CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

12Lug/110

Milazzo – «Riprendere il cammino con veri interventi di risanamento per lo sviluppo ecologico, sociale, politico e occupazionale»

Un vero convegno, relatori preparati e dibattito serrato. Analisi e prospettive per individuare le migliori azioni di risanamento da compiere per dare uno scossone alla relativa stagnazione risalente al momento della dichiarazione di zona ad alto rischio.
Così giovedi 7 luglio 2011 alle ore 17.00 a Palazzo D’Amico, si è formato un primo tassello per dare risposta al titolo del convegno.

«AREA AD ALTO RISCHIO DEL MELA»

"TRA MANCATO RISANAMENTO E PROCEDURE DI INFRAZIONE"
E' toccato al Presidente di Legambiente del Tirreno, Pippo Ruggeri, fare gli onori di casa ed introdurre oltre che la tematica anche il moderatore, consigliere comunale,  Salvatore Gitto. Il consigliere ha subito dato al parola al Dr. Eugenio Cottone, ex funzionario della Regione Siciliana, che, con passione, ha fatto una severa disamina sul tempo sprecato, nove anni, e sulle numerose infrazioni comunitarie commesse. Forte, ma correttamente percepita, la dichiarazione sulla pressochè inutile presenza di centraline, quando sono molto più importanti i dati di PM10 che vengono inalati dagli esseri viventi. A seguire l'ing. Enzo Colavecchio del Direttivo Nazionale e grande conoscitore del territorio, ha messo in evidenza la triplicità del "danno" economico, ambientale e biologico. essendo un territorio ad alto rischio le Leggi vanno osservate scrupolosamente, introducendo un verificatore delle emissioni per ciascuna unità produttiva, in modo che la somma delle emissioni diminuisca gradatamente. Importanti i Piani di Risanamento (i cosidetti 5+5), quando essi vengono applicati con coerenza e sotto controllo, pena la perdita delle concessioni da parte delle Imprese. Altro forte argomento riguarda le falde acquifere, i pozzi e la gestione tutta dell'acqua potabile, onde evitare l'inquinamento delle falde.
A questo punto si è acceso un vero dibattito, con vari e interessanti interventi, a cui hanno dato risposta l'ing. Colavecchio o il Dr. Cottone. Hanno preso la parola diversi Condiglieri, professionisti, medici e funzionari. Oltre a responsabili di Gruppi ambientalisti. Le conclusioni sono state tratte dall'arch. Mimmo Fontana (Presidente Legambiente Sicilia). Il suo intervento ha voluto spaziare sul futuro, ricordando che gli ultimi anni hanno visto una accelerazione esponenziale delle politiche ambientaliste. La "Germania" ha dichiarato, nero su bianco, che nel 2050, l'80% del suo fabbisogno energetico verrà acquisito da fonti rinnovabili. Avendo una prospettiva di futuro a termine medio, si possono coniugare insieme lo sviluppo industriale e la tutela ambientale. Anzi più crescerà la tutela ambientale tanto più crescerà l'occupazione.
«Ecco perchè tutti dobbiamo impegnarci nella ricerca degli obiettivi, delle strategie e delle alleanze per il rilancio urgente di una politica per il risanamento del comprensorio milazzese.»
Pippo Ruggeri (pres. Legambiente del Tirreno)
Salvatore Gitto (consigliere comunale Milazzo)
Eugenio Cottone (pres.Ord. Chimici PA, del Cons. Naz. Chimici)
Enzo Colavecchio (Consigliere Legambiente Nazionale)
Mimmo Fontana (Presidente Legambiente Sicilia)
Legambiente del Tirreno -Via Baronello, 1 – Milazzo (ME) 338 -1467505   e-mail: legambientetirreno@tiscali.it

L'Intervento finale dell'arch. Mimmo Fontana

IL COMUNICATO:
Legambiente del Tirreno, dopo nove anni dalla Dichiarazione di alto rischio di crisi ambientale per la Valle del Mela non seguita da fatti concreti, stigmatizza la situazione come un vero e proprio fallimento istituzionale, e ritiene necessario riprendere le fila dell’analisi politica.
Legambiente del Tirreno -Via Baronello, 1 – Milazzo (ME) 338 -1467505   e-mail: legambientetirreno@tiscali.it

Il pensiero di Legambiente del Tirreno

Il pensiero di Legambiente del Tirreno
Con la dichiarazione di area ad alto rischio, sia pure in modo contraddittorio, si è sostanzialmente riconosciuta la necessità nel comprensorio milazzese di promuovere una politica di risanamento, contro il degrado ambientale e i pericoli che affliggono la vita e la salute di migliaia di persone.
Tuttavia a questo riconoscimento non sono seguiti i fatti consequenziali, anzi dopo nove anni possiamo dire che si è acuita la condizione di sistematica  violazione delle leggi in materia ambientale favorendo una logica industriale di tipo predatorio. Così sono stati in buona misura vanificati gli sforzi di concertazione su un progetto condiviso per  lo sviluppo sostenibile. Dopo nove anni le spinte positive venute dalle vocazioni turistica, agricola, florovivaistica e artigiana sono state accantonate. E lo stesso comparto industriale, che ha perduto  numerose attività, con grande fatica cerca di rilanciarsi in settori trainanti, ma non riesce a dotarsi di moderne infrastrutture di servizio (pontile commerciale di Giammoro, piattaforma  logistica intermodale, ecc.).
Già in passato Legambiente del Tirreno ha sostenuto che l’inquinamento, dovuto soprattutto ai grandi impianti energetici, oltre a costituire un fattore di degrado ambientale, penalizza e condiziona lo sviluppo economico. Dunque una politica di risanamento appare più che mai indispensabile per avviare buone prospettive per un’economia integrata, capace di confrontarsi con i mercati secondo un modello di sviluppo armonico ed ecocompatibile.
La dichiarazione di alto rischio avrebbe comportato l’obbligo della redazione di un piano con obiettivi di risanamento certi per la qualità dell’aria e per la bonifica delle acque e del suolo, e la sua applicazione per un ripristino di accettabili condizioni ambientali e sanitarie entro un periodo di cinque anni, con un effetto di liberazione delle forze sane nel campo produttivo e della legalità.
Abbiamo invece assistito ad un periodo di demagogici proclami, durante il quale l’attenzione verso i danni all’ambiente e alla salute, è stata deviata e privata di ogni democratico sbocco verso mete positive, mentre il quadro politico e istituzionale non ha prodotto nulla di significativo.
L’arte pseudopolitica di promuovere istituti vuoti (o di svuotarne le potenzialità minandone l’efficienza), di favorire la deregulation contro ogni sviluppo ordinato e di permettere la sistematica violazione (o l’inapplicazione) dell’intero quadro delle norme ambientali, determina la diffusione di gravi conseguenze. Una delle principali è che i soggetti che agiscono sul territorio possono impunemente derogare ai loro obblighi di legge, mentre l’illegalità diventa ordinaria, quasi un diritto acquisito. Anzi, se qualcuno, nel campo degli illeciti in materia ambientale, cerca di opporsi, viene a
sua volta contestato. Mentre, nel campo avverso, è premiato con prestigiosi avanzamenti di carriera chi dimostra di riuscire a presentare i propri reati ambientali come capacità manageriali e di  successo nelle comunicazione sociali.
A questo punto, avendo perso la percezione collettiva che ci troviamo immersi in un sistema di illegalità,  l’illecito è diventato una capacità professionale della quale vantarsi, magari ostentando come gloriosi risultati i frutti e prodotti dei propri reati, in ordine a qualunque forma di occupazione e devastazione territoriale ed ambientale.
Di contro nasce la necessità di una nuova cultura sociale che spinga alla legalità, all’applicazione delle normative per il controllo del territorio, in questo ed in altri settori. E’ necessario recuperare la capacità collettiva di analisi politica sul nostro territorio, l’organizzazione della società civile e l’azione delle associazioni ambientaliste Sono in molti che si riempiono la bocca di libertà e democrazia, ma la risposta più bella viene da una canzone di Giorgio Gaber: “La libertà non è star sopra un albero/ non è neanche avere un’opinione/ la libertà non è uno spazio libero/ libertà è partecipazione.”
Un invito quindi alle amministrazioni ad essere aperte alle richieste della gente ed una sollecitazione ai cittadini perchè trovino il senso della collaborazione per il bene comune e per una vera partecipazione.
Legambiente del Tirreno -Legambiente del Tirreno -Via Baronello, 1 – Milazzo (ME) 338 -1467505   e-mail: legambientetirreno@tiscali.it
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