Messina -«Dodici… come le Tribù di Israele – Per Il ripristino della pienezza»

Giovedì 16 febbraio 2012 – si è tenuto il programmato incontro di preghiera, organizzato dal SAE e dalla Comunità della Consolata. L’attento ascolto della Parola, Brano  di Atti 1,12-26, proclamata da Carmelo Labate e la successiva riflessione di Don Marco Grossholz, hanno consentito un proficuo e confortante scambio di sensibilità ecumenica  che ha dato sapore al nostro stare insieme.

“Questa volta siamo saliti al 1° piano, nel “Salone” luogo conosciuto, frequentato ed amato da tutti gli “Orionini”. E’ stato bello rivivere la Parola, la Riflessione ed il confronto, in un luogo dove facevamo quasi tutti gli incontri di Catechesi, a cominciare dai Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana, per finire al Matrimonio ed agli incontri e dibattiti pubblici, su questioni sociali e/o cittadine.”

Rilettura personale del Brano  Atti 1,12-26

«Eravamo lì perchè dovevamo decidere chi prendeva il ‘posto di Giuda Iscariote. Pietro disse, non prendo questa decisione da solo ma mi faccio consigliare non solo dai miei confratelli più vicini, ma da un numeroso gruppo di discepoli, in modo che lo spirito Santo possa agire su molte ‘teste e su molti  ‘cuori. Una cosa però indica: dobbiamo scegliere tra le persone che sono state fin dal principio attenti osservatori e testimoni delle gesta di Gesù a partire dal suo Battesimo nel Fiume Giordano ad opera del Cugino Giovanni. La comunità allargata (120 persone-12×10)) ne indica due giusti e timorati di Dio, Barsabba e Mattia. Questa scelta però ha bisogno di essere corroborata dall’assistenza dello Spirito Santo, per cui si decide di tirare a sorte. Di Mattia, il prescelto successore di Giuda, non abbiamo molte notizie, ma sicuramente ha avuto il merito di costituire il sigillo della continuità apostolica, ricreando le condizioni iniziali degli apostoli chiamati da Gesù per sviluppare la Chiesa e servire il popolo.»

Don Marco GROSSHOLZ

 ASSOCIAZIONE ECUMENICA “E. Cialla” – SAE Segretariato Attività Ecumeniche – Gruppo di Messina

Le Motivazioni di Carmelo LABATE – Coordinatore Gruppo “E. Cialla”

Il proposito di cominciare in quest’anno sociale 2011-2012 la lettura comunitaria ed ecumenica degli Atti degli Apostoli ha due principali finalità. La prima: crescere nella fede, non solo singolarmente, ma anche come chiesa ecumenica che attinge alle sue origini.

La seconda: ritornare, dopo qualche anno di trascuranza, a convergere – pur nelle diverse letture – su un punto fermo della Chiesa-Una, cioè sulla sacra Scrittura ispirata ancora oggi per noi, per l’attualità del nostro vivere. Noi crediamo nel Crocifisso Risorto e attraverso la sua Parola anche gli altri crederanno (S. Agostino).

“Da quando il Concilio Vaticano II ha sottolineato il ruolo preminente della Parola di Dio nella vita della Chiesa” anche tra i cattolici “sono stati fatti grandi passi in avanti nell’ascolto assiduo e nella lettura attenta della sacra Scrittura” (Benedetto XVI). E’ necessario che l’ascolto della Parola diventi un incontro vitale che interpella ciascuno e orienta le chiese alla comunione fraterna.

 Il SAE, associazione laica e interconfessionale, si pone in continuità con l’attività di dialogo e di formazione ecumenica promossa daMaria Vingianifondatrice, a Venezia dal 1947 e sviluppatasi poi a Roma in forma privata dal 1959 (annuncio del Concilio Ecumenico Vaticano II) e in forma pubblica dal 1964. Nel 1966 si costituisce formalmente in associazione sotto la presidenza della stessa fondatrice. Dal 1964 organizza ogni anno in estate una Sessione di formazione ecumenica, di cui vengono pubblicati gli Atti. Ad essa affianca abitualmente un più breve Convegno annuale di primavera. Il SAE è stato tra i promotori della giornata per l’ebraismo (1989) e del documento per i matrimoni interconfessionali tra cattolici e valdesi-metodisti (1998).

La nostra Associazione si rifà allo storico gruppo ecumenico di base “Agape” (1970) e persegue le finalità e lo spirito e le attività del S.A.E. Fa del dialogo ecumenico e interreligioso (Ebrei, musulmani, ecc), sincero aperto e costruttivo, la propria ragion d’essere. Lo scopo è di approfondire e divulgare l’esperienza e l’ideale ecumenico, promuovendo incontri di preghiera, di studio biblico, di informazione e formazione ecumenica, svolgendo attività socio-pastorali con carattere di dialogo interconfessio-nale ed interreligioso, con conferenze e dibattiti. Collabora in rete con altre Associazioni per realizzare una cultura di pace, un nuovo approccio con il creato.

One Comment on “Messina -«Dodici… come le Tribù di Israele – Per Il ripristino della pienezza»”

  1. L’insieme dei credenti costituisce l’unico popolo di Dio del quale fanno già parte i circoncisi (gli ebrei) e poi anche gli incirconcisi (pagani). I «sommari» degli Atti fanno intravedere ciò che era e voleva essere la vita delle prime Chiese, ciò che costituiva l’ideale cui dovevano tendere.
    Tutti: i dodici nominati, le donne e Maria, i semplici «fratelli», tutti partecipano a scelte importanti (1,15s; 6,3; 13,1-3; 14,23 nota n) scelte guidate dallo Spirito (15,22.23. 28): in questa linea di «comunione» potrebbe essere il governo ideale della Chiesa. Più avanti risulterà molto chiaro come l’autore degli Atti è, in fondo, l’uomo dell’unità e della comunione, che chiama la Chiesa a vivere, sotto la guida dello Spirito Santo, come la Chiesa di Gerusalemme, che era «un cuore solo e un’anima sola» (4,32).
    Quanto alla successione apostolica l’essere stato con Gesù durante la sua vita e dopo la sua morte (1,1-3; cf 10,41) è una condizione necessaria per venire associato al gruppo dei dodici apostoli e partecipare alla loro missione (1,8), voluta da Dio (10,41), di essere testimoni: 2,32; 3,15; 4,20.33; 8,25; 10,39-42; 13,31.

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