CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

29Giu/150

Reggio Calabria – «Mostra fotografica – Musica Concerto – Premiazioni Allievi »

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29Giu/150

Villafranca Tirrena – «Graziella Campagna – Giovane Icona degli Innocenti Martiri»

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28Giu/150

Reggio Calabria – «Uno sguardo verso l’alto per vedere meglio in noi stessi…»

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28Giu/150

Reggio Calabria – « Nello scenario dello Stretto – Miti, storie e immagini tra Scilla e Cariddi»

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27Giu/150

SASSARI – « “La magnifica … “Cavalcata sarda” della DINAMO verso il 1° Scudetto di Pallacanestro »

2015_06_26-Sassari-Cavalcata_ScudettoIMG_4645Premessa BLOG - 93° Campionato di basket - "Non serve la legge obbiettivo" - "Avere personalità e stile è Rock" 

Un vero gemellaggio quello con Reggio Emilia. Due bellissime realtà del Basket e dello Sport Italiano che sgombrano il campo dai tiepidi e inconcludenti tatticismi che ci riservano altri Sport e la Politica in generale. Sette "Boccate di aria fresca", che hanno fatto pulsare il cuore degli italiani amanti delle vere sfide individuali e di squadra dove il confronto verte si sulla bravura ma anche sulla costanza sul sacrificio, sul sudore ma anche sulla tattica l'intelligenza e la fantasia. Una grande finalissima in sette puntate,tutte diverse tra di loro, tranne le prime due. In definitiva una pagina che rigenera le "piccole" città e le loro squadre inabissando i mega presuntuosi del "Ci penso io"- tradotto "ghe pensi mi!". Tutti bravi!

IMG_4624IMG_4646Questa è l'occasione per rendre tributo alla Sardegna e a Sassari - porgendo i miei cari auguri di guarigione alla "sassarese" prof.ssa Francesca Mele.  con alcuni filmati, foto e una spiegazione relativi alla Cavalcata sarda.

"Ma la festa della identità sarda, dei suoi colori, dei suoi suoni, delle sue radici ancestrali, sentite e vissute come presente e come futuro nel legame intergenerazionale, è sicuramente la Cavalcata sarda, che si svolge annualmente a Sassari. Una festa veranon un’esibizione per i turisti: evidente la gioia dei partecipanti di mettere in mostra i tesori dei loro costumi, diversi da paese a paese, in tutte le varietà legate ai diversi momenti della vita, la gioia degli anziani di poter trasmettere i passi di danza e le tonalità del canto “a tenore”, la fierezza delle giovani donne di tenere a freno superbi destrieri, la soddisfazione dei giovani sposi di tenere in braccio o per mano i bambini, a loro volta felici di essere parte importante della festa."

25Giu/150

Messina – «In perfetta sintonia con il “Laudato si'” … un evento pieno di speranza a “Forte S. Jachiddu”»

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21 giugno 2015Forte S. Jachiddu 

«Solstizio d’estate Al Parco Ecologico S. Jachiddu»

"Dico che quando per diversi motivi plausibili non possiamo partecipare ad una manifestazione pubblica, carica di significato e di speranza, veniamo privati di una esperienza irripetibile. Tale è stata l’iniziativa che si è svolta domenica Solstizio d’estate Al Parco Ecologico S. Jachiddu.

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La scommessa nella riuscita c’era tutta. Ed è stata vinta non solo da chi ha avuto la prima idea, fratel Mario Albano, francescano, e il ven. Osvaldo, monaco buddista; ma anche dalle associazioni laiche e religiose che hanno partecipato al progetto, quali: Amici del Fortino, Comunità “Buddismo e buon senso”, Italia Nostra, il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) di Messina, la Piccola Comunità Nuovi Orizzonti, Baobab, Terra e Cielo, la Gi.Fra, l’Agesci, il Centro Islamico di Messina (con un messaggio) e tante altre realtà del messinese. Davvero eccezionale è stata la presenza delle persone sia per il numero, sia per la viva partecipazione. Il poggio dove tutti siamo convenuti era stracolmo e qualcuno s’è dovuto fermare nel piccolo anfiteatro dove al centro è posta una piramide di specchi che permettono di poter mirare il cielo e il volo degli uccelli senza dover alzare in alto gli occhi. Sì, perché è la Terra che ci parla del Cielo e il Cielo che contiene la Terra.

Fratel Mario ne ha introdotto il significato, ricordando che già prima della notizia dell’enciclica di papa Francesco Laudato si’ si era pensato di ispirare l’iniziativa alla strofa del Cantico di Francesco d’Assisi che recita: Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et erba. La bramosia e l’avidità, il benessere smisurato di pochi e il consumismo sfrenato dominano e sfruttano la Terra invece di custodirla, riducono la terra fertile a deserto, devastano le foreste, inquinano l’aria e l’acqua, cambiano la primitiva armonia delle stagioni. Bisogna riporre al centro la Terra la quale ci sostiene e governa, distribuisce con equità i suoi beni.
Il ven. Osvaldo ha messo in risalto i particolari del gesto che stava per compiersi. Al mezzo del cerchio umano che s’era creato v’era posizionato un tripode di plexiglas sul quale poggiava un prisma ottagonale a piramide troncata della cuspide per permettere di ricevere l’acqua. Sotto tante fontanelle per la distribuzione simbolica dell’acqua nelle diverse direzioni. L’originale realizzazione suggeriva l’idea di un moderno fonte battesimale. L’acqua era il simbolo di questa umanità che la Terra sorregge, una umanità diversa per etnia, per religione, per credenze e per riti, per ceto sociale, per cultura, e …, perché no, per ricchezza e povertà. Ma dopo che ogni diversità si versa nel contenitore risulterà difficile separarla, niente mio e tuo; c’è unità nella diversità, c’è contaminazione reciproca, c’è dinamicità nella ricerca della verità finale.

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Essendo presente a titolo personale Renato Accorinti, sindaco di Messina, ha voluto spendere due parole sulla bellezza del luogo e di quello che in maniera quasi unica si ammira da esso, lo Stretto di Messina, ma anche accennare all’iter avviato in maniera concreta perché il Comune possa avere la gestione diretta dei diversi forti umbertini, tra i quali questo di S. Jachiddu.
A seguire il suggestivo e commovente gesto circolare del passare a ciascuno le anfore piene di acqua e ciascuno a versarla nel prisma di cui sopra. Ognuno formulava un pensiero a secondo della propria sensibilità e soprattutto con una libertà di spirito che non è facile trovare altrove. Così alcuni hanno chiesto perdono alla sorella e Madre Terra per lo sfruttamento selvaggio cui l'abbiamo sottoposta, soprattutto nell'era industriale e chimica e del mercato globale. Altri hanno espresso inni di lode e di ringraziamento per i benefici che da Lei riceviamo. Altri hanno formulato l’impegno per una maggiore cura.
La serata è stata bella. Qualche nuvoletta alla fine ci ha spinto nel cortile del Forte dove tutti hanno potuto condividere il dono di un pezzo di pane (con olio) e un bicchiere di vino. (Carmelo Labate).

 

19Giu/150

Reggio Calabria – «Nel contesto nazionale – Il Planetario adotta dunque il pianeta Nettuno… »

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Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria

Sabato 20 Giugno 2015 dalle ore 20.00:

“Occhi su Saturno da Reggio Calabria a… “63 km” dal pianeta Nettuno”

Domenica 21 Giugno ore 10.30:

“Il Sole, il Solstizio e il Cielo d’Estate”

È speciale la 4° edizione della manifestazione nazionale “Occhi su Saturno”, speciale perché alle ore 22.00 del giorno 20 Giugno in varie località italiane verrà esposto il Sistema Solare distribuito sul territorio in cui i pianeti vengono posizionati presso alcuni dei planetari/osservatori/musei scientifici attivi sul territorio nazionale.

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L’Associazione PlanItalia, ideatrice del progetto, ha riconosciuto il Planetario Provinciale Pythagoras di Reggio Calabria come uno tra i centri più attivi a livello nazionale ed avendo collocato idealmente il Sole, a Prato della Valle, la più grande piazza di Padova, nella scala scelta, Reggio Calabria viene a trovarsi in prossimità dell’orbita del pianeta Nettuno, per la precisione a 63 km a nord.
Il Planetario adotta dunque il pianeta Nettuno ma la notte del 20 giugno sarà dedicata in modo particolare al signore degli anelli: il pianeta Saturno.
Gli occhi di mezza Italia saranno puntati verso sud-est dove subito dopo il tramonto, tra le stelle delle costellazioni dello Scorpione e della Bilancia, brillerà il più affascinante dei pianeti del nostro Sistema Solare. Sono oltre cento gli eventi programmati in tutta Italia.
A Reggio Calabria, presso la struttura di Via Salita Zerbi, la serata inizierà prestissimo, infatti, dalle 20.00 sarà possibile osservare, anche con l'ausilio degli strumenti, un magnifico terzetto al tramonto: Luna, Venere e Giove in congiunzione.
Alle 21.00 la conferenza “Saturno, il signore degli anelli” del dott. Marco Romeo (fisico ed esperto del Planetario) introdurrà il pubblico all'osservazione diretta del pianeta al telescopio e delle meraviglie del cielo d’Estate.
Il giorno successivo, 21 giugno alle ore 18.38 (ora locale), si verifica il Solstizio d’Estate, il giorno più lungo dell’anno, ed allora sarà anche l’occasione per illustrare, sotto la cupola del Planetario, il cielo d’estate e le sue meraviglie.
Il Planetario ha ritenuto di dedicare la prima domenica d’estate ai bambini che sono invitati tutti alle ore 10.30.
La manifestazione inizierà dal piazzale del Planetario con l’osservazione della nostra Stella al telescopio, nel giorno in cui la comunità scientifica celebra l’“International Sun Day”.
Alle 11.00, si passerà alle stelle del Planetario: saranno raccontati le favole e i miti legati alle costellazioni del Cielo d’estate senza trascurare gli aspetti scientifici che accompagnano i fenomeni osservati.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

18Giu/150

Messina – «Una meraviglia ai nostri occhi… “Laguna di Capo Peloro” – Area dello STRETTO»

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12Giu/150

Messina – «Dopo Torre Faro 2014 ecco Galati Marina 2015 – Il vero impegno è costante e comunitario»

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11Giu/150

Reggio Calabria – «Come può l’Uomo: … raccontare il dolore, … raccontare il male ?»

2-2014_11_25-PLA-Memoria_OLGA-PLAVenerdì 12 giugno 2015, ore 21.00  -  Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria

Dostoevskij e il problema della sofferenza inutile

Prof. Tullio Barni

Ordinario di Patologia all’Università Magna Græcia di Catanzaro

Venerdì 12 giugno alle ore 21.00 presso il Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria, il Prof. Tullio Barni, Ordinario di Patologia all’Università Magna Græcia di Catanzaro, intratterrà il pubblico con alcune riflessioni sul tema del dolore, per la precisione sulla correlazione tra “Dostoevskij e il problema della sofferenza inutile”.
La relazione prende spunto dal quinto capitolo de “I Fratelli Karamazov” dove si snoda il dialogo fra Ivan e Alesha, e Dostoevskij fa dire ad Ivan: “Io non parlo delle sofferenze degli adulti, loro hanno mangiato il frutto proibito e se ne vadano pure al diavolo, che il diavolo se li porti tutti quanti, ma i bambini, i bambini... Però i bambini: come la mettiamo con i bambini?
Raccontare il dolore, dunque. Nel tentativo di esorcizzare la nostra costitutiva finitudine ci siamo da sempre raccontati storie più o meno credibili, più o meno vere.
Raccontare il male inserendolo in un orizzonte di significato perché ci aiuta a non farci irrimediabilmente annientare da un fardello che si presenta con la fisionomia dell'inumanità perché il dolore non conosce prova capace di rivelarlo se non quella fornita da chi lo prova.
La forza di impatto del dolore è attestata esclusivamente dall'individuo che lo percepisce.
Se le cose stanno così, chi può decidere quanto sia il dolore che rende comunque una vita degna di essere vissuta?
Partendo dall'opera del grande autore russo, il prof. Barni approfondirà la tematica del dolore e della sofferenza nei vari ambiti, passando dalla medicina alla religione, dalla filosofia alla giurisprudenza.

5Giu/150

Messina – «”Maregrosso”… si prende la sua rivincita grazie all’opera e alla figura del Cavaliere Cammarata»

 

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2015_05_31-CAV_CAMMARATA-arch_CelonaDopo i riconoscimenti internazionali anche quelli cittadini, un'Amministrazione che accoglie le sue opere e progetta una Casa Museo a Maregrosso.

Il cementiere Ribelle esposto alla G.A.M.M.

James Brett, direttore del Museum of Everything di Londra; Marc Botlan rappresentante del Ministero dei Beni culturali francese; Enrico Guazzoni e Antonia Iacchia, Galleria Maroncelli di Milano; Van Herwijnen Richard e Jacqueline Van Herwijnen, del Stiching Midi Double, Olanda; Simon Romy Rossner del South Museum Tromso, Norvegia; Cristoph Peter Seidel dell'Atelier Kunstcontainer, Germania; Rossella Faraglia ed Eugenio Cavallari Membri EOA (European Outsider Art Association di Roma); Pierre Muylle e Marie Remacle del Mad Musée di Liegi, BelgioNita Lorimer e Stefan Olsson del A-Konst, Svezia; Gyongyi Matray e Minna Tuuva della Union for Rural Culture and Education, Finlandia; Danilo Proietti e Chiara Scordato del Cathedral Jean Linard, Francia; Raija Kallionen e Suvi Kalijuen Union for Rural Culture and Education,Finlandia; Roger Cardinal dell'Università di Kent, Inghilterra; Sophi Lepetit studiosa francese; Leslie Umberger del Smithsonian Museum, Washington; Marc Steene del Pallant House Gallery, Londra; Tomas Roske, Direttore Prinzhorn Museum, Heidelberg, Germania e Presidente EOA; Norbet Grote esperto di restauro outsider art, Germania; Maria Hoger del Gugging Museum, Austria; Monika Jagfeld del Museum in Lagerhaus, Svizzera; Dominique Agnes Queloz dell'Associazione Bonaria Manca, ItaliaLorenzo Madaro dell'Accademia di Belle Arti Bari; Rita Ferlisi della Soprintendenza di Agrigento; Paola Bommarito dell'Università di Palermo; Giuseppe Imburgia dell'Osservatorio Outsider Art, Palermo; Paola Capone Università di Salerno; Rosa Maria Serrano Munoz studiosa, Spagna; Zinna-Nichikawa studiosa, California, USA; Pavel Sochor studioso, membro EOA, Repubblica Ceca; Nilson Vallma membro EOA, Finlandia; Minna Haveri Kettuki, Finlandia; Elaine Bosak, A-Konst, Svezia; Anna Noe Bovin del Gaia Museum Outsider Art, Danimarca; Reko Timo della Union for Rural Culture and Education, Finlandia; Eva Di Stefano, Università di Palermo; Roberta Trapani Università di Parigi X, CrAB; Domenico Amoroso, direttore musei Civici Caltagirone; Elina Vuorimies dell ITE, Contemporay Folk Art Museum, Finlandia; Gabriele Mina curatore dell'antologia "Costruttori di Babele", Genova.

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Questi 48 studiosi, esperti di Outsider Art, provenienti da tutte le parti del mondo, si sono ritrovati a Messina, domenica 31 maggio per studiare e riconoscere il valore dell'opera del Cavaliere Giovanni Cammarata, nell'ambito dell'evento culturale: "Giovanni Cammarata: il cementiere ribelle e gli outsider environments in Europe", promosso dall'Assessore alla Cultura prof. Tonino Perna e dal Dipartimento Politiche Culturali ed Educative del dott. Salvatore De Francesco, curato e coordinato dal Servizio Valorizzazione del Patrimonio Culturale della città di Messina diretto dall'arch. Carmelo Celona, con il supporto scientifico del prof. Pierpaolo Zampieri. L'avvenimento rientrava nell'ambito del progetto "Centro di Competenza per lo sviluppo di servizi culturali e turistici nel campo dell'arte e dell'architettura contemporanea", finanziato dal PO-FESR 2007-2013. Un'intera giornata di studi e promozione culturale tutta dedicata all'esperienza espressiva di Giovanni Cammarata che ha visto gli studiosi e una folta partecipazione di pubblico impegnata in un intenso programma: alle ore 9.00 gli studiosi si sono recati in via Maregrosso per ammirare le vestigia dell'opera dell'artista; alle ore 11.00 al

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PalaAntonello ha avuto inizio "L'international E. O. A. Conferenze 2015-Eterotopia Outsider Endovisonments in Europe" che si è conclusa alle ore 19.00; alle 19.30 ha avuto inizio la visita della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea dove, accanto alle opere di Mirò, Schifano,Todini, Fiume, Togo, Canonico, Migneco, ecc.., sono state ammirati i due elefanti di straordinaria bellezza di Giovanni Cammarata, recentemente sottratti all'oblio e restaurati; alle 21.30 tornati in via Maregrosso si è potuto visitare la casa di Cammarata suggestivamente illuminata; infine alle 22.00 è stato proiettato, in situ, davanti ad un nutrito pubblico, un'intervista di circa 40 minuti, fatta dalla Rai al Cavaliere nel 1991. Sentire risuonare in quella strada, di notte, la sua voce che denunziava il degrado di Maregrosso ha commosso tutti i presenti: "Questa è una strada che tende a declinare sempre, per quelli che vi abitano, per i ladri che si danno convegno qua. E' una strada da non frequentare… Allora io facevo queste opere …. e ho pensato di chiamarla via belle arti". Durante i lavori del convegno internazionale si è discusso del Caso Cammarata ed è stata illustrata agli studiosi l'attività di valorizzazione svolta dall'amministrazione comunale nel breve volgere di un anno. Il

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Dipartimento Cultura diretto dal dott. Salvatore De Francesco ha attivato tutte le procedure di accesso ai finanziamenti pubblici per realizzare una "Casa Museo Giovanni Cammarata", che ospiti in futuro, tutte le opere superstiti. Il progetto prevede: l'adeguamento strutturale dei manufatti scampati alle ruspe e il loro riuso a museo narrativo; il restauro di tutte le opere fisse e di quelle mobili e la realizzazione di un dispositivo di protezione che difenda quanto restaurato al fine di renderlo più duraturo. Nell'attesa della realizzazione della Casa Museo il Servizio Valorizzazione del Patrimonio Culturale della città di Messina ha messo in atto tutte le possibili azioni per la valorizzazione, promozione, fruizione e tutela dell'esperienza espressiva di Cammarata: ha promosso istanza di vincolo alla Soprintendenza di Messina che il 20 marzo 2015 ha dichiarato l'opera di Giovanni Cammarata di interesse culturale, attivando la procedura di vincolo; ha attivato le procedure per la richiesta di un vincolo urbanistico dell'area in cui ricadevano la casa e il giardino di2015_05_31-CAV_CAMMARATA-arch_Celona

Cammarata da destinare a parco urbano museale da intitolare allo stesso; ha accolto la disponibilità del dirigente del Liceo Artistico Basile, dott. Giuseppina Prestipino ad ospitare tutte le opere mobili rinvenute e a realizzare, sostenendone i costi, presso il Liceo medesimo, un'ala museale intitolata all'artista; ha fatto richiesta alla Commissione Toponomastica di variare la titolazione di un segmento della via Maregrosso in "via Belle Arti" secondo la volontà del cavaliere; ha fatto bonificare il sito grazie all'intervento tempestivo degli operatori di Messina Ambiente i quali cureranno periodicamente quello che ormai è diventato un monumento cittadino; ha fatto installare un tabellone esplicativo analogo a quelli dei monumenti più signifiativi della città che presto sarà integrato dalla segnaletica stradale che aiuti a raggiungere il sito; il servizio d'illuminazione pubblica su progetto dell'ing. Salvatore Saglimbeni ha realizzato un impianto di illuminazione che consente una suggestiva visione notturna del monumento. Infine su segnalazione del gruppo "Zona Cammarata" sono stati

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recuperati due elefanti di notevole valore artistico, seppelliti in un relitto di terreno incolto di proprietà della ditta "Immobiliare 2 R", e grazie alla sensibilità del suo rappresentante, geom Santino Biancuzzo, ha consentito al Comune il loro prelevamento, a condizione che i reperti fossero restaurati ed esposti alla G.A.M.M. assecondando così la volonta del Cavaliere. I due elefanti grazie all'instancabile generosità della dott.ssa Mariagrazia Gemelli coordinatrice del servizio pronto intervento e dei suoi collaboratori e all'abilità degli uomini dell'autoparco municipale diretti dall'Ing. Cardia e ben coordinati dal Geom. Mancuso, hanno volato per la città, da Maregrosso fino al Comune, Palacultura, dove è stato allestito nel piano seminterrato, un laboratorio per il restauro. Le due opere sono state restaurate dal dott. Roberto Merlo (laureato in restauro e conservazione all'università di Urbino, specializzato in arte contemporanea, attualmente impegnato a Parigi nel restauro della Chancellerie d'Orlèans e della Galleria d'Hercule), collaborato dai maestri Marco Militti e Tindaro Merlo con la

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consulenza del prof. Demetrio Scopelliti. Le pregevoli opere sono state collocate, nella Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Messina. Cammarata aveva scritto sui muri: "Non toccate le mie opere sono un onore per la città e per il signor Sindaco". Adesso è la città ad essere onorata di accogliere le sue opere nella casa di tutti, realizzando, anche se tardivamente, il suo sogno: "Per favore aiutatemi a salvare le mie opere. Non voglio niente per me, non ho mai voluto vendere uno dei miei pezzi. Tutto questo è ormai la mia vita, il mio sogno e il mio testamento alla città”. Mostrando i suoi meravigliosi elefanti diceva: "Mi aspettavo che da un momento all'altro il Comune se ne sarebbe accorto e avrebbe detto, prendiamoli e mettiamoli in una piazzetta al coperto… Non hanno cuore, non hanno amore per la loro città…Non capiscono l'arte a Messina, non la capiscono!!". Aveva ragione! ce l'hanno dovuta spiegare gli stranieri, quasi troppo tardi. Oggi, finalmente,

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questa città distratta ripara all'oltraggio del 2002 e gli rende onore accoglie il suo "dono" e gli tributa il dovuto riconoscimento.

La città finalmente comprende e partecipa, retrospettivamente, al dramma esistenziale di un uomo onesto e per bene, insultato da una grave ingiustizia che lo costrinse a vivere di stenti in un ambiente degradato, spogliato, come molti cittadini messinesi, della possibilità di un percorso professionale ed esistenziale dignitoso, privato del diritto alla casa e indotto, anche lui, a costruirsi la sua “baracca” abusiva, per dare un tetto alla sua numerosa famiglia, che si ribella alla sua condizione non con violenza bensì inventando un'espressione artistica che oggi qualifica l'intera città. Giovanni Cammarata sin da ragazzo lavora alla realizzazione di apparati decorativi in amalgama di cemento per le cappelle gentilizie del Gran Campo Santo. Agli inzi degli anni 50 del secolo scorso ottiene una concessione demaniale e apre un

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laboratorio di prefabbricati in cemento a Maregrosso. Ma presto la sua fabbrica gli viene demolita per far posto ad un grande opificio del famoso industriale degli aliscafi Rodriquez. Questa ingiustizia scatena in lui una lotta imperitura contro colui che chiama “Il negriero Rodriquez.. il padrone della città" e sancisce la sua epifania artistica:lui mi ha abbattuto la fabbrica e io cominciai a lavorare da artista”. Così cominciò a produrre un verbo artistico ribelle alla condizione di cui era vittima. Il suo disperato bisogno di qualità urbana fu una forma poetica di resilienza in un ambiente inospitale per qualsiasi forma di sopravvivenza culturale, a difesa di un’idea di civiltà. Egli costruì un gergo nuovo interprete del bisogno di Maregrosso e dell'umanità che lo abita, di possedere una forma di bellezza, che gli restituisca dignità e l’identità. La sua opera ha ottenuto il plauso della critica internazionale giunta domenica scorsa a Maregrosso a rendergli onore e a stringersi attorno alle vestigia della sua casa delle meraviglie in segno di protezione e a far comprendere alla città il valore artistico e

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simbolico della sua esperienza espressiva nell'ambito dell'arte contemporanea. Gli studiosi hanno plaudito al processo di valorizzazione attivato dal Comune riconoscendo in esso molti elementi paradigmatici, possibili modelli operativi per la valorizzazione dei questa singolare forma d'arte. Il Comune vuole musealizzare Cammarata per spiegare la bellezza della sua eresia. Il fascino metaforico della ribellione alle ingiustizie di un uomo onesto, che si contrappose con la sua estetica eversiva all'estetica della "Fenomenologia della Baracca" e delle speculazioni fondiarie ed industriali, che hanno reso subalterna la coscienza collettiva dei messinesi. Coscienza che egli con il suo gergo eretico ha tentato per tutta vita di risvegliare. Kant differenziava tra bello e sublime: Il bello attrae, il sublime commuove. Non possiamo dire che l’opera di Cammarata sia bella nè sublime, ma quel che certo che commuove. Commuovono i termini della sua ostinata ribellione e della sua forte denuncia. Cammarata, per fortuna, si ribella all'ingiustizia, non imbracciando un fucile, come Dinamite

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Bla contro Paperon de Paperoni, bensì impugnado i pennelli e dando colore al cemento, a quell'alibi che ha fatto della Messina post 1908 una terra di rapina, colorando quel degrado civile e morale chiamato Maregrosso in cui è stato costretto a vivere.

Si ringrazia l'arch. Carmelo Celona per la condivisione di un grande Evento di cui i Messinesi possono andare fieri.

Nota Blog -"Tanti ricordi di quel mare sempre agitato 6 giorni su sette di quel percorso che sembrava lungo quanto quello per arrivare a scuola, al Principe di Piemonte. La casa con le ciaramite e le coperture da dove si ricavano le potenti 'ciappe, che consentivano di arrivare vicino al birillo senza strisciare, fermandosi come se avessero l'Abs. Altri tempi, i 'tempi del Cavaliere Cammarata, per noi eccentrico signore di Maregrosso". - Ricordo anche, per inciso, agli smemorati l'impegno di Padre Franco Arena, Parroco di SS Pietro e Paolo, che si prodigò per non far sfrattare il Cammarata -

5Giu/150

Messina – «”… Il racconto chiaro ed avvincente, quasi una cronaca dal vivo, della bimillenaria avventura della Chiesa santa e peccatrice scandito dagli eventi conciliari»

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28 maggio 2015 ore 18,00 - Biblioteca Provinciale Frati Minori Cappuccini Messina

Quando il "pubblico è 'istruito... !- Abbiamo assistito ad uno spumeggiante finale scaturito da una incisiva domanda di mons. Nino Caminiti a cui hanno contribuito gli interventi di padre Felice Scalia e dell'ospite Padre Francesco Gullo. L'autore Luigi Sandri ha piacevolmente partecipato alla discussione tenendo conto delle osservazioni al libro  e alle dichiarazioni di principio (P. Felice) che hanno dato ancora più valore alla sua sofferta e pregevole opera.

 

2015_05_28-BPFMC-LIBRO-Luigi_Sandri2015_05_28-BPFMC-LIBRO-Luigi_Sandri"Dal Geusalemme I al Vaticano III"

Efficacemente condotti dalla prof.ssa Mariella Urzì, i 'lavori dell'incontro sono proceduti alacremente, lasciando ampio spazio alla interessante relazione dell'autore, non prima di aver dato voce al prof.re Pippo 2015_05_28-BPFMC-LIBRO-Luigi_SandriLipari per la sua breve ma esauriente presentazione ed aver spostato l'intervento del padrone di casa, Padre Francesco Gullo, subito dopo la relazione dell'autore.

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La presentazione del prof.re Lipari, ha messo in evidenza il grande certosino lavoro svolto dall'autore, che si schiera trasparentemente per soluzioni ed ipotesi condivise da molti cristiani "adulti nella fede". In questo percorso da Concilio a Concilio vengono messi a fuoco vari snodi fondamentali, eccone alcuni2015_05_28-BPFMC-LIBRO-Luigi_Sandri di quelli citati ad esempio: Costantino e l'Editto di Milano - comprese le recenti polemiche ...; il faticoso e controverso processo di dogmatizzazione nei Concili della Chiesa indivisa ( basti pensare al fenomeno della iconoclastia); il progressivo estraniamento tra le due Rome - ... l'ortodossia così poco conosciuta da noi cattolici!; ... il rapporto tra Concilio e Papato nel contesto del Grande Scisma d'oriente .. ; l'affacciarsi della modernità tra Riforma e Controriforma e il ruolo del Concilio di Trento...; lo scontro con la modernità e la questione dell'infallibilità nel Vaticano I; i lunghi anni della cosiddetta - anche se non tutti i papi presero quel nome, chiesa "piana".

Nota BLOG - Ai nostri giorni ... le luci sfolgoranti - (una su tutte - papa Francesco) ed ombre (truffe - attici da 300 mq - sete di potere, intrighi - abusi) disegnano un vestito che ha bisogno del contributo di tutti per essere smacchiato con umile e graduale pazienza in modo da non lacerare irrimediabilmente il tessuto.

Interventi

 

5Giu/150

Reggio Calabria – «Cantanti_Autori – Libri e Legalità – Giovani “un altro mondo” – Storia – I ‘Piloni dello Stretto

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4Giu/150

Reggio Calabria – «Un valido strumento sull’amore e i rapporti umani per il mondo dei giovani»

Venerdì 5 giugno 2015, ore 21.00 - Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria

“Educare per Crescere. Il Viaggio del Camaleonte

D2014_09_0306-PLA-NottiLunaottoressa Eva Gerace, Prof. Francesco Idotta

Venerdì 5 giugno ore 21.00 al Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria si terrà la conferenza di presentazione del libro “Educare per Crescere. Il Viaggio del Camaleonte” a cura degli autori: Dottoressa Eva Gerace e Prof. Francesco Idotta.
“Educare per Crescere. Il Viaggio del Camaleonte” è un progetto che nasce dalla lungimiranza di un gruppo di professionisti italo-argentini, per dare al mondo dei giovani uno strumento di apprendimento sull'amore e i rapporti umani: Roberto Coco, genetista di fama internazionale; Eva Gerace, psicanalista che da anni si occupa di ricerca e sperimentazione nel campo; Francesco Idotta scrittore e docente alla Scuola Secondaria e Patricia Gerace, pittrice e illustratrice.
La difficoltà di vivere è legata alla “cattiva educazione” ed alla mancanza di comunicazione tra padri e figli, alla incapacità di trasmettere da una generazione all’altra le basi sulle quali si fondano dei sani ed equilibrati rapporti umani, soprattutto tra i sessi. Educare per crescere si pone l’obiettivo di partecipare l’etica delle differenze, la sola che può generare amore per la vita, quell’amore che non è desiderio di dominio, ma capacità di abitare il proprio spazio, il proprio tempo e la propria condizione naturale.
Il progetto si attua in due parti, la prima comprende tre sezioni di racconti destinati ai giovani dai tre ai diciotto anni, che hanno come icona guida il camaleonte, emblema della capacità di accettare i cambiamenti, senza traumi, senza infingimenti e maschere, ma con coraggio.
Dall’acquisizione del concetto di diversità sessuale alla padronanza del proprio ruolo. La seconda parte è un saggio scientifico, una guida per docenti e genitori, che intende dare una chiave di lettura dell’opera narrativa e fungere da supporto psico-pedagogico.
La serata si concluderà, come consuetudine, con l’osservazione del cielo stellato del Planetario.

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Messina – «Un’OTTIMA SCUOLA – da Barbiana a Bordonaro – dove l’Insegnamento sa coniugare la dignità e la libertà dei docenti con quella degli allievi »

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26 maggio 2015 - Istituto Professionale di Stato  "Antonello"
Un appuntamento che certifica la vitalità della Scuola Messinese. Presentati due Progetti innovativi di coinvolgimento degli allievi utilizzando particolari mezzi per l'insegnamento. La consegna a cura dell'Associazione ADSeT del Premio "Certamen"-

Progetto G.I.O.CO.  Gioco Imparo Opero COopero - Premiazione "Certamen 2015"Metodo Cassalia

Sotto la direzione del preside Angelo Miceli (ADSeT) si è svolto un

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importante incontro con la presenza di tutte le componenti della Scuola e non. La prima a prendere la parola è stata la 'Preside dell'Antonello prof.ssa Maria Muscherà, il breve intervento di accoglienza e saluto si è soffermato sulla validità di questi Incontri che sono di stimolo per il miglioramento della valenza educativa della Scuola, luogo privilegiato di condivisione dei valori fondanti della Comunità civile.

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Coinvolgente ed efficace la presentazione del Progetto GIOCO da parte della sua autrice LINA LENZO, che non dimentica mai, di ringraziare le colleghe che hanno consentito la sperimentazione e l'affinamento dello stesso Progetto. Si tratta, in succinta sintesi, di mettere l'allievo al centro della didattica rendendolo protagonista della sua istruzione con un 2015_05_26-Antonello-GIOCO

percorso personalizzato permettendo così di trattare tutte le materie in

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modo gratificante e stimolante a beneficio della conoscenza e l'apprendimento da parte degli allievi. Il vivace ed interessato pubblico ha condiviso ed applaudito il pregevole punto innovativo capace di rendere  possibile il riconoscimento delle doti personali di ciascun allievo. Poi l'incontro è proseguito con la consegna dei Premi 

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"Certamen 2015", ai tre vincitori, previa presentazione del preside Claudio Stazzone. In ultimo la presentazione del "Metodo Cassalia" di Pasquale Cassalia, che ha fatto rivivere il cammino di tanti anni in cui si

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coniugava il sapere con lo sport. Un apprezzato saluto al prof. Carlo Bassetti, iniziatore di un diverso modo di 'fare Scienze motorie, condito dalla interessante perfomance di uno degli allievi del prof.re Cassalia campione di Wrestling.

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Nota BLOG - Questa è la Scuola che vogliamo; fatta di persone che mettono al primo posto la crescita dell'Uomo, di tutto l'Uomo, consentendogli di superare le difficoltà sostenendoli con dolce fermezza e tanto affetto. Sono i nostri figli!

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