Messina – «Tradizionale e coerente manifestazione per la “PACE in TUTTE le TERRE”»

Primo gennaio del 2017 –  da Piazza Cairoli a S. Caterina. Molti si sono rammaricati che non ci fossero più persone alla marcia per la Pace. E’ legittimo pensarlo ed è certamente auspicabile una maggiore adesione da parte di tutti i cittadini. Ma, per aggregare noi, tiepidi e tradizionali scettici, occorre essere autentici protagonisti della non violenza in tutti gli atti della nostra vita quotidiana. Il sindaco Renato Accorinti ha citato l’art. 11 della Costituzione (Ripudio della guerra …) e le forti, argomentate e costanti dichiarazioni di papa Francesco. Tema ripreso in tutti gli altri interventi di: padre Giuseppe Brancato (Caritas Diocesana), Mohamed Refaat (Pres. Centro Islamico) e Andrea Nucita (S. Egidio). Nonostante le difficoltà tutti hanno concordato nella speranza certezza, di un continuo, anche se impercettibile, miglioramento del ‘sentire comune. Riduzione costante delle spese per le armi ed aumento delle azioni di solidarietà con i Popoli che subiscono gli eventi esecrabili delle guerre. In verità i documenti ecclesiali a partire dalla “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, la Costituzione conciliare “Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, le encicliche Populorum progressio di Paolo VI e Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II, sono di una chiarezza esemplare,... la pace è stata riconosciuta e proclamata come culmine dell’insegnamento sociale della Chiesa ed indice caratteristico della testimonianza cristiana. E forse è questo più che mai l’ambito in cui si rivela la difficoltà per il cristiano e per la Chiesa di oggi di essere coerente fino in fondo con la fede. (Non spegnere lo SpiritoVescovo Luigi Bettazzi). Tra i ‘Presenti: Padre Alessio (Jeromonaco ortodosso), Padre Giuseppe Lonia (Ufficio Comunicazioni), Diacono Santino Tornesi (Ufficio Migrantes), Dino Calderone (Consulta laici )Annamaria Garufi (LeLAT), Angelo Costa (GOZ). ecc.

Nota per i tiepidi – L’opinione pubblica è sovrastata dalle suggestioni politiche e dai mezzi di informazione, generalmente dominati dagli interessi dei più forti. E questo porta anche i cristiani a rendersi favorevoli alla violenza armata quando questa è spesa al servizio delle garanzie politiche ed economiche di chi ha in mano le leve del potere. E proprio in questo caso si è notato il maggior coraggio dei Pontefici nel tentare di  bandire le guerre, insistendo nel cercare di promuovere le opportunità di accordi e di azioni di pace, mentre la maggioranza del mondo cattolico acconsentiva alla volontà di guerra di chi, sotto l’immagine della giustizia e della libertà, in realtà perseguiva miraggi di potenza economica e politica.(Non spegnere lo SpiritoVescovo Luigi Bettazzi).

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