CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

25Set/130

Messina – «La nuova Chiesa Parrocchiale di Sant’Elena»

2013_09_24-SANT_ELENA2013_09_24-SANT_ELENA24 settembre 2013 - Consacrata e aperta al culto - «La nuova Chiesa Parrocchiale di Sant'Elena» Il Parroco padre Pippo Principato, può essere fiero della sua Comunità, perché non gli ha fatto mai mancare il suo sostegno, morale e materiale, sia, nel primo periodo maggio-dicembre 2009, quando era in trasferta, ben accolto da Padre Fosco nella Chiesa di Paradiso, sia, dopo. quando si è ritornati in Parrocchia ma ristretti nella Piccola Perla della Chiesa del Ringo titolata a "Maria e Gesù del Buon Viaggio".

E' stato l'Arcivescovo Calogero La Piana a benedire le pietre inerti e le pietre vive di questo tempio sorto nello stesso luogo della precedente Chiesa.

2013_09_24-SANT_ELENA2013_09_24-SANT_ELENAPresenti molti sacerdoti e parroci: mons.ri Pietro Aliquò, Michele Giacoppo, Salvatore Trifirò, Tonino Schifilliti, Carmelo Lupò e Antonio Sofia, don Luigi Valenza. don Gianni Russo, padre Marcello Pavone, p. Roberto Scolaro, p. Andrea Cardile, p. Giuseppe Ruggeri, p. Giovanni Pelleriti, p. Giuseppe Lonia e ... diversi altri.

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La Comunità di Sant'Elena, 2013_09_24-SANT_ELENAspecialmente i giovani, 'sentono che si possono aprire nuove prospettive pastorali per un più incisivo impegno sociale. Sperano di essere messi in grado di potere mettere a frutto la loro potenziale e fantasiosa creatività per fare "il bene". Gli spazi fisici, vedi filmato,  non mancano e gradatamente si realizzeranno le opere di finitura che daranno completa attuazione al progetto degli architetti Franco Ficarra, Italo Strani e Franco Cardullo.

La Chiesa, capiente, era totalmente gremita, ma la previdente predisposizione di uno schermo murale esterno, ha consentito a moltissimi alte persone di partecipare alla funzione eucaristica, Padre Pippo ha anche ricordato che il Santo Don Luigi Orione è stato il 1° Parroco di SANT'ELENA

 

20Set/130

AFRICA – Uganda – «”wawo kacel” che tradotto in inglese significa “Walking Together” (!!!)»

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0"Walking Together" - Camminare Insieme - senza stancarci mai. "La Vita è un Viaggio nella Verità". Tanto più avremo sperimentato di vivere secondo coscienza tanto più avremo riconosciuto nell'altro il nostro fratello.

Il report 2013 di "Walking Together"  è una lama che divide l'anima e ci sprona a dedicarci alla vera solidarietà, a capire quanto siamo miopi, quando il nostro sguardo si ferma a 1.5 m (distanza dagli SMART TV), per guardare inutili clown che si autoesaltano per difendere il loro 'malloppo. Spero che la scarna, ma forte e veritiera, cronaca del viaggio ci aiuti a pulire la nostra mente e rendere più accogliente il nostro cuore. Grazie a Maria Romana e a Marisa per il

WT- "diario di bordo" Uganda (26 luglio–13 agosto 2013)

2013_09_20-WT_2013-Uganda-0KARAMOJA (29 luglio – 1 agosto) - Il pozzo di Namalu si trova all'interno della missione di p. Walter e serve per per l’ irrigazione dei campi coltivati a mais e di ortaggi vari. Il ritardo nell'installazione della pompa, spiega p. Walter, è stato causato da difficoltà tecniche e climatiche.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-0A Namalu vi è anche una una Farm "comunitaria", gestita da Giuliano che ha sposato una donna ugandese. Giuliano è un agronomo che ha messo a disposizione della popolazione la propria competenza avviando un'attività rurale che coinvolge, attualmente, 40 famiglie. Coltiva arachidi, riso, mais… e con i suoi progetti di formazione e sostegno alle famiglie, "ripaga" i finanziamenti ricevuti con prodotti ricavati dalle coltivazioni dandone una parte ai dispensari in difficoltà. Ha, inoltre, parecchi figli adottivi che educa all'autonomia e sostiene negli studi. La necessità attuale è l'acquisto di un trattore, anche usato, necessario per la coltivazione della terra. Trattore che Giuliano ripagherebbe in prodotti da destinare alle famiglie in difficoltà.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0A Moroto si viene accolti da Alessandro, volontario di Isp, che si occupa in prima persona dei progetti dell'agroforestL'aiuto di Isp consiste nell'educare all'autonomia e nel formare gli insegnanti. Se gli insegnanti non formano a loro volta gli studenti la collaborazione di Isp si interrompe compreso l'aiuto finanziario. Alessandro ci accompagna in una scuola di Moroto, il cui perimetro è costituito da piante di vario genere (ortaggi ed alberi frutta collocati in specifiche zone perimetrate) coltivate dagli stessi studenti.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0Raggiungiamo Matany in compagnia di Pierluigi Rossanago, medico dell'ospedale di Matany, nonché consulente diocesano, ed incontriamo, presso la sede dei comboniani di Matany, p. Marco. Il centro di Matany funge da coordinamento per i dispensari limitrofi. P. Marco ci aggiorna sulla carestia che sicuramente, tra settembre ed ottobre peggiorerà. Molti anziani, infatti, si stanno lasciando morire. Di uno di essi così riferisce così riferisce : " Non avremo neanche un filo d'erba da mangiare, perché neanche quello c'è ". L'erba, in realtà, c'è ma i raccolti sono stati in parte mangiati dagli uccelli ed il resto si secca per mancanza di pioggia.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0L’ospedale di Matany è ben tenuto; all'interno vi è un cortile erboso dove le famiglie dei paziente si accampano preparare il cibo per i loro parenti ricoverati (l'ospedale, infatti, non distribuisce cibo). Dalle informazioni ricevute dal dott. Rossanago, che ha illustrato dati recenti, ogni mese muoiono 430 bambini, con una media di 15 bambini al giorno, a questo dato si aggiunge anche la mortalità delle donne. Nel pomeriggio il dott. Rossanago illustra a Marisa, nei dettagli, il lavoro svolto dalla diocesi nella gestione dell'ospedale che, nonostante le carenze economiche, motivando adeguatamente lo staff, è capace di mantenere un buon livello di efficienza. L'ospedale di Matany, infatti, è il primo tra i distretti dell'Uganda. Attiguo all'ospedale vi sono le suore comboniane che gestiscono un 2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0laboratorio dove alcune ragazze realizzano lavori tipici della Karamoja.

Si ritorna, quindi, a Kampala…KAMPALA (2- 6 agosto) - Il Il 2 agosto Marisa visita la scuola che si trova nella baraccopoli di Soweto, dove vive un'umanità al limite dell'impossibile, un alveare di baracche. Impossibile descrivere... discarica a cielo aperto, fogna, bambini... venditori...

Il 4 agosto Marisa visita, con la famiglia di Davide, una Farm fuori Kampala. La farm è gestita da un ugandese che produce e che, nello stesso tempo, forma gli abitanti del luogo. 2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0Ogni ospite, come segno di accoglienza, ha piantato un albero mango.

Il 5 agosto Marisa visita il centro di formazione al lavoro di Kampala dove vi sono laboratori di falegnameria, parrucchiere, sartoria, meccanica, ferramenta e agroforest. E’ interessante l'impostazione che si basa esclusivamente sullo sviluppo produttivo e non sull'assistenzialismo.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0Il responsabile del laboratorio di agroforest è Nicholas che si occupa di formare i ragazzi al rispetto dell'ambiente insegnando loro la coltivazione e la vendita dei prodotti nei villaggi di appartenenza. Nicholas, infine, fa visitare a Marisa il deposito dei silos per lo stoccaggio e la conservazione dei cereali per gli abitanti della zona, che si trova poco, distante dalla scuola di formazione. Nel pomeriggio del 6 agosto presso la sede di Isp vi è uno spettacolo circense realizzato da ragazzi ugandesi. Lo spettacolo rientra in un progetto educativo scolastico il cui regista è un ragazzo americano, che insegna ai ragazzi ugandesi l’arte circense. Il progetto ha la finalità di diffondere nelle scuole di messaggi educativi tra cui la prevenzione all'aids.

LUWEERO / GULU (6 agosto – 9 agosto) - 

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0A Luweero veniamo accolti da p. Manana e nel pomeriggio, dopo aver visitato, accompagnati da p. Manana e Sr Bernadette, responsabile del progetto famiglie che stanno allevando i maialini che rientrato nell’ambito del progetto finanziato da WT, presenziamo all'incontro periodico delle donne con il coordinamento di Sr Bernadette. L'incontro delle donne ci è sembrato partecipativo: erano, infatti, tutte molto attente e verbalizzavano, perfino, gli argomenti oggetti della discussione.

Il progetto dei maialini sta funzionando abbastanza bene nonostante i problemi che periodicamente si presentano e attualmente ne usufruiscono 40 famiglie, mentre il 2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0progetto disabilità - come confermato da p. Manana e da Sr Bernadette – pare non abbia , invece, sortito i risultati sperati.

A Gulu veniamo accolti da fra Elio che ci attende per il pranzo. Fra Elio, durante il pranzo, ci racconta la sua esperienza. E’ arrivato a Gulu nel 1985 e inizia così, a collaborare con i coniugi Corti nella costruzione di un ospedale il "Santa Maria Hospital Lacor".

2013_09_20-WT_2013-Uganda-0L'ospedale - che non distribuisce pasti - è gestito direttamente dagli ugandesi ed i pazienti devono obbligatoriamente avere l’assistenza di un parente, in caso contrario riceveranno le prime cure ma non verranno 2013_09_20-WT_2013-Uganda-0ricoverati. Durante la guerra, la sera, le famiglie si rifugiavano all'interno dell'ospedale perché era l'unico posto che i ribelli non attaccavano. Nel primo pomeriggio visitiamo l'ospedale con la guida di Paolo, un avvocato bergamasco, che fa parte dell'associazione fondata dalla figlia dei coniugi Corti. Nel pomeriggio fra Elio ci accompagna all'orfanotrofio che accoglie attualmente 90 bambini orfani (alcuni sono sieropositivi, altri hanno, invece, perso la mamma a causa dell'Hiv) e 29 bambini con handicap vari.I bambini con handicap vengono assistiti dalla propria mamma che deve prendersi cura anche degli altri.

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Nel 1985 quando ha preso il potere Musseveni, gli Achori si sono ribellati uccidendo i fedeli 2013_09_20-WT_2013-Uganda-0di Musseveni. Una signora del posto, Bernadetta, incomincia così, con l'aiuto di alcune suore comboniane, ad accogliere non solo gli orfani degli Achori ma anche gli orfani dei "nemici". Nel 1986 le suore vengono portate via dai ribelli che non accettavano venissero accolti anche gli orfani dei "nemici" e fra Elio tratta con loro per il rilascio delle suore.

Bernadetta, con l'aiuto di una suora comboniana, continua a 2013_09_20-WT_2013-Uganda-0dare ospitalità ai bambini orfani, nasce così l'orfanotrofio “St. Jude Children's Home", grazie anche alla collaborazione di Sveva una signora di Napoli, morta il lunedì di Pasqua del 2012.

Questa notizia ha colto di sorpresa Marisa che, alcuni anni fa, aveva conosciuto Sveva, anche se solo , anche se solo, telefonicamente, ricevendo tutte le informazioni necessarie per affrontare il suo primo viaggio in Africa con l’invito di visitare l'orfanotrofio di Gulu (abbiamo pernottato nella Sveva’s Room). Bernadetta muore nel 1992 per un'emorragia intestinale causata dagli antinfiammatori ed è sepolta all'interno dell'orfanotrofio.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0Il giorno dopo, prima di raggiungere Kampala visitiamo , accompagnati da fra Elio, il centro "Comboni Samaritan's ”, gestito dalle suore comboniane che si prendono cura degli ammalati di Hiv. All'interno del centro vi è una una una una cooperativa dal nome "wawo kacel" che tradotto in inglese significa "Walking Together" (!!!) . Questa cooperativa gestisce laboratori di tessitura, tintoria, sartoria, nonché la lavorazione di perline, dove vi lavorano i malati di Hiv.

BUTAASA (10 agosto) - Butaasa è un villaggio che dista da Kampala circa 4,30 ore di macchina di macchina e si trova nella parte interna della foresta. Il pozzo si trova 2013_09_20-WT_2013-Uganda-02013_09_20-WT_2013-Uganda-0all'ingresso della farm "Rome Contry Farm Buyende". Siamo stati accolti da Robert, il direttore del carcere che ha richiesto la costruzione del pozzo, nonché direttore della farm.

LUNEDI’ 12 AGOSTO - Davide informa Marisa che uno dei due volontari italiani con i quali aveva con i quali aveva cenato a Moroto è morto in quanto ha contratto la malaria cerebrale. In mattinata incontriamo Davide (che non ci aveva potuto accompagnare a a Butaasa in quanto aveva nel pomeriggio un appuntamento in ambasciata) e parliamo, prima di tutto del pozzo di Butaasa; ci informa che è prassi di Isp fare delle visite a sorpresa nei luoghi ove finanziano i progetti per presa nei luoghi ove finanziano i progetti 2013_09_20-WT_2013-Uganda-0per presa nei luoghi ove finanziano i progetti per assicurarsi che la finalità del progetto venga rispettata.

2013_09_20-WT_2013-Uganda-0A breve sarà lui stesso a sarà lui stesso a far e una visita a sorpresa al villaggio di ButaasaCi spiega, inoltre, che avere un pozzo non nel villaggio ma in una zona protetta come una Farm è garanzia per il pozzo stesso, in quanto in caso contrario il funzionamento del pozzo avrebbe poca durata. Davide farà, inoltre, mettere a breve, sia al pozzo di Namalu che di Butaasa, una targhetta con il nostro nome non solo per dare visibilità al nostro gruppo ma anche per evitare, come è accaduto nel passato, che altre associazioni si prendano il merito di progetti realizzati da altri. Davide ci illustra, infine, alcuni progetti che potremmo finanziare. In Karamoja si potrebbe finanziare lo stipendio per un anno di un'ostetrica che verrebbe assunta dalla diocesi di Matany. Il progetto avrebbe la durata di un anno; la presenza di un consulente diocesano italiano (Pierluigi Rossanago), che controlla e fornisce i dati rappresenta una buona garanzia per il buon esito del progetto.

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2013_09_20-WT_2013-Uganda-0A Gulu si potrebbe, invece, finanziare per fra Elio la costruzione di un silos per lo stoccaggio e la conservazione di prodotti alimentari (fra Elio ha una farm ed ha già acquistato dei silos che attualmente si trovano all'interno di un'aula, si tratterebbe, quindi di costruire un apposito edificio). In questi giorni, chiederà , comunque, a fra Elio se vi sono delle urgenze e ne ne darà comunicazione per e-mail. 

2013_09_20-WT_2013-Uganda-0Nell'attesa che arrivi p. Andrew parliamo con Alberto uno dei volontari di Isp, il quale ci rappresenta la necessità di avere in questo momento falegnami, elettricisti e fisioterapisti che possano fare formazione. Alle 19 arriva, finalmente, (con ben 4 ore di ritardo) p. Andrewp. e Marisa gli spiega che siamo venuti da Isp per fare anche noi formazione, visto gli scarsi risultati che avuti a Gossace e gli elenca tutti i progetti che non hanno avuto continuità: cisterne, coltivazione mais, polli… - P. Andrew si mostra contento della nostra iniziativa in quanto anche lui è deluso dei risultati ottenuti in questi anni e ha proposto a Marisa una pausa.

PER ADESIONI E/O INFORMAZIONI: PADRE ANDREA CARDILE  - Tel. 347 50 19 789 - mariaromanamd@libero.it - carlofrancio@carlofrancio.net

20Set/130

Messina – SAE Cialla 2013/14 -«Lettura ecumenica degli Atti degli Apostoli – terzo ciclo»

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2013_05_16-Chiesa_del_Santo-SAE-Padre_Felice_Scalia"Rilanciata dal Concilio Vaticano II, 50 anni fa, la stagione dell'Ecumenismo riceve un nuovo fondamentale impulso dagli illuminati gesti di comunione di Papa Francesco."

Il Gruppo SAE di Messina continua con perseveranza il suo lavoro di cucitura dal basso per unire "Tutti quelli che invocano il nome del Signor Gesù Cristo". Ecco il programma annuale degli incontri mensili e di quelli straordinari preparati dal Gruppo coordinato dalla Dott.ssa Daniela Villari.  

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L'ecumenismo è ricerca del meglio e dell'oltre «Invita e fatti invitare» 

Il dialogo ecumenico rinnova il miracolo del sordomuto (v. Marco) - Dott. Carmelo Labate.

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18Set/130

Sardegna – “fedeltà alla tradizione che esprime l’identità di un popolo” – “giornata dell’ospitalità”

Allarghiamo agli 'amici del BLOG il gradito regalo della Prof.ssa Francesca Mele (per moltissimi anni coordinatrice del gruppo SAE di Reggio Calabria)

Carissime/carissimi,
da sarda trapiantata in Calabria, mi piace condividere con voi ... il racconto di come è nata (circa tre secoli fa) a Perdasdefogu, paese del sud della Sardegna, la “giornata dell’ospitalità”, che segue l'evoluzione dei tempi perché non si tratta di un’idea geniale di promozione turistica, nella gara mediatica delle “sagre paesane”, ma di quella fedeltà alla tradizione che esprime l’identità di un popolo.
A tutti un abbraccio, Francesca

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5-2013_09_16-MELE-PerdasdefoguAmicizia e condivisione. Il rito antico della “strangìa”

Perdasdefogu, l’ospitalità nel giorno della festa grande di settembre Usanza semplice e civile in un’Italia che si sente minacciata dagli stranieri. (di Giacomo Mameli)

PERDASDEFOGU. Da tre secoli Perdasdefogu riserva una giornata della “festa manna” di 2-Donnortei - orchidea selvaticasettembre ai forestieri, a “Is Istràngius”. L'usanza si rinnova in molte famiglie, quelle più legate alla tradizione. Una giornata storica, “Sa dì e sa strangìa” come trecento anni fa l'aveva battezzata don Giovanni Corona, precursore dell'ospitalità senza guardare il colore della pelle. A metà del 1800 don Giovanni Naitana accoglieva in sagrestia i viandanti senza amici e senza tetto.

Sa Strangìa si celebra l'11 settembre, il giorno prima del clou di una ricorrenza religiosa e laica, esaltata da una processione nella valle degli orti con le statue di Cristo e di san Giovanni Battista preceduti da un tripudio di 4-s274panni colorati cuciti su canne verdi di fiume fatte a croce, canti del rosario in sardo, donne scalze in pellegrinaggio, launeddas, costumi antichi, il canto dei goccius. Nelle case fresche di tinteggiatura vengono accolti quelli che giungono “da fuori”. Cenano e dormono a casa degli amici foghesini, oggi nella “stanza buona”, ieri su una stuoia accanto al focolare. Un gesto di rispetto. Più dell'amicizia. Gli ospiti erano soprattutto pastori che dai paesi del Gennargentu “svernavano” nell'altipiano del Cardiga, dal clima più mite rispetto al gelo sotto Punta La Marmora. Oggi continuano ad arrivare da Villagrande e Arzana, Ulassai e Tertenia, Escalaplano e Gairo. Da tutt'Italia e dall'estero. Perché ogni emigrato porta un suo amico “strangiu”. Una usanza semplice, civile. Certo che non la apprezzeranno i leghisti alla Mario Borghezio che ha definito “faccetta nera” Cécile Kyenge o quel vicesindaco di Diano Marino (Imperia) che le ha dato della “prostituta”. O, solo per stare alle ultime di cronaca, non festeggerebbero i bimbi “Istrangius” quei genitori di Costa Volpino (Bergamo) che pochi giorni hanno 3-Fonni- murale- sulla portaritirato da scuola i figli “perché c'erano troppi alunni stranieri” e si sentivano «minacciati da tante diversità etniche». O quelli che vogliono viaggiare su pullman per «soli bianchi, senza neri».

"Sa Strangìa" si è evoluta in forme diverse. Oltre venti famiglie sono formate da foghesini che hanno sposato donne dell'Est e sudamericane e che vivono «bene, in bidda». È stato organizzato un incontro fra tutte le rappresentanze straniere in Sardegna con tante donne e uomini che hanno raccontato la loro vita di “erranti” all'interno di un convegno ospitato nella chiesa preromanica di San Sebastiano con testimonianze dalla Giamaica, Africa mediterranea, Brasile, Senegal, Filippine, Cina, Ucraina, Bielorussia. E poi cena collettiva, «cena dei Cinque Continenti», l'ha definita Jane Kalakiwa psicologa del Guatemala.

Una festa d6-Sennorii civiltà che ha avuto il suo profeta in don Giovanni Corona, figlio di Giuseppe e Barbara Usala, «ordinato sacerdote a Cagliari il 21 settembre 1715, curato a Foghesu dal febbraio 1719 al dicembre 1721 e poi dal gennaio 1723 all'8 novembre 1741. Morì con i sacramenti», si legge negli archivi diocesani. Erano gli anni a metà del 1700, lunghi decenni di confusione politica in una Sardegna contesa fra spagnoli, austriaci e Casa Savoia.

 

1-s275

“Sa strangìa” aveva spezzato un tabù, in un momento in cui l'avversione verso i piemontesi era elevatissima. L'ostilità verso chiunque sbarcasse dal Tirreno era accentuata. Rileggiamo Procurade e moderare? Alle strofe 32-33 si dice: “Fit pro so Piemontesos sa Sardigna una cuccagna”, e più avanti: “Malaitu cuddu logu chi criat tale zenia, maledetto la terra che ha dato i natali a simile genìa”. Storia solo orale. Un piemontese - pare si chiamasse Càndia – verso il 1730 si trova a Perdasdefogu per fare incetta di legni pregiati di olivastro e leccio nelle steppe “Masongili 'eranu” e “Corràli”, oltre le cascate di Luèsu, olivastri millenari come a Santa Maria Navarrese. Oro per la flotta Savoia. Il legname, sui carri a buoi, arrivava ad Arbatax. Da qui, sui brigantini, prua verso Imperia dove il regno sabaudo aveva i cantieri navali.

2-lo stendardo di OristanoFlash back di trecento anni. Un pomeriggio di un 11 settembre di quegli anni Càndia passeggia da solo a Foghesu, paese ricco di povertà. Don Corona avvicina il piemontese, gli dice che nel paese sono tutti indaffarati, lo invita a cena. L'indomani, durante la messa (un gioiello di tempio in pietra, tetto in canne, raso al suolo negli anni '70 del 1900 e riedificato in cemento) racconta della serata col forestiero. I fedeli ascoltano, in prima fila i confratelli e le pie donne del Rosario e del Sacro Cuore. Dice, con rima foghesina doc: “Prus unu esti strangiu, prusu depit essi cumpangiu”, più uno è forestiero e più dobbiamo fargli compagnia. E ancora, con visione evangelica: “Seus totus fradis, filgius de una matessi babbu. E chi capitaus nosu in logu algènu? Siamo tutti fratelli, figli di uno stesso padre. E se ci trovassimno noi all'estero? ”. Il piemontese ascolta commosso. Quel giorno il parroco era stato fortunato. Il messale gli proponeva il Vangelo secondo Luca (14,1.7-14), quel brano nel quale Gesù va a casa di uno capi dei farisei e gli dice: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né tuoi fratelli né tuoi parenti né i ricchi vicini perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu 1-Oliena balloabbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, ciechi. E sarai beato perché non hanno da ricambiarti”. Don Corona ai “poveri, storpi, ciechi” aggiunse i forestieri. Nacque “Sa strangìa”.

Non ne avremmo saputo nulla se – a metà degli anni Trenta del 900 - non l'avesse raccontata ai cugini il canonico Priamo Maria Spano (1871-1959). A fine '800 l'aveva sentita da don Vittorio Cannas. Parlava di Strangìa anche un altro sacerdote di Perdasdefogu, don Girolamo Sulis. E anche don Sebastiano Lai “consacrato il 14 agosto 1794". Non si trovano precedenti. Il vescovo di Lanusei Antioco Piseddu conferma: “mancano del tutto i registri dal 1628 al 1689”.La storia si ripete. Domenica scorsa la lettura del Vangelo – nella chiesa sulla valle degli orti – proponeva ancora quell'attualissimo brano di Luca. Lo ha letto don GianMarco Lai. Ripartito il giorno dopo dai poveri del Madagascar dove dirige una comunità salesiana. «I malgasci mi ritengono malgascio, un mio chierichetto si sente foghesino». Sa strangìa esportata tra il Canale di Mozambico e l'Oceano Indiano.

 

14Set/130

Reggio Calabria – Scienza Fede Cultura «Maria “Testimone” privilegiata di Gesù»

15-16-17 Settembre 2013, dalle ore 21.00

Lungomare “Italo Falcomatà” presso le Mura Greche, Reggio Calabria 

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Celebrazioni Mariane: il contributo del Planetario provinciale Pythagoras 

“Le Stelle testimoni della nostra Cultura”

serata pubblica di lettura e osservazione del Cielo

Il Planetario Provinciale Pythagoras, condividendo il pensiero del Presidente, dott. Giuseppe Raffa, che nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona ha invitato tutti a superare divisioni ideologiche ed ha auspicato un impegno, in funzione del ruolo che ciascuno svolge nella società, finalizzato alla coesione sociale, ha inteso portare il suo contributo al raggiungimento di tale obiettivo.

Presso le Mura Greche sul Lungomare “Italo Falcomatà” di Reggio Calabria nelle giornate del 15,16 e 17 Settembre dalle ore 21.00 gli Esperti del Planetario parleranno di stelle: “Stelle testimoni del nostra Cultura”. In un percorso che attraverserà l'astronomia, la scienza e il mito, al pubblico, partendo dalle costellazioni visibili a occhio nudo e ben riconoscibili sarà spiegata la formazione e la struttura delle stelle e i fenomeni astronomici che vi sono legati.

Attraverso la lettura di brani e di poesie sarà possibile evidenziare come l’interpretazione della volta celeste appartiene a tutte le civiltà, e ciascuna di esse ha elaborato la propria storia celeste costruendo i racconti plasmandovi le storie dei propri eroi mitici, il racconto epico o leggendario sulle proprie origini, generalmente divine. L’Astronomia tra le scienze che si sviluppano nella Magna Grecia, ha un posto preminente. Nella nostra Regione poi, che affonda le sue radici in quei popoli antichi che hanno costruito il sapere astronomico questa scienza è il testimone di un iter culturale iniziato millenni fa. Solo per tutto questo, il Planetario provinciale, non poteva non portare il suo contributo alle celebrazioni mariane.

Nelle serate indicate sarà possibile osservare il Cielo con gli strumenti. La partecipazione è libera.

Per informazioniSegreteria Planetario tel\fax 0965 324668 -Rosario Borrello 329 4464386 - Marica Canonico 328 9341475 - Carmelo Nucera 366 1551337 - Sito www.planetariumpythagoras.comE-mail planetario.rc@virgilio.itTwitter @PlanetarioRCSkype planetario.pythagoras - Gruppo e fanpage su Facebook

13Set/130

Messina – Percorso Ecumenico «Conoscere gli altri – per conoscere meglio se stessi…»

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mercoledì 18 settembre alle ore 17.00

Parrocchia Santi Pietro e Paolo

iniziano i tre pomeriggi dedicati ad un tema di grande attualità, l'Ecumenismo.

Papa Francesco, in continuità con il grande respiro del Concilio Vaticano II lo trasmette con la forza degli atteggiamenti quotidiani di Dialogo e di Rispetto.

Il Relatore Padre Filippo Cucinotta, è una garanzia per lo svolgersi di Incontri, non formali, aperti ad una vera partecipazione dell'uditorio.

L'accoglienza a tutta prova, di Padre Franco Arena, insigne predicatore e formatore culturale, consentirà di vivere un vero evento formativo di ecclesialità ecumenica.

12Set/130

Palermo – PFTS- Cultura, Fede, Catechesi «Atti della VI giornata di studio di catechetica»

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Don Pino Alcamo

Don Pino Alcamo

2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-11Don Pino Alcamo, (direttore dell'ufficio catechistico regionale), bruciando i tempi di normale pubblicazione, mette a nostra disposizione un'efficace "strumento di servizio", facendoci ripercorrere le tappe di una "FEDE CHE CAMMINA" sulle strade del mondo. Curando ed armonizzando il lavoro, non solo intellettuale, di insigni e fecondi docenti che vivono con grande apertura mentale il rapporto tra la fede e la ricerca del confronto con tutti gli uomini in cammino.

A tal proposito, dice Papa Francesco al Pregiatissimo Dottor Eugenio Scalfari ...(...L'enciclica LUMEN FIDEI...è diretta non solo a confermare nella fede in Gesù Cristo coloro che in essa già si riconoscono, ma anche a suscitare un dialogo sincero e rigoroso con chi, come lei si definisce «un non credente da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth»

"Facciamo in modo che lo sforzo di dialogo ecumenico, le parole, le testimonianze e i gesti dei Sacerdoti che hanno il cuore della mente illuminato dalla Sapienza Divina, ci aiutino, a noi Laici, i veri 2013_02_22-Palermo-PFTS-CCCxCHIESA-28animatori del temporale, oggi a 50 anni dal Concilio ad avere sempre fiducia, nonostante le 'rughe, nella Santa Madre Chiesa,  per una realizzazione comune del Regno di Dio, iniziando e terminando con la preghiera di Lode."

Atti della VI giornata di studio di catechetica, fatta in Facoltà Teologica di Sicilia nell’anno accademico 2012/2013.

11Set/130

Messina – «Una Festa che parla a tutti – mettendo nel cuore il SS. Salvatore»

2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDO2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDO8 settembre 2013 - La Festa del SS. Salvatore, possiamo dire che coincida, con la Festa del territorio di buona parte del Villaggio Aldisio e non solo. I religiosi Guanelliani insieme alla Comunità parrocchiale hanno steso un Programma semplice, rivolto a tutti, mettendo al centro la Parola (Triduo Messe, Omelie), la Preghiera (Adorazione Eucaristica, Santo Rosario, Preghiera della Comunità) e la Carità (visita agli ammalati, confessioni). Ma arricchendola anche di momenti comunitari di condivisione e fraternità popolare (Processione SS Salvatore) e di svago, oltre all'iniziale The best Of IL RE LEONE, lo  Spettacolo Grest e lo  Spettacolo musicale concluso da una gastronomica "Salsicciata".

Don Aldo Mosca, ha avuto l'onere e l'onore, di presiedere la Liturgia Eucaristica, del Triduo e della Festa dell'8 settembre 2013. Da precedente parroco, ha giocato in casa, e rinverdendo l'aulico linguaggio 'tridentino ha iniziato l'omelia con un "ca' ma' a fari?". Don Nico Rutigliano (attuale parroco), ha subito preso nota del 2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDO2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDOforbito linguaggio, sperando di utilizzarlo al più presto nella riunione del GOZ. Don Arcangelo Biondo non è stato da meno, e ha omaggiato; tutte le componenti, che si sono distinti nella preparazione della festa, dai giovani, al coro ai presenti tutti, con un caloroso e ripetuto applauso.

«E' bello, riassaporare le antiche sensazioni di completa condivisione di una esperienza di fede. Specialmente la visione di uomini adulti, impegnati a ringraziare, con il canto ed una fervente partecipazione, per il dono del Sacerdozio Comune, ricevuto nel Battesimo. Non ascoltatori ma sacerdoti protagonisti insieme ai Presbiteri ed ai Diaconi. Il Coro, ben diretto, ha esaltato con il canto le qualità di una Comunità motivata e coesa, ben avviata, in umiltà e fervore, verso la realizzazione del 2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDO2013_09-08-SS_SALVATORE-FESTA-DonALDORegno di Dio, qui e ora, aperta alla partecipazione di TUTTI

 

7Set/130

Messina – «Il “BLOG” fa suo l’appello di “Papa Francesco” – PACE PACE PACE»

1-CCI07092013_00000La grande causa della pace tra i popoli ha bisogno di tutte le energie di pace presenti nel cuore dell'uomo - per questo PAOLO VI, poco prima della morte (agosto 1978), per liberare e ben indirizzare tali forze - ad «educarle» volle fosse dedicata la Giornata mondiale 1979

1/1/1979 «Per giungere alla pace, educare alla pace»

E' stato proprio Papa Paolo VI, convinto che la pace è opera di tutti, a lanciare nel 1967 l'idea di una "Giornata mondiale della Pace"! Egli che durante tutto il corso del suo pontificato, camminò sui sentieri difficili della pace. Egli condivideva le vostre angosce, quando essa era minacciata; soffriva con coloro che erano travolti dalle sventure della guerra; incoraggiava tutti gli sforzi per ristabilire la pace; conservava in tutte le circostanze la speranza, con energia indomabile. (GiovanniPaoloII Messaggio 8/12/1978 per la XII Giornata mondiale della Pace 1979).

Ci siamo educati alla pace? Siamo, ogni giorno, operatori di pace, nelle piccole e grandi azioni quotidiane?

2013_07_08-LAMPEDUSA-Papa_Vescovo-FRANCESCO-"Si fa la guerra affermando di avere in cuore la pace. In nome del proprio sogno si contrasta il sogno dell'altro e non gli si fa posto. Il conflitto è contrabbandato come il prezzo inevitabile da pagare per la quiete e l'ordine, spesso identificati con la vittoria e la tranquillità del più forte. E il sangue di Abele continua a gridare dai solchi della terra (cf. gen 4,10). «Così l'uccisione del fratello, fin dagli albori della storia - ci fa notare GPII nell'Evamngelium vitae-, è la triste testimonianza di come il male progredisca con rapidità impressionante: alla rivolta dell'uomo contro Dio nel paradiso terrestre si accompagna la lotta mortale dell'uomo contro l'uomo»(EVi 8[EV 14/2191]."

Il digiuno materiale e spirituale ci è richiesto per fortificare la nostra capacità di porre al primo posto il bene comune della Pace in ogni luogo ed in ogni circostanza. Proviamoci !

Piazza San Pietro - ore 20 - Parte del discorso di Papa Francesco - ripreso da RAI 1

7Set/130

Milazzo – Musica Arte «Cu voli puisia venga n’ Sicilia»

Cu-voli-puisia

3Set/130

Barcellona P.G. – « E se ATTILIO fosse tuo fratello ? »

2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-2 settembre 2013 - E' questo il messaggio forte che i giovani, delle varie 'Associazioni,  hanno voluto "scolpire" su uno degli striscioni che aprivano il corteo e che campeggiava in Piazza, durante i motivati e variegati interventi.

Interventi, tutti rispettosi delle "sentenze", ma determinati ad offrire oltre alla solidarietà alla Famiglia Manca, il 2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-supporto morale e materiale, per andare oltre "questa sentenza", per continuare con rinnovata lena, l'approfondimento e la ricerca di nuovi elementi di prova, in modo da rendere chiara a tutti la piena verità "sull'assassinio mafioso" di Attilio Manca.

2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-La prima a ricevere la parola da Gianluca Manca è stata Maria Teresa Collica (sindaco di Barcellona P.G.), che ha saputo, con un 2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-linguaggio chiaro e forte nei contenuti, dare concretezza alle parole solidarietà e giustizia. Poi è stata la volta di Sonia Alfano (deputato europeo), che ha invitato i barcellonesi a rendere il giusto omaggio alla Famiglia Manca togliendo la mala pianta che alligna ancora nella città.

In successione hanno fatto poi, il loro intervento: Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), Antonio Ingroia (ex procuratore), Valentina Zafarana (Dep. reg. 5Stelle), 2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-2013_09_02-BPG-AttilioMANCA-Francesco D'Uva ((Dep. naz. 5Stelle), Renato Accorinti (sindaco di Messina), Massimo Lo Schiavo (Sindaco di Santa Marina Salina), Dario Russo (Ass. Milazzo),  Santo Laganà, (pres. Associazione “Rita Atria”), il Coordinatore Fondazione Peppino Impastato. (Filmati)

Presenti anche molti giornalisti tra cui cito Riccardo Orioles (socio fondatore della rivista “I Siciliani”) ed Antonio Mazzeo. Si può dire, data la provenienza dei partecipanti, che buona parte della Sicilia si è ritrovata con animo condiviso nel sostegno ad Angela, Gino e Gianluca Manca.

FILMATI



3Set/130

Agrigento – «VENITE ALLA FESTA – Oggi si prepara / un banchetto alla casa del re / …»

«VENITE ALLA FESTA -

Oggi si prepara  / un banchetto alla casa del re / il figlio suo si sposa / e questa festa deve essere / la più grande che si è fatta mai.

Tutto è pronto già da tempo / i vitelli grassi e il vino / arrivati da lontano; / anche i servi son partiti / per chiamare alla festa / gli amici del re.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa

Scende ormai la sera / nella casa ancora vuota del re. / Gli amici hanno rifiutato, / al banchetto non verranno, / ma la festa oggi si farà. / Dalle strade e dalle piazze / e dai campi più lontani / arriveranno gli invitati / e saranno ciechi e zoppi / che dai servi han sentito / l'invito del re.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa

Voi  che dalla vita / non avete avuto niente / e siete soli. / Venite alla festa

Voi che avete fame di giustizia / e soffrite nel silenzio. /Venite alla festa

Tutti voi che siete / umiliati e disprezzati dalla gente.

Venite alla festa - Venite alla festa - Venite alla festa
[mp3]http://www.carlofrancio.net/wp-content/uploads/2013/09/01_veniteallafesta.mp3[/mp3]
1979-Coro Don Orione-Canto d'ingresso-Matrimonio_Carlo_Pina-Celebrante_Don_Crucitti

2013_09_06-Agrigento - Dedicazione della Chiesa Cattedrale

2Set/130

Milazzo – «Uno sguardo particolare alle DUNE COSTIERE per conoscere ed amare la nostra terra»

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