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«La cooperazione scardina i processi clientelari mafiosi»

Bregantini, vescovo di Locri, al S. Tommaso - di Marialuisa Di Stefano

«Il gusto del bello è la migliore forma di antimafia. Se riusciamo a far passare questo concetto - attacca mons. Giancarlo Bregantini- i nostri giovani sentiranno di appartenere alla loro terra e saranno fieri di lavorare per renderla un bellissimo giardino».

Pochi passaggi, semplici ed efficaci, con cui il vescovo di Locri-Gerace spiega l'importanza della gratitudine e della cooperazione. "Il ruolo profetico della Chiesa nella promozione di una cultura della giustizia  e della solidarietà" è stato l'argomento affrontato da mons. Bregantini durante la solenne prolusione del nuovo anno accademico dell'Istituto Teologico S. Tommaso", a cui hanno preso parte, tra gli altri, mons. Giovanni Marra e il sindaco Francantonio Genovese. «Un momento pubblico per ribadire l'importate supporto che la teologia si impegna a fornire alla comunità nel suo complesso», spiega il prof. Giovanni Russo, preside dell'Istituto e direttore della Scuola di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia.

«Dalla Teologia emergono indispensabili orientamenti materiali e spirituali per la nostra vita quotidiana», a ribadirlo è il primo cittadino, che ha ricordato l'attenzione della città verso il prestigioso istituto.

«E' intorno alla gratitudine, emanazione dell'amore gratutito di Dio, che ruota tutta l'umanità» ha poi affermato mons. Bregantini. Brevi ma efficaci accenni ai contenuti della Giornata mondiale della gioventù e della Conferenza Episcopale di Verona sono stati illustrati durante la prolusione, particolarmente seguita e allietata dal coro polifonico "S. Maria dei Miracoli" di Sperone, diretto dal maestro Giacomo Arena. «Prima che una scelta, la nostra esistenza è una risposta a Colui che ci ha chiamati alla vita-continua il vescovo di Locri- oltre che donare bisogna dare la possibilità di restituire: in questo modo conferiamo dignità al povero che da oggetto diventa soggetto di cooperazione. Proprio facendo leva sul meccanismo di cooperazione si scardinano - conclude Bregantini- i processi clientelari mafiosi. Insieme ai giovani di Locri ci piace dire:«Noi ci siamo, ma non ci stiamo!».

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