Palermo – Un umile ed esemplare prete che non ha fatto ‘inchini alla mafia – “Don Pino Puglisi” –

2014_07_15-Cefalù-2014_07_22-Rocca-DPPuglisiIn questi drammatici momenti, è utile e necessario essere uniti nel conservare la memoria delle “pietre vive e testate d’angolo” del Popolo di Dio che è la ChiesaRicordare a noi tutti Laici e  Chierici le parole di Papa Francesco, rivolte ai Vescovi riuniti nell’Assemblea  del 20 giugno 2013 : “Non siamo una espressione di una struttura…ma segno della presenza e dell’azione del Signore risorto, a edificare, quindi la comunità nella carità fraterna”. Don Pino, ha fatto proprio questo. Nessun proclama. Nessuna carica ecclesiale. Nessuna rivendicazione, se non quella della libertà dei figli di Dio. E’ stato lasciato solo, in questo impervio cammino? I suoi assassini hanno pensato di si!  Richiamo due pezzi -copie -apparsi sul n° 12 del 15 giugno del 2013 sul quindicinale Rocca, in occasione della sua beatificazione avvenuta il 26 maggio sul prato del Foro Italico di Palermo. Uno è solo cronaca l’altro di approfondimento. Richiamo anche, un breve stralcio di sintesi, del vibrante e sofferto articolo di Don Liborio Asciutto, pubblicato sul numero unico 345-346 della rivista “Segno” di Palermo (Giuseppe Puglisi un santo necessario voluto da Dio), interamente dedicato al prete di Brancaccio. SINTESI STRALCIO- “Puglisi: una bandiera per la Chiesa cattolica?” CERTEZZE: Don Pino Puglisi è stato un prete di alto impegno ecclesiale, sociale e civile, che ha vissuto da povero tra i poveri, condividendone difficoltà e angustie, non l’esercizio di un ministero ecclesiale a favore dei poveri, ma la concreta attuazione di quella “Chiesa dei poveri”, che è stato il sogno (disatteso) del Vaticano II. Il sogno di una Chiesa che sappia staccarsi in modo deciso dagli orpelli e dagli scintillii degli aurei paramenti e delle pietre preziose, che abbandoni le auguste dimore ereditate dal passato per condividere la condizione di quanti non hanno casa e vivono in profondo disagio. Una Chiesa che non cerchi alleanze con il potere e in se stessa eserciti il potere solo come servizio. …. Quale Chiesa gli è stata accanto, in modo concreto e pubblicamente manifesto, quando con il suo modo timido e educato cozzava contro il muro di gomma delle istituzioni pubbliche che in quel quartiere negavano le più elementari possibilità di sviluppo quali la scuola e l’assistenza ai senza famiglia? quando infrangeva le leggi dei clan mafiosi che non erano (erano?) disposti ad accettare che qualcuno turbasse la pax da loro imposta? quando addirittura invitava al dialogo chi voleva ostacolare la sua azione sociale? Una persona adusa a non alzare la voce e lasciata sola in quel quartiere non poteva che fare quella fine.

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