CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

25Set/170

Messina – «Attualità della Nota Pastorale della Chiesa messinese del 1985» – «Perché ancora oggi si ripresentano i suoi perniciosi scenari ?»

Mons. Ignazio Cannavò Arcivescovo di Messina Lipari Santa Lucia del Mela

La NOTA PASTORALE dell'Arcivescovo Ignazio Cannavò

CHIESA e CITTA'

nel segno della riconciliazione

Presentazione

Il tema della Riconciliazione è stato in quest'anno al centro della riflessione delle Chiese di Sicilia, che hanno celebrato un Convegno ad Acireale dal 23 Febbraio al 1 Marzo su "Una presenza per servire", e di tutte le Chiese d'Italia che si sono confrontate a Loreto dal 9 al 13 Aprile su "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". La Chiesa messinese vi ha partecipato con suoi rappresentanti dopo essersi preparata con un Convegno diocesano celebrato il 3 gennaio in Messina e con incontri nelle varie zone della Diocesi.

Come contributo di studio e di riflessione, anche in vista di un impegno pastorale che dovrà coinvolgere la nostra chiesa locale, un gruppo di lavoro, composto da laici e preti, ha preparato questo documento su “Chiesa e Città nel segno della riconciliazione”.

Dopo averlo attentamente esaminato, ritengo di poterlo fare “mio” e offrirlo come “Nota pastorale” alla meditazione della Comunità ecclesiale messinese, nella speranza che essa aiuti i singoli cristiani e la stessa Comunità a prendere coscienza del loro compito nel mondo in cui la Chiesa è inserita, e quindi del rinnovamento che prima ancora deve realizzare al suo interno per diventare veramente strumento di riconciliazione per il mondo.

Se si parla di “riconciliazione” è perché talvolta si nota, se non proprio una rottura, una scarsa convergenza della Chiesa e della Città nell’interesse per l’uomo, per il quale l’una e l’altra devono operare pur nella distinzione dei compiti; o almeno una insufficiente presenza dei cristiani e della Comunità cristiana nella Città. La loro presenza è spesso limitata all'offerta di un servizio dell'annuncio della parola di Dio ma scarsamente riferito agli assillanti problemi della Città, di una celebrazione piuttosto slegata dalla vita, di una testimonianza della carità che se pure generosa nell'aiuto agli ultimi, supplendo alle numerose carenze ai vari livelli della vita sociale, non si fa intervento attivo per contribuire alla creazione e al rinnovamento di strutture più rispondenti ai diritti e alla dignità dell'uomo.

Si parla di "Città" con lo sguardo naturalmente rivolto anche alle dimensioni più piccole del nostro territorio, ma rivolto ancora a quelle più grandi, la Regione, lo Stato…

La Città è realisticamente più emblematica: in essa si riflette più concretamente e più visibilmente quanto viene maturato e deciso a livello politico, di legislazione, di programmazione, di governo, sul piano sindacale, economico, dello stesso costume...

Quanto qui si afferma della città vale persino delle dimensioni più vaste, quelle del mondo, con le sue culture dominanti, le sue ideologie e le sue visioni globali della vita, i diversi sistemi politici ed economici, i suoi opposti blocchi di potenze...

Tutto si riflette nella “Città”, con i peggioramenti e i miglioramenti che appunto la mediazione locale può concretamente verificare e attuare.

Peraltro lo stesso universo è diventato oggi, e sempre più diverrà in avvenire, città dell’uomo, un compito ed una responsabilità dell’uomo, là dove egli opera concretamente. Si attua oggi, più che in passato, una osmosi che nel bene e nel male, provoca scambi, mutamenti e orientamenti, e che non può essere disattesa da ogni uomo, se vuole essere parte attiva nella costruzione del mondo.

Questa ci pare un’osservazione importante per il cristiano perché operi con impegno senza lasciarsi prendere dalla tentazione di evasione di fronte alla complessità talvolta universale dei problemi. Qualunque cambiamento dipende sempre da ciascuno di noi, dalla personale “conversione”, per usare un termine evangelico; il Regno di Dio che è regno di verità, di giustizia, di amore di pace, passa sempre attraverso la coscienza e la vita del singolo per raggiungere il mondo nelle sue strutture e nelle sue istituzioni.

Passa attraverso la testimonianza della Comunità cristiana, che Cristo ha posto nel mondo come seme che deve farsi albero come lievito che deve fermentare tutta la massa.

"Chiesa e città", sono la nostra Chiesa locale, la Città in cui viviamo, ma nella prospettiva del mondo. La loro riconciliazione può apparire un'utopia, tanto più lontana quanto più si allargano i confini della realtà...

Ma se si inizia a "dare un luogo" a quella riconciliazione, l'utopia si fa concretamente speranza per il mondo intero.

Questo non è trionfalismo. È fede nella parola del Cristo: Egli ci ripete di non aver paura, guardando alla nostra debolezza e povertà, perché ha vinto il mondo, cioè il male che lo domina. Egli è presente con il suo Spirito per portare a compimento la riconciliazione di cui ha posto le fondamenta con la Sua Resurrezione, anticipo ed inizio del mondo nuovo.

Apriamoci ad una fede più autentica, ad una speranza più viva, ad una testimonianza d’amore più vera, che si fa impegno concreto nel vissuto di ogni giorno.

Lo Spirito di Cristo, che opera nell’Umanità, chiede queste aperture concrete per irrompere più largamente nel mondo e rinnovare la faccia della terra.

P.S. Le pagine seguenti sono povere di citazioni, ma non è difficile sentirvi l’eco e persino leggervi le stesse parole dei documenti conciliari) specialmente della “Gaudium et Spes” delle encicliche e delle Esortazioni apostoliche dei Papi (specialmente della "Mater et Magistra" e della "Pacem in terris" di Giovanni XXIII, della "Octogesima adveniens" e della "Evangelii nuntiandi" di Paolo VI, della "Redemptor hominis" e della "Laborem exer-cens" di Giovanni Paolo II) e di vari documenti della Conferenza Episcopale italiana (specialmente de "La chiesa italiana e le prospettive del Paese").

Molte idee sono state riprese e applicate al concreto della situazione odierna dell'Italia e più in particolare della Sicilia nei due Convegni di Loreto e di Acireale, di cui sono in corso di pubblicazione gli Atti, che dovranno costituire per tutti luce e orientamento.

1. IN ASCOLTO DELLA CITTÀ

La Città, modello dominante della vita

01. La città costituisce ai nostri giorni il modello dominante per tutto il territorio, simbolo della no­stra convivenza e della nostra concezione del mon­do.

02. Vivere nella città è entrare in un contesto più ampio di libertà; far esplodere nuove occasioni di rapporti umani; costruirsi una identità; svolgere ruo­li, trovare occupazioni nel segno di una maggiore libertà e responsabilità umana; trovare risposte im­mediate ai più fondamentali bisogni della salute, dell'istruzione, dei servizi; ripensare la propria vita di fede non più in termini di tradizione sociale, ma come scelta e appropriazione personale.

03. In essa si coglie con immediatezza la costruzione del futuro come progetto di tutta la collettività, l'incidenza delle decisioni umane sulle strutture, la pressione dei vasti movimenti popolari. La stessa religione viene accolta se valorizza la creatività dell'uomo e la sua responsabilità verso il prossimo; si colgono più facilmente le dimensioni socio­politiche della carità, si guarda alla Chiesa con simpatia, solo se la si vede sganciata dall'ideologia della conservazione e della immutabilità verso il passato e porsi come forza che anima il mutamen­to sociale; si accettano i cristiani, se si coglie in essi la capacità di percepire i valori in atto e le aspirazioni della gente, prendere a cuore i problemi della città e dare voce a chi non ha voce.

Gli idoli della Città

04. Ma accanto agli elementi positivi non mancano quelli negativi. La Città può veicolare una mentali­tà pragmatica che spinge a preoccuparsi unicamente del funzionamento delle cose, a badare ai risultati, a ciò che rientra solo nel raggio delle possibilità presenti.-

05. Può piegare i criteri urbanistici a logiche di di­stinzione e separazione sociale ben precise, creare strutture che ubbidiscano alla ragione della produt­tività e non del servizio da rendere a tutti, taglia­re fuori anziani, malati, portatori di handicap; sva­lorizzare occupazioni che non abbiano un risultato immediato o che non siano quantificabili in termini di produttività; imporre un modello di vita borghe­se ed una mentalità sempre più economicistica e consumistica.

06. Lo stare in famiglia, la solidarietà, l'apertura agli altri, l'ospitalità, l'aiuto reciproco, la fedeltà, il ser­vizio verso i più svantaggiati possono gradualmente scomparire dal ricco patrimonio della nostra cultura popolare. E cosi la vita viene riempita con "mille cose" e mille attività (dalla macchina di grossa ci­lindrata alla pelliccia, dal capo firmato alla doppia casa, dalle ferie di lusso alle settimane bianche...); la natalità ne è fortemente condizionata, l'aborto banalizzato, l'educazione dei figli compromessa…

C'è posto per l'uomo nella Città piena di idoli?

07. Il volto umano della città rischia cosi di scomparire: la vita può diventare sempre più chiusa, egoista e prepotente.

08. Ogni aspirazione ad avere rapporti personalizzanti può infrangersi contro l'indifferenza e l'anonimato dei condomini e le grandi strutture burocratiche e funzionali. La difesa dei propri diritti si può risol­vere spesso in umilianti e lunghe attese dietro la porta di personaggi che contano e si può anche morire dietro la porta di un ospedale, perchè per "lui" non c'è posto!

La possibilità di una abitazione decente può esse­re riservata solo a pochi, altri possono aspirare all'edilizia cooperativistica in base al reddito di cui godono. Fitti esorbitanti, anticipati o pagati fuori busta si alternano a case inutilizzate o adibite "so­lo per uso ufficio".

09. Alle nuove generazioni può essere offerto un fu­turo vuoto e senza ideali o impegni che non siano quelli del consumo, della moda, dell'evasione.

Nessuna meraviglia se poi le contraddizioni e i conflitti emergono a volte in maniera violenta, a volte in forme di impotenza o di disperazione.

La città costruita sulla sabbia dell'egoismo

10. L'egoismo diventa palese a livello individuale e collettivo. Categorie privilegiate premono per avere di più perchè sanno di poterlo ottenere, aumentan­do cosi le disparità sociali.

11. Le pressanti domande che salgono dal mondo del lavoro, trovano risposte inadeguate in un falso industrialismo che fa sorgere a volte industrie già decotte che giocano sulle sovvenzioni pubbliche, fanno ricorso con molta spregiudicatezza e facilità alla cassa integrazione, illudono le attese di molti lavoratori, si prestano per giochi politici di sindaca­ti, partiti, associazioni...

12. L'organizzazione dei servizi e delle strutture pub­bliche non solo viene a volte realizzata in modo da tutelare più gli interessi degli operatori interni che degli utenti, ma ratifica spesso le disparità so­ciali elargendo servizi ineccepibili e puntuali solo dietro forti raccomandazioni, o accetta tacitamente gravi forme di assenteismo, imboscamenti compia­centi, l'uso immotivato di straordinari, poca respon­sabilità nel gestire il denaro di tutti. In molti am­bienti e situazioni resta un sogno parlare di lavoro responsabile e creativo cosi come di partecipazione democratica, in altri occorre l'eroismo per essere semplicemente onesti.

La città di tutti nelle mani di pochi

13. L'aspirazione alla partecipazione responsabile alla vita politica, spesso finisce in deleghe in bianco a persone che vengono mandate avanti allo sbaraglio: perché stupirsi, se poi appaiono inevitabilmente po­co trasparenti, dirette dall'esterno, incapaci di dare un senso alle reali aspirazioni della gente e di aprire strade sicure con onestà e competenza?

14. O se le scelte e gli schieramenti politici si fanno cadere sempre dalla parte del più forte, di chi può offrire di più, piuttosto che guardare al realismo dei programmi e alla sincerità e onestà degli uomi­ni responsabili della loro realizzazione?

15. Si giustifica addirittura ogni forma di burocratiz­zazione e lottizzazione politica, di logica individuali­stica e clientelare, di politica intesa come gestione di potere, come scontro, eliminazione dell'avversario.

2. LA COMUNITÀ CRISTIANA NELLA CITTÀ

16. In questa situazione qual è il ruolo della comu­nità cristiana? Essa certamente non può accettare di chiudersi nel privato. È nella città e per la città.

17. Cristo ne ha fatto il prolungamento della sua umanità risorta, vivrà e sarà presente nella storia per salvare ogni uomo, ad immagine del Buon Pa­store che muore per far risorgere l'uomo a vita nuova.

18. Suo compito deve essere quello di leggere il pre­sente alla luce della storia della salvezza annuncia­ta nella Parola di Dio, fattasi carne nel Cristo e celebrata ogni giorno nell'Eucaristia, memoriale della sua morte per il peccato e della sua risurrezione per la vita del mondo.

19. La città dell'uomo diventa cosi il luogo ove si realizza il futuro che Dio ha promesso, che il cri­stiano spera di ottenere e che intanto deve antici­pare.

20. La liberazione dal peccato e la riconciliazione con Dio reclamano infatti la liberazione da strutture ingiuste e oppressive e la riconciliazione con gli altri uomini.

21. La costruzione della città, la partecipazione al processo di liberazione dell'uomo, la lotta contro situazioni di miseria e di sfruttamento o contro un falso benessere che degrada e impoverisce l'uomo, è già in certo modo opera di salvezza, è inserirsi in pieno in un processo salvifico che abbraccia tutto l'uomo e tutta la storia umana.

Continua ... c

Nota BLOG - Questo documento porta la data del 1° maggio 1985. Sono passati due mesi dal 1 marzo, giorno di chiusura del 1° Convegno delle Chiese di Sicilia - celebrato a venti anni dal Concilio Vaticano II. Poteva essere un formidabile propellente per migliorare l'impegno di tutti nella Promozione della Città, ma così non è stato, nonostante l'abnegazione dei non molti sacerdoti e laici che si erano augurati e speravano che ciò fosse possibile per risvegliare le coscienze di tutti, anzi...

La numerazione è stata aggiunta al testo originale come ausilio della memoria

Continua ... c

12Lug/170

Messina – «Continua l’impegno per portare a compimento, ‘Opere di comunitaria solidarietà »

2016_01_14-PortoSalvo-MIGRANTES-“La fuga in Egitto”- Letterio Gulletta-Elvira Solokhova

2016_01_14-PortoSalvo

"Questa realizzazione e l'Evento Incontro che ne è scaturito - lo vorremmo indicare come segno positivo che privilegia l'Uomo e aiuta la Comunità messinese a continuare nei gesti sociali anche come confluenza dei cammini di personale coerenza evangelica."

« Un Centro Polifunzionale per Migranti »

"Centro I'm"

"I'm here, here I'm"

«Perché io sono (qui) ... perché noi siamo qui ... e non altrove?». La storia di ogni Uomo è strettamente intrecciata con quella del suo Prossimo. Riconoscendolo facciamo un atto di sapienza che illumina il nostro faticoso cammino.

I protagonisti di questo evento, non hanno bisogno di parole di circostanza ma vanno ringraziati in silenzio per il 'Buon lavoro svolto.

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16Apr/170

Messina – «La PASQUA di Gesù con … Adamo ed Eva- (con … tutta l’Umanità)»

Padre Andrea Cardile

WALKING TOGETHER

Da un'antica «Omelia sul Sabato santo».

La discesa agli inferi del Signore - (Stralcio pasquale) ...

«Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà

9Mar/170

Messina – «Per la prima volta, presenti al Convegno Diocesano Caritas (36°): l’Arcivescovo Giovanni Accolla, e il Vescovo Don Giovanni D’Ercole -relatore- (orionino)

5Mar/170

Reggio Calabria – «Non è una data qualsiasi. E’ un piccolo gesto di riparazione per l’altra metà del cielo»

L'adozione dell’8 marzo come "Giornata Internazionale della Donna" vuole ricordare lo stesso giorno dell'anno 1908, quando a New York è avvenuta la morte di centinaia di operaie rimaste chiuse in una fabbrica data alle fiamme. Di fronte alla commercializzazione e volgarizzazione di questa data, due occasioni per riflettere sulla condizione femminile, ricordando sia le difficoltà che, durante il corso dei secoli, le donne hanno dovuto affrontare per far sentire la loro voce nel campo delle arti e della scienza, sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne in Italia nel corso del XX secolo.

4Set/160

Messina – «Patto Territoriale per Fondo Fucile e Villaggio Aldisio teso allo sviluppo di Comunità, Welfare e Coesione Sociale»

IMG_0831PROLOGO - Dall'incontro (organizzato dal GOZ) del 26 aprile con la d.ssa Nina Santisi (Assessore alle politiche sociali) è iniziato un cammino coinvolgente Agenzie sociali, Enti territoriali e singole partecipazioni (12 e 28 maggio 17 e 23 giugno 01-07-18-29 luglio), che hanno portato ad individuare tre obiettivi di possibile intervento: Dispersione scolastica - 0_6 anni - Risanamento.

Nell'ambito dei temi proposti e condivisi dalle Agenzie sociali aderenti al Patto Territoriale, il Gruppo zero-sei anni (0-6) nell'incontro del 1 settembre 2016, nei locali dell'oratorio S. Luigi Guanella, ha delineato, insieme alle componenti territoriali, il percorso della fase di avvio del progetto:

20160901_174232-Gruppo-0_6«Crescendo in bellezza»

 - nutrizione, salute, educazione, ambiente sano -

 “sono le capacità basiche che danno valore alla vita umana” -

Amartya Sen  Premio Nobel per l’economia nel 1998 )

E' toccato al pediatra Sergio Conti Nibali, coadiuvato dalla collega Natalia Camarda, mettere in luce come lo sviluppo infantile precoce sia un fattore fondamentale di sviluppo umano: i programmi che si occupano dei bisogni di base dei bambini come la salute, la nutrizione, lo sviluppo emotivo, intellettuale e sociale, favoriscono lo sviluppo delle capacità del bambino e influiscono sulla sua vita da adulto. In particolare, questi programmi possono cambiare il destino di bambini deprivati delle opportunità di crescita e sviluppo che altri più fortunati posseggono.

Tutti noi possiamo aiutare i bimbi, specialmente nei primi due anni di vita, a migliorare il patrimonio genetico con buoni stimoli ambientali che aiutino l'apprendimento che raggiunge il suo apice a 3 anni (quando il cervello è di 2,5 volte più attivo di quello dell’adulto) e dura all’incirca per la  prima decade di vita.

Ecco quindi la necessità e l'opportunità, per noi adulti, di conoscere ed  applicare le modalità più opportune per favorire l'apprendimento con una circolarità che veda coinvolte tutte le componenti: famiglia, scuola e altri ambienti di relazione.

Spazio quindi alla formazione di formatori naturali che costituiscono una comunità interattiva ed accogliente.

 

 

25Mag/160

Messina – IS Minutoli – sez. agr. Pietro Cuppari – Esempio i vera accogliente Comunità»

NOTA BLOG - Sono lieto e orgoglioso come ex docente, di poter ospitare nel Blog una sapiente realizzazione di integrazione, fortemente voluta dall'attuale Dirigente scolastico del Minutoli, dott. Pietro Giovanni La Tona e realizzata dal prof Angelo Venuti insieme agli altri Docenti del Cuppari

«I RAGAZZI DI CASA AMHED»

«Laboratorio formativo, organizzati a moduli autonomi a difficoltà crescente,  durata di almeno 50 ore  e saranno focalizzati sull'apprendimento di un mestiere definito e del quale esista una reale domanda da parte del mercato del lavoro. In particolare verrà svolta una formazione di base in aula sul concetto di agricoltura e propagazione delle piante e una formazione sul campo relativa alla preparazione di talee, potature, innesti.
I Laboratori saranno organizzati su turni mattutini giornalieri della durata di 4 ore per volta consecutive per un numero massimo di 10 minori a classe. I Laboratori si svolgeranno presso i locali dell’Istituto agrario Cuppari e saranno tenuti da personale docente dell’Istituto Cuppari

17Mag/160

Agrigento – « Gli “Otto anni” dell’Arcivescovo Don Franco Montenegro»

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30 aprile 2016 -Raffadali - Chiesa Madre "Santa Oliva"

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Agrigento - 17 maggio 2008 > 17 maggio 2016

- Stadio Esseneto

Il Cardinale Don Franco, ha avuto sempre una cura particolare per i suoi fratelli nel Sacerdozio ministeriale, ma anche dei suoi amici laici nel Sacerdozio comune ricevuto nel Battesimo. Il suo dire è un ringraziamento continuo per i Doni che ha ricevuto, e i suoi nuovi compiti non lo distraggono dal suo essere autenticamente al Servizio del Vangelo. Di recente l'abbiamo incontrato a Raffadali, per l'Ordinazione di tre nuovi Sacerdoti, da immettere nella Vigna... Siamo lieti di averlo potuto riconoscere, ancora una volta, nei gesti misurati ma accoglienti e nel sorriso che sprigiona mettendo a suo agio gli interlocutori.

Auguri Don Franco

Un grazie per le cose buone che ha fatto e farà presso la Comunità agrigentina da parte dei tantissimi messinesi che Le vogliono bene.

Nota BLOG in occasione dei suoi primi cinque anni

«Don Franco Montenegro, esemplarmente fedele al suo stile, non avrà preparato nessun discorso di circostanza per questo suo anniversario di Pastore della Chiesa Agrigentina. Son certo, che come sempre, ringrazierà lui per primo, tutti gli altri, a cominciare dal più piccolo e umile degli agrigentini. Si perché il suo Tempo Ordinario, come raccontano gli Atti degli Apostoli,  è sempre un Tempo straordinario, è il Tempo della costruzione di ciò che vuole il Signore. Dirà che la Comunità  è la protagonista della Storia della Salvezza, mentre il suo compito è quello di testimoniare la fede, la speranza e la carità per una maggiore sensibilità di servizio verso i CCI03052013_00000fratelli poveri e indigenti. Affermerà con forza che Cristo è il Signore, è il Risorto, primizia della nostra resurrezione. Dirà che ciascuno Membro della Comunità è chiamato a rendere testimonianza,  interpretando il suo ruolo nella "Chiesa con il grembiule", sottolineerà l'importanza dell'annuncio della Buona novella- Atti degli Apostoli 8,25-40- In cui l'Etiope chiede a Filippo di essere istruito per capire le scritture.

E i tanti messinesi che si ricorderanno di questa data evento diranno a Don Franco

«Grazie del ricordo e grazie sempre dell'amicizia»

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3Mag/160

Raffadali – «La primavera della Vocazione Sacerdotale – Tre nuovi Presbiteri per l’Arcidiocesi di Agrigento»

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13087847_10208021572049016_2373555729008095915_n30 aprile 2016 - E' qui la festa! nella Chiesa madre "Santa Oliva" di Raffadali, dove il Vescovo ordinante Don Franco cardinale Montenegro,  ha imposto le mani su Gianluca Arcuri, Davide La Corte e Andrea Militello, i tre Diaconi che nell'ultimo periodo di preparazione al Sacerdozio avevano prestato il loro servizio presso la Parrocchia di Lampedusa. I Presbiteri indossavano tutti lo stesso tipo di casula, a volere anche visivamente indicare la loro unità con ... "Un solo Pastore ". (Verrebbe quasi da dire:...  come a Messina... ma non lo diciamo).

I volontari dell'Ufficio diocesano Migrantes, "Coro Migrantes", hanno voluto  essere presenti nel  momento di festa di don Andrea Militello, impegnato a2016_04_30-Raffadali-Coro_Migrantes-Don_Franco-I_Tre_Don

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Lampedusa, che a preso i voti dalle mani del Vescovo Don Franco. Tra i numerosi momenti salienti dell'Ordinazione Sacerdotale, il 'ritorno dei tre Don Gianluca, Davide e Andrea dai Genitori affinché sciogliessero il nodo che teneva strette le loro mani giunte, avvolte da strette fasce profumate di unguento. E' il più grande e significativo snodo della loro vita, il segnale del cambiamento. I genitori, primi educatori nella fede, con questo gesto li donano alla Chiesa, per essere mandati dal Vescovo  Diocesano, successore degli Apostoli, nella grande Vigna a portare il Lieto annuncio ai poveri...

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E' lui, Don Franco, ci ha fatto sentire a casa, a Messina, quando nella sua Omelia-Esortazione, rivolta ai nuovi Presbiteri, ha voluto inserire le fraterne sollecitazioni che San Luigi Orione dedicava ai suoi sacerdoti Religiosi. "Uno splendido connubio in una bella giornata di Sole".

Il Coro Migrantes, per ragioni logistiche, (Chiesa strapiena), ha dato il suo contributo quasi al termine della Messa, ma gli entusiastici apprezzamenti dei presenti, specialmente dei coristi che hanno animato la celebrazione, li hanno abbondantemente ricompensati.

Nota personale BLOG -  Tra i moltissimi presbiteri dell'Arcidiocesi di Agrigento, abbiamo modo di salutare ed abbracciare Don Aldo Mosca (per oltre 10 anni nostro caro presidente G.O.Z.)

Post Scriptum - «Il Signore della Vita ha allargato le sue braccia per accogliere il papà di don Andrea. Dopo aver gioito per la grazia di un figlio sacerdote,  ora dal Cielo lo accompagnerà col suo sguardo amorevole. Una preghiera per la sua anima» Diacono Santino Tornesi

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2Mag/160

Raffadali – “Il Valore dell’accoglienza e dell’incontro” – «Raffaele e Vincenzo: “non potevamo non prenderci cura di Voi”»

Cerchiamo sempre di condividere nel Blog le cose belle e buone che caratterizzano l'impegno degli "uomini di buona volontà", ancor più se si tratta della peculiare tradizione di accoglienza del popolo siciliano. E' quindi motivo di gioia mettere in risalto e raccontare di Raffaele e Vincenzo, protagonisti nel solco del Buon Samaritano di un episodio di accoglienza e bontà.

Succintamente i fatti: Raffaele e Vincenzo, alle ore 22.00 di venerdì 29, toccati dalla inattesa richiesta di informazioni si sono caricati del compito di far giungere al luogo del pernottamento il Gruppo dei volontari dell'Ufficio diocesano Migrantes di Messina. Dopo averli condotti sul posto e visto che il cancello era chiuso sono  andati a recuperare le chiavi tornando una seconda volta; poi a completamento dell'opera sono andati e tornati una terza volta per rifornirli di acqua e pane ultimando così  ... l'assistenza ai Migrantes.

Per questo grande gesto di fraternità e accoglienza il Coro Migrantes, oltre che con le parole del Diacono Santino Tornesi, li ha voluti ringraziare  intonando vibranti e melodiosi canti inneggianti alla Pace.

 

25Mar/160

Messina – BLOG – «Gli Auguri condivisi della Pasqua 2016»

PROLOGO BLOG - «...Siamo ancora senza Pastore! Così mons. Tanino Tripodo (DELEGATO AD OMNIA) si esprimeva per rimarcare il disagio della Chiesa messinese - Messa Crismale di giovedì 24 marzo 2016.

Come da sperimentata consuetudine

"Condividiamo con TUTTI l'evento cruciale della Fede Cristiana, con l'augurio che ciascun vivente possa vedere la luce emanata da una delle infinite facce di questo Diamante che è la

«PASQUA di RESURREZIONE» 

dal 1997 - G.O.Z. - Grupp2013_03_29-AMATO-GOZ-LOGO-01-GOZ_2013o Operativo di Zona - Comunità e Diritti - Lavorare in rete - 

"Insieme per una Scuola che sia luogo privilegiato di Accoglienza - Formazione e InformazioneEducazione e Conoscenza, per dirla con Don Milani "armare di parola chi, non per mancanza di capacità ma per rapina socio-culturale, veniva espropriato dei diritti più elementari. Obiettivo laico, civico, prima che religioso"  affinché i nostri giovani diventino protagonisti del loro futuro e cittadini del mondo.

"WALKING TOGETHER" -  L'Associazione messinese rinvigorisce il suo coerente impegno allargando gli orizzonti anche a paesi di altri continenti. Padre Andrea Cardile insieme al suo straordinario Team, formato da donne e uomini di forte tempra, continua ad essere testimonianza della scelta degli 'ultimi "lo straniero l'orfano la vedova".

Le.L.A.T. da anni impegnata nella lotta contro le tossicodipendenze e l’emarginazione. D.ssa Annamaria Garufi

COMUNICARE SPERANZA Mazara del Vallo - PLANETARIO PYTHAGORAS - Reggio Calabria - CASA DELLA SPERANZA "Viviana Lisi" - Riposto - Verso Sud - Reggio Calabria -INTERVOLUMINA - Messina

Pasqua 2016cartolina auguri pasqua 1[1]

Don Orione Fano - Don Vincenzo Alesiani gli auguri più fraterni di una Santa Pasqua... con le - PROPOSTE DI “VILLA S.BIAGIO” ... per una SPERANZA NUOVA ...i due discepoli di Emmaus... CLEOPA" (Cfr. Lc. 24 ). Alla luce di "QUEL GIORNO ..." ... anche noi possiamo"RIPARTIRE". 

Comunità_2011

2012_01_25-Riposto-25°_Casa della Speranza "Viviana Lisi"-01

2015_02_20-INTERVOLUMINA-LETTUROTERAPIA-2°

 

9Mar/160

Messina – Domenico Franciò «Umberto Eco… un ago della bilancia culturale, un costante ed imprescindibile punto di riferimento»

 

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 Umberto Eco e il suo trionfo della morte

La morte di Umberto Eco (oîkoς. casa. economia etc.) mi ha non poco rattristato. Uno degli intellettuali più famosi a livello internazionale, e dei più fecondi (e facondi). È stato per i nostri sciagurati tempi quello che Benedetto Croce fu per i suoi, un ago della bilancia culturale, un costante e imprescindibile punto di riferimento. Io l'ho conosciuto culturalmente nello scorcio degli anni '70 quando insegnavo al liceo La Farina: testi come "Opera aperta" o il più recente "Lector in fabula" non potevano sfuggire alla mia prensile e mai appagata curiositas culturale. È stato un inventor, un euretès di generi letterari, nel senso che li ha rinnovati dall'interno. Ha sondato da scienziato tutti i campi del sapere e dell'attualità. Un testo come "Fenomenologia di Mike Bongiorno" scopriva il punto di appeal del celebre presentatore italo-americano, lo scopriva proprio in quella mediêtas. in quel barcamenarsi tra gli estremi, in quella aurea mediocrità: che il buon Orazio vivamente raccomandava.

"Opera aperta" insegnava agli intellettuali italiani. soprattutto a quelli che operavano nella scuola come docenti che un'opera è appunto sempre aperta: aperta al momento storico che costantemente si rinnova e non trova mai abbentu. L'opera si arricchisce dei contributi esegetici e interpretativi che diventano cosi parte integrante di essa. Per il seguito non si potrà non tenerne conto.

Quanto al romanzo ambientato nei meandri della cultura e del tempo medievali. "Il nome della rosa" divenne il prototipo di una narrativa tra noire e gialla situata in un preciso arco spazio-temporale. E inutile ricordare come anche quest'opera di Eco centrasse pienamente l'obiettivo e suscitasse una validità di consenso e di eco (se un si passi il calembour) di carattere mondiale.

E facile prevedere che dopo la grancassa dei mass media (radio, giornali, televisione e quant'altro) fra una settimana l'immagine di Eco sarà come stinta, sbiadita, scolorita. E destino dei grandi, ma aggiungerei di ogni destino umano, che raggiunto l'apice della montagna incantata si cominci a scendere nella valle sottostante, dove scorre il Lete, il fiume della dimenticanza e. peggio, della trascuranza. Ma è anche peculiare dei grandi che il loro nome riluca, sfavilli e viva di gloria eterna, imperitura ogni qualvolta qualcuno prende in mano i loro libri per amorevolmente studiarli, e procedere sicuro lungo la direzione da essi additata.

                                                                                                                                       Domenico Franciò

- LINK Domenico Franciò-

24Dic/150

Messina – « L’Emmanuele -il Dio con noi- ci accompagni nel nostro cammino »

AUGURI    AUGURI      AUGURI    AUGURI    AUGURI

2015-S_Antonio-RC-PortaSanta-" Un Vero Natale per tutti "

Don Franco Montenegro 2012 - Arturo Paoli 2009 - "Nel ventre tuo si riaccese l’amore – per lo cui caldo nell'eterna pace – così è germinato questo fiore"...  Vorrei fermarmi sul ventre di Maria, che accoglie la salvezza dell’uomo. È bello pensare a questa salvezza non affidata al pensiero né allo Spirito, ma a tutto il corpo, a tutto l’essere umanoDunque l’amore di cui parla Dante si fa carne, corpo dell’uomo, e questo è il Natale: salvezza e trasformazione di tutto l’uomo".
AUGURI DEL BLOG - AMICI DEL BLOG

cartolina auguri Pino alcamoimage002“Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo”   Salmo 84: 11-12 -

Don  Savari  Jesurai - Angelo Vazzana Museo RC - Don Arcangelo Pio X - Maria Romana Walking Together - Don Nico - Famiglia Memo CR - Don Domenico S.Antonio RC - Stefania Lanuzza Intervolumina - Planetario Pithagoras RC - Antonio Amato - Verso Sud RC - Don Giuseppe Alcamo PA - Ponti Pialesi VsG - G.O.Z. - Casa della

Calendario 2016-Casa della Speranza Viviana Lisi Riposto (CT)

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2015_10_10-1Giornata_Ecologica

Speranza CT - Enzo Colavecchio Legambiente peloritani 

Gli auguri veri possono esserci di aiuto. Essi contengono tutto quello di cui abbiamo bisogno: il coraggio per

2015-Natale- Planetario Pytagoras

superare le difficoltà, la tenacia nella testimonianza, la speranza che il mondo si diriga verso la giustizia e la pace.

7Dic/150

Messina – «Parrocchia S. Elena – Omar OMAR – Casa della Speranza “Viviana Lisi” »

Chiesa di SantElena - 2009

Chiesa di S.Elena - 2009

Messina 29 novembre 2015 - Parrocchia di S. Elena new - Anche in questo travagliato periodo, di particolare difficoltà nell'esprimere i valori della solidarietà e dell'accoglienza. (Imbarbarimento di posizioni politiche, tese ad utilizzare negativamente il dramma degli immigrati o dei 'diversi), vi sono sempre "semi di speranza".

OMAR il nostro amico della domenica

OMAR Il nostro amico della domenica

Il rapporto tra, Omar e la Comunità di S. Elena, (Parroco padre Pippo Principato) è uno di questi. Omar OMAR, (nome e cognome uguali per sottolineare una completa identità...) fu definito dai giovani in un tabezao, esposto nella canonica,  "L'amico della Domenica". Si perché, per anni, Omar, marocchino, posto sull'uscio della Chiesa di S. Elena, augurava agli 'entranti ..."Buona Missa". Questo augurio così spontaneo e significativo, arricchito dal suo ineccepibile comportamento, fu apprezzato da tanti che nel tempo instaurarono con Lui un rapporto di attenzione e amicizia.

OMAR il nostro amico della domenica

OMAR il nostro amico

Nel 2009 la Chiesa di S. Elena, in parte pericolante, fu demolita per ricostruirla nuova (ottobre 2004). Nel frattempo, Omar colpito da ictus e salvato dalle cure ospedaliere, rimase costretto a vivere 

S_Elena-Calendario 2016-Casa della Speranza Viviana Lisi Tiposto (CT)

S_Elena- OMAR- Orazio

S_Elena-Calendario 2016-Casa della Speranza Viviana Lisi Tiposto (CT)

S_Elena-padre Pippo

in carrozzella. Il suo legame con la Parrocchia sembrava concluso ma, il Parroco ed i Laici, che non non avevano smesso di ricercarlo, lo ritrovarono a Riposto, ospite della Casa della Speranza - "Viviana Lisi". Da allora, ogni anno, nel periodo natalizio, Omar  torna a far visita alla Comunità si S. Elena, insieme ai Volontari, a Fratel Carlo e ai genitori Salvo e Carmela di Viviana Lisi. Raccontava Orazio, il volontario assiduo curatore di Omar, che questo incontro riesce a rendergli luminosa l'espressione del volto. Inoltre, per i Volontari della Casa della Speranza,  rappresenta un 'unicum tra le tante belle esperienze che realizzano durante il corso dell'anno, per lo più nell'ambito realtà del Comune di Riposto. La condivisione della liturgia domenicale e della mensa preparata dalla famiglie, semplice e festoso convivio ha posto il suggello a una esperienza di vera e fraterna condivisione.

IL CALENDARIO 2016 della Casa della Speranza

21Ott/150

Messina – «mons. IGNAZIO CANNAVO’ – primo Vescovo della Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela»

2015_10_18-Vescovo_Ignazio_Cannavò-Acireale

2015_10_18-Vescovo_Ignazio_Cannavò-Acireale

Domenica 18 ottobre 2015 - Accolto dagli angeli in cielo il "Buon Pastore"

«IGNAZIO CANNAVO'»

"Vescovo Emerito di Messina"

Di aspetto quasi austero, con i suoi occhiali scuri che non consentivano di intravvedere i bagliori dei suoi occhi, poneva un certo timore riverenziale. Lo vidi da vicino nel 1977, poco dopo la sua successione a mons. Francesco Fasola, (Vescovo amato da tutti ed in particolare modo dai Sacerdoti di cui si curava con fraterna paternità) su proposta di Don Caione che dopo un incontro alla "Consolata-Don Orione", in una delle sue fulminee sortite, disse: e se andassimo a salutare il Vescovo Ignazio? Detto e fatto; ci ritrovammo di sera nel cortiletto interno alla Curia dove con una certa sorpresa ci accolse benevolmente a disagio, ma poi il suo volto si distese in una impercettibile contentezza.

Vescovo Ignazio Cannavò - Mons Pietro Aliquò- 5°_Convegno_Catechisti

Dal 1983, gli incontri divennero più frequenti   : Primo Convegno dei Catechisti- 1985 Missione popolare  da Lui voluta a Barcellona Pozzo di Gotto dove al suo apparire, in fondo alla Chiesa, qualcuno pronunziò "ecco il Vescovo Ignazio 'padre della nostra Diocesi"e il suo cammino fu ritmato da un applauso appassionato e sincero e Lui giunto all'altare, con un filo di ironia disse: non sono una star, accetto il battimani per avermi come pastore chiamato padre.

1985, partecipò saltuariamente anche al 1° Convegno delle Chiese di Sicilia, perché impegnato a Messina dal Visitatore della Santa Sede! Contestualità oggetto di lamentele, specialmente dei laici presenti ad Acireale, me compreso, per tale intempestività.

Montenegro - Cannavò

1992 durante il IX Convegno dei Catechisti oltre mille  presenti consegnò agli A.Z.C.  una "targa ricordo"che gelosamente conservo.

1993  andai al palazzo Arcivescovile per accompagnarlo a Furci Siculo, dove sarebbe stata celebrata la Pasqua dello Studente. Quando introducendomi gli dissi che ero venuto a prenderlo; mi sorrise e disse ma lei è carabiniere? ...  Mi scusai per l'improprietà di linguaggio e la missione in andata e ritorno fu felicemente portata a termine.

1997 subito dopo il suo ritiro, andammo con mons. Aliquò a trovarlo ad Acireale. Non era in grandissima forma  ma lo accompagnai sostenendolo nella visita fatta alla Cattedrale

Vescovo Ignazio -padre La Rosa

e ad Aci Castello. Durante il pranzo ebbi modo di porgli anche una domanda specifica e personale su un suo documento pubblicato sulla Gazzetta del Sud nel 1992  nel quale adombrava che ci potessero legami fra la politica e la corruzione. Mi rispose in modo sincero e con quella certa dose di autoironia che preserva in noi l'umiltà.

Vescovo Ignazio Cannavò - Mons Pietro Aliquò

Grazie mons. Ignazio Cannavò!

Primo arcivescovo metropolita di Messina Lipari S. Lucia del Mela e archimandrita del SS. Salvatore  in Messina

mons. IGNAZIO CANNAVO' - 12 dicembre 1921 Fiumefreddo di Sicilia - 18 ottobre 2015 Acireale

Ordinato sacerdote 5 novembre 1944 - Consacrato arcivescovo 13 dicembre 1970 dal cardinale Francesco Carpino
image0-24-Convegno Catechisti-Montenegro-Cannavò- dal 21 febbraio 1976 arcivescovo coadiutore di mons. Francesco Fasola
- 20 dicembre 1976 - nominato Prelato Ordinario di Santa Lucia
- 03 giugno 1977, nel corso del Pontificale della Madonna della Lettera, successe per coadiutoria all'Arcivescovo di Messina mons. Francesco Fasola, prendendo canonico possesso dell'arcidiocesi di Messina e dell'archimandridato del SS. Salvatore - 10 dicembre 1977 fu eletto da papa Paolo VI vescovo di Lipari e prese canonico possesso della diocesi liparitana l'8 gennaio 1978.
Il 30 settembre 1986, a seguito del decreto della Congregazione per i Vescovi prot. 881/86, si ebbe l'unificazione giuridica delle tre diocesi nell'unica arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia, sede metropolitana della provincia ecclesiastica avente come sedi suffraganee la diocesi di Patti e la diocesi di Nicosia

Foto Archivio Ufficio Catechistico - mons. Pietro Aliquò - Notizie Wikipedia-