeniani, e bebiani di casa nostra, dimostrare di essere veri uomini che guardano in alto verso Colui che ci attende per asciugarci ogni lacrima.

Vista l'ora tarda il dibattito finale è stato ...velocissimo


 

21Gen/170

Messina -«La Preghiera prepara le azioni – Insieme si moltiplica il Bene e si fa l’Unità (1x1x1=1 Don Tonino Bello)»

Diocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela - Ufficio Pastorale per il Dialogo Ecumenico e Interreligioso

Il 19 gennaio 2017 nella Chiesa Santuario di S. Maria del Carmine  si è svolto l'incontro cittadino per la

Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani

La 'sobria presenza dell'Arcivescovo Giovanni Accolla con i fratelli Pastori Anglicano, Cattolico, Luterano, Ortodosso Patriarcato di Romania, Ortodosso Patriarcato di Costantinopoli e Valdese ha impreziosito la CELEBRAZIONE ECUMENICA DELLA PAROLA DI DIO - "L'amore di cristo ci spinge verso la riconciliazione" 2 Cor 5,14-20

Suor Tarcisia Carnieletto, ancora una volta è riuscita, con semplice levità, a declinare una Liturgia essenziale, piena di segni e significati. I Pastori, hanno contribuito, ognuno con la propria personalità, a rendere un clima di vera comunione, elementi, unici e irripetibili, del Divino Mosaico.

Dopo la presentazione di Suor Tarcisia si è svolta la processione d'ingresso dei pastori celebranti portanti la Bibbia, il pastore luterano Andrea Latz, ha aperto l'incontro salutando l'Arcivescovo Giovanni e parlando della ricorrenza dei 500 anni dalla Riforma di Martin Lutero. Sottolineando il proficuo cammino di riconciliazione che porterà al sogno dell'Unità in Cristo. E' toccato poi al parroco Don Gianfranco Centorrino di ringraziare la prima presenza dell'Arcivescovo nel Santuario della Madonna del Carmine in una occasione così propizia di preghiera comunitaria. Ricordando che nella Parrocchia c'è una cappella dedicata a Santa Lucia patrona di Siracusa. Poi ha nominato i concelebranti: padre Alessio (Patriarcato Ortodosso di Costantinopoli) - Andrea Latz (Pastore Luterano) - Rosario Confessore (Pastore Valdese) - Martin (Patriarcato Ortodosso di Romania) e il Pastore Anglicano. Così il Vescovo, con il segno di croce ha iniziato la liturgia. Il (2°) momento è stato l'invito alla confessione di peccato perché "...ancora continuiamo a costruire mura di divisione, mura che ostacolano la comunione e l'unità". Il segno del muro sono i mattoni su cui sono incisi i peccati: mancanza d'amore -odio e disprezzo - false accuse - discriminazione - persecuzione - comunione spezzata - intolleranza - guerre di religione - divisione - abuso di potere - isolamento -orgoglio.  Ad ogni 'mattone è corrisposta una richiesta di perdono. Nel 3° momento Riconciliati con Dio abbiamo ascoltato la Parola del Signore: Ezechiele 36,25-27 -Salmo 18, 26-33- 2 Corinzi 5, 14-20  - Vangelo Lc 15, 11-24. Dopo l'ascolto della Parola ogni muro viene smantellato e  i mattoni vengono disposti per terra a formare una Croce. (4°) Questa è la risposta nella fede per vivere riconciliati. (5°) Adesso possiamo proclamare insieme il credo Niceno-Costantinopolitano (quello stesso utilizzato durante il III Incontro della Conferenza delle chiese europee (KEK) e il Consiglio delle conferenze episcopali).  (6°) Quattro rappresentanti della comunità accendono la loro candela al cero pasquale e rimangano in piedi, attorno alla croce formata con i mattoni. Fino a quando attraversando l'assemblea porteranno la luce del cero accendendo le candele di tutti i presenti che ricevono il mandato. (7°) Benedizione Comune ed invio ... in missione...

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18Gen/170

Messina – Ufficio Ecumenico «L’invito a dare il giusto risalto alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani»

12Gen/170

Messina – Chiesa Valdese «“L’attualità della Riforma nel XXI secolo”»

 

Prospetto laterale CEV

Chiesa Evangelica Valdese

2017_01_14 ore 17.00 - Chiesa Valdese - Relatore prof. Roberto Bottazzi, docente della Facoltà Valdese di Teologia di Roma

27Ott/160

Messina – «Un appuntamento importante adatto a rinvigorire l’anemia della nostra fede cristiana»

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18Ott/160

Soriano Calabro – SAE RC «Alla riscoperta di luoghi e opere di cultura del Patrimonio Artistico della Calabria»

20161015_101930 sabato 15 ottobre 2016 -  Soriano Calabro (VV)

«Viaggio ecumenico - artistico»

Il SAE di Reggio Calabria guidato dalla prof.ssa Gigliola Pedullà Vazzana, ha ancora una volta centrato l'obiettivo di far conoscere luoghi e opere che con difficoltà arrivano sotto la luce dei riflettori. Con la preziosa interlocuzione della sovrintendente dott.ssa Sivana Iannelli e della competentissima Angela per il FAI, il numeroso attento e competente stuolo di visitatori, ha potuto visitare il museo dei marmi, ascoltare il racconto pertinente di ogni frammento e ammirare de visu i resti marmorei dell'antica Chiesa del Monastero di San Domenico, in rovina. Questo Museo dei marmi, in parte saccheggiato nel tempo, da ancora un'idea della magnificenza 20161015_101947 di questa Chiesa dedicata a San Domenico, in cui trovano posto le effige di tanti altri Santi e Sante: San Domenico- San Francesco di Paola -S. Teresa di Lima - Santa Caterina da Siena - San Tommaso d'Aquino - Santa Maria Maddalena - Pio V e tanti altri : a cui hanno lavorato i maggiori artisti del settecento napoletani, romani, siciliani... Si tratta di un grande esempio di architettura barocca.

Anche la visita alla Biblioteca Calabrese, ha riservato notevoli positive sorprese. La struttura bibliotecaria ha una imponente presenza di rari libri, scritti ed opere di autori calabresi e non, che hanno in comune un'unica protagonista, la Calabria. La Biblioteca si presenta linda e confortevole in tutti i suoi ambienti. La visita alla nuova Chiesa Santuario riedificata nel 1838 sul sito di uno dei chiostri dell'antico omonimo convento seicentesco in rovina dopo il terremoto del 1783 ha fatto percepire la grandezza e la magnificenza dell'antico convento di San Domenico. Poi l'incontro con il frate Domenicano Eligio che ci ha introdotti nella conoscenza di questo Santo predicatore, di cui si diceva "che di notte parlasse con Dio e di giorno parlasse di Dio agli uomini."
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Note didascaliche-tratte da Wikipedia
«Soriano Calabro (IPA: so'rja?no[2], Suriano in calabrese) è un comune italiano di 2447 abitanti[3] della provincia di Vibo Valentia in Calabria. È il centro della "Valle del Mesima". Ospita il convento di San Domenico di Guzmán e il MUMAR (museo dei marmi dell'antico convento di san Domenico), IL MUTERR (museo del terremoto) e il MUANT ( pinacoteca ).
Il santuario di San Domenico, principale luogo di culto cattolico del paese, è stato costruito nel 1838 sul sito di uno dei chiostri dell'antico omonimo convento seicentesco in rovina dopo il terremoto del 1783.[9] L'architettura della chiesa è tardo barocca: all'interno è conservata una statua di san Domenico scolpita in un unico tronco di tiglio dallo scultore sorianese Giuseppe Ruffo nel 1855, protagonista di eventi miracolosi nel 1870 e nel 1884.[11] Nell'attiguo ex-convento dei padri domenicani, ricostruito in un'ala dell'antico convento, ha sede il municipio di Soriano Calabro ed una raccolta di reperti dell'antico edificio. Il monumento più imponente del centro storico è proprio il vecchio ex-convento dei padri domenicani, in rovina:[12] formato da cinque chiostri, la chiesa era lunga quattro campate ed aveva sei cappelle laterali.[9] Gli avanzi più consistenti si riferiscono alla parte inferiore della facciata della chiesa barocca, mentre rimangono tutte le strutture portanti fino all'altezza del piano terra: l'intero complesso è stato oggetto di un restauro conservativo nel secondo dopoguerra.[9
Mumar Museo dei marmi costituito da marmi creati da artisti settecenteschi appartenenti all'ex-complesso monastico domenicano.Cosimo Fanzago, Matteo Bottiglieri, Francesco Pagano e Francois Dusqunois, a dell'importanza di cui ha goduto il complesso architettonico di Soriano nei secoli passati.
la Biblioteca calabrese: fondata e diretta da Nicola Provenzano, che comprende un patrimonio librario dedicato esclusivamente alla Calabria e ai calabresi di oltre 30.000 titoli.[13] Pubblica dal 1998 la rivista semestrale Rogerius,[14] che raccoglie scritti e studi sulle medesime tematiche e informa sulle nuove acquisizioni della biblioteca. La rivista è diretta da Tonino Ceravolo. Biblioteca e rivista hanno come logo il follaro di Ruggero il Normanno, in riferimento al periodo ritenuto di maggiore splendore per la regione calabrese dopo quello della Magna Grecia. Museo di San Domenico (via San Domenico)-il Muant Pinacoteca-Palazzo San Domenico (sede del municipio)»

Copertina filmato - Unico busto in alabastro di San Domenico

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