Mazara del Vallo – «Il Regno di Dio è come un piccolo seme… Con i piccoli e i semplici il Signore rivela la sua sapienza….»

2015_06_14-COMUNICARE SPERANZA
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I giornalisti sono i ragazzi del centro storico di Mazara del Vallo, che frequentano la comunità “Speranza” delle Suore Francescane Missionarie di Maria”; provengono da famiglie mazaresi, tunisine e slave non molto facoltose, anzi…; hanno appena finito un campo estivo e sono stati guidati per tutto l’anno da meravigliosi volontari, che testimoniano, consapevolmente e inconsapevolmente, il Regno di Dio in mezzo a noi.
La lettura di questo giornalino è una vera catechesi sulla famiglia; vuole essere un modo semplice ma profondo di dare il nostro contributo al Sinodo sulla famiglia.
Buona lettura Don Pino Alcamo (Docente di catechetica Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista)

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N. 7 – 14 Giugno 2015 – Editoriale di Sr. Paola
Le notizie che ci vengono enunciate ogni giorno dai media evidenziano soprattutto dispiaceri e disgrazie.
Certo, a volte famiglie intere vengono distrutte dal dolore e dalle preoccupazioni – e questo suscita compassione e solidarietà -, tuttavia un numero superiore di famiglie vive con gioia e semplicità relazioni sane. E questo merita ammirazione. La visione positiva della famiglia che sprigiona dalle esperienze raccontate in questo giornalino dai nostri bambini e ragazzi/e, stimola in noi un incremento di fiducia e suscita meraviglia per le piccole cose, per loro importanti, che esprimono. Il valore della famiglia in loro è vivo, concreto, palpabile.
Insieme a loro possiamo anche noi adulti sviluppare, nelle nostre abitudini familiari, il gusto dello stare bene in comunione, che ci permette, al di là delle nostre tradizioni o religioni, di vivere in armonia come fratelli e sorelle, aperti alle bellezze del mondo.

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Che il sogno di oggi, con l’aiuto di Dio, sia la realtà di domani!

LA LUCE DEL SOLE  Ghofrene Zahi ( II Media) – PER ESSERE FELICE Chatti Aya (II Media) – LE REGOLE DELLA MAMMA  Louei Sabkhi ( IV Elementare ) – La Famiglia dei Ragazzi della Casbha – MIO PADRE Amin Rouaissi ( III Elementare) – FAMIGLIA ROM Ruzica 9 anni ( TII elementare ) – L’AMICIZIA Salvatore Pugliese ( II elementare ) – La comunità è Famiglia  FRANCESCA HIDA ( Quinta elementare ) – Un’estate a Tunisi  MONTASAR CHIOUI ( V elementare ) – Il valore della Famiglia RAJA JAAFAR ( IV elementare) – La famiglia per meRaed Toumi ( III media ) – Famiglia e sfruttamento della donnaMaha Charfeddine ( III media ) – CUCINANDO CON MAMMA Ahmed Abdelkerim ( III media ) – Due fratelli inseparabili Meherez ( II media ) – GLI ADOLESCENTI E LA FAMIGLIA  – La Famiglia e L’ EXPO Chatti Aya (II media) – La mia futura famiglia Kaother Bel Hadj Ali (III superiore ) – Il giorno del si Amel Bel Haj Ali ( III Superiore)

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LA LUCE DEL SOLE – In ogni parte del mondo c’è sempre la famiglia, cioè un gruppo di persone che è accanto a te nelle difficoltà; senza di loro non si potrebbe vivere la vita piena di amore e di gioia. La mamma è la cosa più bella che c’è; con lei vivi dei momenti che non si possono dimenticare, lei è l’unica persona che ti capisce e che non ti lascia mai. Il papà è il leader della famiglia: la difende sempre e attraverso la sua forza non farà entrare la tristezza e la paura tra di noi. La sorella è la migliore amica che non ti tradisce, avere una sorella è la cosa più fantastica del mondo. Il fratello è il vice leader, con il tempo diventerà un vero uomo. Un giorno a lui capiterà il momento di difendere le sue sorelle e la sua mamma. Essere sorelle e fratelli è come la luce del sole: senza di loro c’è solo buio. Mamma e papà sono coloro che hanno incontrato il bene e il male nella vita. Loro danno sempre dei consigli ai loro figli perché siano sempre felici !
Certe persone sono fortunate perché hanno una forte famiglia, invece altri sono sfortunati, perché quando manca una persona importante la famiglia non rimane In piedi. La famiglia è un cuore che quando manca un pezzo non riesce a battere: ecco perché è importante avere una famiglia – Ghofrene Zahi ( II Media)

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PER ESSERE FELICE – Per stare bene bisogna capire la vera condizione delle altre famiglie e mi sono accorta che non servono la ricchezza e le agiatezze , ma il calore, l’affetto, il caldo abbraccio dei tuoi cari, affinché tu possa sentirti al riparo dalle intemperie della vita e sei felice perché sei amata con sincerità – Chatti Aya (II Media)

LE REGOLE DELLA MAMMA – Il mio nome è Louei. Sono un bambino di 9 anni, frequento la IV elementare, mi impegno tanto a scuola. La mia famiglia è molto unita. Mentre il mio papà lavora tutto il giorno, la mamma si occupa di noi con tanto amore e ci insegna a comportarci bene con gli altri bambini.
A differenza degli altri, io non posso giocare fuori da solo se non in presenza della mia mamma. Lei mi dice, infatti, che ha paura che della
gente cattiva mi possa far del male. Mi raccomanda di stare attento alle persone che non conosco e di non dare confidenza agli estranei.  Inoltre pensa che sia pericoloso stare per strada, perché mi può capitare un incidente mentre gioco con i miei amici; una macchina potrebbe
non vedermi ed investirmi. La mia mamma ha ragione, ed io accetto le regole che mi sono imposte, perché so che sono date per il mio
bene. – Louei Sabkhi ( IV Elementare )

MIO PADRE – Mi chiamo Amin, sono un bambino di 8 anni, frequento la III elementare e mi piace tanto studiare. La mia famiglia è composta dal mio papà, dalla mia mamma, da mia sorella e dal mio fratello più piccolo.
C’è tanto amore nella mia famiglia. Il mio papà è un punto di riferimento importante per me ed io lo ammiro tanto. Fa il marittimo e s’imbarca su motopescherecci per andare a pesca, e tutto quello che guadagna è frutto di un onesto lavoro. Lui fa molti sacrifici, manca
da casa per tanti mesi. Fa di tutto per non farci mancare niente e da grande mi piacerebbe diventare come lui, anche se il mio papà vorrebbe che io andassi a scuola e terminassi gli studi. Io cercherò di fare del mio meglio per accontentarlo. – Amin Rouaissi ( III Elementare)

FAMIGLIA ROM – Ciao, mi chiamo Ruzica ho 9 anni e sono di origine yugoslava-Rom, la mia famiglia è numerosa. A me piace fare parte della mia famiglia, io amo la mia famiglia. A pranzo siamo sempre in tanti, c’è chi parla, c’è chi ride, c’è chi litiga. Però è molto bello.
La mia mamma mi ha raccontato che sono scappati dalla guerra della Yugoslavia e sono venuti in Sicilia.
Da noi c’è un cibo che si chiama “alangia”, è con la carne, con la salsa e con le patate. La mamma mi ha insegnato un ballo yugoslavo che
si chiama “aro”. Io in Serbia ho dei parenti. Il 6 maggio, c’era la “festa di S. Giorgio”, si ammazzano le pecore. – Ruzica 9 anni (TII elementare )

L’AMICIZIA – Mi chiamo Salvatore, frequento la seconda elementare. Ho i capelli neri e lisci, ho un taglio con la cresta, e ogni tanto mi piace colorarli. I miei occhi sono castani, ho una corporatura alta e robusta, ma vorrei essere più magro. Il mio migliore amico è Brian, siamo compagni di banco e con lui mi piace giocare a pallone.
Vorrei arrabbiarmi di meno con gli altri bambini, così potrei avere più amici. Io mi sento sia italiano sia tunisino, infatti frequento la
scuola in Italia e vado in vacanza a Tunisi, papà è italiano e la mamma tunisina. – Salvatore Pugliese ( II elementare )

La comunità è Famiglia – Mi chiamo Francesca Hida, ho 10 anni. Sono nata a Mazara del Vallo. Frequento la Casa della Comunità Speranza e sono una ragazza molto contenta di aver conosciuto amici di diversi etnie. Per me, la comunità è come se fosse una seconda famiglia perché con loro posso parlare, sfogare liberamente FRANCESCA HIDA ( Quinta elementare )
Un’estate a Tunisi – L’ultima volta che sono andato a Tunisi è stato tre anni fa. Era estate, la mattina appena mi svegliavo, andavo subito da mio nonno con il motore: l’aiutavo a fare uscire le pecore e le portavamo a pascolare. Dopo un bel giretto, verso le 12:00 andavo a prendere qualche fico d’India e ne riempivo un sacchetto, poi andavo a mare e facevo una bella nuotata. Quando avevo fame mi sbucciavo i fichi d’India e me li mangiavo. Alle 2:00 del pomeriggio, ritornavo a casa,  mi facevo la doccia e andavo a farmi un giro con il motore,
chiamavo i miei amici e uscivamo assieme. Alle 9:00 di sera, ci ritrovavamo con i miei cugini e giocavamo con la playstation ad uno ad uno per tutta la sera, mangiavamo pizze e bibite. E’ stata proprio una bell’estate! – MONTASAR CHIOUI – ( V elementare )
Il valore della Famiglia – Io mi chiamo Raja. frequento la quarta elementare. ho quattro fratelli. vivo in famiglia serena e calma. Io vado alla scuola Poggio Reale, mi piace tanto perché ho tanti amici. Per me la mia famiglia conta più dei soldi. – RAJA JAAFAR ( IV elementare)

La famiglia per me.
La persona è serena quando in famiglia va tutto bene. La persona più importante della famiglia per me è la madre perché un figlio senza la madre si sente solo e a disagio. Se per esempio una mamma si ammala e non può fare niente la famiglia, va allo sbando.
Il padre si che è importante perché porta i soldi a casa, ma non è così importante come la madre. In questo momento della mia vita il mio compito nella famiglia è di studiare e di comportarmi bene, ma dopo quando diventeremo grandi io e mio fratello dovremmo sostenere i nostri genitori come stanno facendo loro con noi. Quando uno è piccolo i genitori si occupano di noi, ci portano dal medico quando c’è bisogno, invece quando arriviamo all’età di vent’anni circa siamo noi che dobbiamo occuparci di loro.
Secondo me ogni famiglia ha delle usanze per esempio noi una volta all’anno per un mese facciamo il Ramadan perché siamo musulmani. Questa è pure una cosa che si fa per rispetto dei poveri. Alla fine del Ramadan diamo dei soldi alle persone più povere. E’ solo questo che mi rende un pochino diverso dalle famiglie dei miei compagni perché per me non c’è niente di diverso tra la mia famiglia e la loro. – Raed Toumi ( III media )
Famiglia e sfruttamento della donna.
Una famiglia è composta da un uomo, una donna e i figli, ma senza la donna, i figli non possono nascere, per questo, la donna ha un ruolo importantissimo nella famiglia. Lei ha responsabilità grandissime perché svolge qualsiasi lavoro e in più lavora a casa, invece l’uomo lavora solo fuori casa e per questo la donna non è debole, è forte più dell’ uomo. La donna fa i figli e li educa e quando si ammalano li cura e si preoccupa per loro. Nella nostra famiglia mia mamma fa tutto perché mio padre lavora al mare, però quando viene fa il suo dovere di papà ed io sono contenta. Purtroppo però la donna anche adesso viene sfruttata nel lavoro o da suo marito perché non gli da i soldi o viene trattata male. Non rispettano i suoi diritti e non capiscono che cosa fa lei per la vita. Lo sfruttamento della donna è un problema che riguarda tutta la
società e riguarda anche me perché sono una donna e non voglio più sentire storie di sfruttamento e di violenza perché questo mi fa sentire triste. Nei paesi occidentali la donna è più indipendente, ma lavora doppiamente, a casa e fuori casa. Non è costretta a stare con suo marito perché ha i soldi per mantenere la famiglia e non ha bisogno di stare con lui se la tratta male. Invece la donna orientale non può essere considerata una donna moderna perché indossa il burqa o il velo, questa abitudine è tipica della cultura islamica. In India, in Africa e Nel Terzo Mondo le donne lavorano anche tantissimo soprattutto nel settore agricolo e nel commercio facendo anche dei lavori faticosi in campagna. Io sono una donna di religione islamica però sono una donna moderna. Io spero che trattate la donna come tutti, perché noi donne siamo più importanti dell’uomo: perché abbiamo più responsabilità rispetto all’uomo e possiamo fare qualsiasi lavoro. – Maha Charfeddine ( III media )

CUCINANDO CON MAMMA – Quando c’è la Festa dell`Aid mia mamma cucina il couscous con la carne. Aspetto questo momento perché mi piace il couscous e perché mi diverto a cucinare con mia madre e mia sorella.
Io sono l`aiuto cuoco: metto la salsa e metto le verdure e sto attento che la semola non si brucia, mi sento dentro un ristorante e mia madre mi prende in giro perché mi dice che non so cucinare perché le cose importanti le fa tutte lei. Dopo però la prendo in giro io perché dopo fanno i complimenti a me. – Ahmed Abdelkerim ( III media )
Due fratelli inseparabili – Ci chiamiamo Meheres e Bechir e siamo gli unici maschietti della famiglia Bel Hadi Ali. Io sono Meheres, il fratello più piccolo, ma molto più piccolo rispetto al mio fratello maggiore. Lui è un gigante dalle spalle cadenti ma dall’animo  buono che non osa tirare coda al gatto.
Sono stato dimesso un paio d’anni fa dall’ospedale di Sciacca, dopo una lunga degenza in seguito ad una brutta caduta nella solita partita di calcetto improvvisata nella piazzetta Bagno.
E’ stata una caduta che mi procurò una lesione nella spina dorsale e tante preoccupazioni per la mia famiglia. Adesso di quell’episodio ho solo
un ricordo, ma la prognosi non finisce qui. Non ne posso più!! Mio fratello è come un cane alano che ti lecca dappertutto sul viso e non riesci
a scrollartelo di dosso. Me lo trascino dietro a scuola e al doposcuola non mi molla mai. Ne ho abbastanza delle sue spavalderie e molestie.
Docenti, educatori e perfino i nostri genitori hanno provato a separarci almeno nell’aula scolastica, visto che stare insieme nello stesso
banco secondo loro è improducente e contribuisce alla solita baraonda che caratterizza ormai la classe II A. Mio papà, stanco di passare alle
mani con il figlio che ormai lo supera d’altezza, vorrebbe strapparlo alla mamma e portarlo appresso al mare, ma per lei è ancora presto.
Dice che al ragazzo devono crescere ancora le penne per poter volare!
Mio fratello Bechir non sembra porsi problema. Con il suo sguardo fuggente e il labbro inferiore pendente che dà alla bocca un sorriso perenne, gli basta di saper leggere e scrivere, eseguire calcoli e conteggi. E poi, facendo fare i compiti a me, e accontentandosi di fotocopiare gli esercizi che io faccio, ha fatto risparmiare a mio papà un sacco di spesa per i libri di testo e per il materiale scolastico. Secondo me ha ragione mio padre quando dice che mio fratello ormai è diventato un uomo che deve lavorare e che gli occorrono soltanto un paio di stivali. –
Meherez ( II media )

GLI ADOLESCENTI E LA FAMIGLIA – Per la tesina d’esame di III media ho scelto l’argomento “Adolescenza” perché è un periodo molto difficile per i ragazzi della mia età. Io, come adolescente, sono molto serena, anche perché ho una famiglia che mi aiuta, che mi ascolta, mi consiglia, ma soprattutto che quando mi rimprovera lo fa in maniera che io capisca il mio errore. La famiglia, secondo me, per gli adolescenti è la base di questo periodo: ogni ragazza ed ogni ragazzo deve avere la sua famiglia alle spalle, perché per gli adolescenti è facile percorrere una strada negativa come quella della droga, dell’alcol o del fumo. Ogni famiglia ha il compito di correggere e far capire l’errore commesso ad ogni adolescente, senza però far mancare l’affetto: un abbraccio insegna di più di uno schiaffo!

La Famiglia e L’ EXPO – L’EXPO si propone di nutrire il pianeta e sfamare tante persone che per la mancanza di nutrimento muoiono di fame.
Quanto sarebbe bello se nella famiglia si educassero i figli a non sciupare il cibo e a prendere coscienza che nel mondo ci sono 2 miliardi
di persone che con il nostro cibo sciupato si potrebbero saziare! Non parliamo poi dell’acqua che usiamo nelle nostre case! E pensare che tante persone del mondo bevono l’acqua sporca, non possono irrigare i campi, quindi non c’è agricoltura e senza l’agricoltura non possono
mangiare. Tutti abbiamo il diritto di bere acqua potabile e mangiare cibo sano.
Come possiamo avere famiglie sane se nel nostro modo di organizzarci partiamo dallo sfruttamento del più povero ?
Come possiamo avere famiglie sane se non ci consideriamo ancora “ fratelli “ ? Tutti abbiamo gli stessi diritti ! Tutti abbiamo il diritto alla vita, al lavoro, alla scuola, alla sanità ! Per me l’EXPO è un sogno ! Vorrei vedere famiglie felici in tutto il mondo. Chatti Aya (II media)

La mia futura famiglia – La famiglia ha svolto sempre un ruolo importante nella società. Fin da piccola i miei genitori mi hanno aiutata a crescere con dei valori importanti come il rispetto, l’ educazione e l’amore nei confronti del prossimo. Spero che questo messaggio che mi hanno dato i miei genitori riesco a farlo arrivare ai miei figli così cresceranno bene come sono cresciuta io. Se chiudo gli occhi e penso alla mia futura famiglia mi vedo già mamma di due bambini, un maschio e una femmina; sogno un marito dolce e speciale e di vivere in una casa
piuttosto piccola perché in uno spazio piccolo c’è più amore.
Sogno di avere solo due figli perché, visto che sto studiando, spero di trovare un buon lavoro e quindi non avrei tantissimo tempo da dedicare al “lavoro” da casalinga e di mamma. Purtroppo, accade spesso che quando i genitori non possono controllare i figli, questi prendono delle brutte strade. Per fortuna, anche se noi siamo cinque figli, abbiamo una mamma e un papà sempre presenti e quindi, la mia famiglia numerosa non è stata un peso, ma se io dovessi lavorare avrei meno tempo per seguire l’esempio di mia mamma.
Auguro a tutte le donne di avere un obiettivo e di poterlo raggiungere con la propria famiglia. – Kaother Bel Hadj Ali (III superiore )

Il giorno del si
Il matrimonio tunisino di solito dura una settimana ma ci sono delle differenze tra le grandi città e le piccole città. Nel primo giorno di matrimonio sia lo sposo che la sposa espongono il loro corredo senza incontrarsi. Gli sposi rimangono separati nelle proprie case e invitano i
loro amici e parenti. Il secondo giorno c’è differenza tra le piccole e le grandi città. A Tunisi, per esempio, il paese da dove provengo, la sposa
trascorre la sua giornata nella sauna per farsi bella e rilassarsi. A Mahdia, invece, una piccola città, si fa una festa nelle case dei due sposi in cui si invitano i familiari a pranzo dove si mangia cous cous con la carne di vitello o carne di agnello. La sposa indossa un abito tradizionale di tessuto pesante e ricco di gioielli.
Il terzo giorno gli sposi trascorrono il pomeriggio a ballare, cantare e a decorare le mani con “henné” sempre in case diverse. Il quarto giorno,
i familiari della sposa portano il corredo da casa dallo sposo attraversando il centro della città con un furgoncino decorato con dei fiocchetti
colorati. Il quinto giorno a Tunisi, lo sposo festeggia con gli amici e fa l’addio al celibato. A Mahdia, invece, lo sposo si riposa, mentre la
sposa fa tatuaggi particolari. Il sesto giorno a Tunisi si fa una festa a cui si invitano i vicini di casa, i familiari; durante la festa si mangiano
cose particolari a casa della sposa. È lo sposo che porta il cibo a casa della sposa ma non si incontrano e lui paga anche un cuoco per cucinare
per la sposa. Ci sono anche le ballerine che fanno il ballo del ventre. Mentre a Mahdia la sposa mette un vestito dorato e nero di tessuto
pesante con i palmi tesi in avanti e aspetta i familiari dello sposo. Se la sposa indossa un abito bianco allora viene lo sposo a prenderla,
se invece indossa l’abito tradizionale vanno i genitori dello sposo a prenderla e la portano a casa dove vivranno. Così si incontrano gli
sposi, dopo sei lunghi giorni e dormono insieme.
Il settimo giorno, a Tunisi, la sposa si veste di bianco e lo sposo si prepara nella sua casa; quando è pronto va a casa della sposa per
prenderla e portarla in sala per festeggiare il matrimonio con gli amici, dopo aver firmato il contratto di matrimonio davanti Laadul, colui
che certifica sia religiosamente sia civilmente il matrimonio. Poi gli sposi vanno a casa insieme.
Il giorno dopo o al massimo entro 7 giorni dalla celebrazione, i genitori della sposa e dello sposo vanno a verificare la purezza del matrimonio: si controlla che il lenzuolo usato nel letto matrimoniale sia “macchiato”, perché la sposa deve arrivare illibata al matrimonio. Dopo 7 giorni gli sposi devono insieme scavalcare un pesce vero decorato con fiori e posizionato sul pavimento sette volte: in questo modo non si lasceranno mai! Quella sera il pesce verrà cucinato con couscous ed offerto a tutti gli invitati.
A Mahdia si festeggia tutti insieme perché la ragazza diventa donna e si offrono dolci e bevande. – Amel Bel Haj Ali ( III Superiore)

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