Messina – Festeggiamo il 4° compleanno del « B L O G »

Vogliamo ‘festeggiare INSIEME con il solito stile del BLOG !

Attualità 07 febbraio 2013 : la situazione drammatica delle Cooperative Servizi Sociali Messinesi – ecco la vera Testimonianza intrisa di una sottile ironia, non di rassegnazione! Le donne messinesi non hanno dimenticato l’esempio di DINA e CLARENZA che ogni giorno ‘suonano le Campane in Piazza Duomo per risvegliare i messinesi.

C’è una Speranza per questi lavoratori e per gli Uomini ? Si! Ecco la Speranza che viene da lontano ma che è sempre stata a noi più vicina! Incardinata dal Concilio Vaticano II (1962-1965), in tanti documenti da cui traiamo la II Lettura dell’Ufficio di oggi 9 febbraio 2013

Dalla Costituzione «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (Nn. 35-36)

L’attività umana

L’attività umana, come deriva dall’uomo. così è ordinata all’uomo. L’uomo, infatti, quando lavora, non soltanto modifica le cose e la società, ma anche perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facoltà, è portato a uscire da sé e a superarsi. Tale sviluppo, se è ben compreso, vale più delle ricchezze esteriori che si possono accumulare. L’uomo vale più per quello che è che per quello che ha.
Parimenti tutto ciò che gli uomini compiono allo scopo di conseguire una maggiore giustizia, una più estesa fraternità e un ordine più umano nei rapporti sociali, ha più valore dei progressi in campo tecnico. Questi, infatti, possono fornire, per così dire, la materia alla promozione umana, ma da soli non valgono in nessun modo ad effettuarla.
Ecco dunque qual è la norma dell’attività umana. Secondo il disegno di Dio e la sua volontà l’attività dell’uomo deve corrispondere al vero bene dell’umanità, e permette agli individui, sia in quanto singoli che quali membri della collettività, di coltivare e di attuare la loro integrale vocazione.(continua)

Un sentito fraterno omaggio al protagonista (Don Franco) del primo POST del 9 febbraio 2009 così titolato:

Arcivescovo Francesco Montenegro

17 Maggio 2008 – Stadio Esseneto – AGRIGENTO

– La Chiesa di Messina Lipari Santa Lucia del Mela ha accompagnato Padre FRANCO MONTENEGRO nel giorno del suo insediamento 17 Maggio 2008 come  Arcivescovo Metropolita della Diocesi di AGRIGENTO.

I ‘messinesi questa volta si sono ben comportati ed hanno dimostrato il loro grande affetto per ‘Padre Franco. Molti hanno lavorato con Lui nella Caritas Diocesana e poi Italiana. Tanti lo hanno ascoltato quando raccontava le piccole storielle a commento di tanti testi proposti dai Papi o da Vescovi. Storielle che raggiungevano lo scopo prefisso di mettere l’accento sul vero significato della comunicazione orientata verso il Fratello più debole e bisognoso. Ma forse era presente anche qualcuno appartenente alla ‘Messina Bene, si! perché anche il ‘ricco ha bisogno del Vangelo.

L'omelia del nuovo Pastore Agrigentino

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L’omelia del nuovo Pastore Agrigentino Al seguito tra i tanti Sacerdoti Messinesi, Padre Cardullo e Don Aldo Mosca – Parroco della Chiesa di S. Salvatore Villaggio Aldisio

Don Aldo, religioso Guanelliano, oltre che Parroco seguendo le orme dei predecessori  Don Nino e Don Fabio riveste la carica di Presidente del G.O.Z. (Gruppo Operativo di Zona – Comunità e Diritti) – Associazione di volontariato operante sul Territorio di Villaggio Aldisio e Gazzi Fucile .

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Molti nostri contemporanei, però, sembrano temere che, se si fanno troppo stretti i legami tra attività umana e religione, venga impedita l’autonomia degli uomini, delle società, delle scienze. Ora se per autonomia delle realtà terrene in tendiamo che le cose create e le stesse società hanno leggi e valori propri, che l’uomo gradatamente deve scoprire, usare e ordinare, allora si tratta di una esigenza legittima, che non solo è postulata dagli uomini del nostro tempo, ma anche è conforme al volere del Creatore. Infatti è dalla stessa loro condizione di creature che le cose tutte ricavano la loro propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie e il loro ordine; e tutto ciò l’uomo è tenuto a rispettare, riconoscendo le esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza o arte. Perciò se la ricerca metodica di ogni disciplina procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio. Anzi, chi si sforza con umiltà e con perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza che egli se ne avveda, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quello che sono. A questo punto, ci sia concesso di deplorare certi atteggiamenti mentali, che talvolta non mancano nemmeno tra i cristiani. Alcuni per non avere sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza, suscitano contese e controversie e pervertono molti spiriti a tal punto da farli ritenere che scienza e fede si oppongano tra loro.

Se però con l’espressione «autonomia delle realtà temporali» si intende che le cose create non dipendono da Dio, che l’uomo può adoperarle senza riferirle al Creatore, allora tutti quelli che credono in Dio avvertono quanto false siano tali opinioni. La creatura, infatti, senza il Creatore svanisce.

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