CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

3Ott/180

Reggio Calabria -PLA -«La scienza non ha confini – 80 esperti provenienti da tutta Europa ospiti del Planetario Pythagoras»

Giovedì 4 ottobre 2018 - Segreteria Planetarium Pythagoras Reggio Calabria - Tappa calabrese per il

«XXXVIII Congresso nazionale degli storici della fisica e dell’astronomia»

Giovedì ospiti del Planetario Pythagoras 80 esperti provenienti da tutta Europa

Il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria ospiterà, giovedì 4 ottobre, una delle sessioni del XXXVIII Convegno Nazionale della Società degli Storici della Fisica e dell’Astronomia (SISFA) organizzato a Messina a partire dal prossimo mercoledì.
L’evento, finalizzato alla promozione degli studi di Storia della Fisica e dell’Astronomia e al riconoscimento della loro specificità e rilevanza, non solo ai fini della ricerca, ma anche dell’insegnamento delle scienze e nella formazione dei docenti delle scuole, coinvolgerà, dunque, le due città dirimpettaie dello Stretto.
Il 2018 è denso di anniversari importanti, tra cui la scomparsa del fisico catanese Ettore Majorana (1938), la promulgazione delle leggi razziali in Italia (1938), con - tra l'altro cose - il loro impatto negativo sulla scienza nazionale, e la nascita (1818) di Angelo Secchi, uno dei i fondatori dell'astrofisica moderna.
Ma il convegno affronterà anche la tematica della salvaguardia, la valorizzazione e la fruizione pubblica dell’ingente patrimonio storico-scientifico che sopravvive nei Dipartimenti di Fisica, negli Osservatori Astronomici e in vari altri luoghi in cui queste discipline sono state coltivate nel nostro Paese.
A Reggio la sessione dei lavori sarà dedicata all'astronomia e alla strumentazione e coinvolgerà la struttura di Via Hack, diretta dalla professoressa Angela Misiano.
«Ringrazio la Sisfa per avere scelto il Planetario quale sede privilegiata per ospitare una delle giornate del convegno. È, per noi, riconoscimento tangibile dell’impegno profuso in questi anni per la divulgazione delle discipline scientifiche. Il Planetario, che rientra nelle competenze della Città Metropolitana, ospiterà 80 congressisti provenienti da tutta Europa che potranno conoscere il Pythagoras e il livello culturale prodotto alle nostre latitudini – afferma la Misiano».
Sinergie fruttuose, oltre che con Palazzo Alvaro, anche con il Consiglio Regionale della Calabria che ha concesso il patrocinio morale e Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che accoglierà i congressisti la mattina di giorno 4 con una visita guidata tra le meraviglie della Calabria antica.
«Abbiamo ritenuto, insieme al Direttore del MArRC Carmelo Malacrino, che abbinare la bellezza del patrimonio culturale del Museo alle attività didattiche e divulgative in ambito scientifico del Planetario, potesse essere motivo di orgoglio per noi reggini e biglietto da visita prestigioso per gli ospiti della nostra città- conclude Angela Misiano».
L’appuntamento con la sessione reggina del convegno è prevista alle ore 14.00 al Planetario, con i saluti delle autorità.

Di seguito il programma degli interventi dei relatori.

Astronomy-Instrumentation (chair: Fabrizio Bonoli -SISFA)
14:30 Eugenio Coccia (GSSI-INFN-UniAQ) “Nascita di una nuova astronomia
15:10 Angela Misiano-Marco Romeo (SAIt Reggio Calabria - Planetarium Pythagoras ) “Presentazione Astronomia – SAIt Calabria”
15:35 Roberto Mantovani (UniUrb-SISFA) “And Yet it Moves: The Foucault Pendulum in Italy”
15:55 Raffaele Pisano (Lille University, France-SISFA) - Philippe Vincent (Lille University, France) “Reading the Discoveries of Gravitational Waves as New History of Physics Research Programme”

16:15 Andrea Orlando (Istituto di Archeoastronomia Siciliana-Fondazione Floresta Longo)  “Un astrolabio di Gualterus Arsenius ed alcuni strumenti gnomonici ritrovati nei magazzini del Castello Ursino di Catania” - Angelo Secchi – Instrumentation (chair: Roberto Mantovani-SISFA)
16:50 Ileana Chinnici (INAF- Oss. Astronomico di Palermo-SISFA) “ Angelo Secchi: Recent biographical studies”
17:15 Paolo Brenni (CNR / Fondazione Scienza e Tecnica- SISFA) “ Il Metereografo di Padre Angelo Secchi”
17:40 Piercarlo Bonifacio (Observatoire de Paris) - Ileana Chinnici (SISFA) “Rediscovering the memories of Angelo Secchi on the prismatic spectra
18:05 Lino Colombo (Teacher- I.I.S. Inveruno-SISFA) “The spectroscope “de poche” source of Angelo Secchi’s stellar spectroscopy research
18:30 A. Gasperini (INAF-Oss. Astro. di Arcetri), V. Zanini (INAF-Oss. Astro. di Padova), M. Gargano (INAF – Oss. Astro. di Capodimonte)
“Italian astronomers @ IAU: the contribution and the role of the Italian astronomers inside IAU from the foundation to the second post-war period.”

Reggio Calabria, 1 ottobre 2018 Ufficio Stampa

28Set/180

Messina – «”Studiorum Universitas 1548″ – Riscoperta umana, culturale e sociale di un … “messinese” dell’Ottocento»

Scuola Diocesana per la formazione Teologica di Base - Società Messinese di Storia Patria
Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche - Accademia Peloritana dei Pericolanti

Mercoledì 26 settembre 2018 Sala dell'Accademia Peloritana dei Pericolanti

Palazzo dell'Università, Piazza S. Pugliatti, 1

Seminario di studi

Religione e Patria.

«Filippo Bartolomeo, prete liberale messinese dell'Ottocento»

All'inizio della sezione pomeridiana il prof. Antonio Bagliodichiarando la propria gratitudine per il compito assegnatogli dagli Organizzatori, ha ringraziato "per questa bella occasione di incontro con risvolti interdisciplinari tra storia contemporanea, storia moderna, storia delle istituzioni, pedagogia, storia dell'arte che dialogano per ricomporre un quadro attorno a questa figura di Filippo Bartolomeo".  Ha ricordato di  aver sentito parlare della figura di Filippo Bartolomeo, prete liberale messinese dell'Ottocento, dal relatore Dino Calderone, autore di una ricerca sui cattolici liberali, preti e massoneria del 1800.

La particolarità di questo seminario di studi consiste nella molteplicità delle autorevoli voci narranti che si sono alternate nello spazio di un'unica giornata in tre sessioni, due al mattino ed una al pomeriggio.  Questo che poteva risultare un limite si è invece rivelato un valore aggiunto in quanto ha consentito ai relatori di confrontarsi in diretta e permettere quindi ad Antonio Baglio di inserire puntuali riferimenti  alle pertinenti relazioni.

Qualche minimo appunto sulla figura di «Filippo Bartolomeo: prete liberale messinese dell'Ottocento», (1798 - 1877)  -Uomo e Prete 'tosto, non incline ad abiurare i propri convincimenti (5 anni di carcere duro) - Oppositore dei Borboni con l'ideale della nazione Italia - Oppositore  alla tesi dell'infallibilità del papa ...

Cronologia degli interventi -

Mattino  presiede ROSARIO MOSCHEO 
ENZA PELLERITI- La Sicilia fra restaurazione e unificazione. Culture costituzionali e istituzioni
SALVATORE BOTTARI- La Carboneria a Messina nell'età della Restaurazione
GAETANO ZITO- Clero e società in Sicilia in epoca preunitaria: ristampa riformatrice di A. Pusateri
Ore: 11,45: presiede DANIELA NOVARESI
LUCIANA CAMINITI- Alla ricerca di una nuova identità. La Chiesa siciliana a Cavallo dell’unità
ANTONIO CICALA - Politica e società a Messina nel primo ventennio post unitario
CATERINA SINDONI - Filippo Bartolomeo ed il rinnovamento della Scuola e dei metodi didattici in Sicilia nella prima metà dell’Ottocento

ORE: 15.30: presiede ANTONIO BAGLIO - (filmati)
GIOVAN GIUSEPPE MELLUSI- La polemica tra Filippo Bartolomeo e l'arcivescovo di Messina
SANTI CALDERONE- Filippo Bartolomeo: un cattolico liberale e l'infallibilità del papa
GIANPAOLO CHlLLE’- Divagazioni storico-artistiche di Filippo Bartolomeo
ALESSANDRO ABBATE - Dinamiche demografiche della città di Messina nel "lungo Risorgimento"

Segreteria scientifica: Vittoria Calabro’, Giovan Giuseppe Mellusi
L’iniziativa è parte delle attività didattiche delle cattedre di Storia moderna, storia delle istituzioni politiche e Storia della pedagogia


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27Set/180

Reggio Calabria – «Gli Operatori culturali europei per l’utilizzo delle capacità educativa dei Planetari e dei Musei scientifici»

28 settembre : Dal 2005 l'Europa persegue "una didattica non formale"

«Notte Europea dei ricercatori - Planetario Pythagoras»

La Notte dei Ricercatori è un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 e coinvolge, ogni anno, migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. Obiettivo dell’iniziativa: creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto non formale.

La ricerca non si fa solo nei laboratori, la scuola, per es., è un soggetto permanente di ricerca didattica. Coniugare l’approfondimento delle discipline scientifiche con l’acquisizione di nuove competenze didattiche e metodologiche non è cosa semplice e, se questo non si può ottenere senza l’impegno e la responsabilità della scuola e quella individuale degli insegnanti, è pure vero che il percorso formativo non si può limitare soltanto a quanto sviluppato nelle aule scolastiche. Gli studiosi, infatti, sempre più auspicano una didattica non formale e suggeriscono di utilizzare la capacità educativa dei Planetari e dei Musei scientifici.

Il Planetario Pythagoras, nel suo piccolo, è impegnato per diffondere l’innovazione scientifica nella scuola, incrementare la qualità dell’insegnamento ed aumentarne la sensibilità. Il supporto proposto dal Planetario al piano dell’offerta formativa delle scuole consente di coniugare l’approfondimento culturale all'interesse per l’astronomia e l’astrofisica, con l’acquisizione di nuove competenze didattiche e metodologiche non disgiunte dall'innovazione tecnologica.

Molteplici le attività portate avanti dal Planetario, tra cui: le Olimpiadi Nazionali di Astronomia; i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro; i corsi di formazione per docenti; il progetto PRISMA.

Le Olimpiadi Nazionali di Astronomia costituiscono un ponte tra la formazione dei docenti e l’orientamento degli studenti. Qualche numero per ricordare il successo riportato dalla Calabria nella XVI edizione, svoltasi quest’anno: 9 vincitori nazionali su 15 (il 60%) sono studenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria alla cui preparazione hanno contribuito in modo rilevante gli esperti del Planetario coordinati dalla prof.ssa Angela Misiano.

I percorsi di Alternanza Scuola Lavoro sono tesi a valorizzare l’autonomia scolastica ed hanno come obiettivo quello di avvicinare gli studenti al mondo delle professioni, mostrando loro come sia possibile fare della passione per la cultura scientifica un'attività lavorativa. Numerosi sono stati i corsi di formazione per docenti, tra cui la Scuola nazionale di Alta formazione in Astronomia ed Astrofisica di Stilo, giunta alla XXIII edizione, che rappresenta motivo di orgoglio per la nostra regione. Il progetto nazionale PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), realizzato in collaborazione con l’Ente Parco d’Aspromonte (la strumentazione è collocata all’interno dell’Osservatorio della Biodiversità di Cucullaro), prevede la realizzazione di una rete di camere all-sky per l’osservazione di meteore brillanti al fine di delimitare le aree dell'eventuale caduta di meteoriti che, in genere, è associata a questi eventi.

Il ricco ed articolato programma dell’iniziativa del 28 prevede che il Planetario aprirà le porte al pubblico a partire dalle ore 10 e fino alle 13 alle scuole che si saranno prenotate; i piccoli appassionati potranno osservare il sole con strumenti e spettroscopia e seguire video tematici a cura degli esperti del planetario Rosario Borrello, Marica Canonico e Carmelo Nucera. Nel pomeriggio, dalle ore 17:30, con il coordinamento di Angela Misiano, si parlerà delle Olimpiadi di Astronomia, una opportunità formativa per docenti e studenti; alle 18:30, con Carmelo Nucera, si discuterà del cielo come laboratorio, un percorso di alternanza scuola lavoro; alle 19:30 gli studenti olimpionici racconteranno le loro esperienze coordinati da Melania Borzumati; alle 21:00, dopo i saluti Istituzionali, Giovanni Covone dell’Università Federico II terrà una relazione sul tema “Dove sono tutti quanti? La ricerca della vita intelligente nel Cosmo”. La manifestazione si concluderà con la visione del cielo e con l’osservazione al telescopio a cura degli esperti del Planetario che guideranno il pubblico presente tra le meraviglie del Cielo d’Autunno.

Per ulteriori informazioni telefonare allo 0965324668 o www.planetariumpythagoras.com.

22Set/180

Reggio Calabria – “… celebriamo l’arrivo dell’Autunno” «L’equinozio d’autunno tra mito, arte e scienza»

domenica 23 settembre ore 21,00 presso il Planetario Pythagoras

«L'equinozio d'autunno tra mito, arte e scienza»

L’Autunno astronomico ha inizio con lEquinozio che, quest’anno, cade alle ore 3.54 del 23 settembre.

Artisti, poeti, scrittori hanno dedicato opere, poesie e testi per celebrare questo momento dell’anno: la luce ed i colori che assume il cielo in questa stagione hanno un che di struggente e inducono l'anima a ripiegare su se stessa.

Nella tradizione iniziatica, infatti, questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire. Molti sono i miti legati a questo evento astronomico: nel tempo dei Misteri Eleusini l'equinozio d'autunno era il momento della discesa di Persefone nell'Ade e del dolore di Demetra; nella mitologia celtica l’equinozio d’autunno è indicato col nome di Mabon; legata ai significati dell’equinozio è anche la festa dell’Arcangelo Michele.

Per la scienza non è altro che un istante: quello in cui il Sole, nel suo moto annuale apparente lungo l'eclittica, viene a trovarsi esattamente sull'equatore celeste nel punto detto della Bilancia, definizione non esatta in quanto questo punto, a causa del moto di precessione dell’asse terrestre, oggi cade entro la costellazione della Vergine ed indica l'inizio della discesa del Sole al di sotto dell'equatore celeste.

Wikipedia - nei giorni dell'equinozio il sole al tramonto si trova giusto tra i megaliti della donna orante e la divinità nel sito dell'Argimusco a Montalbano Elicona, Sicilia.

Le ore di luce diminuiscono e prevalgono quelle di buio, la durata del giorno diminuisce sensibilmente fino a toccare la durata minima il giorno del solstizio d’inverno.

Il prof .Nicola Petrolino, esperto di cinema, la prof.ssa Angela Misiano e gli esperti del planetario intratterranno il pubblico su questi argomenti, evidenziando come il rigore del metodo scientifico si è ben amalgamato all'arte ed al fascino che l’uomo ha sempre avuto nell'alzare lo sguardo verso il cielo e scrutare le stelle con stupore e curiosità.

La cittadinanza tutta è invitata.

Segreteria Planetarium Pythagoras- Città Metropolitana -Società Astronomica Italiana Sez. Calabria - Via Margherita Hack già Salita Zerbi - Parco Mirella Carbone -Reggio Calabria -Segreteria tel\fax 0965 324668 - Rosario Borrello 329 4464386 -  Email: planetario.rc@gmail.com - planetario.rc@virgilio.it - Website: http://www.planetariumpythagoras.com/ - Pagine facebook: -https://www.facebook.com/Planetario.RC/ - http://www.facebook.com/groups/52592307791/?fref=ts - Contatto Twitter: https://twitter.com/PlanetarioRC - Canale Telegram: @PlanetarioRC

22Set/180

Reggio Calabria – æ PLA « ISPIRAZIONI D’AUTUNNO – cinema, arte, musica e poesia »

21Set/180

Messina – «Conoscere, comprendere i fatti salienti della storia peloritana»

Inserito in: Cultura Nessun commento
18Set/180

Mascalucia – 2 «Nella Chiesa nessuno è straniero – “Per capire e crescere bisogna … Incontrarsi»

09 settembre 2018 Santuario dell'Addolorata-PP. Passionisti - Mascalucia

Istituto Missionarie Secolari della Passione - Padri Passionisti - Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela

« La GIORNATA della FESTA dell'INCONTRO »

"Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

SAGRATO

Una Narrazione speciale, un intercalare comunicativo, costituito da una molteplicità di racconti, danza, canti, testimonianze perfettamente raccordate dalla 'voce narrante del diacono Santino Tornesi (Direttore ufficio Migrantes Mssina).

Rita Valastro, (membro dell'Istituto Missionarie della Passione) contestualizzando l'evento, ha così esordito:: "Allora! Questa giornata è la bella conclusione di un percorso cominciato nel gennaio 2018 quando si è programmato il consueto Convegno Nazionale sul tema della Migrazione. E'questo tema è stato scelto a partire da una frase pronunciata da papa Francesco al personale di Roma tre il 17 febbraio 2017 «Le migrazioni non sono un pericolo ma una sfida per crescere» ...

Ecco i vari "Momenti" costitutivi della narrazione: "Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

Noi popolo di migranti, la Sicilia terra di emigrazioneLettura Relazione ispettorato immigrazione 1912 al Congresso Americano _ Domenico -*- canto della migrazione la sofferenza del migrante-  A li cunfini di lu munnu (il dolore e la sofferenza in terra di emigrazione); Roberto e Mario -*- Lettura  lettura della lettera di un nostro emigrato alla madre  _ Domenico

L’Italia Paese di immigrazione, con la presenza di Migranti e Rifugiaticanto Ukuthula (proposto come preghiera per tutti quelli che partono alla ricerca di un futuro migliore) -*-canto Mininu kala (la ninna nanna africana per tutte le mamme che hanno visto partire i loro figli); - Coro dell’Ufficio Migrantes  -*- testimonianza di Bruno (giovane camerunense, migrante forzato)

Le seconde generazioni e le famiglie migranti - danza filippina, Tiniklin (la danza del bambù), eseguita dalla FCCM Youth -*- danza srilankese, Kandyan dance (danza tipica dell'area collinare dello Sri Lanka chiamata Kandy). Cristine  (giovane srilankese); -*-  testimonianza di Mercy (donna e madre filippina).

Il progetto migratorio tra nostalgia del Paese e vita di fede - canto Dju di Galinha (il migrante e il sospirato ritorno sulla sua isola) -*- canto Mikpawe Malia (Maria invocata come la madre dell’accoglienza e del servizio).  - Coro dell’Ufficio Migrantes

La migrazione tra radici culturali e modernità - danza filippina, Mix modern dances, eseguita dalla FCCM Youth. Verrà introdotta dalla presentazione di una giovane filippina; -  danza srilankese, Bollywood dance (mescolanza fra varie danze indiane, classiche e folk, con quelle moderne occidentali). Verrà introdotta dalla presentazione di una giovane srilankese; -  testimonianza di Catherina (giovane filippina di seconda generazione)

La melodia che unisce i sentimenti (che tocca le corde del cuore) canto Perfect (Bobby); canto All of me (Daniela).

La conclusione del nostro stare insieme, conoscenza reciproca nella convivialità delle differenze canto Sada sarana Mariye (prima di lasciare il Santuario un saluto a Maria, madre dei migranti); Coro srilankese e Coro dell’Ufficio Migrantes  -*- canto Ee mfumu e, yamba makabu (offrire al Signore tutto di noi nella fedeltà al suo Vangelo); Coro dell’Ufficio Migrantes -*- canto We are the world (tutti insieme per dire no all’indifferenza). (Giovani della Comunità Filippina di Messina)

Stringente ed attuale l'intervento della rappresentante di PAX CRISTI che ha porto i saluti del presidente mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo di Gravina di Puglia). Il Movimento PAX CRISTI intende essere una voce profetica  che ha come base la Cultura dell'incontro e di stare sulle soglie senza frontiere perchè la vera sicurezza è la giustizia - ha dato anche l'annuncio che il 2 ottobre ci sarà a Catania la 1ª giornata di non violenza Don Pino Puglisi "- e ha concluso citando Don Tonino Bello - "E la pace cos'è? E' comunità delle differenze è mettersi a sedere alla stessa tavola, come abbiamo fatto oggi, tra persone diverse che noi siamo chiamati a servire. "

Saluti e ringraziamenti del conduttore  - Un grazie di cuore a tutti i volontari dell’Ufficio diocesano Migrantes, ai rappresentanti della comunità cattolica filippina (Filipino Catholic Community of Messina - FCCM) curata da p. Ric Duque, a quelli della comunità cattolica srilankese curata da p. Neville Fernando. e a tutti i nostri amici di Mascalucia ...

Saluti con Sorpresa finale del Rettore padre Filippo Pisciotta  : Una targa di riconoscimento per il Don - Diacono Santino Tornesi. Poi i "Padre Nostro" cantato da tutti ha coronato la festa

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14Set/180

Messina – «La Santa Croce e … OMAR »

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroce

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroceFesta «ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE» - La parrocchia di S. Elena ha la particolarità di avere la presenza di tre singolari opere che ben esprimono questa Festa. La statua di S. Elena con la Croce ritrovata a Gerusalemme, Il quadro del “Trionfo di Cristo” posto sull'altare del Ringo ed il Crocifisso dell’altare della Chiesa di S. Elena.

Ma ancor di più questa Festa della Esaltazione della Santa Croce, ci invita a “Gloriarci anche noi nella Croce del Signore”, sapendo che «”La passione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo è pegno sicuro di gloria e insieme ammaestramento di pazienza. Che cosa mai non devono aspettarsi dalla grazia di Dio i cuori dei fedeli! Infatti al Figlio unigenito di Dio, coeterno al Padre, sembrando troppo poco nascere uomo dagli uomini, volle spingersi fino al punto di morire quale uomo e proprio per mano di quegli uomini che aveva creato lui stesso. Gran cosa è ciò che ci viene promesso dal Signore per il futuro, ma è molto più grande quello che celebriamo ricordando quanto è già stato compiuto per noi. Dove erano e che cosa erano gli uomini, quando Cristo mori per i peccatori?

Come può dubitare che egli darà ai suoi fedeli la sua vita, quando per essi egli non ha esitato a dare anche la sua morte? Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini?

2015_09_14-wwwSantElena-EsaltazioneCroceChi è infatti Cristo? È colui del quale si dice: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1, 1). Ebbene, questo Verbo di Dio «si fece carne e venne ad abitare i mezzo a noi» (Gv 1, 14). Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui nulla aveva da cui ricevere la morte. Donde lo stupefacente scambio: fece sua la nostra morte e nostra la sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte del Cristo. … » Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo.


20161218_114329(2015) La ‘quarta di Avvento è stata impreziosita dalla presenza di OMAR. Ormai tradizionale impegno di accoglienza dei tempi natalizi della Comunità di S. Elena che ha potuto così salutare,”l’Amico della Domenica“.

Padre Pippo nella preghiera comunitaria ha messo in luce la ‘forza dell’accoglienza e della solidarietà, come Segno del Natale. Da sei anni tramite il gruppo “OMAR OMAR“, la Parrocchia è impegnata a contribuire alla vitalità di una  “Casa”, che raccoglie gli emarginati senzatetto che vivono per strada e non ha nessun contributo pubblico ma si fonda unicamente nella Provvidenza

20161218_11403120161218_144307Fratel Carlo (camilliano, Direttore della Casa), invitando tutti a prendere, senza offerta, l’omaggio, (calendarietto da tavolo 2017), ha definito Omar il mite, collegamento tra S. Elena e la Casa della Speranza “Viviana Lisi “.

NOTA OMAR – Lui, OMAR, il marocchino, che fin quasi la metà del 2009, posizionato sui gradini d’ingresso, augurava a tutti “buona missa”.

E20161218_153951ra diventato amico di tutti, lui di altra fede, che risvegliava così, forse_inconsapevolmente anche nei più distratti, la ‘chiamata alla Messa in virtù del Sacerdozio comune. Infatti il celebrante, presidente dell’Assemblea, ringrazia Dio a nome nostro “per averci ammessi a compiere il servizio sacerdotale”. Poi un ictus, mise a repentaglio i suoi giorni terreni, ma l’accoglienza nella Casa della Speranza “Viviana Lisi” di Riposto (CT), e la sua forte tempra gli hanno consentito un grande  recupero fisico e spirituale.

 

14Set/180

Reggio Calabria – PLA «il cielo d’estate che ci lascia … non oscura i miti e le tradizioni legate al Cielo e alla … »

« ASPETTANDO L’AUTUNNO »

Venerdì 14 settembre 2018, ore 21.00 - Planetario Pythagoras Città Metropolitana Reggio Calabria

Martedì 18 settembre 2018, ore 20.30 -Terrazza del Castello Aragonese

ASPETTANDO L’AUTUNNO

In attesa di salutare astronomicamente l’estate, giorno 23 settembre alle ore 3.54 dei nostri orologi, il Planetario Pythagoras organizza ancora per il pubblico due eventi estivi.

Il primo appuntamento è per giorno 14 settembre alle ore 21.00. Sotto la cupola del Planetario sarà illustrato, tra mito e scienza, il cielo d’estate che ci lascia e quello di autunno che già fa capolino ad est. Al termine, dal piazzale antistante il Planetario, sarà possibile osservare il cielo con gli strumenti.
Il secondo incontro si terrà giorno 18 settembre alle ore 20.30 sul terrazzo del Castello Aragonese, dove con gli strumenti sarà data la possibilità al pubblico di osservare i pianeti ancora visibili. Sarà anche l’occasione di intrattenere il pubblico raccontando i miti e le tradizioni legate al Cielo e alla nostra cultura e mettere in evidenza quanto poco stellata è la notte dalla città a causa dell’inquinamento luminoso.

Le attività sono inserite all’interno del programma dell’Estate Reggina 2018, nel II Festival calabrese dell’Astronomia, progetto presentato per la Selezione e il Finanziamento nell'ambito degli interventi della Regione per la valorizzazione del sistema dei Beni Culturali, e nel progetto “Quanto è stellata la notte: il cielo rubato” in collaborazione con il Parco nazionale d’Aspromonte

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

12Set/180

Mascalucia – «Nella Chiesa nessuno è straniero – “… Il nostro silenzio potrebbe diventare complicità”»

09 settembre 2018Santuario dell'Addolorata-PP. Passionisti - Mascalucia

Istituto Missionarie Secolari della Passione - Padri Passionisti - Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela

« La GIORNATA della FESTA dell'INCONTRO »

"Canti, danze e testimonianze per raccontare l’emigrazione e l’immigrazione."

Lo svolgimento della giornata è il risultato di una perfetta naturale preparazione.  La volontaria professionalità si è fusa con la spontaneità, la mitezza, la semplicità, il sorriso di tutti i partecipanti. Siamo stati accolti così bene da sentirci a casa.

Celebrazione eucaristica

In questo clima di serenità, l'Arcivescovo Giovanni Accolla ha avuto modo di gioire per le affettuose raccomandazioni che gli ha rivolto il suo"vecchio" prof.re mons. Salvatore Consoli, giunte dopo quelle augurali indirizzategli dal Rettore padre Filippo Pisciotta nel 39° di Consacrazione del Santuario alla Vergine Addolorata

Nell'omelia il Vescovo non ha mancato di trasmettere, partendo dal vangelo del giorno, un forte richiamo alla radicalità del messaggio cristiano. La Buona Novella è stata rivolta a tutte le creature e nessuno può far finta di non sentire o di non vedere. Quindi apriamo la nostra mente, il nostro cuore all'accoglienza dell'altro. Chi non li accoglie non accoglie Cristo.





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28Ago/180

Messina – «13ª Giornata per la custodia del Creato – “COLTIVARE L’ALLEANZA CON LA TERRA”»

28Ago/180

Reggio Calabria – «Storie avvincenti e di estrema attualità per imparare il bene dell’umano accogliente rispetto»

FESTIVAL DEL CINEMA MEDITERRANEO " VERSO SUD' -2018

l'Arena "Alberto Neri" - Via Marina Catona - R.C. - presenta

- Mercoledì 29 agosto

LION- LA STRADA VERSO CASA

-(non proiettato domenica 26 pel maltempo)
Regia di Garth Davis. Interpreti: Dev Patel, Rooney Mara, Nicole Kidman, David Wenham, Nawazuddin Siddiqui. USA, Australia, Gran Bretagna, 2016! Durata 129'.
In un piccolo paese dell'India, un bambino si perirne non ritrova più la via di casa. Dopo aver vagato per mesi per le strade di Calcutta, viene salvato e adottato da una famiglia australiana. Diventato adulto, deciderà di ritrovare la sua vecchia famiglia. Per la sezione "Sud del mondo" un'incredibile storia vera che cattura ed emoziona.

- Venerdì 31 agosto

TaNo da morire

Regia: Roberta Torre. Interpreti Ciccio Guarino, Mimma De Rosalia, Maria Aliotta, Tony Bruno Italia 1997. Durata 80'.
Per la sezione "Film di ieri" il primo musical sulla mafia. Surreale e grottesco, un vero cult da rivedere a vent'anni dalla sua uscita, perché quando si ha il coraggio di ridere, come insegna il grande Eduardo De Filippo, si ha anche il coraggio di vincere. Proiettato al Festival Internazionale del Cinema di Venezia nel 1997, ottiene il Premio Settimana Internazionale della Critica. D film vince il David di Donatello 1998 per Miglior Regista Esordiente (Roberta Torre) Migliore Musicista (Nino D'Angelo). Vince i Nastri d'argento per le categorie: Miglior Regista Esordiente, Migliori Attrici non protagoniste, Miglior Colonna Sonora.

19Ago/180

Calabria – Stretto di Messina – «Alla meravigliosa gioventù del mio paese la narrazione delle sue storie e contraddizioni»

Non capita spesso di ricevere un gratuito "regalo", tanto più di ricevere una "perla". Invece è accaduto qualche sera fa alla XXI Cena dei Rioni, a Piale di Villa S. Giovanni.

E' stato un momento di intensa e autentica comunicazione, di 'dialogo; una perfetta sintonia di pensieri che ha trovato certificazione dopo la lettura  dei racconti e delle 28 poesie racchiuse in questo splendido libro di Graziella Tedesco.

«Adesso vi

racconto

una storia»

Ventiquattro brevissimi racconti. Ventiquattro turbamenti del cuore e della mente, Un mosaico palpitante della grandezza dell'uomo, delle sue fatiche e dei suoi sogni. Umanità intrisa della certezza della speranza del riconoscimento dei semplici gesti ricchi dell'eterna umanità prerogativa incancellabile di ogni uomo. Un  "... a sua immagine e somiglianza" che garantisce nonostante le cadute le brutture le mentalità mafiose, che nulla può essere tolto alla dignità di ogni uomo."

Ho vissuto e interpretato ogni racconto con una adesione totale, per sentire intimamente il gusto della sconfitta o della vittoria del bene.

«Era dolce nonna Angela e la sera quando mi rimboccava le coperte si sentiva ripetere sempre la stessa domanda: "Nonna mi racconti una storia?" Lei con un sorriso che sapeva di antico rispondeva recitando una filastrocca antichissima, antica come il mondo:

"C'era na vota c'era cu c'era, c'era nu surici nta lumeray u iattu iau mu pigghia e si brusciau mezza cavigghia”.

Io sorridevo, mi giravo dall'altra parte e mi addormentavo tranquilla perché sapevo che c'erano tre angeli custodi che vegliavano sulla mia vita: mia madre, mio padre e mia nonna Angela.

Graziella Tedesco-Adesso vi racconto una storia

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17Ago/180

Palermo- «Il bisogno di raccontarci una “storia aperta” in cui sono protagonisti … sia coloro che raccontano sia coloro che ascoltano.»

Condividiamo, con gratitudine, il magistrale contributo del prof.re don Pino Alcamo che mediante una innovativa Catechesi narrativa rilancia e mette in circolo quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione..

Una Chiesa di frontiera
Catechesi narrativa

Don Pino Alcamo

«Questo contributo nasce dal desiderio di mettere in circolo e rilanciare quanto Giovanni Paolo II ha detto nella visita apostolica fatta nel 1993, nella diocesi di Mazara del Vallo, in occasione del nono centenario della sua costituzione.
Ho scelto di mettere in atto una vera catechesi narrativa, che potrebbe essere esemplificativa per ogni forma di catechesi; narrare la propria fede a partire da un evento storico vissuto, collegando passato, presente e futuro.
I discorsi di Giovanni Paolo II sono considerati come la trama su cui costruire l’itinerario pastorale/catechetico.» Giuseppe Alcamo

La narrazione nella vita pastorale e nella catechesi  - Entriamo nella storia - Una Chiesa che contagia con la sua gioia - La Chiesa come  frontiera della nuova umanità - Una Chiesa che accoglie e dialoga - Una nuova azione pastorale e catechetica - Per concludere 

  • Nella narrazione si vengono ad incontrare il passato, il presente e il futuro, l’uomo nella sua realtà storica, con la sua fragilità, grandezza e miseria e l’uomo nel suo desiderio di diventare migliore di quello che è, l’uomo fragile ma sognatore di un avvenire migliore. Il presente diventa un «presente», nel senso di dono da accogliere, regalo gratuito che ti viene offerto per un futuro migliore. Punto di riferimento è  l'apostolo Giovanni In pochi versetti, Giovanni insieme al «che cosa» raccontare, e al «come» raccontare, motiva il «perché» raccontare. Il «perché», nonostante sia posto a conclusione di questo breve prologo, precede e fonda il «che cosa» e il «come»; la risposta data al «perché» è determinante per trovare la forza di andare oltre tutte le difficoltà che possono sorgere a partire dal racconto che viene fatto. Il «perché» esprime, prima ancora del «che cosa» e del «come», la natura e l’obiettivo dell’evangelizzazione e della catechesi; la risposta a questo «perché» la troviamo al versetto 4: «Perché la nostra gioia sia piena». 
  • Questo racconto della Prima Lettera di Giovanni mira soltanto a riempire di gioia la vita dell’uomo, a far prendere consapevolezza che vale sempre la pena vivere questa vita, che la morte e il dolore non sono l’ultima parola e il destino dell’uomo. Attraverso il racconto viene messa in atto una forma di diaconia alla vita in sé.
  • Giovanni Paolo II - «La vostra è una Chiesa di frontiera». Così ci ha detto, per ben due volte!  L’immagine della «frontiera» è ambivalente, bisogna interpretarla e comprenderla bene, perché può essere intesa come baluardo contro qualcuno che viene considerato nemico che invade, come dogana che rende difficoltosa l’entrata o come posto di blocco che impedisce l’accesso. La frontiera come «baluardo», «dogana», «posto di blocco» oggi più di ieri è una tentazione sempre in agguato, su cui vigilare attentamente.
  • Papa Francesco non si stanca di ricordarcelo: la Chiesa non può essere una «fortezza» inaccessibile, né una «dogana» che ispeziona, né un «tribunale» che giudica e condanna.  È come se avesse preso il «testimone» da san Giovanni Paolo II in questa corsa del vangelo che deve caratterizzare tutte le chiese del mondo e in particolare quelle che sono in Italia. Siamo tutte chiese di frontiera per tante persone che hanno bisogno di pace, di serenità, di vita, anche solo di poter esistere; e invece siamo tentate di fare baluardo o dogana o posto di blocco. Questa per lo meno è l’aria che si respira in molta parte della nostra società, nelle tensioni politiche, nella mentalità di tanta gente, negli interessi di parte. Invece è una nuova umanità che bussa alle nostre porte e vuol nascere, costruirsi e mettere a disposizione i doni che Dio le ha fatto
  • La Chiesa, nelle intenzioni di Colui che l’ha fondata e che la tiene in vita, è sì una frontiera, ma dalle porte spalancate, di umanità affratellata; attraverso la Chiesa si entra nello spazio umano/divino dove le divisioni e le separazioni devono essere del tutto eliminate, dove l’amore deve essere l’unica legge, dove il primo e l’ultimo possono sedere insieme alla stessa mensa. Se questo non avviene il volto della stessa Chiesa è sfigurato
  • Nelle parole di Giovanni Paolo II non vi sono equivoci, la frontiera è una porta aperta all'accoglienza, alla condivisione, al dialogo con gli uomini e le culture. Il santo papa ci riconosce dentro la Chiesa italiana come «frontiera naturale» e ci invia come missionari per il dialogo tra le culture e per l’accoglienza fra i popoli: «Vero crocevia della storia fra due civiltà, la vostra Chiesa di frontiera ha rappresentato e continua a rappresentare il naturale punto di contatto e di dialogo fra mondo cristiano e mondo musulmano, fornendo notevole contributo ad una cultura di tolleranza e di pace».

Una nuova azione pastorale e catechetica
 In riferimento al fenomeno migratorio a cui il Papa fa esplicito accenno, nonostante siano passati venticinque anni, siamo solo all’inizio, perché il fenomeno si è amplificato, e forse dobbiamo ancora maturare meglio le scelte da compiere e lo stile da assumere. Ci sono forse carismi da riconoscere e servizi da intraprendere; così ha detto Giovanni Paolo II: «Il carisma non è affatto un’arbitraria iniziativa del singolo all’interno della Chiesa. È piuttosto la risposta suscitata dallo Spirito ad un bisogno concreto, una risposta incarnata nelle capacità personali, confortata dall'approvazione della comunità e garantita dall'autorità dell’apostolo».

Il fenomeno migratorio è una sfida non solo politica e culturale, ma anche pastorale, che ha interessato il mondo e la Chiesa di tutti i secoli, anche se non finiamo di essere tentati di vivere la nostra storia ed anche la nostra fede nella logica della paura e della chiusura.
- Una sfida che caratterizza il cammino post conciliare della Chiesa mazarese.
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Ogni migrazione è prova, sia per i singoli o i gruppi che la vivono, sia per il popolo che l’accoglie; la sfida è per chi parte in cerca di fortuna o di pace; ma anche per chi viene visitato, in quanto è costretto ad un confronto e ad una verifica su ciò che vive, su come lo vive, su come affrontare il futuro.
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Accogliere questa sfida significa prendere consapevolezza che noi andiamo verso una nuova civiltà che dovrà essere orientata nell’unica prospettiva vivibile, quella dell’amore, che deve crescere, svilupparsi, maturare. La Chiesa di Mazara del Vallo, forse, deve ancora assumere in toto questa sfida e considerarsi come un vivente laboratorio per tutta la Chiesa italiana.
- Una Chiesa di frontiera, come la nostra, questa sfida non la può perdere.
- La Chiesa è sempre più consapevole che l’accoglienza reciproca è un banco di prova dell’autenticità dell’amore cristiano e che essa è chiamata ad essere presente nelle fratture che crocifiggono l’umanità nella sua carne e nella sua unità.
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Non si tratta di dare l’appalto a qualcuno, fosse anche la caritas o un istituto religioso, ma sensibilizzare e responsabilizzare, dal primo all’ultimo battezzato, che assumere la fede in Cristo come stile di vita significa considerarsi ed essere fratello universale dell’umanità.
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Attraverso le migrazioni, la Chiesa è interpellata a diventare segno della fondamentale unità del genere umano, ma anche luogo dove si educa nel rispetto delle diversità di culture e fedi, in sinergia con tutte le altre agenzie educative.
- D’altra parte, il Concilio lo afferma in modo ufficiale: dentro l’umanità la Chiesa è sacramento.
66) Credo di non sbagliarmi se indico la «Comunità Speranza», guidata dalle suore Francescane missionarie di Maria, come uno di questi «luoghi educativi», uno dei piccoli «segni sacramentali» che invera la vita della nostra Chiesa, che, però, deve ancora crescere e svilupparsi, con la benedizione di Dio e con la collaborazione di tutti. La Casa della Comunità Speranza accoglie ogni anno circa 200 bambini e adolescenti, figli di immigrati e mazaresi, che frequentano il centro.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-10-
La sfida è quella di abbattere il rischio di abbandono e ridurre la dispersione scolastica di coloro che hanno difficoltà linguistiche e non si sentono del tutto integrati e dare loro speranza di un futuro di uguaglianza e di pace. Tutti i giovani frequentanti il Centro, arrivano direttamente dalle scuole del territorio con cui l’associazione collabora costantemente ed efficacemente.
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Per rispondere ai loro bisogni educativi i ragazzi vengono accompagnati quotidianamente nello studio, vivono esperienze autentiche di amicizia, legami duraturi nel tempo con operatori e compagni con i quali tessono relazioni positive.
2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA-09- Conoscendo e sviluppando le loro abilità e competenze specifiche si sentono protagonisti della loro vita e si allontanano dalla tentazione di abbandonare gli studi per dedicarsi a episodi di devianza. Ma la Casa della Comunità Speranza non si limita a offrire ai giovani studenti soltanto un aiuto scolastico ma dà a loro anche la possibilità di frequentare dei laboratori ludico-ricreativi: ballo, cucito, percussioni, giornalismo, recitazione, canto, pittura, calcetto.

- Ogni anno scolastico trascorso nel Centro di aggregazione giovanile diventa, per chiunque vi abbia partecipato, un’esperienza unica che si conclude con una grande festa dove proprio i ragazzi diventano attori principali delle esperienze fatte con i compagni e con la comunità.
- Una grande kermesse di danze, canti, musica e teatro si incrociano dando rilievo alle abilità dei giovani partecipanti al cospetto delle loro famiglie e della comunità cittadina.
- La crescita nella speranza è data dal fatto che gli animatori e i volontari non sono solo cristiani e mazaresi, ma anche musulmani provenienti dal Maghreb, dal Kosovo, dalla Macedonia e da altre etnie presenti nel territorio; a mano a mano che sono cresciuti, i ragazzi da destinatari sono diventati protagonisti e si assumono la responsabilità di aiutare a crescere i più piccoli. Questi brevi estratti ci fanno comprendere come sia difficile essere cristiani se non siamo autenticamente uomini.

Una Chiesa di frontiera LINK -CHIESA DI FRONTIERA- OP 05_2018 pdf

14Ago/180

Reggio Calabria – «ROM … calarsi in una dimensione di mediazione totale … raccontare oltre la superficie… »

FESTIVAL DEL CINEMA MEDITERRANEO " VERSO SUD - 2018

Giovedì 16 agosto

presso l'Arena "Alberto Neri" - Via Marina Catona - R.C.

"CATONA TEATRO”

CIAMBRA

UN FILM DI J0NAS CARPIGNANO

Regia: Jonas Carpignano. Interpreti: Pio Amato, Koudous Seihon. Italia, Francia, Germania, 2017. Durata 117'. Seguendo la quotidianità del quattordicenne Pio, Jonas Carpignano ritrae la Ciambra, luogo in cui vive una comunità rom stancale di Gioia Tauro, in Calabria. Vincitore del David di Donatello 2018 come migliore regista.

Il merito di Jonas Carpignano è di credere - e molto - nel cinema che fa. Crede nei suoi personaggi, nelle storie che crea e soprattutto nei luoghi che sceglie. Il legame con la Calabria protagonista degli ultimi quattro film (fra lunghi e corti) del regista italo-americano è infatti talmente forte da averlo portato alla decisione di andare ad abitare a Gioia Tauro.

Gioia Tauro dove abita anche Pio - il protagonista di A Ciambra - un ragazzino di tredici anni della comunità Rom della provincia di Reggio Calabria che, come tutta la sua famiglia, vive di piccoli furti, truffe e affari con la malavita locale.

Credere significa calarsi in una dimensione di mediazione totale, nella quale la camera diventa strumento che osserva, pedina e rivela; significa quindi affezionarsi ai personaggi, volerli raccontare oltre la superficie; significa costruire una storia che metta la realtà al servizio della narrazione (Pio e la sua famiglia interpretano loro stessi, usano i loro veri nomi e il campo in cui vivono diventa la location principale del film).

Un film non conciliante che fa senz'altro discutere.