CARLO FRANCIO' Sito personale e comunitario – associazioni e realtà sociali -"Il Leone e il Gallo" – "Amico di Lampedusa"

27Gen/100

Dal duplice dolore – Giampilieri Messina – Favara Agrigento – la dolorosa dichiarazione dell'Arcivescovo Metropolita di Agrigento –

Dal sito dell'Arcidiocesi di Agrigento >

  Mons. Montenegro: "Per i funerali il mio posto sarà tra la mia gente" «Chiedo anche al Signore che non arrivi mai il momento di dovermi rifiutare di celebrare funerali ‘previsti’ o ‘preannunciati’, perché quel giorno, se mai dovesse arrivare, il mio posto - da agrigentino - sarà tra la nostra gente a pregare, ma non me la sentirò di parlare, come sarebbe successo se fossi stato a Messina».
 Sono parole che scrissi in una lettera pubblica inviata al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e alle autorità della nostra provincia in occasione della frana che colpì Giampilieri riferendomi al Centro Storico di Agrigento.
Parole che riconfermo e nella loro interezza.
 Domani mattina, per i funerali, il mio posto sarà tra la gente di Favara, con loro pregherò per Marianna, la piccola Chiara e per i loro genitori Giuseppe e Giuseppina e per il piccolo Giovanni.
 Non è un sottrarmi al mio ruolo di vescovo, di pastore della porzione di Popolo che il Signore mi ha affidato, ma un farmi solidale e vicino alla famiglia Bellavia in questo giorno che è giorno di preghiera e silenzio.
 Condivido e faccio mie le parole che sono state lette domenica, 24 Gennaio, nelle parrocchie di Favara ed esprimo la mia vicinanza al clero e alla comunità ecclesiale tutta.
 Invito tutti a guardare al Crocifisso, nell’estremo grido di Gesù sulla croce sono contenuti e riecheggiano tutti i gridi dell’umanità intera e tutti sono bagnati dalle lacrime del Padre.

+ Francesco Montenegro
Arcivescovo

Link collegato - Lettera aperta di Padre Felice Scalia- al Giornale online "Tempostretto"

 

27Gen/100

Basilica concattedrale del SS. Salvatore – "Voi sarete testimoni di tutto ciò"- Conclusione Ottavario di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

Lunedì, 25 gennaio 2010, alle ore 18,00, nella Basilica Concattedrale del SS. Salvatore si è rinnovata la «Celebrazione Ecumenica della Parola di Dio».  Padre Roberto Romeo, delegato diocesano per l'ecumenismo, ha ringraziato tutti per la presenza a questo importante appuntamento ecumenico, ricordando che siamo nell'anno del centenario, giugno 1910, del primo incontro delle chiese Cristiane svoltosi ad Edimburgo.

In particolare ha voluto ringraziare, nominandoli,  i rappresentanti delle varie confessioni religiose, Padre Alessio della Chiesa greco ortodossa, Padre Vassili della Chiesa romeno ortodossa, la gentile sig.ra Lumiaco in rappresentanza della Pastora Crista Wolf e della Comunità luterana, Padre Antonio Cucinotta della comunità greco cattolica e l'arcivescovo Calogero La Piana, che in questa Chiesa ha la sua sede Archimandritale. Ha inoltre auspicato che si possa formare, a breve,  la Commissione Ecumenica  Diocesiana e da questa arrivare poi al Consiglio delle Chiese operanti nel territorio messinese.

 L'Arcivescovo, ha subito evidenziato la forza dell'espressione di Luca "Oggi sarete testimoni di  tutto". Si tratta del mandato missionario che Gesù affida agli Apostoli. E dopo una sintetica panoramica sul percorso ecumenico, dal 1910 fino al Vaticano II, si è soffermato sulla "stridente contraddizione tra la missione per l'annuncio del Vangelo e la non Unità dei cristiani". In rferimento anche al brano "Da questo riconosceranno che siete miei discepoli se vi amerete gli uni e gli altri...".

Padre Alessio ha ringraziato la Divina Bontà per l'incontro in questa storica Chiesa, di tradizione greco bizantina, ricca di ricordi e sentimenti familiari. E nell'esprimere gratitudine all'amato Arcivescovo, "che ci onora a tenerci al suo fianco", si è rammaricato dell'assenza della Pastora Valdese. Tanto più che la Comunità ortodossa ha trovato fraterna ospitalità nella sede della Chiesa Valdese. Ha quindi portato a conoscenza la lettera del precedente Pastore Luterano Jens Hansen, piena di carità di apprezzamento e riconoscenza e commentava che se fossimo uniti, sarebbe una ricchezza per tutti. "Vera carità fatta di gesti concreti". Poi, magistralmente ha illustrato il "Credo" o simbolo ancorandolo alla risposta di Tommaso a Gesù otto giorni dopo la resurrezione...«Mio Signore e mio Dio».

Don Felice Bruno, (Don Orione), oltre ad avere collaborato col delegato ecumenico, ha dato le indicazioni per la raccolta delle offerte. Le intercessioni sono state pregate dall'Archimandrita romeno Ortodosso, mentre la preghiera di apertura era stata iniziata, all'ambone, dalla sorella della Pastora Wolf. In apertura,una calda accoglienza era stata data a tutta l'assemblea, con lo stile sobrio e contenuto che gli è proprio, dal Parroco della Concattedrale Don Olimpio Simonato.

Ricordati nei ringraziamenti anche il Coro, il Gruppo SAE, Sant'Egidio, Padre Tripodo Direttore Caritas, Padre Maiuri ed ... il seminarista.

22Gen/100

"Vola solo chi osa farlo"-«Un Vescovo nel cuore» – Gennaio 2008 – Gennaio 2010

Da due anni è l'Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Campobasso - Bojano. Ma noi lo vogliamo ricordare, come soleva farsi chiamare in terra di Calabria, nella diocesi di Locri Gerace, Padre GianCarlo Maria Bregantini.

Disponibile all'incontro con i giovani, ha sempre trovato il modo di coinvolgerli, conducendoli per mano ad una riflessione motivata sulle domande fondamentali della vita.

Riportiamo alcuni punti fondamentali di un suo discorso agli Studenti di Barcellona P.G. del 2006:

1) La Verità : «nella verità la pace» - "Non abbassiamo mai la vetta, manteniamo alti gli ideali dicendo no alla menzogna."

2) La Misericordia : «capacità di leggere dentro i cuori»

Per farsi capire meglio dai giovani studenti, racconta questo aneddoto- "Un gruppo Trentino è in visita in Sicilia, a Taormina Giardini Naxos. I componenti vengono attirati da un frutto mai visto multicolorato e mentre pregustano  la dolcezza della polpa, vengono inondati dalle piccole spine della scorza. Il dolore intenso  dura parecchio tempo. Un ragazzo indigeno, facendo vedere come è facile sgusciare il frutto con un coltellino, operando con tre tagli di cui il primo logitudinale e gli altri due trasversali alle estremità, mutua una massima: «Gli uomini sono come i fichi d'india, l'esterno è pieno di spine ma bisogna saperli prendere per trovare il buono dell'interno»

3) L' impegno nel sociale e nella politica

Sottolinea l'opera di Giorgio La Pira e Don Milani

La Pira: DAL SOGNO > AL SEGNO - Una casa > Per amare - Una chiesa >  Per pregare  -   Una fabbrica > Per lavorare - Una scuola > Per imparare  -  Un ospedale > Per  guarire                            

 Don Milani: "Il problema degli altri è uguale al mio: sortire insieme è politica - sortire da soli è avarizia

E allo studente che chiede una definizione della mafia, il Vescovo risponde: «La mafia è la maggiore forma di autismo, società chiusa dentro un sacco nero  che diventa violenta ed invasiva.>> Ma per i giovani che si fanno irretire ed entrano in questo sacco, il problema vero diventa quale strategia debba essere utilizzata per tirarli fuori .

Quanto sono validi ancora oggi questi insegnamenti, quante coscienze si sono formate sull'esempio di questi italiani del Sud, del Centro e del Nord. Grazie, Padre GianCarlo, per avercelo ricordato.

20Gen/100

Iniziato nella Chiesa Madonna della Mercede – L'ottavario di preghiera per l'Unità dei cristiani

Lunedì 18 Gennaio 2010, nella Chiesa dedicata alla Madonna della Mercede e a San Valentino, si sono riuniti nella preghiera ecumenica un nucleo di cristiani di buona volontà

Evento centrale è stata la celebrazione della Parola con la lettura del capitolo 24 del Vangelo di Luca. Questo capitolo ha in sè la valenza del nostro Credo o simbolo degli Apostoli.

Le meditazioni seguenti ci hanno fatto gustare il fatto più misterioso ed esaltante della nostra fede, il nocciolo che la caratterizza: "La Resurrezione". I padri della Chiesa ci richiamano alla grandezza della Creazione ma sottolineano che ancor più grande è il Mistero della Redenzione. Uomini di tutti i tempi in cammino per Emmaus. Donne che vedono il sepolcro vuoto e per prime capiscono che il Signore è risorto. Giovani che arrivano per primi al Sepolcro e aspettano l'anziano, il più attrezzato, quello sulle cui spalle è stato posto un grande peso di unità, quello che aveva riconosciuto "Il Signore". Sono cento anni che è iniziato questo cammino di unità. Nei tempi della comunicazione ultra veloce speriamo ne bastino molti di meno per portarla a termine.

Carmelo Labate legge "Luca,24"

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15Gen/100

Giampilieri – manifestazione a tre mesi dalla Tragedia – «Attese e Speranze»

In una grigia plumbea giornata, i Cittadini Messinesi, colpiti dalla sciagura del 1° Ottobre, si sono riuniti di fronte alla Prefettura per far sentire la loro voce.

Diversi i cartelli, che vogliono testimoniare la voglia di partecipazione alle scelte che le autorità preposte dovranno prendere. E' un grido di dolore di chi ha i bambini che vivono in un paese deserto e senza colori. I colori in verità ci sono: sono quelli delle varie zone, verdi, rosse, gialle, viola. Ma non portano gioia, solo tristezza. La casa divisa a metà, tra zona rossa e zona verde, sembra più una boutade, che il risultato di una ponderata scelta tecnica.  In ogni caso mortifica le persone che devono subire questi ulteriori disagi.

Abbiamo raccolto una semplice testimonianza audio, in cui risalta la consapevolezza e la dignità dell'interlocutrice che spiega le motivazioni di questa manifestazione unitamente alle loro speranze e attese.

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14Gen/100

SAE: Settimana di preghiera 2010 – Calendario appuntamenti e informazioni

  ASSOCIAZIONE ECUMENICA “E. Cialla” - SAE - Segretariato Attivita’ Ecumeniche - Gruppo di Messina

 Settimana si preghiera per l’Unità dei cristiani (18-25 gennaio).

Due appuntamenti di preghiera:

 Lunedì 18 gennaio alle ore 17.00 : chiesa della Mercede, via Cannizzaro

Lunedì 25 gennaio alle ore 18,00 : chiesa SS. Salvatore (al Savio)

Motivazioni e considerazioni di carmelo labate:

14Gen/10Off

Speciale: Settimana di preghiera 2010 – «In cammino verso l'unità» – "Approfondimenti e documenti"

Speciale Don Orione 

12Gen/102

«Un'altra tappa nell'incontro tra gli uomini di buona volontà»

Lunedì 11 gennaio alle ore 20.00 nella «sala dell’oratorio» della Parrocchia della Consolata (Don Orione) si è svolto l'incontro, promosso dal SAE Messina per la ventesima giornata del dialogo ebraico-cristiano.

 Il presidente Prof. Carmelo Labate ha subito condotto l'uditorio alla percezione dell'evento facendo un excursus sulle origini della "giornata del dialogo ebraico-cristiano" e le ragioni della sua ripresa, dopo un anno di interruzione, per incomprensioni bilaterali. Ha anche comunicato che il tema dell'incontro : «L’accoglienza nell’ebraismo: eredità per il cristiano» era precedente a quello scelto, per quest'anno, da parte della Chiesa, "la quarta parola delle dieci parole", ( i comandamenti), "ricordati di santificare le feste". Paradossalmente il tema, scelto in precedenza, si rivestiva di stringente attualità, visti i fatti accaduti in questi ultimi tempi, da quelli dei ROM a Napoli a quelli di Rosarno ancora in atto. Concludendo il suo intervento ha voluto rendere omaggio a Maria Vingiani anima del SAE, per quanto ha fatto per il dialogo Cristiano-Ebraico, riuscendo a portare, sul tavolo del Segretario di Stato Capovilla e da questi al Papa Giovanni XXIII, un libro scritto da uno scrittore francese "Gesù Cristo nostro  fratello", che sicuramente ha contribuito alla nascita del documento «La Nostra Aetate» che ha di fatto aperto il dialogo con tutte le religioni. Ci penserà poi Paolo VI, che ha definito gli Ebrei "Fratelli maggiori nella fede" a suggellare questo epocale cambiamento.

Il relatore, Prof. Giovanni Caola, docente nella Facoltà di Agraria, ha voluto chiarire da subito, di non essere un'esperto titolato, ma come proprio la precedente professione di Chimico, in un'azienda privata, gli avesse consentito di entrare in rapporto con gli ebrei e di innamorarsi della loro cultura, a questa premessa è seguita la lettura di Genesi 18,1-15 "L'apparizione di Mamre".

Raccontandolo alla maniera ebraica, il prof. Caola mette in rilievo una serie di azioni di Abramo a riguardo degli ospiti che considera dei semplici viandanti. E' premuroso, manda a prendere l'acqua, per il lavaggio dei piedi, (Gesù nell'ultima cena farà lo stesso con gli apostoli), li porta a sedere al fresco sotto le querce, alberi maestosi con fogliame adeguato a dare frescura, fa preparare del buon cibo, dalle focacce, ai latticini al capretto, che sceglie personalmente, tenero e buono. Fa loro compagnia e li invita a soggiornare. ... e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perchè è ben per questo che siete passati dal vostro servo. Qui si capisce che Abramo coglie la straordinarietà di questi viandanti, e pur rimanendo interdetto quando gli viene chiesto della moglie Sara e del preannuncio della sua prossima maternità.-... « Tornerò da te tra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio» . Il soggiorno e il sorriso di Sara.

Il nostro padre Abramo è stato accogliente, e noi che deriviamo dal popolo ebraico abbiamo ricevuto questa eredità.

Una domanda per tutti, siamo accoglienti? La nostra società di oggi è accogliente? Le nostri leggi sull'immigrazione?

Domanda piena di pathos a cui sono state date diverse risposte dai presenti. In qualche intervento si è avuta la sensazione del rifiuto dell'accoglienza ebraica, quasi contrapponendolo a Gesù di Nazaret, che  invece porta a compimento la Legge Mosaica. Istruttivo è pieno di passione l'intervento dell'arch. Antonio Amato, che ha messo in luce e ben chiarito, che la dizione "soggiornarono", vuol dire sempre "tu sei ospite a casa mia", mentre dove c'è Dio non ci sono 'ospiti, la casa è di entrambi, non abbiamo un'ospite nella nostra casa, ma noi e l'Ospite condividiamo la stessa esperienza, in definitiva siamo la stessa cosa. Bello e motivato l'apporto di Cettina Bassetti, che vivendo da decenni questa esperienza di accoglienza, ne ha sottolineato la valenza evangelica.

12Gen/100

«Uganda 2010 – Walking Together»

"donne messinesi".

 "fierezza" + "professionalità" 

unite ad una straordinaria dose di

"umanità" + "accoglienza 

Ecco le immagini del Calendario. Buona visione

2Gen/100

«PACE IN TUTTE LE TERRE» – La Comunità di Sant'Egidio promotrice e capofila di Gruppi e Associazioni di una Civile Messina che "Ripudia le guerre, tutte le Guerre!"

In una semifredda serata, nello spiazzo antistante Piazza Cairoli, prende lentamente corpo un movimento di persone. Giovani, anziani, bimbi, laici, religiosi, monaci ortodossi, presidenti e singoli aderenti di varie associazioni messinesi insieme ai rappresentanti delle Comunità, provenienti da tanti paesi di tutto il Mondo, che vivono nel territorio messinese. E' con questo richiamo a tutti i continenti che il primo Oratore, con stile sobrio, facendo risuonare le Parole del Papa Benedetto XVI, elenca le manifestazioni di cui si è fatta alfiere la Comunità di Sant'Egidio . (Con il papa a Roma nel 2009 erano oltre 15.000 i partecipanti alla Marcia per la Pace).

Molto più contenuti i nostri numeri, ma la qualità è invariata. I cartelli delle varie nazioni, vogliono evidenziare la grande famiglia formata da tutti i Popoli della Terra. Iniziata la marcia sul Viale S.martino a salire fino alla Chiesa S. Nicolò all'Arcivescovado dove i partecipanti sono stati accolti dal parroco mons. Tonino Schifilliti. Una Chiesa ritornata a splendere, con un articolato altorilievo che fa da sfondo all'altare.

Padre Alessio -Ieromonaco ortodosso

Vari e suggestivi i momenti che hanno voluto ricordare tutte le vittime della guerra e del terrorismo. Canti, preghiera del Salmo 121, lettura del Vangelo dei Poveri. Preghiere di Intercessione e di Invocazione. P. Padre nostro. Lettura dell'appello della pace. Silenzio. Accensione delle candele in memoria dei poveri di tutto il mondo. Abbraccio, canto finale intonato dai tanti Bimbi e firma del documento, hanno suggellato un'altra pagina di partecipazione e solidarietà.

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