Messina – «Il S.A.E. in visita ecumenica all’Eremo ortodosso della Candelora»

Breve personale premessa

«Nel solco del reciproco rispetto e nell’ambito del fraterno cammino ecumenico, è bello condividere “la scelta della fede nella cultura  e la cultura della fede”. (Anche le creature animali ci fanno percepire il mistero della Creazione con il singolare paradosso della del tutto gratuita bellezza… della ruota del pavone”)

L’incontro nel racconto di Carmelo Labate

«Luigi è un Santo giovane che ha accompagnato la mia formazione. Mi colpisce ancora di lui la sua purezza, quella delle relazioni e degli affetti, quella che aiuta a guardare la
realtà libera da ogni sovrastruttura sia pure teologica che ne potrebbe nascondere l’essenziale, quella dell’ascoltare sempre, anche nelle difficoltà, quel parlare di Dio a ciascuno mentre il mondo è tentato ad allontanarsi da Dio.

Nella ricorrenza della sua festa (21 giugno 2012) un bel gruppo della nostra Associazione ecumenica “E. Cialla” – S.A.E. di Messina – ha fatto visita all’Eremo ortodosso della Candelora situato abbastanza fuori dell’abitato di Santa Lucia del Mela, nella contrada Sauci. Qui vive P. Alessio, monaco ortodosso, dedito alla preghiera e allo studio e alla cura del luogo.

Da qui P. Alessio si muove ogni volta che viene richiesto di predicare o di fare conferenze e soprattutto per assistere coi sacramenti i fedeli ortodossi provenienti dalla Grecia e da tutta l’Europa dell’Est.

Non sta molto bene in salute. Ma confida in Dio e non gli mancano gli aiuti di fratelli e sorelle, anche se di confessione diversa dall’ortodossa.
L’importante – dice P. Alessio – è tenersi presente al mondo come una “diversità” che attrae e respinge, che è discrimine tra una cosa e un’altra, una diversità che è testimonianza di quella identità cristiana che il mondo d’oggi ha perso, una diversità “controcorrente” rispetto allo stile di vita dell’accumulo, del consumismo, del fondarsi sul denaro e sul potere. Di questo ritorno alle origini fa parte anche il piantare alberi per creare armonia fra la natura e l’uomo.

Se l’ecumenismo è una vocazione – come lo è per ogni battezzato – allora non ha senso mettere sempre e comunque in primo piano le posizioni giuridiche che separano. A meno ché esse non servano per chiarire, per aggiustare! La Chiesa è Una, ma fin dall’inizio si è caratterizzata per la pluralità e diversità delle interpretazioni che ogni apostolo ha fatto sul messaggio di Cristo. Pluralità spesso confliggenti, ma sempre ritornanti a posizioni concilianti. Come dire che su tutto deve governare la carità. Non so – dice P. Alessio – se oggi sia viva la Tradizione cristiana, quella del «tramandare» e del «trasmettere» a partire dalla famiglia il senso cristiano della vita, la semplicità evangelica, l’essere sempre e comunque innamorati di Cristo.

Centocinquanta minuti tra conversazione e preghiera. Abbiamo respirato una spiritualità tanto nuova quanto attinta al vangelo, a quella Parola di Dio pregata e sofferta che però non passa, ma rimane in eterno. Le difficoltà si superano col tempo e con l’aiuto della Madre della divina Misericordia. La Sua profondissima fede ci è di sostegno. In quelle due ore e mezzo abbiamo respirato il senso della comunione fraterna cristiana ed ecclesiale, quella che per noi ecumenici è già una realtà anche se ancora non del tutto visibile. (Carmelo Labate

(Coordinatore dell’Associazione ecumenica “E. Cialla” – S.A.E. di Messina) 

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