CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

23Ott/180

Messina -«1° “Chi dice la gente che io sia?”» offerto a chi crede – a chi non crede – a chi crede di credere e a chi crede di non credere»

martedì 16 ottobre 2018 - Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Messina -

«Chi dice la gente che io sia?»
Il volto di Gesù nella letteratura contemporanea

1° Incontro 2018/2019

Jacob NEUSNER

«UN RABBINO PARLA CON GESU' »

prof. fr Filippo Cucinotta OFM

Dopo la breve prolusione di fr Felice Cangelosi (provinciale O.F.M. cap), con l'illustrazione  del ricco carnet degli "Incontri in Biblioteca", il prof.re fr Filippo Cucinotta ha efficacemente spiegato la scelta del tema di questo nuovo ciclo  partendo dall' affermazione che: «A modo loro anche la letteratura e le arti sono di grande importanza per la vita della Chiesa» Gaudium et Spes n. 62

  • Esse cercano infatti di esprimere la natura propria dell'uomo, i suoi problemi e la sua esperienza nello sforzo di conoscere e perfezionare se stesso e il mondo, cercano di scoprire la sua situazione nella storia e nell'universo, di illustrare le sue miserie e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue capacità e di prospettare una sua migliore condizione.
  • Così possono levare la vita umana, che esprimono in molteplici forme, secondo i tempi e i luoghi.

Nel precedente ciclo "I pellegrini dell'assoluto - tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi".  (tutti gli incontri si trovano sul Blogfr Filippo Cucinotta con i suoi interventi, degni di lode, ha permesso all'Uditorio di fare uno straordinario cammino di conoscenza e comprensione del pensiero filosofico, teologico e antropologico ... di nove differenti autori  che 'parlano al cuore e alla intelligenza dell'uomo: Hetty Hillesum - Emanuele Severino - Carlo Maria Martini - Eugenio Scalfari - Eugen Drewermann - Erri De Luca - Hans Kung - Enzo Bianchi e Karl Rahner.

In questo ciclo «Chi dice la gente che io sia?» Il volto di Gesù nella letteratura contemporanea  i nove autori saranno - J Neusner - T.E. Lawrence - K. Gibran - M. Bulgakov - N. Kazantzakis - E. Shusaku - J. Saramago - E. De Luca - J. Ratzinger

Sarà la visione dei Filmati a confermare le straordinarie doti di sapiente comunicatore di fr Filippo Cucinotta OFM e della valenza di contenuti di questo nuono Ciclo di Incontri.

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11Feb/180

Messina – «Il nome di Dio è scritto nei nostri cuori e nella nostra mente. Custodirlo con amore è vera sapienza»

giovedì 8 febbraio 2018 - Salone delle Bandiere Europee - Nel luogo simbolo della Comunione e vocazione Europea della Città ha avuto inizio il III° ciclo di Cristianesimo e Islam per una Città plurale - dialoghi di conoscenza e riconoscimento reciproco -

«I NOMI DI DIO nelle tre religioni abramitiche»

Questo primo incontro, dei tre previsti, ha visto la significativa presenza, corroborata da un breve intervento di saluto ed augurio, sia del sindaco di Messina  Renato Accorinti, sia del Vicario generale mons. Cesare Di Pietro, sia del Dr. Moahmed Refaat (presidente Comunità Islamica)

Dopo una breve presentazione deprof. Dario Tomasello, il Diacono Santino Tornesi ha dato il via all'incontro dando la parola alla moderatrice dott.ssa Caterina PASTURALa quale, pur dichiarandosi equidistante dalla complessità del tema, ha saputo intervenire con le sue personali notazioni che hanno arricchito il dibattito facendo da stimolo ai tre relatori il Rav Joseph LEVI, il Dr. Kamel LAYACHI e Don Massimo Naro.

mons. Cesare Di Pietro (Vicario generale)

La prima relazione è stata tenuta dal Dottor Kamel LAYACHI, (Imam delle Comunità islamiche del Veneto, membro dell’Associazione CRII (Consiglio delle Relazioni Islamiche Italiane) dove ricopre il ruolo di responsabile del Dipartimento Formazione e Dialogo interreligioso.) Ancora una volta gli stereotipi sull'Islam sono stati ridotti a chiacchiere da cortile. Nella sua esposizione si è ritrovato il parallelismo sintonico con la visione e i contenuti degli altri relatori. la proposizione dei "99 nomi di Dio" ha acceso la curiosità della moderatrice Pastura ottenendo che l'Imam proclamasse i "cento meno uno Nomi di Dio". Il Profeta (saas) disse: "In verità Allah ha 99 nomi,  cento meno uno, chi li cita entra in paradiso."  - NOTA : Osserviamo bene che i Nomi di Allâh - gloria a Lui, l'Altissimo - sono di due tipi: attributi personali ed altri che esprimono azione. Gli attributi personali non hanno l'opposto, ad esempio: il Forte, ma non il suo contrario, cioè "debole", lo stesso vale per il Sapiente, l'Altissimo, il Grande, il Beninformato, il Vivente, … Invece, gli attributi di azione hanno il loro opposto, ad esempio: Colui Che prende ed il suo contrario: Colui Che dà, Colui Che innalza e Colui Che abbassa, Colui Che onora e Colui Che umilia, … [n.d.t da ash-Sha'râwi].

Rav Joseph LEVI, Rabbino capo della Comunità ebraica di Firenze e della Toscana centro-orientale dal 1996 al 2017, docente presso prestigiosi atenei italiani ed esteri;,ha iniziato ringraziando Kamel LAYACHI, perchè, in qualche modo ,gli risparmia di ripetere ciò che egli ha raccontato così bene, e che lui aveva previsto di dire. Ricordando che ad ogni incontro a cui ha partecipato ha affinato la sua conoscenza dell'Islam trovandola sempre più aderente alla tradizione ebraica.

Moahmed Refaat (Presidente del Centro Islamico)

Don Massimo NARO, (docente di Teologia sistematica nella Facoltà teologica di Sicilia a Palermo, studioso del rapporto fra teologia e letteratura, arte e religioni), ha raccolto le sollecitazioni dei due precedenti relatori LAYACHI e  LEVI, intonando, con  una numerosa serie di riferimenti biblici, un ulteriore Inno alla grandezza del "Non nominare il Nome di Dio invano". Ha confermato l'impossibilità dia parte dell'uomo di definire e circoscrivere ciò che riempie tutto, creato e ... non

Nota - questo terzo ciclo, nasce dalla positiva esperienza delle precedenti edizioni, fortemente volute dalla Comunità Islamica di Messina e l’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, rappresentata da Consulta delle Aggregazioni laicali, Caritas, Ufficio Migrantes e Ufficio per il Dialogo interreligioso.

Protagonisti: - Don Massimo Naro - Imam Kamel Layachi - Rav Joseph Levi - Dott.ssa Katia Pastura - prof. Dario Tomasello - Sindaco Renato Accorinti - Presidente del centro islamico Moahmed Refaat - mons. Cesare Di Pietro (Vicario Generale) - Diacono Santino Tornesi - prof. Dino Calderone - Sr. Tarcisia Carnieletto - Don Antonino Basile - Nuovo Presidente Caritas -





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22Gen/180

Reggio Calabria – L’OLOCAUSTO -« Quattro Film per ‘non dimenticare e riflettere su una delle più grandi tragedie della storia»

17Gen/180

Messina – BFMC – «Da quando siamo lontani da Dio- … “La gioia si è spenta nei nostri cuori, si è mutata in lutto la nostra danza.”(L. 5-15)»

11Ott/170

Messina – «Cercherò di aiutarti affinchè tu non venga distrutto dentro di me…tu non puoi aiutare noi, ma siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi»

10 ottobre 2017 - Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini di Messina

"I pellegrini dell'assoluto
- tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi"

DIARIO
di Etty Hillesum

padre Filippo Cucinotta

In questo primo coinvolgente incontro dei  nove in programmapadre Filippo Cucinotta ha delineato il percorso sociale e spirituale intrapreso in modo personale da uomini e da donne che ha definito come "I pellegrini dell'assoluto - tra i segnali silenziosi e i molteplici indizi". Il suo racconto analisi inizia con una citazione di Benedetto XVI «La differenza tra uno che sogna e uno che sta sveglio consiste innanzitutto nel fatto che colui che sogna si trova in un mondo particolare. Svegliarsi significa sviluppare la sensibilità per Dio, che si manifesta rivela e si svela per segnali silenziosi con cui egli vuole guidarci per i molteplici indizi della sua presenza». E noi sappiamo che la Rivelazione è più grande della Scrittura, vuol dire che i segnali silenziosi, i molteplici indizi vanno oltre i confini confessionali oltre i confini religiosi. Noi siamo oltre e cerchiamo quei pellegrini che sono alla sequela come i Re Magi di questi silenziosi segnali, di questi molteplici indizi della sua presenza.


Il ciclo inizia con Il DIARIO dell'unica donna, fra i nove personaggi, la giovane olandese ESTER - che nasce e nuore tra la prima e la seconda guerra mondiale a soli 29 anni. (1914-1943).

Nota BLOG -Dio ci chiama in ogni stagione della nostra vita. Etty Hillesum "nella pienezza dei tempi", a 27 anni, risponde con "l'eccomi" ed inizia il suo intenso e meraviglioso dialogo. Ne lascia abbondante traccia nella vita terrena recandosi volontariamente nel campo di Westerbork per aiutare i malati nelle baracche dell'ospedale per poi concludere la sua vita terrena nel campo di sterminio di Auschwitz.
CALENDARIO
10/10/17 - E. Hillesum, Diario 1941-1943
07/11/17 - E. Severino, il mio ricordo degli eterni
12/12/17 - C.M. Martini, Le età della vita
16/01/18 - E. Scalfari, L'uomo che non credeva in Dio
13/02/18 - E. Drewermana, Il Vangelo di Marco
13/03/18 - C.M. Martini, Le età della vita
10/04//18 - H. Kung, Ciò che credo
15/05/18 - E. Bianchi, ogni cosa alla sua stagione
12/06/18 - K. Rahner, Corso fondamentale sulla fede

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8Ott/170

Messina – 1° BFMC -«Trovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave…» (E.H.)

6Mag/170

Messina – «L’ESODO – Una prova per gli uomini di tutti i tempi»

Il Centro Europeo di Studi su Mito e Simbolo e l'Università di Innsbruck, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Messina, organizzano il Convegno Internazionale "L'attualità dell'Esodo - The Pertinence of Exodus", che avrà luogo alle ore 15.30 dell '11 maggio 2017 e che proseguirà fino al 13 maggio nella Sala Museale di Villa Pace.

Il Convegno si propone di discutere ed interpretare la categoria dell'esodo a partire dal suo retroterra religioso-teologico ma, soprattutto, nella sua rilevanza etico-politica e nell'influsso che essa ha esercitato e continua ad esercitare sui processi di emancipazione e sulla formazione della coscienza identitaria dei singoli e della collettività.

15Mar/170

Messina – «Vivere la Pace possibile … “Nevé Shalom / Wahat al-Salam”, villaggio dove convivono Arabi palestinesi ed Ebrei Israeliani»

giovedì 23 marzo Il SAE di Messinavrà come ospite e testimone il prof Bruno Segre, ebreo “secolarizzato” e studioso di vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei.
Alle ore 17,30, presso l’aula Cannizzaro dell’Università, il prof  Segre terrà una conferenza dal titolo Che razza di ebreo sono io. Un testimone di interculturalità e pace”. Ci racconterà la sua storia personale di ebreo, che ha attraversato i secoli XX e XXI e ci parlerà anche della sua esperienza di presidente dell’Associazione Italiana “Amici di Nevé Shalom / Wahat al-Salam”, villaggio dove convivono Arabi palestinesi ed Ebrei Israeliani. Tale associazione sostiene il villaggio omonimo, raccogliendo fondi per sostenerne i progetti educativi e ne diffonde il messaggio. Bruno Segre si è anche occupato di sociologia della cooperazione ed educazione degli adulti nell’ambito del “Movimento Comunità” fondato da Adriano Olivetti. Da sempre è un appassionato sostenitore del dialogo tra culture diverse e testimone dei valori della convivenza pacifica e dello scambio interculturale.
Con la speranza di vedervi numerosi, saluti fraterni, 
Daniela Villari (SAE di Messina)

31Gen/170

Messina – «1945 le truppe dell’Armata Rossa liberano … il campo di concentramento di Auschwitz…»

27 gennaio 2017 - Villa Pace - Centro Europeo di Studi su Mito e Simbolo

Giornata della Memoria - delle Vittime dell'OLOCAUSTO

«Le radici dell'antisemitismo»

- Un passato che non passa -

L'approfondimento dei tre studiosi è concorde nel fissare lontano nel tempo le origini di quanto poi avvenuto nel 20° secolo. Con una  pluralità di convincimenti negativi e addirittura nefasti sugli Ebrei uccisori di Cristo. Dai luterani, all'illuminismo agli stessi ebrei. Esemplificativo il caso Simon Weil.  La prof. Caterina Resta, ricorda che questa tragedia, ancora non perfettamente riconosciuta e conosciuta, paradigma di ogni forma di razzismo, non si potrà mai archiviare, perché attraversa profondamente tutta la storia europea per riaffiorare in determinati momenti... per queste ragioni ha condiviso il tema proposto dai relatori di dare uno sguardo alle radici dell'antisemitismo, e svolgere un'azione di maggiore approfondimento e comprensione. Di seguito, ha poi illustrato le piste percorse dai proff.ri:  Valentina Surace, Sandro Gorgone e Rita Fulco, i quali si sono riproposti di fare emergere dall'oblio, alcuni aspetti e alcuni episodi particolarmente significativi. In particolare gli aspetti teoretici verranno trattati da Sandro Gorgone mentre Rita Fulco si soffermerà sopratutto sulle tesi teologiche e infine Valentina Surace si concentrerà particolarmente sull'antisemimitismo come antigiudaismo con riferimento particolare alla figura di Lutero. Il mutato ordine degli interventi non ha mutato il significativo apporto dei relatori nella comprensione di fatti e relazioni molte volte lontane nel tempo e svoltesi preponderantemente nella zona geografica della germanica...poi c'era la Francia...

Wikipedia

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria[1]. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l'Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell'Olocausto[2].

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

25Gen/170

Messina – Nostra aetate n° 4 -«… non possiamo sentirci cristiani senza il popolo d’Israele»…facendo veramente i conti con “i nostri fratelli maggiori”

Ripropongo un POST del 2012 - "Messina -Uno 'sguardo alle nostre Radici- «Un Rabbino che segue Gesù vive compiutamente la Legge»

dalla prefazione di Paolo De Benedetti del libro  "Chiesa Italiana e gli ebrei" di Francesco Capretti:

«Immagine ebraica della vita futura: tutti seduti a discutere davanti a Dio e con Dio il quale (e la chiesa impari da Lui!) è pronto a cambiare idea.»

12Gen/170

Messina – «L’appuntamento annuale per approfondire il rapporto unico del cristianesimo con l’ebraismo»

26Gen/160

Reggio Calabria – «Non dimenticare, approfondire, comprendere e migliorare.»

2016_01_27-anassilaos-INVITO ULTIME MANFESTAZIONI GENNAIO 2016

20Gen/160

Messina – «XX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo ebrei-cristiani»

giovedì 14 gennaio 2016 - Biblioteca Frati Minori Cappuccini - Messina

NON DESIDERARE

La XX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo cristiani-ebrei sul tema della decima parola: “Non desidererai…” si è tenuta giovedì 14 gennaio 2016 presso i locali della Biblioteca dei frati minori cappuccini di Messina. L’iniziativa è stata coordinata dal SAE di Messina e dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo. L’incontro si è aperto con l’accoglienza e l’introduzione al tema da parte della responsabile del SAE di Messina, la dott.ssa Daniela Villari.

foto-8Ricca e approfondita la presentazione della tematica, scaturita dal diverso approccio al testo biblico dei due relatori, il prof. Giovanni Caola, esperto studioso di ebraismo, e padre Alessio Mandanikiota, ieromonaco greco-ortodosso. La Bibbia (e con essa i Comandamenti o Dieci Parole) è patrimonio comune ad ebrei e cristiani e fondamento del dialogo interreligioso. Ma il loro significato merita di essere liberato da incrostazioni e pregiudizi che allontanano da quello originario e confinano all'osservanza di un 'fare e non fare', tipico di un’esperienza di fede dottrinale e “farisaica”.

 In questa direzione l’intervento del prof. Caola ha avuto inizio con un aneddoto talmudico che mette in evidenza come non basta conoscere bene (attraversare) la Torah e il Talmud, quanto piuttosto lasciarsi attraversare da essi, sino a poter formulare una personale interpretazione. Questo metodo di comprensione esalta la responsabilità creatrice di ciascun uomo e lo libera dal pericolo dei pensieri prefabbricati. Ciascuno è tenuto a sviluppare e a dar corpo a questa unicità e irripetibilità (M. Buber). Essere quello che si è e non il clone di un altro. La Decima Parola (Comandamento) come è scritta nell’Esodo 20,1-17 inizia con “Non desidererai (lo tah-mod) la casa (bet) del tuo prossimo (re-e-ka)”; poi aggiunge “non desidererai la moglie (eset) del tuo prossimo”; e conclude: né alcunché “di ciò che appartiene al tuo prossimo”. I Talmudisti sostengono che casa in ebraico è bait obet e si scrive esattamente come la seconda lettera dell’alfabeto ebraico (bet). Che è però la prima lettera della Torah. Il Pentateuco, infatti, non inizia con alef, ma con bet (Genesi 1,1: “Bereshit barah Elohim“). Bereshit, in principio, all’inizio. Per dire che non si accede mai all’alef, ossia all'origine, alla cifra n.1 primordiale. Si è sempre già dentro la cifra n.2, la bet, che scrive esattamente la parola casa. Anche il grafico della bet in ebraico antico somigliava a una casa. Pertanto la Torah inizia con la bet per dire che l’origine di ogni uomo non si conosce mai perché si trova nell'origine dell’origine (alef) che è trascendente, cioè in Dio. Una lettura della decima parola potrebbe essere: non desidererai l’origine del tuo prossimo. Cioè, non credere che l’origine di cui non sai e che ti sfugge, l’alef, la potrai trovare presso il tuo prossimo. O ancora: non desiderare l’esistenza dell’altro perché ugualmente non gioverebbe alla tua. O più semplicemente: non pensare che l’altro ti abbia rubato l’origine, perché questo comporta ansietà, concupiscenza, violazione e manipolazione per interessi di parte, desiderio di prendere la casa del tuo prossimo, la sua dignità e quello che pensi di non avere nella tua. Non hai accesso alla tua origine, non perché qualcun altro te l’abbia rubata, né a quella degli altri, ma perché è data da Dio. Questa lettura, che non abbandona il testo letterale, ci permette di cogliere il senso della giustizia e dell’amore insito nell'etica dei Comandamenti.

foto-6P. Alessio constata che oggi l’amore spesso viene vissuto come possesso, così pure l’esperienza di fede viene fondata ed esplicitata nel possesso: un po’ per ingenuità, un po’ per superbia si crede di arrivare a possedere Dio. Il semplice non desiderare per non avere problemi o il desiderare anche il paradiso, se stanno al di fuori della logica dell’amore e del bene per l’altro, possono risultare fuorvianti e praticare un uso fondamentalista dei testi sacri e delle religioni che su essi si fondano. Tutta l’umanità è desiderosa di salvezza. Si impone dunque all'uomo il passaggio dal desiderare all’amare. L’uomo di fede chiede, anche con insistenza, e si pone in attesa di una risposta divina, che non tarderà ad arrivare. I Salmi sono una continua richiesta: “Il tuo volto noi cerchiamo” (Sal 27,8). Persino il Padre nostro fa ben sette richieste (cfr. Mt 6,7-13). Maria di Nazareth è colei che non brama alcunché, che non chiede, ma si limita a constatare: “Non hanno vino” (Gv 2,3). E si abbandona fiduciosa al figlio suo e ai servitori: “Fate quanto vi dirà” (Gv 2,5). Il “Non desiderare” è perciò un positivo considerare l’altro non un nemico ma un interlocutore, un compagno di strada, con il quale condividere ricerca e richieste. E’ considerare Dio come soggetto che non tiene per sé, ma elargisce tutto in doni. Non uno da temere, ma da amare (Sant’Antonio abate). Anche la Torah afferma: “Se mi amate osserverete i comandamenti” (cfr. Es 20,6). Il “comando” (patto di alleanza) rivolto ad ogni uomo di buona volontà, sia esso ebreo, cristiano, musulmano buddista, ecc. si realizza nell'osservanza, dunque, dell’unico comandamento, quello dell’amore: per sé, per gli altri, per il creato, per Dio.

foto-7In appendice il prof. Demetrio Chiatto ha guidato l’ascolto polifonico del Salmo 150 del musicista messinese Saja, organista nel Tempio principale ebraico di Roma. A conclusione dell’incontro suor Tarcisia Carnieletto fmm, direttore dell’Ufficio ecumenico diocesano, ha guidato la recita del Salmo 140 fatta da rappresentanti della chiesa anglicana, luterana e cattolica, e la preghiera comunitaria ebraica di ‘Arvit per l’uscita di Shabbat. (Carmelo Labate, socio SAE)

13Gen/160

Palermo – UPEDI – 27ª Giornata del Dialogo Ebraico-Cristiano

Palermo-27ªgiornataDialogoEbraicoCristiano

22Nov/150

Messina – «Come ritrovare la Misericordia di Dio, l’ “ESED” nell’Antico Testamento»

2015_11_18-BPFM-G_Caola-AT_Misericordia-padre Felice Cangelosi

Messina 18 novembre 2015  -  Biblioteca dei Cappuccini.

Nuovo interessante Incontro alla Biblioteca dei Cappuccini. Dopo Don Fabio Corazzina, ecco l'incontro con il prof.re Giovanni Caola pronto a sollecitarci con il suo approfondito 'lavoro di investigazione sul termine "Esed". Per far questo ha adoperato le nuove tecnologie che danno la possibilità di comparare le 'Bibbie, per trovare il sapore etimologico della parola ebraica "Esed". Il suo intervento oratorio, pieno di riferimenti ai brani Biblici, è stato  arricchito dalla preziosa lettura fatta dalla docente Rosanna Merlino di alcune parti dell'A.T., dei Salmi, e in modo particolare del Salmo 136).

Nell'introduzione padre Felice Cangelosi (direttore della Biblioteca), ha scandito l'ordine degli incontri in vista del giubileo della Misericordia che si aprirà 8 Dicembre 2015. (Festa dell'Immacolata Concezione di Maria. )

2015_11_18-BPFM-G_Caola-AT_Misericordia-Padre Alessio-LipariIl numeroso, attento e qualificato pubblico ha apprezzato lo sforzo di rivisitare l'Antico Testamento, per gustare la sapienza che lo collega al Vangelo. (Dice  Gesù: " Non sono venuto per abolire la Legge, ma per portarla a compimento" ). Di  particolare significato divulgativo la "tabella sinottica" in cui il prof.re Caola mette a confronto le diverse fonti e i relativi modi di tradurre il termine «Esed».
Nota BLOG - Questo certosino lavoro, conferma ancor di più, quanta presunzione c'è nello classificare in modo netto la Parola di Dio. Ella invece è sempre piena di reconditi significati che valgono per ciascuna generazione e per ogni uomo.