CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

17Ago/180

Palermo- «Il bisogno di raccontarci una “storia aperta” in cui sono protagonisti … sia coloro che raccontano sia coloro che ascoltano.»

Condividiamo, con gratitudine, il magistrale contributo del prof.re don Pino Alcamo che mediante una innovativa Catechesi narrativa rilancia e mette in circolo quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione..

Una Chiesa di frontiera
Catechesi narrativa

Don Pino Alcamo

«Questo contributo nasce dal desiderio di mettere in circolo e rilanciare quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione.
Ho scelto di mettere in atto una vera catechesi narrativa, che potrebbe essere esemplificativa per ogni forma di catechesi; narrare la propria fede a partire da un evento storico vissuto, collegando passato, presente e futuro.
I discorsi di Giovanni Paolo II sono considerati come la trama su cui costruire l’itinerario pastorale/catechetico.» Giuseppe Alcamo

La narrazione nella vita pastorale e nella catechesi  - Entriamo nella storia - Una Chiesa che contagia con la sua gioia - La Chiesa come  frontiera della nuova umanità - Una Chiesa che accoglie e dialoga - Una nuova azione pastorale e catechetica - Per concludere 

  • Nella narrazione si vengono ad incontrare il passato, il presente e il futuro, l’uomo nella sua realtà storica, con la sua fragilità, grandezza e miseria e l’uomo nel suo desiderio di diventare migliore di quello che è, l’uomo fragile ma sognatore di un avvenire migliore. Il presente diventa un «presente», nel senso di dono da accogliere, regalo gratuito che ti viene offerto per un futuro migliore. Punto di riferimento è  l'apostolo Giovanni In pochi versetti, Giovanni insieme al «che cosa» raccontare, e al «come» raccontare, motiva il «perché» raccontare. Il «perché», nonostante sia posto a conclusione di questo breve prologo, precede e fonda il «che cosa» e il «come»; la risposta data al «perché» è determinante per trovare la forza di andare oltre tutte le difficoltà che possono sorgere a partire dal racconto che viene fatto. Il «perché» esprime, prima ancora del «che cosa» e del «come», la natura e l’obiettivo dell’evangelizzazione e della catechesi; la risposta a questo «perché» la troviamo al versetto 4: «Perché la nostra gioia sia piena». 
  • Questo racconto della Prima Lettera di Giovanni mira soltanto a riempire di gioia la vita dell’uomo, a far prendere consapevolezza che vale sempre la pena vivere questa vita, che la morte e il dolore non sono l’ultima parola e il destino dell’uomo. Attraverso il racconto viene messa in atto una forma di diaconia alla vita in sé.
  • Giovanni Paolo II - «La vostra è una Chiesa di frontiera». Così ci ha detto, per ben due volte!  L’immagine della «frontiera» è ambivalente, bisogna interpretarla e comprenderla bene, perché può essere intesa come baluardo contro qualcuno che viene considerato nemico che invade, come dogana che rende difficoltosa l’entrata o come posto di blocco che impedisce l’accesso. La frontiera come «baluardo», «dogana», «posto di blocco» oggi più di ieri è una tentazione sempre in agguato, su cui vigilare attentamente.
  • Papa Francesco non si stanca di ricordarcelo: la Chiesa non può essere una «fortezza» inaccessibile, né una «dogana» che ispeziona, né un «tribunale» che giudica e condanna.  È come se avesse preso il «testimone» da san Giovanni Paolo II in questa corsa del vangelo che deve caratterizzare tutte le chiese del mondo e in particolare quelle che sono in Italia. Siamo tutte chiese di frontiera per tante persone che hanno bisogno di pace, di serenità, di vita, anche solo di poter esistere; e invece siamo tentate di fare baluardo o dogana o posto di blocco. Questa per lo meno è l’aria che si respira in molta parte della nostra società, nelle tensioni politiche, nella mentalità di tanta gente, negli interessi di parte. Invece è una nuova umanità che bussa alle nostre porte e vuol nascere, costruirsi e mettere a disposizione i doni che Dio le ha fatto
  • La Chiesa, nelle intenzioni di Colui che l’ha fondata e che la tiene in vita, è sì una frontiera, ma dalle porte spalancate, di umanità affratellata; attraverso la Chiesa si entra nello spazio umano/divino dove le divisioni e le separazioni devono essere del tutto eliminate, dove l’amore deve essere l’unica legge, dove il primo e l’ultimo possono sedere insieme alla stessa mensa. Se questo non avviene il volto della stessa Chiesa è sfigurato
  • Nelle parole di Giovanni Paolo II non vi sono equivoci, la frontiera è una porta aperta all'accoglienza, alla condivisione, al dialogo con gli uomini e le culture. Il santo papa ci riconosce dentro la Chiesa italiana come «frontiera naturale» e ci invia come missionari per il dialogo tra le culture e per l’accoglienza fra i popoli: «Vero crocevia della storia fra due civiltà, la vostra Chiesa di frontiera ha rappresentato e continua a rappresentare il naturale punto di contatto e di dialogo fra mondo cristiano e mondo musulmano, fornendo notevole contributo ad una cultura di tolleranza e di pace».

Una nuova azione pastorale e catechetica
 In riferimento al fenomeno migratorio a cui il Papa fa esplicito accenno, nonostante siano passati venticinque anni, siamo solo all’inizio, perché il fenomeno si è amplificato, e forse dobbiamo ancora maturare meglio le scelte da compiere e lo stile da assumere. Ci sono forse carismi da riconoscere e servizi da intraprendere; così ha detto Giovanni Paolo II: «Il carisma non è affatto un’arbitraria iniziativa del singolo all’interno della Chiesa. È piuttosto la risposta suscitata dallo Spirito ad un bisogno concreto, una risposta incarnata nelle capacità personali, confortata dall'approvazione della comunità e garantita dall'autorità dell’apostolo».

Il fenomeno migratorio è una sfida non solo politica e culturale, ma anche pastorale, che ha interessato il mondo e la Chiesa di tutti i secoli, anche se non finiamo di essere tentati di vivere la nostra storia ed anche la nostra fede nella logica della paura e della chiusura.
- Una sfida che caratterizza il cammino post conciliare della Chiesa mazarese.
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Ogni migrazione è prova, sia per i singoli o i gruppi che la vivono, sia per il popolo che l’accoglie; la sfida è per chi parte in cerca di fortuna o di pace; ma anche per chi viene visitato, in quanto è costretto ad un confronto e ad una verifica su ciò che vive, su come lo vive, su come affrontare il futuro.
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Accogliere questa sfida significa prendere consapevolezza che noi andiamo verso una nuova civiltà che dovrà essere orientata nell’unica prospettiva vivibile, quella dell’amore, che deve crescere, svilupparsi, maturare. La Chiesa di Mazara del Vallo, forse, deve ancora assumere in toto questa sfida e considerarsi come un vivente laboratorio per tutta la Chiesa italiana.
- Una Chiesa di frontiera, come la nostra, questa sfida non la può perdere.
- La Chiesa è sempre più consapevole che l’accoglienza reciproca è un banco di prova dell’autenticità dell’amore cristiano e che essa è chiamata ad essere presente nelle fratture che crocifiggono l’umanità nella sua carne e nella sua unità.
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Non si tratta di dare l’appalto a qualcuno, fosse anche la caritas o un istituto religioso, ma sensibilizzare e responsabilizzare, dal primo all’ultimo battezzato, che assumere la fede in Cristo come stile di vita significa considerarsi ed essere fratello universale dell’umanità.
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Attraverso le migrazioni, la Chiesa è interpellata a diventare segno della fondamentale unità del genere umano, ma anche luogo dove si educa nel rispetto delle diversità di culture e fedi, in sinergia con tutte le altre agenzie educative.
- D’altra parte, il Concilio lo afferma in modo ufficiale: dentro l’umanità la Chiesa è sacramento.
66) Credo di non sbagliarmi se indico la «Comunità Speranza», guidata dalle suore Francescane missionarie di Maria, come uno di questi «luoghi educativi», uno dei piccoli «segni sacramentali» che invera la vita della nostra Chiesa, che, però, deve ancora crescere e svilupparsi, con la benedizione di Dio e con la collaborazione di tutti. La Casa della Comunità Speranza accoglie ogni anno circa 200 bambini e adolescenti, figli di immigrati e mazaresi, che frequentano il centro.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-10-
La sfida è quella di abbattere il rischio di abbandono e ridurre la dispersione scolastica di coloro che hanno difficoltà linguistiche e non si sentono del tutto integrati e dare loro speranza di un futuro di uguaglianza e di pace. Tutti i giovani frequentanti il Centro, arrivano direttamente dalle scuole del territorio con cui l’associazione collabora costantemente ed efficacemente.
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Per rispondere ai loro bisogni educativi i ragazzi vengono accompagnati quotidianamente nello studio, vivono esperienze autentiche di amicizia, legami duraturi nel tempo con operatori e compagni con i quali tessono relazioni positive.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-09- Conoscendo e sviluppando le loro abilità e competenze specifiche si sentono protagonisti della loro vita e si allontanano dalla tentazione di abbandonare gli studi per dedicarsi a episodi di devianza. Ma la Casa della Comunità Speranza non si limita a offrire ai giovani studenti soltanto un aiuto scolastico ma dà a loro anche la possibilità di frequentare dei laboratori ludico-ricreativi: ballo, cucito, percussioni, giornalismo, recitazione, canto, pittura, calcetto.

- Ogni anno scolastico trascorso nel Centro di aggregazione giovanile diventa, per chiunque vi abbia partecipato, un’esperienza unica che si conclude con una grande festa dove proprio i ragazzi diventano attori principali delle esperienze fatte con i compagni e con la comunità.
- Una grande kermesse di danze, canti, musica e teatro si incrociano dando rilievo alle abilità dei giovani partecipanti al cospetto delle loro famiglie e della comunità cittadina.
- La crescita nella speranza è data dal fatto che gli animatori e i volontari non sono solo cristiani e mazaresi, ma anche musulmani provenienti dal Maghreb, dal Kosovo, dalla Macedonia e da altre etnie presenti nel territorio; a mano a mano che sono cresciuti, i ragazzi da destinatari sono diventati protagonisti e si assumono la responsabilità di aiutare a crescere i più piccoli. Questi brevi estratti ci fanno comprendere come sia difficile essere cristiani se non siamo autenticamente uomini.

Una Chiesa di frontiera LINK -CHIESA DI FRONTIERA- OP 05_2018 pdf

7Mar/180

Messina – «Un’altra tessera di un meraviglioso mosaico: “La Passione” del Poeta Mario Luzi»

06 marzo 2018  - Sala multimediale del "SavioPassione» appuntamento con le

Conversazioni letterarie 3.0 - con Orazio Nastasi

Mario Luzi - «La Passione»

"Ben accolti quasi vezzeggiati dalla calda cordialità di Don Gianni Russo (Direttore Salesiani SAVIO) e dalla sua delicatezza nell'offrire la "Caramella di Don Bosco", i numerosi presenti ed estimatori di questo percorso culturale hanno potuto rivivere con intensità, grazie alle magistrali doti di narratore-attore del prof.re Orazio Nastasi  una delle più belle espressioni di una fede  adulta, in un contesto particolare, quale è quello della Via Crucis.. Il poeta, il cristiano Mario Luzi da voce a Gesù nel suo colloquio con il Padre mentre sta salendo verso il Golgota. Si tratta di richieste, di delucidazioni, domande di senso , pause, riflessioni che ci avvinghiano come non mai, ci interrogano, ci intimoriscono per la nostra povertà di fede ma che ci avvicinano alla contemplazione del mistero della Croce - Follia e Scandalo - (mons. Angelo Oteri) non solo per i tempi di S. Paolo ma per gli uomini di tutti i tempi. Chi invece dimostra sempre la maggiore coerenza e Fede sono Maria di Nazareth (madre di Gesù), Maria di Magdala e Maria di Cleopa e c'è anche l'apostolo Giovanni a quale Gesù affida la Madre come figlio e che riceve l'immensa gioia di una Madre per tutti gli uomini

Nota BLOG - Quella di Gesù non è una finzione, la sua umanità è vera come il suo sangue nell'Orto degli Ulivi -preghiera- come la Corona di Spine - Ecce Homo -come sul Calvario dove la lancia gli trafigge il cuore. Da questa sua vera esperienza umana, nonostante il ribollire di tutte le nostre contraddizioni, nasce per sempre l'Uomo nuovo. Si tratta di volere accogliere e sperimentare la speranza che anche noi potremo e possiamo divenire da subito  nuove creature

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18Feb/170

Messina – «Camminare insieme nell’approfondimento e nella riflessione della Lettera di Giacomo»

1Feb/170

Palermo – «Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma ricominciamo la ricerca …»

Facoltà Teologica di Sicilia - X Giornata di Catechetica - Forum

17 marzo 2017  - Aula Magna - Facoltà Teologica di Sicilia Palermo

«Nulla è più esigente dell'amore»

«Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.™ (al sa)

Sezione Mattutina 9,00 - 13,00

Saluto del Gran Cancelliere S.E.R. Mons. Corrado LOREFICE

Saluto del preside Francesco LOMANTO

Modera Giuseppe TRAPANIIntroduce Giuseppe ALCAMO

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-11IN RICERCA

Dall'altro, con l'altro, per l'altro: valorizzazione della differenza nell'esperienza familiare. - Massimo NARO - Facoltà Teologica di Sicilia

Coscienza e discernimento morale: quale orizzonte e quale normatività?Antonio PARISI - Facoltà Teologica di Sicilia

IN DIALOGO

I legami familiari e il discernimento personale e comunitarioCalogero CERAMI - Facoltà Teologica di Sicilia

Antonio MASTRANTUONO - Pontificia Università Lateranense - Giuseppina D’ADDELFIO - Università Statale Palermo

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-12Sezione pomeridiana 15,00 - 18,30

MEDITANDO

Sapienzialità matrimoniale e familiareGiuseppe BONFRATE - Pontificia Università Gregoriana

La catechesi sull'amore in 1 Cor 13,1-13Giuseppe ALCAMO - Facoltà Teologica di Sicilia

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-10NEL CONFRONTO

Maturare verso l’amore coniugale: l'esperienza dell'associazione "Oasi Cana" - I coniugi Piera Di Maria e Antonio Adorno - Responsabili "Oasi Cana"

La fragilità è di "casa” nella famiglia: l'esperienza di Casa famiglia "Rosetta" - Vincenzo Sorce - Fondatore Caso Famiglia "Rosetta"

La X Giornata di studio di Catechetica. nello stile del Forum, vuole mettere in evidenza che le esigenze dell'amore coniugale e familiare sono date innanzitutto dallo stesso amore. Così come la ricompensa all'amore è l'amore, la radicalità dell'amore è insita alla natura stessa dell'amore, è l'amore che "obbliga" ad amare.

Il Forum prevede un intreccio fecondo tra riflessioni teologico-pastorali, spiritualità ed esperienze in atto. Scopo del Forum è quello di fare emergere la peculiarità dell'esortazione Amoris laetitia, che offre la dottrina sul sacramento del matrimonio come frutto di una Tradizione vivente, che si rinnova sempre nel confronto con la Scrittura e con i soggetti di ogni cultura e tempo. Non a caso, papa Francesco riconosce anche per la famiglia una identità poliedrica, in cui la realtà è superiore all'idea.

Destinatari

Alunni del II ciclo della Facoltà Teologica di Sicilia, Docenti di Religione Cattolica, Direttori degli Uffici Catechistici Diocesani, Catechisti, Presbiteri, Religiosi/e, Cultori di Catechetica

Sede Aula Magna - Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia "San Giovanni Evangelista" in via Vittorio Emanuele 463 - Palermo

La giornata di studio è riconosciuta dall’Ufficio Regionale Scolastico della Sicilia come corso di aggiornamento dei docenti delle scuole statali paritarie.

24Gen/170

Messina – «…a chi crede, a chi non crede, a chi crede di credere e a chi crede di non credere»

16Ott/150

Messina – «Per sorella madre terra… – Un solo Creato con tutte le sue Creature»

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14 ottobre 2015 - Biblioteca dei Cappucini Messina

«Niente di questo mondo ci risulta indifferente»

dalla "Laudato sì" di Papa Francesco"

Nel primo intervento, padre Felice Cangelosi, (direttore della Biblioteca) dopo aver sottolineato lo spirito Francescano che emana dall'Enciclica, ha illustrato con dovizia le attività che vi si svolgeranno, riconducendole nel solco del cammino della Chiesa a cominciare dall'Anno della Misericordia e dall'Indizione dell'Anno Santo che inizia l'8 dicembre 2015, data in cui si concludeva il Concilio Vaticano II, con il Papa Paolo VI.

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Poi il prof.re Pippo Lipari ha 'raccontato il vissuto di Don Fabio ,ricordandone la vicinanza con il 'santo Vescovo Don Tonino Bello e l'appartenenza a Pax Cristi, oltre alle doti personali puntualmente confermate nel corso della relazione e del dibattito susseguente.
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Don Fabio Corazzina - per me è' stato un ritorno al passato (1986-92) ascoltare con continuità la modulazione vocale del bresciano  Sacerdote e Parroco, dotato di quelle qualità di sintesi proprie di chi fa il proprio 'lavoro con amore e determinazione. Il suo 'racconto della Laudato si è incentrato sulle motivazioni della scelta di Papa Francesco, scelta che viene da lontano fin dal giorno del suo insediamento in Piazza S. Pietro. Ripercorrendo i capitoli, li ha rivisti 2015 _10_21-BPFMC-LAUDATO_SI-Don_Corazzinasecondo la logica del Concilio Vaticano II (1962-1965) «Vedere - Giudicare - Agire». Basilare anche la considerazione fatta che il Vescovo di Roma, abbia tratto moltissimo dal lavoro delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo. E' un afflato che unisce tutti i popoli; dove c'è il creato, c'è l'uomo,.. c'è Dio. Non ci sono sottocategorie ma un tutt'uno che deve essere salvaguardato dallo scempio fatto dagli uomini in questi secoli, specialmente nell'ultimo. A questo punto ha voluto ricordare un esempio emblematico di mancata attenzione, con la coscienza che ha riposato il sonno dei giusti per poi risvegliarsi per merito di una Parrocchia, di Laici, della Scuola e poi dei politici, per cui è stato possibile rimuovere anche fisicamente da Castenedolo l'esistente fabbrica di mine contro l'uomo. Ancora più stridente il contrasto di una fabbrica di morte nata in una terra che ha dato i natali a ben due Papi: Paolo VI, (Concesio Brescia) e Giovanni XXIII (Sotto il Monte Bergamo). Altro esempio: il fenomeno della Lega, poco Lavoro pastorale per rimarcarne la lontananza dall'Annuncio Evangelico. Anche in una Città evoluta come Brescia, strapiena di iniziative di vero volontariato, di case Editrici e tanto altro, si constata che è difficile cambiare mentalità verso quelli che consideriamo diversi. Noi messinesi, che non abbiamo, come Brescia, "Le classi Straniere" frutto degli attuali numeri della recentissima immigrazione, ma abbiamo i millenni di interazione e coniugazione con i Popoli del Mediterraneo (Arabi Spagnoli Angioini... e non solo (Normanni, Svevi, ...), ci riteniamo fortunati perché come 'Popolo siamo costituiti da un crogiolo di Popoli, in sintesi da un solo Popolo.
Al termine, padre Felice ha, saggiamente, rampognato tutti, me compreso. per il risultato asfittico del dibattito sull'agire. E quindi faccio il "mea culpa" per l'intervento provocatorio in cui riferivo, verità amare, su Lumezzane, terra del Cloro esavalente (la più alta concentrazione di Imprese che utilizzano il cromo per posate e pentole), sulle fonderie, con gli altiforni che producevano il famoso tondino, e sull'industria agraria del latte, dove fin dagli anni ottanta hanno lavorato, fornendo ricchezza agli indigeni, migliaia di Persone provenienti prevalentemente dall'Africa;  Marocco, Tunisia, Etiopia ecc. ... e dall'India, dal Blangadesh, dal Pakistan ecc...

 

1Mar/150

Palermo – «La dimensione narrativa della Catechesi strumento di accesso in tutta la ricchezza della Rivelazione»

2015_03_13-D_P_ALCAMO-VII_CATECHETICAPalermo 13 marzo 2015 - ore 9.00Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia - "Il settimo appuntamento per un Incontro formativo ed informativo. La catechesi è viva e feconda quando riesce a parlare con un linguaggio semplice capace di rendere protagonisti coloro che consapevoli della loro limitata conoscenza personale vogliono arricchirsi dei tesori della fede per divenire strumento di comunione. Anche "chi sa" potrà trarne  indicazioni per l'esplorazione di nuove nuove piste"

Protagonisti: Card. Paolo Romeo  - Cosimo Scordato - Daniela Scialabba - Gabriele Tornambé - Massimo Naro - Rino La Delfa - Giorgio Palumbo - Carmelo Torcivia - Giuseppe Alcamo

Contenuti: Lo statuto epistemologico della teologia narrativa - "...Mio padre era un arameo errante..."(Dt 26,5): Una storia all'origine della trasmissione della fede - "Nella notte in cui fu tradito...": Dalla memoria al Memoriale - Una sorta di contagio: il contatto relazionale per comunicare chi è Dio - Identità narrativa e dono teleologico in P. Ricoeur - La pastorale contribuisce allo sviluppo della Tradizione - La catechesi per educare alla fede è un intreccio tra storie: biblica - ecclesiale - personale

2015_03_13-D_P_ALCAMO-VII_CATECHETICA2015_03_13-D_P_ALCAMO-VII_CATECHETICA

 

12Nov/140

Palermo – Uomo Cultura Catechesi Gioia «…Radicamento e superamento del Concilio Vaticano II»

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11Lug/140

Palermo – Esortazione Evangelii Gaudium – «…la natura missionaria della Chiesa, necessita di una struttura ecclesiale leggera, snella, mobile…»

2014_-DGALCAMOCop-«una buona lettura per la 'Nostra estate»

L’esortazione Evangelii Gaudium, con i suoi cinque capitoli, suddivisi in 288 numeri, è un punto di non ritorno per la Chiesa del XXI secolo, perché con un linguaggio che supera tutte le barriere culturali, permette di accedere alla dinamica ricchezza della fede della Chiesa e provoca il lettore ad un’audace adesione per riscoprire la gioia di vivere, lasciarsi incontrare da Lui e cercarlo ogni giorno senza sosta”. Conclude Alcamo, nell’introduzione al volume

«LA CATECHESI EDUCA ALLA GIOIA EVANGELICA»

Riflessioni teologico-pastorali a partire dall’Esortazione Evangelii Gaudium -AaVv - a cura di Giuseppe Alcamo
Collana A proposito di… n. 6 -ISBN 8831545235 - pagine 256 - euro 12,00

Nello scorso febbraio, la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia ha organizzato una Giornata di studio di Catechetica dal titolo “La Catechesi educa alla gioia evangelica”, con l’obiettivo di studiare l’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”, focalizzarne le prospettive catechetiche, maturando così scelte pastorali da compiere per una catechesi che educhi alla vita cristiana.
Alla Giornata sono intervenuti nomi noti della teologia, della pastorale e della catechesi che, nella diversità di linguaggi e stili, hanno permesso un originale accesso alla comprensione e ricchezza dell’Esortazione, vero e proprio programma pastorale di papa Francesco, che con questo documento ha invitato i singoli cristiani e le Chiese locali a un ri-centramento della vita cristiana attorno alla gioia del Vangelo e a tutte le sue implicanze.

Gli interventi della Giornata di studio sono ora raccolti nell’omonimo volume curato da Giuseppe Alcamo, Docente di Catechetica presso la Facoltà Teologica di Sicilia. Scrive Alcamo nell’introduzione: “Il Vangelo non può essere vissuto e annunciato in forma rigida, stereotipata, con orpelli e caricature; bensì, andando all’essenziale, liberandolo da tutte le incrostazioni storiche che lo appesantiscono. […] Dalla Esortazione viene indicata, proprio a partire dalla natura missionaria della Chiesa, la necessità di una struttura ecclesiale leggera, snella, mobile, capace di rinnovarsi senza irrigidimenti, senza paure o pregiudizi e senza altre motivazioni se non una maggiore fedeltà al Vangelo”.

Don Pino Alcamo

Don Pino Alcamo

Tra gli interventi, particolarmente rilevanti sono quelli dello stesso Alcamo e di Sergio Tanzarella (Docente di Storia della Chiesa presso la Gregoriana), che evidenziano come papa Francesco attui un radicamento e un superamento dell’evento Concilio, mettendo a frutto i cinquant’anni di storia che la Chiesa ha vissuto. Da ricordare anche i contributi di Luciano Meddi e Ubaldo Montisci (rispettivamente Docente di Catechetica Missionaria presso l’Urbaniana e Docente di Catechetica presso la Salesiana), che mettono a tema le “strutture” e le “forme” con cui la Chiesa nel tempo si è posta a servizio del Vangelo, per mostrarne la loro attualità e forse anche qualche ruga da cui tentare di liberarsi. Infine, l’ultimo intervento, quello del patrologo Vincenzo Lombino, che fa cogliere la profonda sintonia tra i Padri della Chiesa e la spiritualità di Papa Francesco.
Gli altri contributi, altrettanto autorevoli, sono di Rosario La Delfa, Docente di Ecclesiologia e Preside della Facoltà Teologica di Sicilia; Carmelo Torcivia, Docente di Teologia Pastorale presso la Facoltà Teologica di Sicilia; Antonio Parisi, Docente di Teologia Morale presso la Facoltà Teologica di Sicilia.

15Nov/130

Barcellona P.G. – «Un evento Ecclesiale che avvicina i Catechisti al Territorio»

2013_11_17-BPG-30°C_Catechisti

Sarà la prima volta, che Padre Giuseppe Lonia insieme alla Equipe diocesana degli Animatori Zonali di Catechesi, condurrà questo Evento Festa nato nel lontano novembre del 1983, dalla volontà del Teologo mons. Pietro Aliquò, insediato nel ruolo di "Condirettore", dall'allora Arcivescovo Ignazio Cannavò alla guida dell'Ufficio Catechistico. L'appuntamento si svolse in Seminario, ed il luogo apparve subito non adeguato, troppo piccolo per contenere centinaia di persone. Per questa ragione, nel 1984 l'evento si svolse nel padiglione della Fiera con la presenza attiva di oltre mille catechisti. Oggi tocca a Barcellona P.G., che ha già accolto  dopo la manifestazione sui Migranti e la volta dei Catechisti.

12Set/130

Palermo – PFTS- Cultura, Fede, Catechesi «Atti della VI giornata di studio di catechetica»

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Don Pino Alcamo

Don Pino Alcamo

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-11Don Pino Alcamo, (direttore dell'ufficio catechistico regionale), bruciando i tempi di normale pubblicazione, mette a nostra disposizione un'efficace "strumento di servizio", facendoci ripercorrere le tappe di una "FEDE CHE CAMMINA" sulle strade del mondo. Curando ed armonizzando il lavoro, non solo intellettuale, di insigni e fecondi docenti che vivono con grande apertura mentale il rapporto tra la fede e la ricerca del confronto con tutti gli uomini in cammino.

A tal proposito, dice Papa Francesco al Pregiatissimo Dottor Eugenio Scalfari ...(...L'enciclica LUMEN FIDEI...è diretta non solo a confermare nella fede in Gesù Cristo coloro che in essa già si riconoscono, ma anche a suscitare un dialogo sincero e rigoroso con chi, come lei si definisce «un non credente da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth»

"Facciamo in modo che lo sforzo di dialogo ecumenico, le parole, le testimonianze e i gesti dei Sacerdoti che hanno il cuore della mente illuminato dalla Sapienza Divina, ci aiutino, a noi Laici, i veri 2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-28animatori del temporale, oggi a 50 anni dal Concilio ad avere sempre fiducia, nonostante le 'rughe, nella Santa Madre Chiesa,  per una realizzazione comune del Regno di Dio, iniziando e terminando con la preghiera di Lode."

Atti della VI giornata di studio di catechetica, fatta in Facoltà Teologica di Sicilia nell’anno accademico 2012/2013.

5Mag/130

Mazara del Vallo – «L’attualità del Profeta Elia: anche oggi l’ubbidienza a Dio ha un prezzo da pagare…»

2013_05_04-ALCAMO-IlProfetaELIA-copertina--002013_05_04-ALCAMO-IlProfetaELIA-copertina--03Nota personale sull'autore

Quello che istantaneamente colpisce della sua persona è il sorriso. Un sorriso aperto, composto, ma affettivo, non banale, ne di circostanza. Anche quando modera i dibattiti, sfodera un'espressione di viva partecipazione ed è capace in poche frasi di esplicitare quanto  espresso dai relatori.

Queste qualità, lo arricchiscono come uomo di cultura e di dialogo. Dai titoli dei suoi lavori possiamo dire che il Concilio Vaticano II rappresenta la sua stella polare, un punto essenziale di riferimento, nella quotidiana sfida di rendere sempre attuale "la Buona Novella". Ecco quindi una ulteriore occasione per essere riconoscenti a chi è capace di dare il "pane duro" da masticare, costituito dalla conoscenza e dell'approfondimento dei Testi Biblici. Si perché "seguire il Cristo" nel nostro quotidiano cammino umano, richiede un impegno costante, che deve fare riferimento e trovare linfa vitale in chi si è sforzato di essere coerente solo alla Parola 2013_05_04-ALCAMO-IlProfetaELIA-copertina--04di Dio e non a quella degli uomini.

Don Pino Alcamo

Don Pino Alcamo

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1Mag/130

Palermo – “VATICANO II” «Vita – Cultura – approfondimento della Fede»

2013_05_03-Palermo-CATECHETICA2013_05_03-Palermo-CATECHETICA3 maggio 2013  -Aula multimediale -Facoltà Teologica Sicilia -via Vittorio Emanuele 463

ASSOCIAZIONE ITALIANA CATECHETI-FACOLTÀ TEOLOGICA SICILIA

Colloquio interdisciplinare di catechetica-in vista del Convegno AICa 2013

L'«antropologico» nella riflessione catechetica contemporanea: dal Vaticano II a oggi -Problemi e prospettive

OBIETTIVO - Il seminario di studio - a cura della presidenza dell'AICa, organizzato in collaborazione e presso la Facoltà Teologica della Sicilia - è finalizzato a preparare, come in altre analoghe occasioni, il Convegno annuale dell'Associazione che – a conclusione del programma quadriennale in atto – quest'anno affronterà la tematica de «La catechesi tra desiderio e dono. Una prospettiva antropologica » (Palermo, 15-17 settembre 2013). Di tale opportunità, oltre agli studenti di teologia della facoltà ospitante, partecipanti privilegiati sono in primo luogo i giovani catecheti (licenziati, dottorandi e dottori di ricerca in catechetica) che intendono offrire il proprio contributo al cammino di riflessione dell'Associazione e in particolare alla ricerca catechetica italiana.

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-02-aPROGRAMMA

ore 9:00-18:00Preghiera: prof. Rino La Delfa - Saluto: prof. Salvatore Currò -Presentazione del Seminario: prof. Carmelo Torcivia

SESSIONE STORICO-PROBLEMATICA

AM h 9:30/12:30“A 50 anni dall'inizio del concilio Vaticano II”Modera: prof. Pio Zuppa AICa -

“LA «SVOLTA ANTROPOLOGICOESPERIENZIALE  » NELLA TRASMISSIONE DELLA FEDE: ACQUISIZIONE O DERIVA? – UNA RICOGNIZIONE (DAL CONCILIO VATICANO II ALL'«ANNO DELLA FEDE», 1962-2012)”

Relazione esplorativa della problematica antropologico/culturale in catechesi/catechetica a 50 anni dall'inizio del Vaticano II a cura del prof. Ugo LORENZI - Interventi di approfondimento sul versante: - della comunità e dei soggetti, a cura dei prof. Luca RAMELLO - della formazione catechisti e dell'IC, a cura del prof. Salvatore SORECA - dell'IC, a cura del prof. Carmelo SCIUTO

2013_05_03-Palermo-CATECHETICA

SESSIONE INTERDISCIPLINARE DI CONFRONTO

PM h 15:00/17:30 - La conclusione dei lavori è prevista per le h 18:00

 “Indicazioni e prospettive nell'ottica del desiderio”

Modera prof. Giuseppe Alcamo AICa Facoltà Teologica Sicilia

“EDUCARE IL DESIDERIO DI VITA DELL'UOMO – PISTE PER UN CONFRONTO INTERDISCIPLINARE”

Indicazioni e prospettive a due voci, Intervento dal versante: - biblico: prof. Giuseppe BELLIA - pedagogico: prof. Antonio BELLINGRERI - Dibattito tra i catecheti presenti - Sintesi e consegne in vista del convegno di settembre a cura del prof. Salvatore Currò

ps: - La conclusione dei lavori è prevista per le h 18:00 - - Informazioni/prenotazioni: Segreteria dell'AICa (sr. Cettina Cacciato):  cettinafma@gmail.com (Prenotarsi entro il 20 aprile 2013). È possibile chiedere il pernottamento.

prof. Rino La Delfa preside della Facoltà Teologica Sicilia - prof. Salvatore Currò presidente dell'AICa - prof. Carmelo Torcivia docente Teologia Pastorale Facoltà Teologica Sicilia -prof. Pio Zuppa AICa - Facoltà Teologica Pugliese - prof. Ugo LORENZI, catecheta Facoltà Teologica Milano -prof. Luca RAMELLO catecheta (Pg Torino) - prof. Salvatore SORECA, catecheta (Ucd Benevento) - prof. Carmelo SCIUTO, catecheta (Ucn Roma) - prof. Giuseppe Alcamo AICa Facoltà Teologica Sicilia - prof. Giuseppe BELLIA, docente Teologia Biblica Facoltà Teologica Sicilia - prof. Antonio BELLINGRERI, docente Pedagogia Facoltà di Scienze della Formazione Palermo - prof. Salvatore Curròpresidente AICa

 

5Feb/130

Palermo – Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia – «VI Giornata di Studio di Catechetica»

2013_02_22-Palermo-VI-catecheticavenerdì 22 febbraio 2013 - ore 9.00 > 18.00

Aula multimediale - Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia - Corso Vittorio Emanuele 463 - Palermo

«VI Giornata di Studio di Catechetica»

"Sulla tua parola getterò le reti" (Lc 5,5)

Il CCC a servizio della Fede della Chiesa

Programma

Preghiera: presiede il Cardinale Paolo Romeo

Introduce e modera: G. Alcamo

Verità rivelata ed enunciati della fede - V. Impellezzeri  - docente Teologia fondamentale

Tra lex credendi e lex vivendi il ruolo, la sfida  e il fascino della lex orandi -  M. Sodi - docente Liturgia

Verso una "pastorale catechetica"? -  C. Torcivia  - docente Teologia Pastorale 

2013_02_22-Palermo-VI-catechetica

BREAK

Nel solco della storia dei catechismi la nascita e la struttura del CCC - F. Lomanto - docente Storia della Chiesa -

Il CCC a servizio della missionarietà della Chiesa - F. Placida - docente Catechetica Missionaria 

Una rilettura dei processi formativi e catechistici in Italia alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica -  G. Alcamo - docente Catechetica 

1-CCI05022013_00000 N.B. dopo ogni relazione seguirà un dibattito in assemblea

Cardinale Paolo Romeo - Vescovo della Arcidiocesi di Palermo (presidente CESi) - G. Alcamo - docente Catechetica - Facoltà Teologica di Sicilia -  V. Impellezzeri  - docente Teologia fondamentale Facoltà Teologica di Sicilia - M. Sodi - docente Liturgia  - Università Pontificia Salesiana  e presidente della Pontificia Accademia di Teologia - C. Torcivia  - docente Teologia Pastorale Facoltà Teologica di Sicilia - F. Lomanto - docente Storia della Chiesa - Facoltà Teologica di Sicilia - F. Placida - docente Catechetica Missionaria - Pontificia Università Urbaniana

tel.; 091 331648 Fax 091 6111870 E-mail :info@fatesi.it Web: www.fatesi.it 

8Nov/120

Mazara del Vallo – Cultura e Fede «Un percorso per vivere bene l’Avvento e il Natale»

Catechesi narrative sul Natale 

«ABBIAMO INCONTRATO IL SIGNORE»

GIUSEPPE ALCAMO

« La vita non è solo chimica, cellule e materia, o istinti, emozioni e passioni; è tutto questo e molto di più; la vita è scintilla di Dio, dentro e fuori la storia ». È così che l’autore inizia la sua prima catechesi, mettendo il lettore in dialogo diretto con i personaggi della Natività.

Nell’orizzonte del primo annuncio e della nuova evangelizzazione, queste catechesi aiutano a rileggere il proprio vissuto alla luce del mistero del Dio che si fa uomo, in un percorso che accompagna il lettore lungo l’Avvento e nella festa del Natale, per maturare una fede ecclesiale e per vivere una vita cristiana in un mondo in continua evoluzione.»

Giuseppe Alcamo sacerdote della diocesi di Mazara del Vallo, è docente di catechetica alla Facoltà Teologica di Sicilia e direttore dell’Ufficio Regionale per la dottrina della  fede e la catechesi della Conferenza Episcopale Siciliana. Ha pubblicato La catechesi in Sicilia tra il Concilio Vaticano II e il Giubileo del 2000 (2006) e La « sicura bussola » della Chiesa (2008). Con Paoline ha pubblicato Associazioni e movimenti ecclesiali (2011); Noi, ragazzi di oggi (20113). Ha collaborato, inoltre, al libro Il compito educativo della catechesi (2011).

L’educazione secondo lo SpiritoEducare è molto più che istruire. In proposito, Romano Guardini ha scritto:

«Educare significa che io do a quest’uomo coraggio verso se stesso [...]. Che lo aiuto a conquistare la libertà sua propria [...]. Con quali mezzi? Sicuramente avvalendomi anche di discorsi, esortazioni, stimoli e metodi di ogni genere. Ma ciò non è ancora il fattore originale. La vita viene accesa solo dalla vita [...]. Da ultimo, come credenti, diciamo che educare significa aiutare l’altra persona a trovare la sua strada verso Dio. Non soltanto che abbia le carte in regola per affermarsi nella vita, bensì che questo “bambino di Dio” cresca fino alla “maturità di Cristo”. L’uomo è per l’uomo la via verso Dio»1.

Un vero processo educativo non si limita alla sfera dell’istruzione, alla trasmissione di notizie e di conoscenze strumentali sul “come” delle cose; non è nemmeno un semplice “addestramento” per l’assunzione di comportamenti socialmente accettabili; nel processo educativo si investe e si coinvolge la totalità della vita delle persone, dalla sfera affettiva a quella cognitiva, dagli atteggiamenti ai comportamenti; un corretto processo educativo inizia alla relazione buona e familiare, all’accoglienza affettuosa e alla fiducia reciproca, all’ascolto rispettoso e attento; educare secondo lo Spirito significa aiutare a riconoscere la propria vita e la propria storia accompagnata e sostenuta dal mistero dell’amore di Dio.

1 R. Guardini, Persona e libertà, La Scuola, Brescia 1987, pp. 222-223.  Pedagogia e Vita 70 (1/2012) 138-155 -17_PV_12,1_Alcamo.indd 138 04/09/12 17:09 GIUSEPPE ALCAMO -24W 18